Borsa Usa, occhio a Fedex
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

Borsa Usa, occhio a Fedex. Borsa Usa, occhio a Fedex. Fedex ha annunciato di avere terminato il 4° trimestre fiscale con un utile netto in crescita a 1,13 miliardi di dollari dagli 1,02 miliardi dell’anno passato. Battute le attese anche dal fatturato, passato da 15,7 a 17,3 miliardi (atteso 17,22 miliardi). Nonostante questi dati il titolo e’ andato incontro ad un forte calo sia il 19 sia il 20 giugno, con volumi elevati (minimo toccato mercoledi’ a 251 dollari circa contro una chiusura il 18 giugno a 263,67 $). Fedex e’ uno dei migliori anticipatori dell’andamento della borsa Usa nel suo complesso, data la attivita’ caratteristica della societa’, la sua somiglianza con l’andamento dello S&P500 e’ evidente. Lo scivolone delle ultime due sedute, che ha portato le quotazioni al di sotto della media mobile esponenziale a 50 giorni e della trend line che sale dai minimi di inizio maggio, deve quindi essere guardato con sospetto. Le sedute del 12 e 13 giugno hanno disegnato un “tweezer top” sul grafico a candele giornaliere, seguito il 14 giugno da un “hanging man”, entrambe figure dalle implicazioni negative che sono state confermate con la violazione dei 261$. La violazione a 240/245 della trend…

Piazza Affari chiude in rialzo, bene le banche e Recordati
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

Gli acquisti sull’azionario italiano sono proseguiti nel pomeriggio sebbene a un ritmo minore. Gli acquisti sull’azionario italiano sono proseguiti nel pomeriggio sebbene a un ritmo minore. In chiusura a Piazza Affari il* Ftse Mib *segna +0,16%, il Ftse Italia All Share +0,15%, il Ftse Italia Mid Cap +0,02%, il Ftse Italia Star +0,43 per cento. I mercati oggi hanno reagito alle vendite che nelle ultime sedute avevano colpito i listini con il montare delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Le incertezze rimangono però sullo sfondo e si attende il prossimo 6 luglio, quando scatteranno concretamente i dazi annunciati nei giorni addietro. Forte attenzione è inoltre prestata ai prezzi del petrolio in vista dell’incontro Opec del 22 giugno. I *BTP *decennali italiani registrano un rendimento in calo di 2 punti base al 2,58% mentre il rendimento del Bund tedesco cresce di un punto base e si riporta allo 0,38 per cento. Lo spread BTP/Bund si pone dunque a 220 punti base.In Italia il ministro dell’Economia Giovanni *Tria *ha confermato alla Camera l’intenzione di mantenere un percorso di riduzione del debito con l’obiettivo di difendere il bilancio e la fiducia dei mercati in vista di una crescita sostenibile. Una linea…

Casta Diva, lo spot “Break the Taboo” Leone d’argento a Cannes
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

Casta Diva Group, PMI Innovativa quotata su AIM Italia attiva a livello internazionale nel settore della comunicazione, comunica che lo Spot “Break the Taboo”, realizzato per la Argentine Society of Urology, si è aggiudicato il Leone d’argento nella categoria Healthcare ai Cannes Lions 2018. Casta Diva Group, PMI Innovativa quotata su AIM Italia attiva a livello internazionale nel settore della comunicazione, comunica che lo Spot “Break the Taboo”, realizzato per la Argentine Society of Urology, si è aggiudicato il Leone d’argento nella categoria Healthcare ai Cannes Lions 2018. Il premio è stato assegnato in occasione dell’International Festival of Creativity 2018, il più importante evento internazionale nel campo della comunicazione pubblicitaria in cui i professionisti del settore celebrano il meglio della produzione mondiale dell’ultimo anno. “Break the Taboo”, realizzato dalla controllata Casta Diva Pictures SA, con sede a Buenos Aires, è una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione del cancro alla prostata, girato da Jonathan Perel con il contributo di Grey Argentina. Il cancro alla prostata è la forma tumorale più comune negli uomini over 50: una diagnosi precoce può salvare molte vite, ma l’esame rappresenta ancora un vero e proprio tabù. La Argentine Society of Urology aveva la necessità di…

Petrolio in recupero, sopra la parità Saipem e Tenaris
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

Prezzi del petrolio in rialzo nei mercati internazionali dopo la pubblicazione della variazione settimanale delle scorte USA dell’EIA che ha mostrato un calo degli stock decisamente superiore alle attese. Prezzi del petrolio in rialzo nei mercati internazionali dopo la pubblicazione della variazione settimanale delle scorte USA dell’EIA che ha mostrato un calo degli stock decisamente superiore alle attese. Nella settimana al 15 giugno infatti le scorte si sono contratte di oltre 5,9 milioni di barili contro il calo di 2,1 milioni di barili atteso dagli analisti. Sull’Ice il *Brent *passa di mano a 75,23 dollari al barile (+0,19%) mentre il WTI guadagna l’1,03% e si porta a 65,58 dollari. Nel frattempo cresce l’attesa per il meeting di Vienna che riunirà il 22 giugno prossimo *Opec *e Russia in una valutazione sulla opportunità o meno di alzare la produzione. *Venezuela *e *Iran *sono contrari a questa ipotesi e Teheran ha dichiarato di ritenere poco probabile che già venerdì possa essere presa questa decisione. Come noto, Iran e Venezuela sono oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti e proprio la politica protezionistica di *Washington *sta rendendo ancora più incerto lo scenario dei prezzi del petrolio. A Milano *Eni *segna un ribasso…

Atlantia in calo, ma Edizione supporta la crescita
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

Seduta di ripiegamento per Atlantia a Piazza Affari: il titolo cede l’1,13% e si riporta a 24,50 euro dopo un allungo in avvio a 25,02 euro. Seduta di ripiegamento per Atlantia *a Piazza Affari: il titolo cede l’1,13% e si riporta a 24,50 euro dopo un allungo in avvio a 25,02 euro. Marco Patuano, amministratore delegato della holding dei Benetton *Edizione, ha confermato in un’intervista il sostegno alla crescita di questa e delle altre partecipate con risorse per 500 milioni di euro di cassa. L’obiettivo di Atlantia, dopo le mosse sulla spagnola Abertis, è quello di diventare una holding di infrastrutture e di allargare su scala globale l’area di intervento del gruppo. A Edizione fanno riferimento anche Benetton Group *(al 100%) e la quota di controllo di *Autogrill (50,1%) che in queste ore segna un leggero ribasso (-0,53%). Ieri proprio Autogrill era stata al centro di indiscrezioni su una possibile vendita della controllata statunitense HmsHost (ristorazione per aeroporti). Il gruppo ha comunque smentito le ipotesi di cessione delle attività italiane e confermato un’apertura ad accordi internazionali che incoraggino la crescita. Il mercato del Nord America si conferma ancora una volta fondamentale. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dax future, scenario a1-2 giornate
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

Dax future: Fissiamo obiettivi ribassisti a 12610 e 12565 (il principale). Le resistenze sono disposte adesso in area 12700/710. Dax future : Fissiamo obiettivi ribassisti a 12610 e 12565 (il principale). Le resistenze sono disposte adesso in area 12700/710. Accumuliamo short da prezzi non inferiori a 12663 ed in caso di rialzi fino a 12700. Stop in chiusura su grafico a 30 minuti superiore a 12710.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Il Dax spegne gli entusiasmi e rischia nuovi cali sotto i 12.600
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

Complice un quadro macroeconomico in peggioramento con l’apertura di un nuovo fronte di scontro commerciale, aperto dagli Usa contro la Cina e il rallentamento della crescita in Germania, il Dax spegne in tre giorni gli entusiasmi riportandosi pericolosamente a ridosso dei 12600 punti e puntando a nuovi target più in basso. Il Dax30 respinto da 13.200 in sole tre sedute, annulla i guadagni registrati il 14 giugno sull’onda dello ottimismo generato dalle decisioni della Bce di non iniziare adesso ad alzare i tassi, portandosi pericolosamente a ridosso dei 12.620 punti. Si concretizza dunque il rischio di una prosecuzione del ribasso verso nuovi target come 12.490 e 12.320 punti, ultimi livelli per tenere ancora in piedi il trend di rialzista medio termine, iniziato con il consolidamento di 11.750 e il successivo break out dei 12.100 punti a fine marzo scorso. Il grafico attualmente evidenzia una configurazione grafica complessa denominata upside gap two crows, formatasi durate le ultime tre sedute in maniera non propriamente ortodossa secondo la teoria candlestick. Indubbiamente attraverso l’accorpamento delle singole candele è possibile sintetizzare il pericoloso annullamento dei guadagni registrati nelle settimane precendenti e la conseguente perdita di pressione rialzista da parte dei compratori. Infatti la conferma della debolezza…

Una manifestazione di forza incoraggiante per i Tori?
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

L’indice MIB nel frattempo permane al di sotto dello spartiacque tecnico costituito dalla media mobile a 200 giorni in area 22500 punti. Il mercato azionario domestico ha manifestato ieri un vigore quasi eroico, se è vero che è passato da una perdita intraday superiore all’1.7%, anticipata da vistoso gap down; ad una chiusura pressoché immutata rispetto alla seduta precedente. In linea teorica, sembrerebbe una manifestazione di forza incoraggiante per i Tori. Ma è proprio così? abbiamo esaminato tutti i precedenti comparabili, scoprendo come il caso più recente, a maggio dello scorso anno, produsse una reazione benigna ulteriore di appena 24 ore, prima del ritorno della lettera; con la casistica storica che complessivamente suggerisce una ben precisa evoluzione, come discutiamo in dettaglio nel Rapporto Giornaliero di oggi. L’indice MIB nel frattempo permane al di sotto dello spartiacque tecnico costituito dalla media mobile a 200 giorni in area 22500 punti. In questo contesto, l’onere della prova spetta ancora ai rialzisti; i quali, quantomeno, possono contare sulla tenuta dei supporti di lungo periodo. Venissero meno quelli, Piazza Affari potrebbe essere iscritta di diritto nell’elenco delle borse in formale bear market. Il resto dei listini europei vivacchia. Il mezzo affondo di ieri, in parte…

Il Ftse Mib rilancia puntando nuovamente i 22500 punti
Finanza/Economia / 21 giugno 2018

L’intonazione positiva del indice Ftse MIb non si ferma nonostante la debolezza degli altri indici europei, ma per porre fine all’attuale evoluzione ribassista occorre raggiungere i 22.500 punti, il cui mancato consolidamento aprirebbe scenari interessanti verso 21.740 punti. Il Ftse Mib nonostante il vistoso recupero registrato il 14 giugno scorso, mostra segnali contrastanti circa la reale volontà dei compratori di confermare, con ulteriori acquisti sul azionario, l’ottimismo generato dalle decisioni prese dalla Bce. Evidentemente scemato l’entusiasmo dopo le notizie sicuramente positive in materia di tassi, gli operatori prendono coscienza dei problemi aperti, quali l’inasprimento della guerra commerciale tra Usa e Cina e il rallentamento della “locomotiva” tedesca ancora perno della ripresa europea.  Il nervosismo dunque prevale con i valori del nostro indice che oscillano pericolosamente tra i 21.750 e i 22.430 punti, senza convincenti chiusure chiarificatrici del quadro tecnico attuale. Va comunque sottolineato nel ambito dell’analisi grafica, grazie al indicatore tecnico CCI e alla dimensione relativa delle singole candele, che ad oggi permane  ancora una tendenza ribassista, la cui fine sarebbe decretata al raggiungimento e successivo consolidamento dei 22.800, obiettivo ancora piuttosto arduo da raggiungere vista la rinnovata debolezza degli altri panieri europei, Dax in testa. L’indicatore di trend CCI infatti riportando valori…

Varoufakis: “Germania coinvolta in uno schema Ponzi europeo”
News / 21 giugno 2018

MONACO (WSI) – “Volevo una Germania egemonica ed efficiente, non autoritaria e coinvolta in uno schema Ponzi europeo come era nel 2013″. A parlare così è l’ex ministro delle finanze greche Yanis Varoufakis nel corso di un suo intervento al seminario organizzato dal gruppo CESifo tenutosi l’11 giugno scorso presso l’Università Ludwig-Maximilian di Monaco. “Il 24 luglio 2013 ho pubblicato un articolo su Handelsblatt dal titolo “L’Europa ha bisogno di una Germania egemonica“. In quell’articolo, ancora una volta, avevo sorpreso molti sostenendo che una Germania forte fosse il modo migliore per guidare l’Europa fuori dalle sue difficoltà. La mia critica al governo tedesco e ai suoi atteggiamenti nei confronti della zona euro in generale e della Grecia in particolare, non era che Berlino non pagasse abbastanza, ma che, in un certo senso, pagasse troppo, nel senso che sprecasse i soldi del popolo tedesco per perpetuare quello che ho definito un gigantesco esercizio di occultamento di bancarotta fraudolenta“. L’ex ministro del governo Tspiras sottolinea la ragione per cui diede le dimissioni rifiutandosi di firmare il terzo salvataggio di Atene. “La ragione per cui ho rassegnato le dimissioni è semplice: Mi rifiutavo di firmare il terzo salvataggio, di prendere più dei vostri…