Piazza Affari: buy opportunity o è bene tirare i remi in barca?

21 maggio 2018

Il Ftse Mib si è allontanato di circa 1.000 punti dai top dell’anno, mettendo in pericolo alcuni supporti chiave. I market movers da seguire in avvio di settimana.

L’ultima seduta della scorsa settimana ha visto il ritorno del segno meno su tutte le Borse europee che hanno chiuso gli scambi in calo, ma con ribassi contenuti. Il Ftse10 e il Cac40 si sono mossi di pari passo, scendendo rispettivamente dello 0,12% e delo 0,13%, seguiti dal Dax30 che ha ceduto lo 0,28%.

Il conto più salato è stato pagato ancora una volta da Piazza Affari dove il Ftse Mib si è fermato a 23.449 punti, in flessione dell’1,38%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 23.920 e un minimo a 23.384 punti.
Negativo anche il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha ceduto il 2,94% rispetto al close del venerdì precedente.

Ftse Mib nel mirino dei venditori: le attese nel breve

Nelle prime due sedute della settimana l’indice delle blue chips ha provato a spingersi in avanti verso i 24.200/24.300 punti, per poi avviare un movimento correttivo che lo ha portato dapprima sotto area 24.000 e in seguito alla violazione dei 23.500 punti in chiusura di ottava.
Il movimento delle ultime giornate è stato fortemente condizionate dalle evoluzioni sul fronte politico, da cui sono arrivate una serie di indicazioni che hanno innervosito gli investitori.

E’ probabile che le tensioni su questo fronte durino ancora nel breve, in attesa di chiarezza sul nuovo Governo e indicazioni in tal senso potrebbero giungere già in avvio di settimana.
Non dimentichiamo che proprio lunedì ci sarà lo stacco cedola di diverse blue chips e questo peserà sull’indice nell’ordine di circa l’1,5%-1,7%, con un impatto quindi nell’ordine di circa 400 punti.

Dal punto di vista tecnico la flessione delle ultime sedute ha sicuramente indebolito l’impostazione del Ftse Mib che al momento si conferma rialzista, ma la stessa rischia di essere messa in pericolo in caso di ulteriori flessioni nel breve.
Al ribasso i prossimi sostegni si possono individuare a 23.200 punti prima e in seguito in area 23.000, sotto cui la discesa dell’indice proseguirà verso i 22.700 prima e i 22.500 punti in un secondo momento.

Con ritorni al di sopra di area 23.500 il Ftse Mib potrà tentare un recupero che troverà un primo ostacolo in area 23.700/23.800 e una barriera successiva in area 24.000. Con ritorni al di sopra di tale soglia le quotazioni potranno ambire a recuperi più consistenti verso i 24.200/24.300, prima di un ritorno sui massimi dell’anno segnati di recente in area 24.500/24.550, il raggiungimento della quale appare poco probabile nell’immediato.

La forte incertezza politica rende sicuramente rischiosa l’assunzione di nuove posizioni sul mercato ora, per cui è preferibile attendere le evoluzioni nel breve, per comprendere se la flessione delle ultime giornate si configurerà come opportunità per nuovi acquisti o se al contrario la stessa sarà destinata a decretare l’avvio di una fase discendente più corposa e duratura.    

I market movers in America e in Europa

Per la prima seduta della prossima settimana sul fronte macro Usa si segnala solo l’indice Cfnai di aprile.
In agenda i discorsi di alcuni membri della Fed e si tratta di Rapahel Bostic, presidente della Fed di Atlanta, di Neel Kashkari, a capo della Fed di Minneapolis e di Patrick Harker, a capo della Fed di Philadelphia.

In Europa non sono previsti dati macro di rilievo e si segnala la chiusura della Borsa tedesca per festività.

I titoli e i temi da seguire a Piazza Affari

A Piazza Affari è in agenda lo stacco del dividendo di diverse blue chips e si tratta di: A2A (0,0578 euro), Atlantia (0,65 euro), Azimut (1 euro più un’azione gratuita ogni 18), Banca Generali (1,25 euro), Bper Banca (0,11 euro), Brembo (0,22 euro), Buzzi Unicem (0,12 euro per le azioni ordinarie e 0,204 per le risparmio), Campari (0,05 euro), ENI (0,4 euro), Generali (0,85 euro), Intesa Sanpaolo (0,203 euro per le ordinarie e 0,214 euro per le risparmio), Italgas (0,208 euro), Leonardo (0,14 euro), Moncler (0,28 euro), Salvatore Ferragamo (0,38 euro), Tenaris (0,28 dollari), Ubi Banca (0,11 euro), Unipol (0,18 euro) e UnipolSai (0,145 euro).

A staccare il dividendo anche diversi titoli a piccola e media capitalizzazione: Banca Popolare di Sondrio (0,07 euro), Brunello Cucinelli (0,27 euro), Cattolica Assicurazioni (0,35 euro), Cerved (0,27 euro), CIR (0,038 euro), Diasorin (0,85 euro), ENAV (0,1864 euro), ERG (1,15 euro), Fincantieri (0,01 euro), Geox (0,06 euro), Inwit (0,19 euro), Parmalat (0,007 euro); Rai Way (0,2026 euro), Salini Impregilo (0,053 euro azioni ordinarie e 0,053 euro risparmio), Saras (0,12 euro), SIAS (0,2 euro), SOL (0,15 euro), Tecnhogym (0,09 euro), Tod’s (1,4 euro), Amplifon (0,11 euro), BE Think (0,02 euro), Cementir (0,1 euro), DeA Capital (0,12 euro), doBank (0,394 euro), EI Towers (2,05 euro), FILA (0,09 euro), IMA (1,7 euro), Interpump (0,21 euro), Massimo Zanetti BG (0,17 euro), PanariaGroup (0,07 euro), Prima Industrie (0,4 euro), TamburiIP (0,07 euro), AlerionCleanpower (0,045 euro), BasicNet (0,06 euro), Caltagirone (0,06 euro), Carraro (0,17 euro), Enervit (0,082 euro), Indel B (0,68 euro), NovaRE (0,1 euro), Ratti (0,13 euro) e Vianini (0,06 euro).

In agenda un’assemblea di FNM e di FullSix per l’approvazione del bilancio e la nomina del Cda, mentre la riunione assembleare di Mondo TV dovrà esprimersi in merito all’emissione del prestito obbligazionario.

Da segnalare che lunedì prende il via l’aumento di capitale di A.S. Roma che sarà realizzato tramite l’offert di un massimo di 265.046.592 azioni ordinarie, nel rapporto di 2 nuove azioni ogni 3 possedute, al prezzo unitario di 0,433 euro.
L’operazione si concluderà il 7 giugno e i diritti relativi all’aumento di capitale saranno quotati fino all’1 giugno.

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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