Dividendi oltre l’11%: chi è il lupo vestito da pecora?
News / 6 maggio 2018

Solitamente i titoli che pagano un dividendo tendono a sovraperformare rispetto ai loro colleghi che invece non premiano gli azionisti. Solitamente i titoli che pagano un dividendo tendono a sovraperformare rispetto ai loro colleghi che invece non premiano gli azionisti. Inoltre le azioni di questo tipo hanno modelli di business testati nel tempo e prospettive a lungo termine relativamente chiare, senza dimenticare che i capitali che arrivano da dividendi possono essere reinvestiti in altre azioni che pagano dividendi. Eppure bisogna stare attenti perché, come sottolinea l’analisi di Sean Williams, se esistono dei titoli che offrono un premio estremamente allettante e anche sostenibile sul lungo periodo, altri, in realtà, sono lupi travestiti da pecora. Alliance Resource Partners ( NASDAQ: ARLP ) Rendimento: 11,9% Si tratta di un produttore di carbone che si differenzia dai suoi competitor, però, per un bilancio che vanta liquidità (28,8 milioni di dollari) e un corposo taglio del debito a lungo termine per 29,2 milioni di dollari. Ha anche fatto un ottimo lavoro nel minimizzare la sua esposizione ai prezzi del carbone all’ingrosso bloccando la produzione con largo anticipo. In tutto ciò è bene sottolineare che, nonostante l’avanzata delle energie alternative, il carbone rappresenta circa il 30%…

La California supera la Gran Bretagna e diventa (di nuovo) la quinta potenza economica del mondo
News / 6 maggio 2018

La California è diventata la quinta potenza economica mondiale superando la Gran Bretagna. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti la crescita dell’ultimo anno è stata pari al 3,4% per un Pil pari a 2.747 miliardi di dollari. Gli ultimi numeri sull’economia britannica, invece, resi noti nel mese di aprile, mostrano un leggero calo e un Pil fermo a 2,625 miliardi di dollari. Qui la classifica aggiornata di quali sarebbero le prime 12 potenze economiche mondiali, considerando anche singolarmente gli Stati degli Usa. L’Italia è decima subito dietro al Brasile. Stati Uniti: 19.391 miliardi di dollari Cina: 12.015 Giappone: 4.872 Germania: 3.685 California 2.747 Regno Unito: 2.625 India: 2.611 Francia: 2.584 Brasile: 2.055 Italia: 1.938 Texas: 1.696 Canada: 1.652 I motivi della crescita non vanno ricercati solo nei settori dell’innovazione e dello spettacolo ma in un sistema che, nel suo insieme, ha contribuito allo sviluppo dell’intera regione. Oltre alla Silicon Valley e al mondo di Hollywood, infatti, sono diversi i campi che hanno registrato forti miglioramenti come i settori finanziari e immobiliari e quelli legati al mondo dell’informazione. L’unico ad attraversare una fase di leggera flessione è quello agricolo. I dati sono stati pubblicati dall’Associated Press che ha citato le dichiarazioni dell’economista Irena…

Eni Cnr Ricerca Energia Fusione Nucleare Acqua Artico Clima Surriscaldamento Sostenibilità
News / 6 maggio 2018

Il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Massimo Inguscio, e l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno firmato oggi un Memorandum of Understanding per lo sviluppo di ricerche congiunte in quattro aree di alto interesse scientifico e strategico: fusione nucleare, acqua, agricoltura e l’ecosistema artico. Eni e Cnr, informa una nota, uniranno le loro capacità di ricerca e sviluppo tecnologico istituendo 4 centri di ricerca congiunti sul territorio, con un impegno economico complessivo di oltre 20 milioni di euro per una durata di cinque anni. Le sedi dei centri di ricerca saranno tutte localizzate nel sud Italia, laddove si trovano centri operativi o di ricerca già esistenti: Gela, in Sicilia, per la fusione nucleare, soprattutto dal punto della tecnologia che può essere impiegata nella produzione di energia pulita potenzialmente illimitata; Lecce, in Puglia, per le ricerche sull’Artico e sul ruolo laboratorio a cielo aperto da questo rivestito nella problematica dell’innalzamento termico globale; Metaponto, in Basilicata, per il cruciale tema dell’acqua intesa sia come risorsa vitale, sia come elemento imprescindibile per un ecosistema in equilibrio; Pozzuoli, in Campania, per l’agricoltura come attività e settore economico base per lo sviluppo di ogni contesto economico e sociale.  “Questo accordo”, ha detto l’ad Claudio Descalzi, “rappresenta per Eni un notevole passo…

In futuro ci saranno meno negozi, ma irrinunciabili. Il caso Foot Locker
News / 6 maggio 2018

Quando a marzo Foot Locker ha annunciato che chiuderà più di 100 negozi negli Usa quest’anno, subito si è gridato all’apocalisse delle vendite al dettaglio. Ma la crisi, ha detto a Quartz l’amministratore delegato, Dick Johnson, non c’entra. La catena di calzature sportive ha chiuso circa 1.000 negozi negli ultimi dieci anni, ma ciò cui bisogna realmente prestare attenzione, ha detto Johnson, sono i nuovi negozi che sta aprendo. In sostanza il piano è di avere meno negozi, ma che offrano esperienze migliori per i clienti. Far sì, insomma, che andare in negozio sia una tale figata da non competere in alcun modo con l’e-commerce Perché in effetti il cambiamento in gran parte del settore delle vendite al dettaglio c’è e nessuno può negarlo, ma le ragioni sono molteplici. Negli Usa il ritmo record delle chiusure di negozi deriva da una sovrabbondanza di spazi commerciali, combinato con i cambiamenti nelle abitudini d’acquisto, in particolare l’ascesa dell’e-commerce. I consumatori amano ancora visitare i negozi, ma le aziende ora si chiedono cosa possono fare per rendere le visite veramente imprescindibili. Ora più che mai, uno spazio fisico deve offrire un’esperienza unica. Lo hanno capito, per esempio, alla Nike: in alcuni negozi sono stati installati campi da basket. Per questo, dice Johnson, Foot Locker sta personalizzando i negozi lavorando…

Adesso chi controlla Tim?
News / 6 maggio 2018

Va a Elliott la battaglia per il controllo della gestione di Tim. All’assemblea dei soci, che ha battuto ogni record di presenze (67,15% il capitale rappresentato al momento del voto), la lista presentata dal fondo statunitense per il rinnovo del cda ha ottenuto il 49,84% dei voti, contro il 47,18% andato a Vivendi. I voti contrari a entrambe le liste sono stati lo 0,60% dei presenti, il 2,38% si è astenuto. Elliott fa entrare nel board tutti e 10 i propri candidati: Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Morselli, Dante Roscini e Rocco Sabelli. Cosa ne sarà di Vivendi Ai francesi restano i restanti 5 posti, che sono andati ad Amos Genish, Arnaud de Puyfontaine, Marella Moretti, Michele Valensise, Giuseppina Capaldo. Tra i bocciati eccellenti della rosa proposta dai francesi, il vice presidente uscente di Tim, Franco Bernabè. Lunedì si riunirà a Roma il primo cda per la distribuzione delle deleghe e la nomina del nuovo presidente. “Ora è una vera public company, sono soddisfatto”, ha commentato Fulvio Conti, il capolista di Elliott, il posto riservato di norma al futuro presidente. Performance di borsa a parte, importante che diventi una vera public company,…