Telecom: le richieste sulla regolamentazione tariffe wholesale
Finanza/Economia / 9 giugno 2018

Ieri l’AD Genish ha sottolineato che il progetto di spin-off della rete procede e potrebbe essere operativo da gennaio prossimo. Ieri l’AD di Telecom Italia, Genish, ha parlato a margine della presentazione della relazione dell’organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete. Il manager ha sottolineato che il progetto di separazione legale procede e potrebbe essere operativo da gennaio 2019. L’AD ha inoltre posto l’accento sulla preoccupazione per una regolamentazione dei prezzi wholesale che fosse costantemente declinante, non tenendo conto dei costi effettivi e quindi destabilizzante per la NetCo. Gli analisti di Equita SIM spiegano che queste dichiarazioni mirano a sensibilizzare l’autorità sulla necessità di prevedere una regolamentazione non punitiva, anche alla luce della volontà di Telecom Italia di procedere verso il nuovo modello di separazione legale della rete. Il processo regolatorio è appena iniziato per cui al momento non è possibile dire quale sarà la posizione dell’autorità e valutarne gli impatti per l’ex monopolista italiano. La SIM milanese segnala che, secondo Repubblica, il CdA di Telecom Italia starebbe valutando di introdurre la posizione di direttore generale, con riporti diretti a Genish. L’eventuale nuova struttura organizzativa potrebbe essere positiva, viste le numerose deleghe assunte dall’AD. In attesa di novità…

Mediaset: gli analisti commentano le dichiarazioni del CEO
Finanza/Economia / 9 giugno 2018

Ieri Piersilvio Berlusconi ha parlato di un mercato della pubblicità difficilissimo, ma Mediaset chiuderà il primo semestre in positivo. Anche la seduta odierna non ha riservato nulla di buono per Mediaset che, dopo aver ceduto quasi un punto percentuale ieri, ha registrato un ribasso ancora più pesante oggi. Il titolo si è fermato a 2,8 euro, con un calo del 2,13% e circa 2,7 milioni di azioni scambiate a fine sessione, quasi la metà della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 5,2 milioni di pezzi. Ieri il CEO di Mediaset, Piersilvio Berlusconi, ha sottolineato che il mercato della pubblicità è difficilissimo e che la società da lui guidata comunque chiuderà i primi 6 mesi in positivo, grazie alla raccolta pubblicitaria per i Mondiali di calcio, per i quali l’evento sarebbe già a breakeven e la società spera di fare anche meglio. Il CEO ha anche sottolineato che la strada obbligata per Mediaset è lo sviluppo internazionale attraverso partnership.Secondo gli analisti di Equita SIM l’indicazione di un mercato pubblicitario difficilissimo è negativa, perché le loro stime per Mediaset sull’anno prevedono un rialzo dell’1,6% grazie alla World Cup, con trend undelying flat, che quindi rischia di essere peggiore. Quanto…

Atlantia: rumors su valutazione di Hispasat. La view di Equita
Finanza/Economia / 9 giugno 2018

La cessione della quota in Hispasat, dopo quella in Cellnex, permetterà al gruppo di effettuare dismissioni stimate da Equita pari a circa 2,3 mld. Secondo la testata spagnola Expansion, Hispasat, messa in vendita da Abertis, potrebbe essere valutato 1,3 miliardi di euro per il 100%, contro gli 1,15 miliardi offerti da Red Elècrtica de Espana. Abertis attualmente controlla il 57% di Hispasat, ma ha chiuso un accordo per acquisire un ulteriore 33,69% da Eutelsat.Gli analisti di Equita SIM fanno notare che i tempi della cessione di Hispasat si starebbero allungando a causa del cambio del governo in Spagna. Gli esperti aggiungono che la cessione della quota in Hispasat, dopo quella in Cellnex, permetterà al gruppo di effettuare dismissioni che Equita stima pari a circa 2,3 miliardi di euro, necessarie per ridurre il debito del gruppo Atlantia, stimato dagli analisti pari a circa 39 miliardi di euro a fine 2018.Non cambia intanto la strategia di Equita SIM che su Atlantia mantiene invariato il rating “buy”, con un prezzo obiettivo a 30,8 euro. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Twitter dal baratro ai valori del IPO , muovi massimi in vista
Finanza/Economia / 9 giugno 2018

Twitter continua a sorprendere il mercato con un bel trittico di buone notizie, tali da far volare le quotazioni in un mese oltre il 30 percento e secondo molti analisti altre soddisfazioni arriveranno: ecco alcune idee per approfittarne. Eccellente stato di forma per Twitter che festeggia ormai il ritorno su prezzi registrati in fase di Ipo, grazie a tre buone notizie: l’inserimento nel indice S&P 500, l aumento degli utenti attivi, il contestuale incremento dei ricavi pubblicitari e il successo del collocamento di un bond convertibile a un tasso estremamente vantaggioso. A conferma di ciò l’analisi grafica mostra quotazioni salite del 30 per cento in un mese e di una volta e mezza in un anno, con prospettive di crescita verso i 50 dollari e successivamente oltre i 73 dollari massimo storico del 2015. La condizione per il rispetto di questi ambiziosi target è che il management prosegua sulla strada intrapresa, che sta facendo di Twitter un social network dotato di una identità propria e in grado di offrire esperienze d’uso innovative. Per chi volesse acquistare Twitter Aprire posizioni “lunghe” a ridosso dei 38 dollari anche suddividendo l’operazione in più acquisti, con stop loss necessariamente ampio a 32 dollari e…

La discesa del Dax, i sospetti diventeranno certezze?
Finanza/Economia / 9 giugno 2018

Svolta ribassista di breve termine nelle mattinata di oggi 8 giugno per il Dax, motivata probabilmente dalle cattive notizie sulla produzione industriale francese e dal calo dell’esportazioni tedesche, che alimentano l’aspattativa di un allungamento degli stimoli da parte della BCE. L’indice tedesco si accinge a chiudere la settimana in calo senza per questo dare chiari segnali di quale scenario concretizzare, bloccato tra l’ottimismo degli indici azionari americani ai massimi storici e le cattive notizie sul fronte macroeconomico e politico in Europa. Infatti dal punto di vista dell’ analisi grafica si presentano contrapposti i seguenti scenari: la conferma dell’impostazione ribassista di brevissimo termine, sintetizzata dalla trend line discendente che collega i massimi relativi di13200 e 12920 punti, oppure la svolta rialzista verso il break out dei 13000 punti, una volta completato il test della resistenza statica posta a 12565 punti. L’analisi del oscillatore cci conferma la debolezza del momento, riportando un valore negativo e senza assumere una inclinazione verso l’alto, suggerendo dunque la continuazione della fase di discesa del indice. Cruciale potrebbe essere la prossima settimana le decisioni che eventualmente prese dalla BCE in merito alla possibile fine degli stimoli monetari, capaci di  stabilizzare nel tempo  la propensione al rischio degli…

Piazza Affari pronta alla mossa
Finanza/Economia / 9 giugno 2018

Bastano queste due osservazioni per dedurre una cosa… Traspaiono due cose dai grafici: la configurazione in essere è un laterale molto lungo tra i prezzi indicativi di future Ftse Mib 40 di 23.700 in alto e area 22.000, dove si sta attualmente insistendo, in basso, il doppio massimo avvenuto a 24.000-24.100 (Figura1). Figura 1. Future FtseMib40 – grafico settimanale Bastano queste due osservazioni per dedurre una cosa: il prossimo movimento sarà esplosivo, tanto da fare impallidire la perdita percentuale del 10% avvenuta nel precedente movimento, ovvero quello delle scorse settimane. Su quanto scritto sopra possiamo farci un affidamento matematico, in quanto ciò che non può esimersi dall’avvenire in borsa, come abbiamo sempre detto, è che ad una grande lateralizzazione sussegua una grande fase direzionale. Il punto è: “Quale direzione?” Nonostante i principi di alternanza rialzo-ribasso e della copertura dei gap (strappi) rialzisti (Figura 2), il movimento rialzista non può  essere ancora dato per morto. Almeno sino al momento in cui si scrive. Figura 2. Future FtseMib40 – settimanale Sarà, come è stato già per la volta precedente, un segnale da metodo a decretarne eventualmente il definitivo decesso. Attendiamolo. Forse non basta ancora la discesa avvenuta per Piteco. Guardando un grafico…

Debito italiano, Reinhart: ristrutturazione l’unica via
News / 9 giugno 2018

L’idea di abbattere il debito pubblico riprendendo un percorso di crescita, per l’Italia, non sarebbe uno scenario credibile. O almeno non lo è per la celebre economista Carmen Reinhart, che in un articolo comparso su Project Syndacate ha definito questa prospettiva “la più desiderabile” ma “improbabile per il caso italiano”. Reinhart, che insieme a Kenneth Rogoff è stata fra i più citati sostenitori dell’austerità, ritiene che la mole del debito italiano, cui andrebbe aggiunta la passività nei conti Target2 (pari ad ulteriori 26 punti di Pil), non possa che andare verso una ristrutturazione. Da un lato, è significativo il fatto che una delle più illustri sostenitrici dell’austerità espansiva, non veda nel consolidamento fiscale (aumento dei surplus di bilancio) una possibile soluzione per l’abbattimento debito pubblico italiano. Parimenti, non convince l’idea di intervenire con un bail-out in stile greco (con un finanziamento erogato dalle istituzioni internazionali come il Fmi): “Un piano di salvataggio servirebbe solo a buttare il barattolo in strada; il fatto che in Grecia i problemi del debito non siano ancora stati risolti dovrebbe servire da avvertimento”. La ristrutturazione del debito dunque resta l’unica opzione. La via meno traumatica per i mercati, sostiene l’economista, condurrebbe a rinegoziare la quota di debito pubblico detenuta da “governi o…

Gli investimenti sostenibili di MainStreet Partners
News / 9 giugno 2018

MainStreet Partners, società d’investimento specializzata in investimenti sostenibili e a impatto sociale e ambientale, ha pubblicato l’Impact Report 2017 che evidenzia i risultati sociali e ambientali generati dagli investimenti che la società ha effettuato insieme ai suoi clienti classificati in base a sei temi d’investimento: servizi finanziari, cambiamento climatico, alimentazione, salute, housing sociale ed istruzione. I risultati ambientali e sociali di MainStreet Partners contribuiscono attivamente al raggiungimento di 14 obiettivi di sviluppo sostenibile. In contesto di mercato segnato dalla crescente domanda di investimenti sostenibili, gli assets under advisement di MainStreet Partners sono cresciuti del 57% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 342 milioni di euro. Nel 2017 gli investimenti di MainStreet Partners hanno contribuito a realizzare i seguenti risultati: 54 mila finanziamenti concessi a micro e piccole imprese; Riduzione di oltre 69 mila tonnellate di CO2; Oltre 1 milione 850 mila pasti biologici prodotti; Oltre 106 mila trattamenti medici somministrati a pazienti a rischio; 130 unità abitative consegnate a cittadini appartenenti alle fasce più deboli; Sostegno a 184 studenti a basso reddito. L’obiettivo di MainStreet Partners è quello di offrire agli investitori un accesso semplice e trasparente a strumenti diretti ed indiretti con rendimenti finanziari a mercato migliorando al tempo stesso la vita delle persone e proteggendo il pianeta. Tra gli…

Svizzera, voto su moneta sovrana: per Ubs mossa “suicida”
News / 9 giugno 2018

Potrebbe essere un altro giugno bollente per i mercati e sistemi finanziari dopo il famigerato 26 giugno 2016 della Brexit. Domenica 10 giugno gli svizzeri saranno chiamati a votare, tramite referendum, una possibile riforma del sistema bancario e della creazione di moneta che, se messa in pratica, costituirebbe il primo tentativo del suo genere. L’obiettivo dei promotori è quello di impedire la creazione di moneta da parte delle banche commerciali, che avviene attraverso l’attività di credito, e lasciando il monopolio completo dell’emissione di moneta alla sola Banca nazionale della Svizzera. Ciò, sempre secondo i sostenitori del referendum ridurrebbe l’instabilità finanziaria e la creazione di bolle creditizie, le cui conseguenze nefaste, in passato, sono state pagate anche con il denaro dei contribuenti. Come spiega la Consob “Il sistema bancario crea moneta tramite la concessione di finanziamenti da parte delle singole banche alle imprese e alle persone: i finanziamenti bancari significano risorse finanziarie disponibili e spendibili da parte di chi li riceve (appunto, imprese e persone). Queste risorse, sia che siano spese o semplicemente trasferite presso altre banche, danno origine ad un sistema di moltiplicazione dei depositi bancari utilizzabili come mezzi di pagamento (moneta bancaria). In questo modo non è la banca singola a…

BTp sotto l’attacco di hedge fund e “bond vigilantes”
News / 9 giugno 2018

Il rischio di un declassamento del rating e i timori suscitati dalle sfide che il governo Conte intende lanciare all’Europa stanno mettendo sotto pressione i titoli di Stato italiani sui mercati finanziari nel mese di giugno. Tutto è iniziato il 29 maggio, che si può considerare il momento di rottura. Quel giorno lo spread tra Btp e Bund decennali ha toccato ben 320 punti, i massimi dal 2014. Come sottolineava qualche giorno fa ai giornali italiani Antonio Pace, hedge fund manager di Investcorp, sono entrati in campo “gli algoritmi delle vendite automatiche da parte delle grandi gestioni passive di colossi come Blackrock o Fidelity”, ovvero “macchine, robot, non persone”. Sempre secondo il manager gli sbalzi del differenziale di rendimento tra Italia e Germania sono dovuti più a una speculazione pura che non ai concreti timori sulla permanenza dell’Italia nell’euro. Detto questo, dopo la fuoriuscita record di capitali dall’Italia il mese scorso (38 miliardi a maggio) il rendimento dei Bot a 9 mesi è ora più alto anche di quello corrispettivo della Grecia, un sorpasso prima impensabile (0,79% contro 0,75%). A metà maggio, prima che emergesse la prima bozza del contratto del nuovo governo, in cui si parlava di un meccanismo…