Wall Street evita guai peggiori, fiato sospeso da Cupertino
News / 2 maggio 2018

Dow Jones, vendite sui titoli farmaceutici. Nasdaq, Apple in denaro aspettando i conti. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street, e le trimestrali dell’1 maggio 2018 a mercati chiusi. Prosegue nel segno dell’incertezza la settimana di scambi sulla piazza azionaria di Wall Street. Dopo il rosso di ieri, infatti, anche oggi a prevalere sono state le vendite tra le Blue Chips, e gli acquisti sul settore tecnologico con la conseguenza che la sessione di contrattazioni è stata archiviata in terreno misto.  Il Dow Jones ha infatti perso lo 0,27% a 24.099,05 punti. Luce verde invece per l’S&P 500, +0,25% a 2.654,80 punti, mentre il Nasdaq Composite ha strappato al close un rialzo  dello 0,91% a 7.130,70 punti. U.S. markets saw a strong start to May with every major average closing in positive territory, except for the Dow. pic.twitter.com/UGsD5GnFR7 — CNBC (@CNBC) May 1, 2018 Dow Jones, vendite sui titoli farmaceutici Tra le Blue Chips, nel settore farmaceutico, le azioni della Pfizer (PFE) e di Merck & Co. (MRK) hanno prestato il fianco alle vendite dopo il rilascio delle rispettive trimestrali.  In particolare, Pfizer al suono della campanella di chiusura ha lasciato sul parterre il 3,36%…

Donald Trump si è preso un mese per decidere sui dazi contro la Ue
News / 2 maggio 2018

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di posticipare al 1 giugno la decisione sui dazi all’import negli Stati Uniti di acciaio e alluminio dall’Unione europea e da altri Paesi ‘amici’. Ma il rinvio non basta a Bruxelles che avverte di non voler “negoziare sotto minaccia” e chiede più certezze per i mercati con un’esenzione stabile. Oggi sarebbero dovute entrare in vigore tariffe del 25% più alte sull’acciaio e del 10% sull’alluminio importati negli Stati Uniti. Il rinvio della decisione sull’imposizione dei dazi riguarda, oltre che l’Unione europea, anche il Canada e il Messico mentre sono stati raggiunti accordi “di principio” con Argentina, Australia e Brasile, “per i quali saranno presto finalizzati i dettagli”. Pechino, da parte sua, non intende accettare le proposte di Trump di un taglio di 100 miliardi del deficit commerciale Usa con la Cina (pari a 375 miliardi di dollari annui) e di una riduzione del piano cinese da 300 miliardi per lo sviluppo di tecnologie avanzate per l’industria come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori, le auto elettriche e gli aerei commerciali. “Non negozieremo sotto minaccia” Il commissario europeo al commercio, Cecilia Malmstrom, ha sottolineato che “l’UE ha costantemente espresso la volontà di discutere le attuali questioni di accesso al…

La sorveglianza emotiva dei lavoratori arriverà anche qui?
News / 2 maggio 2018

Orari e cartellino sono il passato. Dopo i braccialetti di Amazon, la sorveglianza dei rider tramite le app, ora arrivano cappelli e caschi con sensori elettronici in grado di ‘leggere le emozioni’ degli operai e adattare le loro mansioni a stress e stati d’animo del momento. Non è fantascienza, né futuro, ma in Cina una realtà già sperimentata da alcune aziende con l’obiettivo di aumentare la produttività ed elevare il livello di sicurezza sul lavoro. Alcune imprese di Pechino (supportate dal governo) ‘leggono nella mente dei lavoratori’: si tratta della Hangzhou Zhongheng Electric (che produce dispositivi elettronici), la State Grid Zhejiang Electric Power (che opera nel settore elettrico) e l’alta velocità Pechino-Shanghai. A un primo sguardo, uniformi e divise non hanno nulla di diverso dal solito. La differenza è nascosta: basta un piccolo impianto integrato all’interno dei caschi degli operai o dei cappelli da ferroviere. I sensori captano le onde cerebrali e inviano le informazioni all’intelligenza artificiale. Quest’ultima mastica i dati e, grazie a un algoritmo, capisce se il lavoratore è stressato, in ansia, depresso, arrabbiato o troppo stanco. I manager della Hangzhou Zhongheng Electric e della State Grid Zhejiang Electric Power, intervistati dal South China Morning Post, affermano di aver avuto…