Il VIX in continuo calo fa attivare un setup di medio periodo

19 aprile 2018

Anche Wall Street corrisponde agli auspici recenti, producendosi in una seduta convincente anzitutto sotto il profilo del saldo finale.

Dopo un paio di sedute all’insegna dell’incertezza, Piazza Affari rompe gli indugi e supera l’ultimo diaframma che la separa dal massimo di gennaio; ora nel mirino. Resta da stabilire se l’indice MIB si limiterà al simbolico miglioramento dei massimi annuali, o se si produrrà in un breakout delle resistenze primarie che hanno finora contenuto la borsa italiana. Propenderemmo per la prima ipotesi, ricordando le barriere che fino ad ora hanno contenuto il listino, e che meritano tuttora il dovuto rispetto.

Anche Wall Street corrisponde agli auspici recenti, producendosi in una seduta convincente anzitutto sotto il profilo del saldo finale. Vale la pena di notare che, malgrado la debolezza nelle battute conclusive, questa volta il saldo dell’ultima ora non sia risultato negativo. Aspetto forse più interessante, è rappresentato dal nuovo massimo assoluto raggiunto ieri dalla Advance-Decline di NYSE e S&P500: in netto anticipo rispetto all’indice. Segno che lo S&P risulta zavorrato da poche società ad elevata capitalizzazione.

Ma l’input più interessante della giornata, riguarda il nuovo e ulteriore ripiegamento della volatilità. Il VIX fa registrare un cedimento per la settima seduta consecutiva. Per ritrovare un episodio analogo, dobbiamo risalire alla fine di ottobre 2016: un periodo in prospettiva fausto, per gli investitori. Dal 1987 in effetti si contano 19 casi di volatilità in calo per 7 sedute di fila: il seguito, nel medio periodo, è assolutamente sempre stato degno di nota, come rileviamo nel rapporto speciale che questo pomeriggio sarà reso disponibile per gli abbonati.

Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.

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