Piazza Affari: una fragilità preoccupante. Il crollo proseguirà?
News / 28 maggio 2018

Nessun supporto riesce ad arginare la caduta del Ftse Mib che potrebbe anche rimbalzare, ma è bene non illudersi per ora. I market movers in avvio di settimana. Dopo due giornate consecutive in flessione, le Borse europee venerdì scorso sono riuscite a reagire, ma non tutte. Hanno chiuso gli scambi in positivo il Ftse100 e il Dax30 che si sono apprezzati rispettivamente dello 0,18% e dello 0,65%, mentre non è riuscito a fare altrettanto il Cac40 che ha ceduto lo 0,11%. Le vendite hanno avuto la meglio anche a Piazza Affari che ancora una volta ha vissuto una storia un po’ a sè, complice la forte incertezza sul fronte politico. Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni a 22.398 punti, in ribasso dell’1,54%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 22.827 e un minimo a 22.205 punti.Molto negativo il bilancio settimana visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha lasciato sul parterre il 4,48% rispetto al close del venerdì precedente. In avvio di ottava il Ftse Mib è sceso a mantenere sotto pressione la soglia dei 23.000 punti che è stata difesa per due giornate, prima di essere violata al ribasso, con successivo approfondimento ribassista fin verso…

Ma Savona voleva davvero il ritorno alla Lira? Breve storia del “Piano B”
News / 28 maggio 2018

Con una lettera Paolo Savona ha provato il 27 maggio a fugare i dubbi sulla sua posizione anti europeista. In un testo affidato a Scenarieconomici.it, sito a cui spesso il professore ha affidato le proprie riflessioni su economia, finanza e innovazione, dice: “Le mie posizioni sono note. Voglio un’ Europa diversa, più forte ma più equa”. Savona ha parlato di “polemiche scomposte” auspicando inoltre l’attribuzione “al Parlamento europeo di poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale”. Propone di “creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica”.  Parole però che non hanno tranquillizzato fino in fondo. Non sul tema più caldo, quello su cui molti si aspettavano qualche riga. Nella lettera infatti non si fa riferimento diretto all’euro, né alle sorti dell’Italia dentro o fuori la moneta unica. Savona è in questi giorni indicato da molti come l’ideatore di un piano B per risolvere la crisi dell’eurozona. Il primo, il piano A, prevedeva una riforma dell’area euro ma una sostanziale sopravvivenza della moneta unica. Il secondo, quello B appunto, una rottura ordinata dell’euro e un ritorno alla sovranità monetaria nazionale,…

Affiancare Savona e dividere in due l’Economia. Un’ipotesi
News / 28 maggio 2018

L’ultima ipotesi per portare Paolo Savona all’Economia è uno spacchettamento del ministero, dividendolo in Finanze e Bilancio, strada che consentirebbe di affidare all’81enne economista, in questi giorni oggetto di tensione tra il nascente governo Lega-M5s e il Quirinale, le Finanze, mentre ad una secondo ministro il Bilancio. Il nome di questo secondo ministro sarebbe quello di Rainer Masera, banchiere 74enne di lungo corso e gradito ai Cinque stelle. Un ‘ticket’ insomma per permettere al governo di uscire dall’impasse. “La strada dello spacchettamento non è una novità assoluta”, scrive l’Huffington Post che ha rivelato questa ipotesi. Il sito ricorda come il ministero dell’Economia, così come siamo stati abituati a conoscerlo oggi, in realtà esiste solo da 20 anni, a seguito della riforma del 199 quando c’era “il Tesoro, le Finanze e il Bilancio”. Quindi “alle Finanze erano affidate tutte quelle deleghe che avevano a che fare con tasse, gabelle e fisco in generale. In sostanza era una specie di grosso dicastero delle entrate. Al Bilancio invece toccava stendere i piani di politica economica e avere i rapporti in sede internazionale, quindi si potrebbe definirlo come un altrettanto grosso ministero delle uscite”.  Rainer Masera, classe 1944 e nato a Como, fino al 2013 è stato membro…

Come riuscire a vendere il proprio libro su Amazon
News / 28 maggio 2018

Quello che un tempo rimaneva nei diari segreti, tenuto al sicuro da lucchettini improvvisati, oggi può finire nella vetrina virtuale degli e-book, dei libri in formato elettronico, e magari essere venduto da Amazon. È il self-publishing, bellezza. Quel meccanismo cioè che consente a chiunque di pubblicare il proprio libro, senza doversi rivolgere alle case editrici. Un fenomeno sicuramente non nuovo ma in forte crescita: soltanto nel 2017 sarebbero stati 300 mila i nuovi titoli ‘auto-prodotti’. “Come editori – commenta Giacomo Bruno, presidente della omonima casa – riceviamo spesso proposte di manuali sul sesso, testi che consigliano posizioni varie e narrano di presunte fonti di energie del sesso”. Argomenti che Bruno, l’editore che nel 2002 portò gli e-book in Italia, non tratta ma che su Amazon invece chiunque potrebbe mettere in vendita. Come funziona l’algoritmo di Jeff Bezos Dal battere compulsivamente sulla tastiera al vendere il proprio libro il passo si è accorciato, e di molto. Grazie soprattutto ai siti che consentono a chiunque di vendere quanto scritto. Il segreto, in questo caso, è riuscire a comparire tra i primi risultati di ricerca. “Amazon è un po’ il nuovo Google – commenta Bruno -, ma organizza le proprie classifiche in maniera…

Ricordate il leggendario posto in banca? Non esiste (quasi) più. Un’analisi
News / 28 maggio 2018

Nel giro di otto anni, dal 2009 al 2017, gli occupati nelle banche italiane sono diminuiti di 44 mila unità, da 330 mila a 286 mila. È l’analisi dell’ufficio studi di First Cisl, il sindacato dei lavoratori di banche e terziario guidato dal segretario generale Giulio Romani, basato sui dati della Banca d’Italia. Nel solo 2017, rileva lo studio, il calo è stato di 13.510 unità, un taglio del 4,5%, con una punta nel Mezzogiorno (-5,3%). Dove sono finiti i posti perduti Anche negli otto anni il calo è stato particolarmente marcato nel Mezzogiorno (-16,9%), con un -16,2% nel Centro, mentre il Nord Ovest si ‘ferma’ al -10,7%. “L’emorragia prosegue con i piani di uscita dei grandi gruppi – commenta Romani – al Nord abbiamo perso un addetto ogni 10, al Sud quasi 2 su 10. È un tributo occupazionale enorme versato sull’altare della mancata riforma del sistema bancario. Il cambiamento non può più attendere. I tempi per una riforma che tuteli il risparmio e il lavoro e che rilanci l’occupazione sono maturi. Nessuno venga più a dirci che il personale costa troppo: ai 2,9 miliardi di utile realizzati dai cinque maggiori gruppi bancari italiani nei primi tre mesi del 2018 hanno dato un enorme contributo i…

Guida breve e aggiornata al 5Xmille
News / 28 maggio 2018

Torna l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi e con esso anche l’opportunità di devolvere il 5X1000. Ma una parte degli italiani – circa 12 milioni – non lo prende in considerazione, forse perché su quest’ultima misura non ha ancora le idee chiare. Ecco allora una mini-guida al 5 per mille formulata dal Sole24Ore. Cos’è il 5 per mille Si tratta di una misura di sussidiarietà fiscale introdotta per la prima volta nella Legge Finanziaria per il 2006. In base a questo meccanismo il cittadino contribuente può devolvere il 5 per mille della propria Irpef a sostegno di enti che svolgono attività socialmente rilevanti. Chi ne beneficia Il 5 per mille può essere destinato a: Associazione di volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale Enti di ricerca scientifica Enti di ricerca sanitaria Associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni Attività sciali svolte nel comune di residenza Enti esercenti attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici Quanto costa? Non costa nulla al contribuente. In ogni caso chiunque percepisca un reddito imponibile è tenuto a pagare l’Imposta sul Reddito allo Stato. Semplicemente, con questo meccanismo le finanze pubbliche “rinunciano” a una parte delle imposte per…