Enel in rosso. Fuori da conviction buy list di GS
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

Il titolo ha perdo quasi il 2% nel giorno in cui la banca Usa lo ha rimosso dalla sua conviction buy list, riducendo il prezzo obiettivo. In linea con l’andamento negativo di Piazza Affari, anche per Enel la seduta odierna si è conclusa in flessione. Il titolo, dopo aver guadagnato circa tre quarti di punto ieri, ha ceduto terreno oggi, fermandosi a 4,898 euro, con una flessione dell’1,71% e volumi di scambio molto elevati, visto che a fine giornata sono transitati sul mercato oltre 56 milioni di azioni, più del doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi.Enel oggi è finito sotto la lente di Goldman Sachs, i cui analisti hanno deciso di rimuovere il titolo dalla loro conviction buy list, pur confermando la raccomandazione “buy, con un prezzo obiettivo che scende da 6,15 a 6 euro. La banca Usa teme che i piani di politica energetica del Movimento 5 Stelle e della Lega possano intaccare i prezzi dell’energia, con eventuali impatti negativi sull’utile di Enel che nello scenario peggiore potrebbero superare il 5%. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Piazza Affari in netto ribasso, contratto Lega-M5S bocciato dai mercati. FTSE MIB -1,48%
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

Piazza Affari in netto ribasso, contratto Lega-M5S bocciato dai mercati. Piazza Affari in netto ribasso, contratto Lega-M5S bocciato dai mercati. FTSE MIB -1,48%. Mercati azionari europei negativi. Wall Street in lieve calo: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,2%, Nasdaq Composite -0,2%, Dow Jones Industrial invariato. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,48%, il FTSE Italia All-Share a -1,54%, il FTSE Italia Mid Cap a -2,02%, il FTSE Italia STAR a -1,73%. Borsa italiana pesantemente condizionata dai timori degli operatori nei confronti del programma dell’ipotetico governo Lega-M5S. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, Eurostat ha comunicato che nel mese di marzo il surplus della bilancia commerciale della zona euro (dato destagionalizzato) e’ risultato pari a 26,9 mld di euro, in calo dai 28,5 mld di marzo 2017. In Germania l’ufficio di statistica Destatis ha comunicato che nel mese di aprile l’Indice dei Prezzi alla Produzione è cresciuto dello 0,5% su base mensile risultando superiore alle attese fissate su un incremento dello 0,3% e superiore al +0,1% della rilevazione precedente. Su base annuale il PPI e’ cresciuto del 2%, dal +1,9% della rilevazione precedente (consensus +1,8%). In Italia l’Istat rende noto che a marzo…

Spread Btp/Bund a 164 punti base
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

Spread BTP/Bund a 164 punti base nel pomeriggio, livello più alto del 2018. Spread BTP/Bund a 164 punti base nel pomeriggio, livello più alto del 2018. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta al 2,23%. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Oro: fixing a 1.289,71 dollari l’oncia
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

L’oro, al secondo fixing della giornata a Londra, cede lo 0,08% a 1. L’oro, al secondo fixing della giornata a Londra, cede lo 0,08% a 1.289,71 dollari l’oncia. (RV – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Scricchiolii sul Ftse Mib
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

Sono solo due settimane, in fondo, che i prezzi scendono (facciamo riferimento ai prezzi del future per maggiore precisione). Sono solo due settimane, in fondo, che i prezzi scendono (facciamo riferimento ai prezzi del future per maggiore precisione) ma il sospetto comincia a farsi strada in quanto le resistenze di area 23.700 punti sembrano avere nuovamente respinto la salita dei corsi rispendendo le contrattazioni all’ interno della fascia laterale 24.000 – 22.000 (Figura 1). Figura 1. Future FtseMib40 – grafico settimanale Se “allarghiamo il grafico” Il fenomeno appare simile ma su scala più ampio: il laterale è tra 23.700 e 15.000 punti e ne siamo ancora all’ interno (Figura 2). Figura 2. Future FtseMib40 – settimanale Si vede chiaramente come, se le resistenze “iceberg” facessero incagliare la nave dei prezzi, questa rischierebbe di affondare nuovamente nel laterale. Fuori da metafora i prezzi potrebbero allontanarsi da 23.700 verso il basso avvicinandosi (bisogna vedere di quanto) a 15.000. Continuando i paragoni marinari è dunque il tempo di tirare i remi in barca per alcuni titoli azionari? Questo potrebbe essere il caso per Allianz se il titolo rompesse in chiave settimanale il suo supporto di 188,30 euro (Figura 3). Figura 3. ALLIANZ –…

L’Europa col raffreddore. E qualche linea di febbre
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

Dietro all’apparente serenità, c’è nervosismo fra i responsabili della politica economica europea. Dietro all’apparente serenità, c’è nervosismo fra i responsabili della politica economica europea. Dopo il picco di dicembre, il PMI manifatturiero è sceso infatti per quattro mesi consecutivi. Certo, è ancora su livelli tali da garantire una vistosa crescita, ma non così vigorosa come sperimentato fino alla fine del 2017. Questo rallentamento, fino a un certo punto fisiologico, è stato prontamente registrato dagli indici “CESI” delle sorprese economiche. Il CESI Eur ha raggiunto un picco sul finire di novembre… …dal quale è vertiginosamente caduto, al punto da scivolare a fine febbraio in territorio negativo, raggiungendo addirittura la lettura più depressa dai tempi della crisi dell’Euro di inizio decennio. Insomma, la crescita del PIL dell’Eurozona nella prima metà di quest’anno dovrebbe risultare sensibilmente più contenuta delle generose previsioni formulate lo scorso autunno. Cosa spiega i mal di pancia della congiuntura economica europea? Come mostra la figura in alto, le condizioni finanziarie effettive dell’Eurozona hanno conosciuto un progressivo restringimento, dalla fine del 2015 in poi. La rivalutazione dell’euro in termini medi ponderati, la risalita dei tassi di interesse sui titoli governativi e la contrazione del ritmo di crescita dell’offerta di moneta,…

Paura politica 
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

Torna ora alla ribalta lo spread: valori stabilmente superiori a 150 segnalano tensioni soprattutto sul comparto bancario. Si acuisce il nervosismo a Piazza Affari; il programma messo a punto dal nuovo esecutivo Lega-5 Stelle presenta non poche incognite e con potenziali esborsi che vanno aldilà di quello che il paese può ora permettersi; chiaro che il mercato tema ben presto qualche bacchettata da Bruxelles e quindi un possibile ritorno di sfiducia sul sistema Italia. Graficamente una chiusura settimanale sotto 23.750 di FtseMib fornirebbe un chiaro segnale di inversione con obiettivi a 22.700 e 22.000 per il mese di giugno, da lunedì abbassati di 400pt per il corposo stacco dividendi.   Solo un veloce ritorno sopra 24.000 riporterebbe il sereno a Piazza Affari con possibilità di salita fino ai 25.000 punti, e con un solo ostacolo intermedio rappresentato dal recente max in area 24.500 dell’indice. Torna ora alla ribalta lo spread: valori stabilmente superiori a 150 segnalano tensioni soprattutto sul comparto bancario. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Va in archivio il trade: Vendi Wall Street, compra Piazza Affari
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

La seduta di mercoledì ha decretato a Piazza Affari la neutralizzazione dell’uptrend di breve periodo, per violazione del long stop giornaliero. La seduta di mercoledì ha decretato a Piazza Affari la neutralizzazione dell’uptrend di breve periodo, per violazione del long stop giornaliero. Sarebbe un evento tutto sommato irrilevante, in ottica strategica, se non fosse che contestualmente siamo ritornati sotto al massimo di gennaio, negando la positività che il breakout di inizio mese ha prodotto. Ma, come detto, i supporti che contano sono ancora ben sotto i correnti livelli, per cui giova ragionare tuttora in ottica bullish, salvo ufficiale prova contraria. Il Rapporto Giornaliero di oggi dunque mostra gli argini di mercato, nell’ipotesi che la flessione delle ultime sedute sia di natura meramente correttiva: l’indice MIB è atteso a reazione, una volta sollecitati i supporti indicati. Non dovremmo andare oltre: è vero che si scorgono ulteriori sostegni più in basso, ma a quel punto la retorica del “Buy on dips” andrebbe a farsi benedire. Senza considerare che, poco sotto il secondo argine citato si colloca il long stop settimanale: e a quel punto la questione si farebbe seria. Strano destino, quello della borsa italiana. Migliore piazza occidentale del 2018, al 30…

Unicredit: non afferrare il coltello che cade
Finanza/Economia / 19 maggio 2018

Su Unicredit ultimamente abbiamo fatto due operazioni. Su Unicredit ultimamente abbiamo fatto due operazioni. L’operazione di acquisto (long) del 16 aprile, chiusa in guadagno il 25 aprile (dopo aver incassato anche il dividendo staccato il 23). Successivamente, per tutta la prima metà di maggio, su questo titolo siamo rimasti a guardare in quanto il nostro sistema ShoTrading non generava segnali, fino allo short aperto lo scorso 14 maggio. Short che abbiamo sfruttato solo parzialmente, in quanto abbiamo preso profitto ieri (17 maggio). Oggi il titolo sta continuando il crollo e sembra diretto verso area 16 €. Al momento non ci sono condizioni per un nuovo segnale, nonostante ci sia possibilità di rimbalzo veloce da questi livelli. Quindi attendiamo almeno fino a settimana prossima, senza farci tentare da operazioni di rimbalzo che equivalerebbe a voler “afferrare al volo il coltello che cade”. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml