Piazza Affari: scatta un nuovo alert. L’Orso graffierà ancora?
News / 11 giugno 2018

Il Ftse Mib venerdì ha fatto registrare la seconda chiusura più bassa da inizio anno: il quadro si conferma molto fragile e i rischi aumentano. I market movers da seguire in avvio di settimana. Un finale di settimana nel segno dell’incertezza per le Borse europee che venerdì scorso hanno chiuso gli scambi nuovamente in calo. A fare eccezione solo il Cac40 che si è fermato appena sopra la parità con un frazionale rialzo dello 0,03%, mentre il Ftse100 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,3% e dello 0,35%. La maglia nera è stata indossata ancora una volta da Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib fermarsi a 21.355 punti, con un calo dell’1,89%, dopo aver toccato nell’intraday un massimo a 21.660 e un minimo a 21.298 punti. Pesante il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha lasciato sul parterre il 3,41% rispetto al close del venerdì precedente. L’indice in avvio di ottava ha provato a spingersi in avanti, ma dopo aver avvicinato la soglia dei 22.500 punti ha fatto subito retromarcia. A ciò ha fatto seguito un movimento correttivo che ha spinto i corsi al di sotto dei 22.000 punti, con una…

L’Italia nell’euro, le pensioni e il debito pubblico. Il ministro Tria dà la linea
News / 11 giugno 2018

“La posizione del governo è netta e unanime. Non è in discussione alcun proposito di uscire dall’euro. Il governo è determinato a impedire in ogni modo che si materializzino condizioni di mercato che spingano all’uscita. Non è solo che noi non vogliamo uscire: agiremo in modo tale che non si avvicinino condizioni che possano mettere in discussione la nostra presenza nell’euro. Come ministro dell’Economia ho la responsabilità di garantire, su mandato del governo, che queste condizioni non si verifichino. Le dichiarazioni del presidente del Consiglio sono su questa linea e il governo nel complesso è responsabile verso il Paese”. Sono le parole, chiare e rassicuranti, di Giovanni Tria, 69 anni, ministro dell’Economia del governo guidato da Giuseppe Conte. Parole pronunciate durante una intervista concessa al Corriere della Sera, nella quale per la prima volta dopo il giuramento del 2 giugno, Tria spiega quali saranno le prime mosse e dell’esecutivo sulla politica economica. Parole che hanno forse l’intento non dichiarato di rassicurare i mercati e scoraggiare gli speculatori che nelle ultime settimane hanno cominciato a scommettere sulla crisi dell’Italia, creando non pochi problemi alla nostra economia come a quella dell’Europa. Alla vigilia di una nuova settimana di fermenti borsistici, il titolare…

Gli italiani non leggono i termini di servizio delle app che scaricano. Una ricerca
News / 11 giugno 2018

Gli italiani sono sempre più consapevoli delle loro tracce digitali, ma ancora poco inclini a leggere i termini di servizio delle app che utilizzano. A rivelarlo è una ​ Ogni volta che installiamo un’app sui nostri smartphone, questa richiede delle autorizzazioni per accedere a dati o funzioni dei dispositivi. Dalla ricerca sui Big Data emerge che gli utenti hanno acquisito maggiore confidenza con questo tema, e infatti sei su dieci sono al corrente che la funzione di geo-localizzazione consente a un software di identificare precisamente la posizione del dispositivo. Il 49,2 per cento degli intervistati invece dichiara di essere al corrente che tali app possono accedere a funzioni particolarmente sensibili del dispositivo, come la fotocamera, il microfono e la rubrica. Acquisizione, elaborazione e cessione a terzi: secondo l’indagine tre quarti circa degli intervistati ha manifestato la propria disponibilità a rinunciare ad alcuni servizi e app gratuite per tutelare i propri dati. Tuttavia solo la metà accetterebbe di pagare per servizi e app a fronte di un minore utilizzo dei propri dati. Quali sono le determinanti dei prezzi fissati per le App? Esiste relazione inversa tra disponibilità a pagare e dati ceduti? L’informazione attraverso social network aumenta o riduce la diversità e la polarizzazione? Abbiamo bisogno di ‘nuove’ garanzie nelle nuove comunicazioni?…