Piazza Affari chiude in rialzo, bene le banche e Recordati

21 giugno 2018

Gli acquisti sull’azionario italiano sono proseguiti nel pomeriggio sebbene a un ritmo minore.

Gli acquisti sull’azionario italiano sono proseguiti nel pomeriggio sebbene a un ritmo minore. In chiusura a Piazza Affari il* Ftse Mib *segna +0,16%, il Ftse Italia All Share +0,15%, il Ftse Italia Mid Cap +0,02%, il Ftse Italia Star +0,43 per cento.

I mercati oggi hanno reagito alle vendite che nelle ultime sedute avevano colpito i listini con il montare delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Le incertezze rimangono però sullo sfondo e si attende il prossimo 6 luglio, quando scatteranno concretamente i dazi annunciati nei giorni addietro. Forte attenzione è inoltre prestata ai prezzi del petrolio in vista dell’incontro Opec del 22 giugno.

I *BTP *decennali italiani registrano un rendimento in calo di 2 punti base al 2,58% mentre il rendimento del Bund tedesco cresce di un punto base e si riporta allo 0,38 per cento. Lo spread BTP/Bund si pone dunque a 220 punti base.
In Italia il ministro dell’Economia Giovanni *Tria *ha confermato alla Camera l’intenzione di mantenere un percorso di riduzione del debito con l’obiettivo di difendere il bilancio e la fiducia dei mercati in vista di una crescita sostenibile. Una linea vista come un segnale di continuità con quella del precedente governo, ma che si proietta sull’incontro di domani all’Eurogruppo e all’Ecofin, dove il ministro potrebbe rilanciare la proposta della “golden rule” per le spese di investimento pubblico da escludere dal vincolo del pareggio di bilancio.

La seduta odierna ha premiato con considerevoli acquisti il comparto del credito con l’indice di settore *Ftse Italia Banche *che chiude con un +2,18% e registra le buone performance di Banco BPM (+2,71%), di Ubi Banca(+2,29%) e di Bper (+2,52%). Si mettono in luce a Milano anche Unicredit (+2,77%) e Intesa (+1,85%).

Ieri Daniele Nouy, a capo della vigilanza della Bce, ha chiesto per il problema dei crediti deteriorati europei una soluzione ambiziosa e realista. Secondo le indiscrezioni di Reuters, la vigilanza starebbe pensando a una soluzione più morbida che tenga conto delle specificità nazionali (come quella italiana) per cercare di raggiungere delle nuove regole condivise sugli NPL entro l’estate.Resta all’attenzione il processo di derisking di Banco BPM *e il gruppo ha completato il Project Exodus spuntando per la cartolarizzazione un prezzo complessivo del 34,3% del valore nominale. Il cda ieri ha approvato la cessione fino al 95% dei titoli mezzanine e junior a Christofferson Robb & Company.
Da notare le performance di *Dobank *(+5,96%): ieri l’amministratore delegato Andrea Mangoni ha annunciato che l’istituto parteciperà al processo di cessione di deteriorati avviato da Banco Bpm. Dobank ha annunciato ieri anche il piano industriale al 2020.
Per quanto riguarda *Intesa Sanpaolo
, va evidenziato che l’amministratore delegato Carlo Messina ha confermato la volontà di crescita nel settore dell’asset management anche tramite un’alleanza con un partner internazionale. Il manager ha però precisato di volere conservare la maggioranza di Eurizon.

Brilla a Milano anche *Recordati *(+2,74%): nel pomeriggio Alberto Recordati, presidente e ad della holding di controllo FIMEI, ha confermato trattative con il fondo CVC che potrebbe rilevare la quota di controllo indiretta del colosso farmaceutico italiano.

Pesanti vendite colpiscono invece *Ferragamo *che cede l’8,44% del proprio valore al mercato e si riporta a 22,46 euro dopo che la famiglia che controlla la casa di moda ha ceduto il 3,5% del capitale della società. Il prezzo della transazione non è stato comunicato ufficialmente, ma secondo un trader citato da Radiocor sarebbe di 23,25 euro.

I prezzi del petrolio recuperano dopo la pubblicazione della variazione settimanale delle scorte USA dell’EIA che ha mostrato un calo degli stock decisamente superiore alle attese. Sull’Ice il Brent passa di mano a 75,15 dollari al barile (+0,09%) mentre il *WTI *guadagna l’1,44% e si porta a 65,85 dollari. Nel frattempo cresce l’attesa per il meeting di Vienna che riunirà Opec e Russia in una valutazione sulla opportunità o meno di alzare la produzione. Venezuela e Iran sono contrari a questa ipotesi e Teheran ha dichiarato di ritenere poco probabile che già venerdì possa essere presa questa decisione. Come noto proprio Iran e Venezuela sono oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti e proprio la politica protezionistica di Washington sta rendendo ancora più incerto lo scenario dei prezzi del petrolio.
A Milano *Eni *segna un ribasso dello 0,68%, *Saipem *guadagna invece lo 0,54 per cento. Sopra il riferimento anche *Tenaris *(+0,34%).

Seduta di ripiegamento per *Atlantia *(-1,13%). Marco Patuano, ad della holding dei Benetton Edizione, ha confermato in un’intervista il sostegno alla crescita di questa e delle altre partecipate con risorse per 500 milioni di euro di cassa. L’obiettivo di Atlantia, dopo le mosse sulla spagnola Abertis, è quello di diventare una holding di infrastrutture e di allargare su scala globale l’area di intervento del gruppo.

(GD – www.ftaonline.com)

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