Piazza Affari rimbalza, lo spread cala: ma governo resta rebus. FTSE MIB +2,09%

31 maggio 2018

Piazza Affari rimbalza, lo spread cala: ma governo resta rebus.

Piazza Affari rimbalza, lo spread cala: ma governo resta rebus. FTSE MIB +2,09%.

Mercati azionari europei in verde. Wall Street positiva: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +1,1%, Nasdaq Composite +0,9%, Dow Jones Industrial +0,9%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +2,09%, il FTSE Italia All-Share a +2,07%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,94%, il FTSE Italia STAR a +2,07%.

Lo spread tra i rendimenti di BTP e Bund a 10 anni arretra dai massimi di ieri in area 320 bp fino a toccare i 252, per poi risalire nel finale sui 275. L’iniziale flessione è stata determinata da indiscrezioni su un atteggiamento più accomodante della Lega: pare abbandonata l’idea di andare al voto a fine luglio per puntare a una chiamata alle urne “ordinata” in autunno. A traghettare il Paese verso nuove votazioni potrebbe essere un governo Cottarelli basato su una “non sfiducia”: si ipotizza infatti l’uscita dalle Camere dei parlamentari leghisti al momento del voto. Nella parte finale della seduta nuovo irrigidimento della Lega che è tornata a puntare sull’unico governo “politico” possibile ovvero quello con l’M5S (magari esteso a FdI di Giorgia Meloni) con la squadra originaria (comprendente Paolo Savona al MEF) bocciata dal presidente Mattarella.

*Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la seconda stima preliminare del PIL relativo al primo trimestre 2018 *indica una variazione t/t annualizzata del +2,2% dal +2,3% della prima lettura (consensus +2,3%). L’indice dei prezzi al consumo del PIL, che misura il cambiamento di prezzo di tutti i beni e servizi inseriti nel PIL e rappresenta una misura chiave dell’inflazione, è cresciuto del +1,9% t/t (dato annualizzato), inferiore alla rilevazione precedente pari al +2% e al consensus pari al +2%. La stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di maggio, una crescita di 178 mila nuovi impieghi negli USA. Il dato e’ risultato inferiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 186 mila posti di lavoro, dalle 163 mila unità della rilevazione precedente (dato rivisto da 204 mila unità). In Germania, l’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso note le stime preliminari sull’inflazione. L’indice dei prezzi al consumo è atteso in crescita dello 0,5% a maggio rispetto ad aprile (superiore alle attese fissate su un incremento dello 0,3% e in crescita dalla variazione nulla della rilevazione precedente). L’indice è previsto in crescita del 2,2% su base annuale, dal +1,6% della rilevazione precedente (consensus +2%). Secondo i risultati preliminari dell’Ufficio federale di statistica (Destatis), nel mese di aprile in Germania le Vendite al Dettaglio hanno fatto segnare un incremento dell’1,2% su base annuale e in termini reali, contro il +1,3% del consensus. Su base mensile l’indice ha fatto segnare un incremento pari al 2,3% dopo un decremento dello 0,4% precedente. Gli analisti avevano previsto un incremento pari allo 0,5%. In Francia l’Insee ha reso noto che il dato preliminare del Pil relativo al primo trimestre 2018 (seconda stima) e’ cresciuto dello 0,2% su base trimestrale, lievemente inferiore al consensus pari a +0,3% e in calo dal +0,7% rilevato nel trimestre precedente.

Rimbalzano i bancari italiani: l’indice FTSE Italia Banche chiude a +2,58%, mentre l’EURO STOXX Banks cede lo 0,6% circa. Molto bene Mediobanca (+7,06%), FinecoBank (+6,44%), Banca IFIS (+9,58%), Credito Emiliano (+5,67%).

*FCA (+4,00%) accelera al rialzo nel pomeriggio in scia alle rivelazioni di Bloomberg *a due giorni dall’appuntamento con il piano industriale 2018-2022. Secondo fonti vicine alla situazione il gruppo guidato ancora per un anno da Sergio Marchionne potrebbe decidere di non vendere più auto a marchio Fiat in Nord America e Cina e commercializzare il marchio Chrysler solo negli USA. I marchi Jeep e Ram saranno fondamentali per la crescita del gruppo: possibile un obiettivo di raddoppio dei volumi Jeep nel 2022 dagli 1,4 milioni di unità del 2017. Si parla anche di una integrazione Alfa Romeo/Maserati, possibile prologo a uno spinoff. Dopo l’uscita di Marchionne, la famiglia Agnelli-Elkann potrebbe, sempre secondo quanto riferito da Bloomberg, valutare opzioni strategiche di lungo termine, tra cui la possibile fusione con una casa automobilistica più grande.

*Seduta negativa invece per CNH Industrial (-1,37%) *che non scorporerà Iveco in quanto ha la possibilità di migliorare la performance operativa e, per questa via, creare valore. Questo è quanto traspare dalle parole di ieri di John Elkann, presidente e a.d. di Exor, la holding di casa Agnelli che controlla CNH, oltre a FCA e Ferrari (+1,68%). CNH non seguirà quindi la strada scelta da FCA con lo scorporo di Ferrari (e anni prima della stessa CNH), e quello atteso nei prossimi mesi di Magneti Marelli. Quanto affermato da Elkann è in qualche misura in contrasto con le dichiarazioni rilasciate a inizio febbraio dal CEO di CNH Richard Tobin: il manager aveva aperto la porta al possibile scorporo di Iveco, precisando che il gruppo dovrà prima rafforzare il proprio bilancio. Per Tobin si tratterebbe di un’operazione capace di far emergere tutto il valore della divisione trattori.

Netto progresso per le utility in scia alla flessione dei rendimenti. L’indice FTSE Italia Servizi Pubblici chiude a +3,19%, l’EURO STOXX Utilities a +1% circa. In evidenza a Milano Terna (+4,06%), Enel (+3,37%), Italgas (+3,04%), Snam (+3,23%).

Poste Italiane (+4,19%) recupera terreno in scia alle parole dell’a.d. Matteo Del Fante ieri nel corso dell’assemblea che ha approvato il bilancio 2017. Il manager ha dichiarato che l’incremento dello spread può rappresentare un’opportunità per chi (come Poste, ndr) necessita di impiegare liquidità. L’assemblea ha anche autorizzato il buyback fino al 5% del capitale e “l’apporto di nuovi mezzi patrimoniali da parte di Poste Italiane – per un importo pari ad euro 210 milioni – al Patrimonio BancoPosta per il riequilibrio del leverage ratio ai valori obiettivo stabiliti nel Risk Appetite Framework”.

Ottima performance per UnipolSai (+4,12%) e per la controllante Unipol (+2,33%) su indiscrezioni del Sole 24 Ore relative all’ipotesi di accorciamento della catena di controllo del gruppo bolognese dopo che Unipol ha superato il 76% di UnipolSai. Il quotidiano aggiunge che l’operazione potrebbe essere propedeutica a una fusione alla pari con un altro player del settore, anche straniero.

Saipem (+1,22% a 3,6620 euro) nel finale annulla il segno meno che ha caratterizzato gran parte della seduta, nonostante una serie di notizie positive. Innanzitutto il petrolio che estende il recupero dai minimi di ieri pomeriggio: il future agosto 2018 sul Brent segna 77,30 $/barile (da 74,70 circa), il future luglio 2018 sul WTI segna 68,30 $/barile (da 65,90 circa). Inoltre HSBC ha avviato la copertura sul titolo con raccomandazione buy e target a 4,25 euro. Infine Il Sole 24 Ore ha riferito stamattina di possibili nuove commesse: in particolare il nuovo terminale di gas naturale liquefatto di Nong Fab in Thailandia, un contratto negli Emirati Arabi per Adnoc e il progetto di Chevron. Si attenderebbe infine a breve la sigla dell’atto integrativo tra Rfi e Cepav 2 (Saipem 52%, Società Italiana Condotte d’Acqua 12%, Impresa Costruzioni G. Maltauro 12% e Impresa Pizzarotti & C. 24%) per l’alta velocità tra Brescia e Verona Est.

Positiva Trevi Finanziaria Industriale (+3,33%) su indiscrezioni del Messaggero secondo cui oggi si terrà un cda per proseguire le trattative con Bain Capital Credit su una possibile operazione avente ad oggetto l’indebitamento complessivo. Si vocifera anche di una richiesta delle banche creditrici alla famiglia Trevisani (ha il 32,7% del gruppo) di fare un passo indietro e di prevedere un aumento di capitale da 150 milioni di euro qualora i negoziati con Bain fallissero.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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