Trading FIB: lo short del 18 maggio
Finanza/Economia / 24 maggio 2018

Sta funzionando bene il segnale short che scattava sull’indicatore ShoTrading il 18 maggio. Sta funzionando bene il segnale short che scattava sull’indicatore ShoTrading (impulsi di brevissimo + cicli di breve) venerdì scorso 18 maggio al break di quota 23200. In apertura del 19 maggio lo short centrava con precisione l’area del nostro target di’impulso di brevissimo  (area 22900-23000). Dopo aver toccato tale area, il FIB (scadenza giugno 2018) effettuava un momentaneo pull back di rimbalzo e test di area 23400 nella mattina dello stesso giorno. L’indicatore continuava a mantenere aperto il segnale sul ciclo di breve (movimenti più ampi rispetto ai veloci impulsi di brevissimo da 200-300 punti). Ieri, 22 maggio, è stata una seduta interlocutoria col FIB laterale sopra area 23000-23100. Oggi, 23 maggio, si esprime il movimento che attendevamo con un nuovo affondo sotto quota 23000. A breve, intorno a metà seduta, fisseremo il livello di confine superiore, cioè il limite, lo stop,  di questo ciclo. Limite che probabilmente sarà più basso di area 23100-23200. Ma identificheremo il preciso livello dopo i movimenti della mattinata odierna. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Da Keynes al contratto Lega-M5S
News / 24 maggio 2018

 Keynes è la definizione di intervento dello Stato in economia. Le politiche europee orientate all’austerity sono state l’esatto opposto delle teorie di Keynes. Nativamente l’Italia ha avuto sempre un atteggiamento meno votato all’austerity e più votato agli incentivi ed alla creazione di debito sin dal dopoguerra. Ma l’avvento dell’Europa ha reso tutto ciò insostenibile. Il risultato è stato quello di avere una crescita anemica, appesantita da un debito pubblico crescente che in cambio di pochi miliardi di interessi in meno sul debito, si sono trasformati in molti miliardi di crescita in meno. Il PIL solo negli ultimi anni ha mostrato segnali di ripresa, ma visti i minori investimenti, la media si è rivelata inferiore a quella europea. M5S e Lega hanno incarnato a loro modo questa teoria nel loro contratto post elezioni. Ma analizzando il programma, le spese sono indirettamente orientate all’economia, in quanto i destinatari sono direttamente i singoli. E’ evidente che i singoli difficilmente riverseranno tutto il surplus sul mercato, contrariamente a quanto sosteneva Keynes. L’applicazione più realistica di queste teorie si trova nella proposta dell’Assise di Confindustria. I fondi vengono destinati direttamente al mercato per rilanciare i consumi e dare competitività al sistema Paese nel contesto internazionale.   Ulteriori approfondimenti dell’autore sul tema sono…

Sinn, “populismo è colpa della Bce”
News / 24 maggio 2018

Secondo una ricerca dell’influente istituto Ifo di Monaco, pubblicata in anteprima dalla Faz, l’ascesa dei partiti populisti nell’Europa meridionale non sarebbe dovuta alla crisi economica e dell’euro. Il direttore dell’istituto Hans-Werner Sinn, ha esposto una tesi del tutto opposta: la colpa è dell’interventismo della Bce che si sarebbe addentrata, attraverso il Qe, in un territorio che disincentiva le riforme necessarie al recupero della competitività delle economie periferiche. Se queste hanno intrapreso ultimamente un percorso di ripresa, per Sinn si tratta di un “Flash Keynesiano”, ovvero un fuoco di paglia creato dai salvataggi, dalle misure di sostegno, dall’abbassamento artificiale dei tassi di interesse e dai diversi programmi di acquisto titoli della Bce.   L’istituto Ifo, lo ricordiamo, è un gruppo di ricerca economica ritenuto vicino ad Angela Merkel e di impostazione convintamente rigorista. Secondo Sinn, “Italia e Portogallo in 10 anni non hanno fatto nulla di concreto per migliorare la loro competitività” e poco meglio avrebbero fatto la Francia e ancor di più Grecia e e Spagna. I dati sulla produzione manifatturiera sono quelli più evidenti: rispetto ai tempi pre-2011 (anno della crisi degli spread) l’Italia ha perso il 17% e Grecia e Spagna addirittura il 20% la Francia il 9% mentre…

Proiezione FTSEMIB attraverso la massa monetaria
News / 24 maggio 2018

Proiezione FTSE MIB attraverso la massa monetaria  Analista Simone Rubessi Oggi vi mostrerò la proiezione dell’indice FTSEMIB utilizzando un indicatore che analizza la massa monetaria M1. Questo indicatore va a ragionare in base a quanta moneta viene emessa dalla BCE e di conseguenza ne sviluppa una previsione. E’ una previsione che si basa solo ed esclusivamente sui fondamentali. Come potete vedere entro la fine del 2018 dovremmo vedere i prezzi tornare intorno ai 17000 ed entro la fine del 2019 i prezzi potrebbero addirittura tornare sui 15000. Questa ipotesi è perfettamente calzante con la tesi del Decennale accumulativo che darebbe il via ad un ciclo Secolare. Ti piacerebbe avere una strategia operativa GRATUITA ? CLICCA questo link, accedi e Buona visione: FTSEMIB nel lungo periodo. Nell’immagine vediamo il Battleplan Biennale. L’ottavo ciclo Intermestrale (giallo in basso) è nella sua fase di ribasso in quanto la velocità del ciclo è nettamente sotto l’asse dello zero, quindi dovremmo aspettarci una tendenza di fondo ribassista fino al termine dello stesso. L’indicatore di ciclo Annuale è in fase di ribasso, in quanto la sua velocità è ancora sotto l’asse dello zero, vedremo fino a dove arriveranno i prezzi. Torniamo al FTSE MIB di medio…

IWBank Private Investments si rafforza con un nuovo professionista
News / 24 maggio 2018

L’area Wealth banker di IWBank Private Investments, la banca del Gruppo Ubi Banca specializzata nella gestione degli investimenti di individui e famiglie, si rafforza con l’ingresso di Riccardo Andrea Clementi, proveniente dal private banking di Unicredit. ““Questo ingresso conferma il nostro ruolo quale polo di attrazione per professionisti con competenze verticali di assoluta eccellenza, grazie a un modello di business concepito per rispondere in maniera professionale a una domanda di consulenza sempre più specializzata. Questa richiede soluzioni di investimento a elevato valore aggiunto ed expertise specialistiche, per le quali possiamo avvalerci anche di importanti sinergie con le strutture del gruppo Ubi focalizzate su servizi di Corporate advisory ed M&A, Private equity, Trust e successori”  ha sottolineato Stefano Lenti, responsabile Area consulenti finanziari e Wealth bankers di IWBank Private Investments.  La rete dei consulenti finanziari di IWBank Private Investments, al cui interno si colloca l’Area Wealth, raggruppa 752 professionisti (dato Assoreti al 31.03.2018).  L’articolo IWBank Private Investments si rafforza con un nuovo professionista sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

Addio “Riccioli d’Oro”: dati smentiscono tesi ripresa coordinata
News / 24 maggio 2018

Ai dati sull’attività industriale e dei servizi deludenti in area euro hanno fatto da contraltare le cifre migliori del previsto degli indici PMI statunitensi. L’indice composito americano si è portato sui massimi da novembre 2015. Sia il terziario che il manifatturiero si sono rafforzati più delle attese, salendo il primo ai massimi di tre mesi e il secondo a quelli di 44 mesi. L’incremento dei prezzi medi è stato il più intenso dal 2013. Il tutto mentre si registra una crescita dell’ottimismo delle aziende, ai massimi di tre anni, con le imprese che si aspettano un incremento della domanda. Ciò significa, secondo le previsioni di IHS Markit, che anche nei prossimi mesi ci si può attendere risultati positivi. Nel commentare i dati preliminari, Chris Williamson, Chief Business Economist di IHS Markit, ha detto che “i sondaggi della stima flash dicono che c’è da aspettarsi una crescita economica del 2,5-3%, con una creazione di posti di lavoro di poco più di 200 mila unità al mese”. Ma la novità principale viene dal fronte dei prezzi. I costi in entrata sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi stanno crescendo al ritmo più spedito di quasi cinque anni, con il segmento della…

Storica deregulation Wall Street: risparmiatori meno al sicuro
News / 24 maggio 2018

NEW YORK (WSI) – Comprometterà la tutela dei consumatori e si rischierà un’altra crisi finanziaria: questo l’allarme che lanciano i detrattori della nuova normativa di deregulation del sistema bancario adottata dagli Stati Uniti. Si chiama legge Crapo, dal nome del senatore Mike Crapo, il più alto repubblicano del Senate Banking Committe, e sarà presentata presto al tavolo del presidente Donald Trump per la firma. La norma più contestata nel  provvedimento è quella che aumenta la soglia in base alla quale le banche sono considerate troppo grandi per fallire. Questa soglia minima di attivi in gestione, inizialmente fissata a 50 miliardi di dollari dopo la crisi finanziaria, salirà a $ 250 miliardi. Un aumento non da poco visto che cambierà il numero delle banche sottoposte alla vigilanza che passerebbe da 38 istituti di ora ad appena 12. La normativa cambia così i connotati dell’attuale legge Dodd-Frank, approvata proprio per limitare gli eccessi della grande finanza che diedero luogo alla grande crisi finanziaria globale. Una modifica che si riverserebbe con effetti negativi sui risparmiatori, come sostengono i detrattori della legge. I contribuenti americani difatti saranno meno protetti come conseguenza del fatto che le banche saranno meno sorvegliate. Nancy Pelosi, leader della minoranza della Camera…

Governo, analisti non vedono grosse rotture con l’Ue
News / 24 maggio 2018

Vari analisti e i gestori di fondi si sono detti fiduciosi sul fatto che il nuovo governo italiano, guidato dai due partiti anti-establishment, non provocheranno rotture traumatiche con l’Unione Europea e manterranno la permanenza nell’euro. Questo, nonostante le precedenti promesse di referendum sulla moneta unica (M5s) e la presenza di punti programmatici controversi come i mini-bot, che potrebbero essere accusati di incompatibilità con i trattati (proposta della Lega). A ritenere improbabile l’uscita dall’euro è ad esempio il ceo di Aberdeen Asset Management, Martin Gilbert: “Chiaramente il risultato in Italia ha fatto pensare la gente sulla lobby anti-euro”, ma “non penso che vedremo cambiamenti significativi”, ha affermato a Cnbc, “non penso vedremo qualcosa come la Brexit per esempio… non credo vedremo niente di tale grandezza”. Anche una nota degli strategist di Ubs sembra andare nella stessa direzione: “Riteniamo che sia improbabile” che il nuovo governo possa mettere in dubbio il progetto europeo, “dato che i leader italiani [Salvini e Di Maio, Ndr.] hanno già fatto marcia indietro dalle loro posizioni più estreme”.   Queste posizioni sembrano fare da contraltare alle preoccupazioni espresse da varie voci della politica europea, a cominciare dal numero due della Commissione europea, Valdis Dombrovskis: “Per ora possiamo…

Fintech: con l’arrivo di Psd2 parte l’era dell’open banking
News / 24 maggio 2018

di Sandra Riccio Per le banche significa un ripensamento del modello di business. A rischio ci sono importanti quote di mercato  e un ruolo storico che potrebbe essere relegato a pochi servizi È ancora presto per esplorare in tutta la loro pienezza gli effetti che la nuova direttiva Psd2 (Payment service directive2) dispiegherà sul mondo delle banche.  Entrata in vigore solo pochi mesi fa, lo scorso 13 gennaio, la direttiva deve ancora essere implementata a pieno. La disposizione europea introduce nuove regole sulle modalità di pagamento online, con carte di debito e con carte di credito, e punta a una maggiore trasparenza nei costi.  I bilanci definitivi sugli effetti della Psd2 arriveranno solo con il tempo. Certo è che il passaggio, che spalanca le porte all’open banking, trasformerà i vecchi equilibri su cui si è poggiato fino ad ora il vecchio sistema delle banche. Le paure sono molte Il settore bancario dovrà confrontarsi con la minaccia di una concorrenza più pericolosa. Questa concorrenza arriverà anche dal fronte del club dei Gafa, i big-tech con Google, Amazon, Facebook e Apple. I giganti della tecnologia potrebbero presto entrare anche nel mercato dei pagamenti e dei dati bancari e rubare così importanti fette di…

Crisi Italia parte da lontano, gestore: governo M5S-Lega “unica strada”
News / 24 maggio 2018

Chi si sveglia soltanto ora invocando il pericolo di un governo guidato da forze anti europeiste e anti establishment in uno degli Stati membri fondatori del progetto dell’Europa unita dovrebbe andarsi a studiare la storia economica e finanziaria italiana degli ultimi anni. La situazione esplosiva italiana parte infatti da lontano. Dopo la grande crisi finanziaria del 2008 le banche italiane hanno smesso di prestare denaro. Il primo stadio della “Zombificazione“, come la chiama Jeffrey Snider di Alhambra Investment Partners, è stato caratterizzato dall’ampliamento dei bilanci tramite l’acquisto di bond governativi italiani. Da un rischio si è passati a un altro: il rischio lato creditizio è stato soppiantato dal rischio in termini di liquidità (il collaterale preteso come garanzia nelle operazioni contro termine e per le operazioni di finanziamento concesse dalla Bce). Durante la crisi del debito europeo, dal problema del credit crunch, le banche sono passate a quello del credito sovrano. Quando per ripulire i bilanci degli istituti finanziari le autorità italiane hanno autorizzato il ricorso all’opzione della bad bank l’anno scorso, gli istituti di credito del paese hanno accumulato 200 miliardi di euro di debiti in difficoltà. Altri npl per un valore stimabile intorno ai €120 miliardi difficilmente saranno ripagati,…