Gestore rivela qual è il settore che è “un profit warning che cammina”
News / 22 maggio 2018

Mark Costar, manager del fondo UK Growth di JO Hambro Capital Management (JOHCM) da 388 milioni di sterline, sostiene che dopo una serie di profit warning, il settore dei grandi magazzini britannici sia il prossimo a finire nel mirino dei ribassisti. I gruppi attivi nel comparto dovranno reinventarsi se vorranno tenere il passo con la concorrenza dell’e-commerce e con le minacce della globalizzazione. Parlando alla Morningstar Investment Conference, Costar ha avvisato che secondo lui il settore dei beni al consumo è “l’archetipo dell’attività M&A distruttiva per il valore”, mentre ha investito sempre troppo poco in area come marketing e sviluppo di prodotti e struttura. Nonostante la percezione secondo cui I bilanci son in ordine, il manager ha aggiunto che c’è un livello di indebitamento preoccupantemente alto nel settore. Inoltre, i tre pilastri su cui fa affidamento il settore – brand, distribuzione e scala – sono stati messi alla prova da tutta una serie di fattori strutturali. “Il Brand può essere costruito rapidamente se il prodotto o i servizi sono abbastanza validi e promossi su canali come i social media”. E “oggi come effetto della globalizzazione la grande distribuzione può avvenire anche attraverso delle piattaforme più veloci e più efficienti in…

Cottarelli: “in contratto M5S-Lega trionfa statalismo”
News / 22 maggio 2018

“Il contratto prevede un chiaro rafforzamento del ruolo dello Stato nell’economia, in aperta rottura con gli sviluppi degli ultimi due-tre decenni in cui nei principali Paesi avanzati lo stato era arretrato rispetto al mercato” . Così Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio dei conti pubblici, scrive in un articolo pubblicato sul quotidiano la Stampa, commentando la versione finale del “contratto per il governo del cambiamento” tra Movimento Cinque Stelle e Lega apparso sulla stampa italiana qualche giorno fa. “Beh- continua Cottarelli-  non è che nel nostro Paese il mercato abbia poi fatto mai tanta strada. Se da un lato si privatizzavano molte imprese a livello nazionale, dall’altro il «capitalismo degli enti locali» cresceva a dismisura (con le sue oltre 10.000 società partecipate).  Un esempio chiaro del trionfo dell’allargamento del ruolo dello Stato nell’economia: “è l’accettazione del principio del deficit pubblico come motore della crescita attraverso più «investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie». Il contratto comporta aumenti di spesa pubblica di oltre cinquanta miliardi. Poi però, visto che lo Stato, oltre ad essere presente, deve anche essere generoso viene pure previsto un taglio massiccio della tassazione attraverso la flat tax, la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva e tagli alle accise,…

Guerra dazi: è tregua, la Cina si piega a Trump
News / 22 maggio 2018

Spirano venti di pace nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Dopo giorni di negoziati serrati, i due paesi hanno deciso di sotterrare l’ascia di guerra, non aumentando i rispettivi diritti di dogana. Lo ha confermato ieri il Segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin. In precedenza era stato il vicepremier cinese, Liu He, ad annunciare, attraverso l’agenzia di stampa ufficiale cinese il raggiungimento di un accordo che prevede un impegno cinese ad aumentare considerevolmente gli acquisti di merci statunitensi per riequilibrare il deficit commerciale Usa e ad aprire ulteriormente il mercato cinese. Mnuchin ha spiegato che si sono degli impegni precisi per ciascun settore industriale senza però aggiungere dettagli. Nel settore dell’energia gli Usa, ha indicato Mnuchin, si attendono acquisti annui tra i 50 e i 60 miliardi di dollari annui per i prossimi 3-5 anni. Secondo quanto riporta un comunicato diffuso dalla Casa Bianca: “Per soddisfare le necessità del crescente consumo del popolo cinese e quelle di uno sviluppo economico di alta qualità, la Cina aumenterà significativamente gli acquisti di merci e servizi Usa. Questo contribuirà a sostenere la crescita e l’occupazione negli Stati Uniti”, si legge nel comunicato. E ancora: “Entrambe le parti hanno concordato su significativi aumenti nell’export agricolo ed…

Venezuela: vortice dell’iperinflazione, prezzi raddoppiano ogni due settimane
News / 22 maggio 2018

Mentre in Venezuela montano le polemiche sull’illeggitimità delle elezioni di ieri che hanno hanno incoronato Nicolás Maduro presidente del paese fino al 2025, l’economia di Caracas continua a perdere colpi affossata dall’iperinflazione che, secondo quanto scrive Steve Hanke in un articolo pubblicato su Forbes, si aggira intorno 16.428% annuo. Un valore nettamente più alto di quello stimato del Fondo monetario internazionale (FMI), la cui stima è stata fissata intorno al 12.870%. Secondo quanto scrive Hanke: “Il mese scorso, il tasso di inflazione mensile ha raggiunto un nuovo massimo del 234%. A questo ritmo, i prezzi sono raddoppiati ogni 17,5 giorni”. Nel frattempo, il bolivar ha dimezzato il suo valore nel 2017 e continua a crollare di giorno in giorno al mercato nero, dove scambia a oltre 752.000 contro un dollaro. “L’iperinflazione continua a ridurre il valore del bolivar. Non possiamo prevedere la durara di questa fase, ma una cosa è certa: a meno che il governo decida di sostituire il Bolivar con il dollaro, come ha già fatto la popolazione venezuelana, questo episodio di iperinflazione potrebbe peggiorare rapidamente”.  Gli Stati Uniti dal canto loro hanno già detto che non riconosceranno l’esito del voto, come ha spiegato il vice-segretario di Stato, John Sullivan, che ha aggiunto che Washington intende comminare sanzioni…

Wall Street tutta in attacco, Trump e Xi Jinping tornano compari
News / 22 maggio 2018

Dow Jones, gran denaro sui titoli industriali. Xerox Corporation, Fujifilm Holdings pronta a citare in giudizio la società. Nasdaq, Micron Technology alza guidance Q3 2018. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Usa e Cina stipulano un accordo di tregua sui dazi, e subito la piazza azionaria di Wall Street ne approfitta archiviando la prima seduta della nuova ottava in territorio positivo.  Nella sessione odierna di scambi, infatti, al suono della campanella di chiusura il Dow Jones ha portato a casa l’1,21% a 25.013,29 punti con al gancio l’S&P 500, +0,74% a 2.733,01 punti. Luce verde pure per il Nasdaq Composite che ha chiuso con un +0,54% a 7.394,04 punti dopo il rosso di venerdì scorso. The Dow closed about 300 points higher on Monday, while the S&P 500 and Nasdaq gained 0.7% and 0.5%, respectively. pic.twitter.com/OvnzV3lhI7 — CNBC (@CNBC) May 21, 2018 Dow Jones, gran denaro sui titoli industriali Tra le Blue Chips, a spingere in alto oggi il Dow Jones sono stati in prevalenza gli ordini in denaro su Boeing (BA), +3,61% a $ 363,90, General Electric (GE), +1,94% a $ 15,26, Caterpillar (CAT), +2,06% a $ 158,92, ed Intel (INTC), +1,53% a…

Piazza Affari deve reagire e anche in fretta: attese per domani
News / 22 maggio 2018

Il Ftse Mib ha difeso per ora la soglia dei 23.000 punti, ma sarà importante un pronto recupero per scongiurare nuovi ribassi. I market movers di domani. La chiusura in calo di venerdì scorso ha lasciato il posto ad un pronto rimbalzo delle Borse europee, tra le quali è stata assente quella tedesca, rimasta chiusura per festività. La migliore performance è stata quella del Ftse100 con un rialzo dell’1,03%, seguito dal Cac40 che ha portato a casa un progresso dello 0,41%. Ftse Mib al test di un supporto: tornano gli acquisti? Ancora una volta Piazza Affari ha fatto storia a sè, con il Ftse Mib fermatosi a 23.092 punti, in flessione dell’1,52%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 23.427 e un minimo a 22.951 punti. L’indice ha risentito quest’oggi dello stacco cedola che ha interessato ben 19 blue chips, con un impatto calcolato nell’ordine di circa l’1,7%, corrispondenti a circa 400 punti. Dal punto di vista tecnico il Ftse Mib è riuscito a difendere oggi l’area dei 23.000 punti, violata nell’intraday, ma la reazione partita da questo livello è stata molto contenuta al momento, visto il ripiegamento registrato nel pomeriggio dopo il netto recupero verso area 23.400. Nel brevissimo…

Weidmann: sono pronto a sostituire Draghi
News / 22 maggio 2018

Arrivata la conferma ufficiale da parte del diretto interessato: il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha dichiarato di sentirsi pronto a rivestire il ruolo di governatore della Bce dopo l’addio di Mario Draghi. Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha dichiarato di sentirsi pronto a rivestire il ruolo di governatore della Bce quando a fine 2019 scadrà il mandato dell’attuale numero uno Mario Draghi. Tradotto in altri termini: sarà la possibile fine del Quantitative Easing. In teoria tutti un po’ se lo aspettavano ma adesso è arrivata la conferma ufficiale da parte del diretto interessato. Un particolare che diventa sempre più concreto se si guarda a quella rotazione delle presidenze che ha visto prima il francese Jean-Claude Trichet alla guida della Bce dal 2003 al 2011, quindi l’italiano Mario Draghi, rotazione che adesso rende più che plausibile l’arrivo di un tedesco a ricoprire la prestigiosa carica. Ma potrebbe non essere detta l’ultima parola. Chiunque veda però Weidmann già sulla poltrona di governatore dovrà comunque aspettare l’esito definitivo: Erkki Liikanen, governatore della Banca di Finlandia si è infatti candidato a sua volta come possibile alternativa a Draghi. La sua view Weidmann, infatti è stato l’acerrimo nemico del governatore italiano e soprattutto…

Piazza Affari distribuisce i dividendi mentre Wall Street vola
News / 22 maggio 2018

Giornata di dividendi a Piazza Affari. In vetta troviamo però Fiat seguita da Saipem e Buzzi. Sul fondo Mediobanca, Telecom e Leonardo. Straordinaria performance di Wall Street. Perché tutta questa euforia al di là dell’Atlantico? Sembra che il braccio di ferro commerciale nei confronti della Cina, voluto da Trump, sia stato stravinto dagli Stati Uniti. Pechino pare abbia dovuto calare le braghe. America first, quindi, funziona! C’è però chi sostiene che il motivo del boom registrato nel mese in corso dalla Borsa americana sia dovuto al fatto che parecchi investitori stanno alleggerendo le posizioni nel Vecchio Continente dirottando ingenti capitali verso Wall Street. L’apprezzamento del dollaro, iniziato un mese fa, proverebbe questo assunto. Come sappiamo, tuttavia, l’andamento dei mercati è dovuto alla combinazione di diversi fattori, alcuni noti, altri meno, quindi tutte le opinioni hanno una loro validità. Chiusa Francoforte per festività, Londra (+1,0%), come spesso accade, ha beneficiato maggiormente dell’euforia con la quale ha iniziato l’ottava Wall Street, Parigi (+0,4%) invece ha limitato il guadagno a meno di mezzo punto percentuale. Per Piazza Affari era il giorno dei dividendi, ben 19 titoli, dei 40 che compongono il nostro indice di riferimento, staccavano oggi la cedola, l’impatto sul nostro Ftse…

Venezuela: ormai è fuga incontrollata delle aziende
News / 22 maggio 2018

Non c’è pace per il Venezuela: le ultime elezioni farsa hanno visto, come era facilmente prevedibile, la vittoria dell’attuale presidente Nicolas Maduro. Non c’è pace per il Venezuela: le ultime elezioni farsa hanno visto, come era facilmente prevedibile, la vittoria dell’attuale presidente Nicolas Maduro. I numeri e i dubbi L’affluenza, ufficiale, è stata solo del 46% dei votanti ma stime Reuters ridimensionano la cifra al 32%. Un numero a dir poco irrisorio se si pensa che alle precedenti consultazioni elettorali la partecipazione è stata dell’80%. Un astensionismo che, invocato dall’opposizione del Frente Amplio, ex MUD di certo non aiuta il paese. Una vittoria che nasce da elezioni prive di qualsiasi garanzia di democrazia, come dimostra la presenza, ai seggi, di rappresentanti governativi che chiedevano ai votanti l’esibizione della tessera annonaria concessa come una sorta di tessera fedeltà a chi sostiene Maduro e che consente di avere molti dei prodotti alimentari sempre più rari nella nazione.  Queste elezioni, tra l’altro non sono state giudicate valide  nemmeno dai vicini di casa dello stesso Venezuela, così come da nessuno dei paesi occidentali. Tutto questo è stato più che sufficiente per portare le grandi multinazionali, o per meglio dire quelle poche che sono ancora…

Piazza Affari: i titoli da preferire con un Governo Lega-M5S
News / 22 maggio 2018

Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, dovrebbe arrivare il via libera del Capo dello Stato al programma e al premier proposti da Lega e M5S. Su quati titoli è meglio puntare ora per il trading di breve? In una giornata in cui le altre Borse europee si muovono in positivo, sostenute peraltro dalla buona performance di Wall Street, spicca in maniera ancora più evidente il ribasso di Piazza Affari. L’indice Ftse Mib si muove poco al di sotto dei 23.100 punti, con un ribasso dell’1,57%, da imputare principalmente allo stacco cedola da parte di ben 19 blue chips. L’impatto è stato calcolato nell’ordine dell’1,7% circa, quindi al netto dei dividendi oggi l’indice domestico si presenterebbe appena sopra la parità, rimanendo comunque più indietro rispetto agli altri listini, tanto europei quanto americani. Piazza Affari sottoperforma in attesa di novità dal fronte politico La sottoperformance di Piazza Affari non è certo circoscrivibile alla sessione odierna, visto che già da diverse giornate il nostro mercato mostra una maggiore debolezza relativa. A condizionare il sentiment degli investitori è indubbiamente la situazione politica nel nostro Paese, in attesa dell’incontro previsto a breve al Quirinale, dove il Capo dello Stato, Mattarella, riceverà prima Luigi di Maio…