Dollaro da record. Che cosa è successo?
News / 7 maggio 2018

Il cambio euro – dollaro ha superato la soglia 1, 20. Siamo ritornati al 2017. La FED con la fine del QE, aveva già messo in conto un rafforzamento del dollaro. Abilità o condizioni di mercato non hanno fatto verificare il rafforzamento del dollaro. Il commercio USA ha così potuto ottenere nuova linfa che ha alimentato la crescita del PIL 2017. A tutto svantaggio di Europa e Paesi Emergenti. Il ritardo del dollaro forte naturalmente non è casuale, come non è casuale la sua materializzazione. Il riscoperto interesse verso le obbligazioni del Governo Federale USA che finalmente offre rendimenti interessanti ad utenti diversi dalla FED, ha contribuito a questa ascesa. A farne le spese sono stati coloro che in questi anni avevano tratto vantaggio dalla situazione: i Paesi Emergenti. Si veda la svalutazione che è stata costretta ad effettuare l’Argentina.   I dazi, andando ad agire sulle partite correnti dovrebbero essere un altro fattore che ha alimentato questo rafforzamento della valuta USA. Il movimento c’è stato, se la situazione si stabilizzasse, ci sono buone probabilità che non ci saranno ulteriori rafforzamenti. Aldilà degli speculatori, pochi avrebbero interesse a far saltare il mercato con un dollaro che crea squilibri ai paesi Emergenti,…

Piazza Affari: si salirà ancora, ma occhio agli stop improvvisi
News / 7 maggio 2018

Il Ftse Mib continua ad aggiornare i massimi dell’anno e almeno per ora i rialzisti non sembrano intenzionati a mollare la presa. I market movers in avvio di settimana. L’ultima seduta della scorsa settimana si è conclusa in progresso per le Borse europee che, dopo il segno meno della vigilia, hanno ripreso subito la via dei guadagni, terminando gli scambi sui massimi di giornata. IlCac40 si è mostrato più cauto con un rialzo dello 0,26%, preceduto dal Ftse100 e dal Dax30 che hanno guadagnato rispettivamente lo 0,86% e l’1,02%. La migliore performance è stata quella di Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib fermarsi su nuovi massimi dell’anno a 24.335 punti, con un rialzo dell’1,12%, dopo aver segnato nell’intraday un minimo a 24.143 punti. Positivo anche il bilancio settimanale visto che l’indice delle blue chips nelle ultime quattro sedute (martedì il mercato era chiuso per la festività dell’1 maggio), ha messo a segno un progresso dell’1,7% rispetto al close del venerdì precedente. Il Ftse Mib si spinge sempre più in alto: i prossimi target Il Ftse Mib in apertura di ottava ha allungato verso quota 24.000 punti, per poi estendere i rialzi in direzione di area 24.300. Da questo…

Perché i grandi vecchi della finanza odiano le criptovalute
News / 7 maggio 2018

Che Warren Buffett detesti le criptovalute​, non è una novità. Ma perché fosse più chiaro, lo ha ribadito alla riunione annuale del Berkshire Hathaway. E perché fosse ancora più chiaro, lo ha fatto dire anche al suo braccio destro, Charlie Munger, vicepresidente di una delle holding più grandi del mondo. Buffet ha 87 anni, Munger 94, sono indubbiamente i grandi vecchi dell’economia mondiale, e le loro idee su cose come Bitcoin e affini sono estremamente nette: sono beni non produttivi, che non hanno valore intrinseco. E sono un terreno fertile per i “ciarlatani” che approfittano dell’opportunità di fregare le persone che cercano di arricchirsi con qualcosa che non capiscono veramente. I controscettici possono obiettare che un anziano signore che non ha voluto investire su Amazon e Google non sia la sponda più lucida cui chiedere consiglio quando si tratta di tecnologia, ma Buffet fu quello che negli anni ’90 si tenne alla larga dagli eccessi della bolla delle dot-com (salvando il proprio patrimonio), e non investì in Microsoft solo perché, essendo amico del fondatore Bill Gates, temeva le accuse di insider trading. Comunque sia, sulle criptovalute è inequivocabile e, come riferisce il Financial Times, in occasione della riunione annuale della sua holding, ci ha tenuto a ripeterlo: “Faranno una brutta fine”. Munger, dal canto suo ha…

L’Italia apre le porte ai cinesi che spendono
News / 7 maggio 2018

“Dalla Cina verranno milioni di visitatori big spender”, capaci di spendere 1.600 euro al giorno per lo shopping: gli operatori italiani sono pronti ad accoglierli. A puntare sui turisti cinesi è la Federalberghi, che sul mercato asiatico ha centrato l’attenzione dell’assemblea nazionale in corso a Porto Cervo. “Da quattro anni consecutivi”, ha evidenziato il presidente Bernabò Bocca, “il Paese del dragone è in vetta alle classifiche per il numero di viaggiatori nel mondo. I cinesi si avvicinano Nel 2017 sono stati 129 milioni i turisti cinesi in giro per il globo e nei prossimi 5 anni si stima che raggiungeranno i 700 milioni di persone. Allargando la lente, in Europa ne arrivano 12 milioni e, tra questi, 1,5 milioni l’anno visitano il nostro Paese, ma solo 500mila di loro atterranno direttamente nello stivale. I flussi sono valutati in ascesa, e noi non abbiamo davvero tempo da perdere di fronte a questa grande opportunità”.  Pagare sarà sempre più facile Non a caso la Federalberghi ha avviato una convenzione con Alipay per favorire il pagamento dei turisti cinesi con il cellulare. Alibaba è proprietaria del sistema di pagamento Alipay, che hanno 850 milioni di persone, 600 milioni di cinesi, 200 milioni di indiani e…

Come sta cambiando il lavoro ‘a chiamata’
News / 7 maggio 2018

Cala in Italia il lavoro occasionale. Sono 592.000 gli addetti che nel 2017 hanno svolto un’attività lavorativa nel nostro Paese per meno di 10 ore alla settimana. Di questi, 389.000 hanno prestato servizio come dipendenti e gli altri 203.000 come lavoratori autonomi.  Dal 2014 il numero di questi lavoratori è leggermente in calo sia a seguito della ripresa occupazionale sia della riforma dei voucher avvenuta l’anno scorso che ha “aumentato” il ricorso al lavoro irregolare. I numeri sono forniti dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre che sottolinea come la cosiddetta ‘gig economy’ incida ancora poco.  Quasi sempre sono donne Questi 592.000 addetti, aggiunge la Cgia, sono persone impiegate in lavori saltuari: 2 su 3 sono donne occupate, principalmente, nei servizi alla persona, come domestiche, baby-sitter, badanti, o al servizio di attività legate alla cura della persona (parrucchiere, estetiste, centri benessere).  Un altro comparto dove si concentra un’incidenza molto elevata di occupati saltuari è l’alberghiero-ristorazione e i servizi alle imprese. Rispetto al 2007, il numero complessivo dei lavoratori saltuari è aumentato del 20,3 per cento. Ma anche gli anziani si arrangiano Gli over 65 sono i più numerosi: l’incidenza degli occupati con meno di 10 ore alla settimana sul totale dei lavoratori della stessa fascia demografica…