ENI avvia la terza unità di produzione di Zohr. Equita è buy
Finanza/Economia / 12 maggio 2018

Per gli analisti la notizia dell’avvio della terza unità di produzione conferma la velocità di esecuzione dei progetti upstream di ENI. La seduta odierna si è conclusa in frazionale rialzo per ENI che, dopo aver ceduto oltre un punto e mezzo percentuale ieri, oggi si è fermato appena sopra la parità. Il titolo ha terminato gli scambi a 16,44 euro, con un progresso dello 0,19% e oltre 11,5 milioni di azioni trattate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a oltre 15 milioni di pezzi. Eni ha annunciato ieri l’avvio della terza unità di produzione presso il campo Zohr, a solo una settimana di distanza dall’avvio del secondo, che porterà la capacità complessiva installata a 1,2 miliardi di piedi cubi di gas al giorno. Gli analisti di Equita SIM ricordano che il giacimento di Zohr è la più grande scoperta di gas nel Mar Mediterraneo. Attualmente Eni detiene una partecipazione del 60%, Rosneft il 30% e BP il 10%, segnalando che a marzo il gruppo italiano ha concordato la cessione a Mubadala Petroleum di un 10% di Zohr, per cui scenderà in quota al 50%. Per gli analisti della SIM milanese la notizia dell’avvio della terza unità di…

Criptovalute deboli
Finanza/Economia / 12 maggio 2018

Criptovalute in calo nel pomeriggio. Criptovalute in calo nel pomeriggio. Sul Bitfinex il Bitcoin arretra del 7,8% attestandosi a 8617 dollari. Ribasso in doppia cifra attorno ai 10 punti percentuali per Ethereum (679,7 dollari) mentre perdite più marcate si registrano su Iota (-15,9% a 1,925 dollari) ed Eos (-17,8% a 15,152 dollari). (AC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Prima Industrie: Imi alza il target price a 46,4 euro
Finanza/Economia / 12 maggio 2018

Banca Imi ha alzato il target price su Prima Industrie a 46,4 euro da 44,5 euro. Banca Imi ha alzato il target price su Prima Industrie a 46,4 euro da 44,5 euro. Rating “buy” confermato. (RV – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Flash Usa: la fiducia Michigan delude le attese a maggio
Finanza/Economia / 12 maggio 2018

La lettura preliminare della fiducia Michigan a maggio è stata pari a 98,8 punti, in linea con quella definitiva di aprile. L’Università del Michigan ha reso noto che nel mese di maggio il dato preliminare relativo alla fiducia dei consumatori da essa elaborato si è attestato a 98,8 punti, in linea con la versione definitiva di aprile. L’indicazione odierna ha deluso le previsioni degli analisti che avevano messo in conto un rialzo a 99,5 punti. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dubbi sul Ftse Mib
Finanza/Economia / 12 maggio 2018

E se fosse un bluff? Viene il dubbio, vero? E se fosse un bluff? Viene il dubbio, vero? Perché sembra quasi il copione di un film: arrivo sulle resistenze, falsa rottura, data dal superamento del massimo precedente, tutti ingabbiati al rialzo e invece, si parte per il ribasso. Sto parlando naturalmente dell’indice Ftse Mib 40 e del suo future. Cosa ha fatto? Come si vede in Figura 1, si è portato sulle resistenze “storiche” di area 23.700, ha dato la parvenza di superarle, segnando addirittura un nuovo massimo (24.175) superiore a quello precedente di inizio anno (24.040) ed è poi tornato improvvisamente sotto tali resistenze. Figura 1. Future FtseMib40 – grafico giornaliero Tra l’altro, con buona pace di chi ancora crede nelle “notizie” la presa in giro è doppia: il Ftse Mib è salito quando c’era incertezza sulla formazione del governo; adesso che dal lato delle “notizie” finalmente sembrano positive, cosa fa il mercato? Scende. Inutile cercarla: nessuna correlazione tra prezzi e notizie è mai stata provata matematicamente, né mai lo sarà. Esiste solo la matematica e la razionalità dei grafici, incrocio coerente di domanda ed offerta. E cosa dicono i grafici? E’ da tempo che lo notiamo. Dicono chiaramente:…

Quando la carretta è trainata da poche società
Finanza/Economia / 12 maggio 2018

Piazza Affari lo fa di nuovo. Piazza Affari lo fa di nuovo. Disturbato dalle vicende politiche, che hanno provocato un fastidioso ispessimento dello spread di rendimento decennale fra Italia e Germania (prossimo alla resistenza cruciale a 138 punti base); l’indice MIB subisce ancora la lettera, che lo conduce nuovamente a ridosso del supporto definito dal long stop giornaliero, nonché dal massimo di gennaio. Scendervi sotto avrebbe implicazioni spiacevoli, seppur soltanto in ottica di breve periodo. Lo scenario di fondo rimane ovviamente benigno, sebbene non manchino le perplessità, legate ad una sovraperformance che intuitivamente avrebbe poca ragione di esistere. Qualche giorno fa ci siamo soffermati sui precedenti di “spread” di performance al 30 aprile superiore ai 5 punti percentuali, fra All Share Italia ed Eurostoxx50; rilevando come una prospettiva assolutamente benigna sarebbe concepibile soltanto se si ipotizzasse di essere all’indomani di un minimo primario: come quelli del 1992 e del 2003. Ipotesi evidentemente irricevibile. Ma non deprimiamoci oltre. Ieri è stata una bella seduta per Wall Street, trascinata dai grandi nomi della tecnologia. Apple ci riprova, spingendosi ad una sessantina di miliardi dalla mitica soglia di un trilione di dollari di capitalizzazione. A costo di risultare guastafeste, in una sorta di…

Sell in may and go away
Finanza/Economia / 12 maggio 2018

Clima nervoso a Piazza Affari, proprio quando si è ormai in dirittura d’arrivo per un governo Lega-5 Stelle ricomincia il braccio di ferro. Clima nervoso a Piazza Affari, proprio quando si è ormai in dirittura d’arrivo per un governo Lega-5 Stelle ricomincia il braccio di ferro tra compratori e venditori, dopo che il nostro FtseMib ha segnato un doppio max sulla seconda resistenza in area 24.500. Vacilla quindi il trend rialzista che si pone sempre il target dei 25.000 punti, tuttavia solo la violazione dei 23.750 sancirebbe una chiara inversione di tendenza di breve-medio periodo con obiettivi posti a 22.700 e 22.000, possibile già nel mese di giugno; valori che verranno comunque abbassati di circa 400 punti per il corposo stacco dividendi in programma lunedì 21 maggio.  Operativamente proseguiamo con la nostra strategia improntata all’estrema prudenza; mantenendo quindi solo titoli dai buoni dividendi, ma coperti almeno parzialmente da uno strumento al ribasso sull’indice, acquistato a 24.000 e 24.500; si conferma  un’eventuale terza e ultima tranche in caso di allungo a breve sui 25.000 punti dell’indice. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Iscriviti a WSI Talks: private banking, trasparenza e costi sotto controllo con gli ETF
News / 12 maggio 2018

Nel mondo della distribuzione dei prodotti finanziari siamo di fronte a un periodo di grandi cambiamenti come non succedeva da oltre 15 anni, quando vennero introdotte le cosiddette architetture aperte basate su un’offerta di prodotti messi a disposizione da più società di gestione. Uno dei trend più in auge nei prossimi anni sarà quello legato alla trasparenza sui costi degli investimenti, condizione indispensabile per ingaggiare il cliente soprattutto alla luce della nuova direttiva MIFID 2. Lo sviluppo dei prodotti e le strategie del settore consulenziale saranno dunque influenzati dai cambiamenti in atto nella normativa comunitaria. L’atteso aumento della trasparenza nella struttura dei costi dei servizi e dei prodotti finanziari porterà inevitabilmente ad una maggiore attenzione ai costi e alla ricerca di soluzioni alternative da parte dei clienti finali. Alla ricerca dei prodotti più economici La storia dimostra che quando si rende trasparente la remunerazione dell’intermediario, il cliente riesce a prezzare le diverse componenti del servizio in modo più chiaro e l’intermediario seleziona i prodotti con criteri più oggettivi. È un percorso in salita ma negli ultimi anni, e soprattutto mesi, si è potuto constatare un’apertura verso questo tipo di strumenti, grazie anche a un evidente interesse per l’innovazione di prodotto….

Argentina ricorre all’FMI e popolo scende in piazza
News / 12 maggio 2018

Una debacle finanziaria che riapre vecchie ferite per gli argentini quella degli ultimi giorni con la valuta nazionale, il peso, sotto la minaccia dell’iper inflazione e un presidente Mauricio Macri che per salvare l’economia e risparmiare il suo popolo da una nuova crisi finanziaria chiede aiuto al Fondo Monetario Internazionale. Nonostante la banca centrale dell’Argentina abbia deciso per un maxi rialzo dei tassi tre volte dal 27 aprile, issandoli al 40%, il peso ha continuano a crollare e il presidente ha dovuto fare ricorso al Fondo monetario internazionale, cercando un accordo di stand-by per un prestito di almeno 30 miliardi di dollari (anche se altre fonti parlando addirittura di 50 miliardi). Che significa in stand by? Che non verrebbe incassato subito, ma utilizzato se la situazione dovesse peggiorare ancora. La condizione per far sì che l’Argentina ottenga il prestito è che raggiunga una serie di obiettivi economici, sul fronte per esempio dell’inflazione e della politica monetaria. I tassi di interesse sono stati portati in pochi giorni al 40% proprio per impedire una svalutazione del peso (-20% nel 2018) e mettere un freno alla fiammata dei prezzi al consumo. Il costo della vita per le famiglie è cresciuto del 30% da gennaio. “Sarà…