QE, cosa può fare una banca centrale per l’ambiente

18 maggio 2018

Lasciar stare il Quantitative easing tradizionale per passare alla sua declinazione “green”: è questo in sintesi l’invito contenuto in un report della Ong Positive Money, nel quale si invita la Banca d’Inghilterra ad investire in settori sostenibili. L’acquisto di miliardi di titoli, viene argomentato, ha offerto liquidità soprattutto al sistema finanziario contribuendo alla crescita dei prezzi azionari, piuttosto che agire sull’economia reale. In più, viene criticato l’acquisto di obbligazioni societarie emesse da compagnie attive in settori ad elevate emissioni. A tenere già in considerazione la sostenibilità nei propri investimenti, si legge nel report, sarebbero le banche centrali della Svizzera, della Norvegia e dell’Olanda.
Oltre all’acquisto di debito corporate mirato al settore green, Positive Money suggerisce di creare risorse monetarie affinché sia il governo stesso a finanziare progetti di questo tipo; per farlo, lo stato dovrebbe emettere appositi bond che poi verrebbero acquistati dalla banca centrale stessa. Un’operazione che, dopo la Brexit, non dovrebbe più sollevare problematiche con i trattati comunitari.

“La crisi climatica e la transizione verso inferiori emissioni di CO2 rappresentano una sfida fondamentale per la finanza, cambiando il contesto per la banca centrale”, ha dichiarato l’autore del rapporto, l’economista Rob Macquarie, “le banche centrali sostengono e sorvegliano il sistema finanziario e monetario e dispongono di enormi risorse, quindi devono fare di più per sostenere la transizione verde”.

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