Piazza Affari peggiore in Europa con FCA e bancari: FTSE MIB -0,47%
Finanza/Economia / 28 aprile 2018

Piazza Affari peggiore in Europa con FCA e bancari: FTSE MIB -0,47%. Piazza Affari peggiore in Europa con FCA e bancari: FTSE MIB -0,47%. Mercati azionari europei in rialzo. Wall Street poco mossa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,1%, Nasdaq Composite +0,2%, Dow Jones Industrial invariato. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,47%, il FTSE Italia All-Share a -0,36%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,35%, il FTSE Italia STAR a -0,05%. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la prima stima del PIL relativo al primo trimestre 2018 ha fatto segnare una variazione annualizzata del +2,3% (consensus +2%). Nel quarto trimestre 2017 il PIL era cresciuto del 2,3% (rivisto al ribasso da +2,9%). Gli esperti dell’Universita’ del Michigan e di Reuters hanno pubblicato la lettura finale dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi. Nel mese di aprile l’indice è sceso a 98,8 punti dai 101,4 punti della lettura di marzo, risultando però superiore alla lettura preliminare di pari a 97,8 punti e al consensus pari a 98 punti. L’ONS (Office for National Statistics) ha comunicato la prima stima del PIL in Gran Bretagna: l’indice e’ cresciuto nel primo trimestre del 2018…

Cofide: utile netto cala a 4,8 mln nel primo trimestre
Finanza/Economia / 28 aprile 2018

Il Consiglio di Amministrazione di COFIDE-Gruppo De Benedetti S. Il Consiglio di Amministrazione di COFIDE-Gruppo De Benedetti S.p.A., riunitosi oggi a Milano sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2018. COFIDE è l’azionista di controllo di CIR-Compagnie Industriali Riunite S.p.A., società a capo di un gruppo industriale attivo principalmente nei settori componentistica auto (Sogefi), media (GEDI Gruppo Editoriale) e sanità (KOS). Il gruppo COFIDE, inoltre, detiene investimenti finanziari in Jargonnant, fondo di private equity specializzato in attività immobiliari, e in Three Hills Decalia, fondo di investimento a supporto della crescita delle piccole e medie imprese europee. Risultati consolidati I ricavi del gruppo COFIDE nel primo trimestre 2018 sono ammontati a € 710,1 milioni, in crescita del 4,5% rispetto a € 679,5 milioni nel corrispondente periodo del 2017. L’EBITDA è ammontato a € 84,5 milioni (11,9% dei ricavi), in aumento del 5,4% rispetto a € 80,2 milioni (11,8% dei ricavi) nel primo trimestre del 2017. Il dato beneficia dell’incremento dell’EBITDA del gruppo CIR. Nel primo trimestre 2018 il gruppo COFIDE ha conseguito un utile netto di € 4,8 milioni rispetto a € 8,1 milioni nel precedente esercizio. Tale risultato è stato…

Eurostoxx 50, il rialzo incontra un resistenza solida
Finanza/Economia / 28 aprile 2018

Eurostoxx 50, il rialzo incontra un resistenza solida. Eurostoxx 50, il rialzo incontra un resistenza solida. L’indice Eurostoxx 50 si e’ spinto il 24 aprile fino a 3523,81 punti scontrondosi con la resistenza offerta a 3523,28 punti dal lato alto del gap ribassista del 5 febbraio, dove si colloca anche il 61,8% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dal top del 23 gennaio, senza riuscire ad andare oltre. La successiva flessione si e’ limitata comunque per il momento a testare dall’alto il top del 13 aprile a 3467 circa, con i prezzi che restano quindi vicini alla resistenza critica di 3523 punti. La rottura di quei livelli confermerebbe i recenti segnali di forza, come la rottura del 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi di gennaio avvenuta il 17 aprile e la rottura della media mobile a 100 giorni, ora supporto a 3486 circa, e prospeterebbe il raggiungimento di area 3600 almeno, ultimo ostacolo sulla via del ricongiungimento con i massimi di gennaio a 3687 punti. Sotto area 3455 invece si profilerebbe all’orizzonte il rischio di una correzione estesa del rialzo delle ultime settimane. Primo supporto a 3425, poi in area 3390 punti e a 3350, base del gap…

Quando il troppo è troppo
Finanza/Economia / 28 aprile 2018

Ci conforta ricordare che un conto sono i tassi in rialzo, altra cosa sono i tassi alti. Ci conforta ricordare che un conto sono i tassi in rialzo, altra cosa sono i tassi alti. Dopotutto nessun bear market è iniziato quando la Federal Reserve ha aumentato il costo del denaro: i guai essendo partiti quando la banca centrale americana i tassi li ha incominciato a tagliare. A settembre 2007 la prima limatura del Fed Funds rate: le borse avrebbero svoltato verso il basso poche settimane dopo. Viceversa, 16 rincari consecutivi del costo del denaro, fra il 2004 e il 2007, accompagnarono il Toro e il ciclo economico verso nuove vette. Per cui ci dicono: che importanza ha se la Fed quest’anno aumenterà i tassi due volte, o tre? Chi si cura se anche nel 2019 la politica monetaria americana sarà (più) restrittiva? Tanto stiamo parlando di tassi più vicini allo zero che al 5% (la media del Fed Funds rate degli ultimi 45 anni). Questo conforto sarebbe pur condivisibile, se non fosse per due rilievi. Il primo. Rispetto a dieci anni fa, il debito totale è cresciuto ovunque: la semplice somma di debito del settore privato e delle amministrazioni pubbliche,…

Fin quando durerà l’apertura di credito per le borse europee?
Finanza/Economia / 28 aprile 2018

Le trimestrali sorprendenti del settore tecnologico americano, risollevano i listini di Wall Street e soprattutto Times Square. Le trimestrali sorprendenti del settore tecnologico americano, risollevano i listini di Wall Street e soprattutto Times Square. Opportunamente, in questo secondo caso, vista la sottoperformance maturata nelle ultime settimane. Lo S&P500 dunque rimbalza per la terza volta sulla media mobile a 200 giorni: gentile da parte sua concedere una nuova opportunità ai ritardatari. All’inizio del mese il rimbalzo produsse un rally di circa 160 punti: inferiore rispetto alla reazione di +269 punti sperimentata fra febbraio e marzo. Vedremo cosa succederà questa volta. Ad ogni modo, il sussulto delle ultime 48 ore consente a Wall Street di rilanciarsi, nei confronti delle borse europee. Dopo aver sottoperformato da maggio dello scorso anno – da settembre, in valuta comune – l’Eurostoxx ha fatto meglio dello S&P dalla seconda decade di marzo in avanti: fino appunto ad un paio di sedute fa. In prospettiva allargata, il sussulto di vitalità relativa delle ultime settimane appariva probabile, alla luce del pesante passivo lamentato dagli indicatori congiunturali dell’Eurozona rispetto agli Stati Uniti: la differenza fra CESI Eur e CESI Usd avendo raggiunto il livello più sacrificato da settembre 2011; in…

Trading azioni: Unicredit
Finanza/Economia / 28 aprile 2018

L’altro ieri, 25 aprile, abbiamo preso profitto chiudendo l’operazione di acquisto (long) che avevamo aperto su Unicredit il 16 aprile. L’altro ieri, 25 aprile, abbiamo preso profitto chiudendo l’operazione di acquisto (long) che avevamo aperto su Unicredit il 16 aprile (operazione comprensiva dello stacco del dividendo avvenuto il 23 aprile). Continuiamo a seguire il titolo in quanto secondo il nostro metodo di conteggio ciclico ShoTrading (impulsi di brevissimo e cicli di breve) il titolo è già molto vicino a dare un nuovo segnale. UNICREDIT ieri ha tentato un attacco agli ultimi massimi di area 18,25 € e oggi viene respinto andando in correzione fino al test di area 17,8 €. Mancano pochi movimenti per completare il nuovo conteggio, ciò potrebbe avvenire a breve, in questa seduta odierna (27 aprile).  Basterebbe adesso un leggero rimbalzo in area 18 € per farci identificare il nuovo livello operativo. Potrebbe trattarsi di uno short, ma valuteremo tra le ore 13 e le 15 di oggi la situazione in base all’evoluzione del conteggio. Nell’aggiornamento che pubblicheremo dopo le 13 potrebbe quindi essere pronto il nuovo segnale. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Inversione sotto 23.750
Finanza/Economia / 28 aprile 2018

La settimana corta a Piazza Affari è stata contraddistinta da un continuo tentativo di superamento dei max di fine gennaio. La settimana corta a Piazza Affari è stata contraddistinta da un continuo tentativo di superamento dei max di fine gennaio appena sopra i 24.000 punti di FtseMib; vedremo cosa succederà a chiusura di giornata. Tecnicamente l’indice è in grado di performare fino alle successive resistenze a 24.500 e in area 24.800/25.000, max target oggi ipotizzabile, tuttavia le difficoltà di formare un nuovo esecutivo rimangono elevate con il mercato che in queste settimane non ha certo sofferto per uno scenario così incerto. Un eventuale segnale di inversione perverrebbe ora su violazione dei 23.750 punti, con possibilità di discesa fino a 23.300 e 22.700 a breve, mentre per una correzione più profonda verso i 22.000 e i 21.600 se ne parlerà probabilmente dopo il corposo stacco dividendi del 21 maggio. Alla luce di questa analisi, si rimane quindi estremamente cauti in area 24.000 di FtseMib: il portafoglio dovrà quindi essere leggero e orientato esclusivamente verso titoli dai buoni dividendi; si conferma inoltre la strategia di copertura di portafoglio comprando strumenti al ribasso sull’indice a 24.000, 24.500 e 24.900, nel caso si avesse…

Due strategie su Leonardo: controllare il rischio
Finanza/Economia / 28 aprile 2018

Investire non direttamente sul titolo Leonardo ma su due certificati. Torniamo ad occuparci di un tipo di certificato molto apprezzato dai nostri investitori perché da la possibilità di ricevere delle importanti cedole periodiche ben più alte dei rendimenti attuali delle obbligazioni che, come ormai saprete (link), sono schiacciati verso il basso. Analogamente come sottostante ci focalizzeremo su un titolo su cui già mesi fa abbiamo acquistato un certificato “worst of” e che ci sta dando notevoli soddisfazioni. Il titolo è Leonardo

Italia: stipendi fermi, tasse al top. Reintrodurre la scala mobile?
News / 28 aprile 2018

Le recenti classifiche su istruzione e  occupazione ci vedono, entrambe, al penultimo posto in Europa. Solo a livello di posizione va invece “meglio” un’altra classifica: quella della tassazione, dove siamo sul podio. L’ultimo report sul costo del lavoro in Europa firmato Ocse, il “Tax Wages“, illustra come in Italia le aziende paghino retribuzioni lorde elevate a fronte di uno stipendio netto nelle tasche dei lavoratori pari a circa la metà. Stando ai dati Eurostat, il cuneo fiscale nel Bel Paese nel 2017 era pari al 47,7% (solo lo 0,09% in meno rispetto al 2016); peggio di noi troviamo solamente il Belgio (53,7%) e la Germania (circa 49,9%), mentre la media europea si attesta al 35,9%. L’Italia è caratterizzato da un alto peso delle imposte e dei contributi previdenziali a carico del lavoratore; infatti, mediamente, per un lavoratore single italiano il costo del lavoro è pari a 56,980 dollari. Il 16,5% di questo importo è costituito dall’Irpef, mentre il 7,2% dai contributi. Se consideriamo, invece, un nucleo familiare composto da quattro persone, tra cui due figli ed un unico percettore di reddito, il cuneo scende al 38,6% ma la media dei Paesi membri dell’organizzazione è del 26,1%. A rendere però la situazione…

Def, in arrivo stangata Iva da 1.312 euro a famiglia
News / 28 aprile 2018

Il nuovo DEF, il Documento di Economia e Finanza programmatico, porta con sé una stangata per i cittadini, con l’aumento automatico di Iva e accise previsti dalle clausole di salvaguardia a partire dal 2019, per un totale di 31,5 miliardi di euro. Nel dettaglio, l’aumento sarà di +12,4 miliardi nel 2019 e di +19,1 miliardi nel 2020, con un impatto di 1.312 euro nel biennio sulle spalle di 24 milioni di famiglie italiane. Le associazioni dei commercianti, fra cui Confesercenti, avevano già lanciato l’allarme in previsione degli aumenti Iva con le clausole di salvaguardia e sull’impatto che avrebbero sui consumi. Secondo Confesercenti, la stangata sull’Iva porterebbe a perdere nel corso del prossimo triennio 23 miliardi di euro di spesa, circa 885 euro a famiglia e andrebbe a colpire la domanda interna, che farebbe rallentare anche il Pil. Il DEF è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2018 e ora trasmesso a Bruxelles entro la scadenza del 30 aprile. Si tratta, spiega il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, di un Documento di economia e finanza “a politiche invariate, che non contiene parti programmatiche e riforme” perché “spettano al prossimo governo”. L’associazione a tutela dei consumatori Adusbef che per anni…