FCA: fine dell’era Marchionne, Manley è il nuovo a.d.
News / 22 luglio 2018

Fine dell’era Marchionne in FCA. Mike Manley è il nuovo amministratore dellegato del gruppo automobilistico. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della società riunito questo pomeriggio a Torino per definire la successione di Sergio Marchionne, tuttora in ospedale dopo un intervento chirurgico subìto a fine giugno. Manley, 54 anni, oggi guida i marchi Jeep e Ram. FcA ha intanto fatto sapere che le condizioni del manager sono peggiorate dopo che in settimana sono sopraggiunte complicazioni inattese durante la convalescenza post-operatoria, aggravatesi ulteriormente nelle ultime ore. Il consiglio di amministrazione di Fca – si spiega – ha deciso “di accelerare il processo di transizione per la carica di ceo in atto ormai da mesi e ha nominato Mike Manley amministratore delegato”. Il presidente di Fca John Elkann ha commentato: “Per tanti Sergio è stato un leader illuminato, un punto di riferimento ineguagliabile. Per me è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, un mentore e soprattutto un amico. Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio. Si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia. Il mio primo pensiero va a Sergio e alla sua famiglia”. Elkann ha chiesto…

Trump: America First o Russia First?
News / 22 luglio 2018

“Detto semplicemente, Trump è un traditore”. Questa la conclusione di Charles Blow, liberal editorialista del New York Times, il giorno prima della conferenza stampa di Donald Trump e Vladimir Putin a Helsinki. Thomas Friedman, editorialista centrista dello stesso quotidiano, ha anche lui accusato Trump di tradimento subito dopo la conferenza stampa. Friedman è stato colpito specialmente dalla scelta di Trump di prendere la parte di Putin invece di credere all’intelligence americana. Dopo la bufera provocata dalla sua performance a Helsinki il 45esimo presidente ha annunciato che “ha completa fiducia nell’intelligence americana” e che crede “all’interferenza russa” nell’elezione del 2016. Trump ha continuato però sostenendo che non “c’è stata nessuna collusione” fra la sua campagna elettorale e i russi. Trump non è solito fare marcia indietro. Lo ha fatto con la separazione dei bambini migranti al confine col Messico quando un’altra bufera mediatica lo ha costretto ad ammettere che lui aveva infatti il potere di porre fine alle separazioni. Il danno però in ambedue i casi è già visibile. L’accusa di tradimento però è meno chiara. I due editorialisti del New York Times nei loro articoli presentano buone ragioni per spiegare la condotta del presidente che poco si addice a un…

Dividendi mensili, una comoda alternativa
News / 22 luglio 2018

I dividendi sono sempre un’ottima risorsa soprattutto per chi vuole arrotondare una rendita annuale. Molto più comodi sono quelli trimestrali perché permettono entrate più frequenti. L’apice si raggiunge, però, con una rendita mensile. Una rarità? Non proprio. I dividendi sono sempre un’ottima risorsa soprattutto per chi vuole arrotondare una rendita annuale. Molto più comodi sono quelli trimestrali perché permettono entrate più frequenti. L’apice si raggiunge, però, con una rendita mensile. Una rarità? Dipende, Matthew Frankel ha individuato sulle colonne di The Motley Fool, due titoli interessanti. Realty Income Corporation (NYSE: O) Nel suo caso la cedola mensile è di 4,8% e il prezzo oscilla intorno ai $ 55,4 per azione. L’affidabilità della cedola mensile, da molti temuta come insostenibile per alcune società, nasce dall’affidabilità del suo business. Si tratta infatti di una società specializzata in immobili, per la precisione di immobili in affitto. La maggior parte, circa l’80% del portafoglio, è costituita da locazioni al dettaglio caratterizzate da contratti a lunga durata (15-20 anni), mentre una parte non indifferente è concentrata su immobili per uffici e società industriali. L’affidabilità del business deriva da due fattori principali, a natura degli immobili che, come detto è orientata alla stabilità; a questo si aggiunga…

L’era Marchionne è finita. Il nuovo ad di Fiat Chrysler è Mike Manley
News / 22 luglio 2018

Sergio Marchionne non è piu’ l’amministratore delegato di Fiat Chrysler. Al suo posto è stato designato Mike Manley, responsabile del marchio Jeep e membro del Group executive council (Gec) dal primo settembre scorso. Secondo Automotive News, la guida della Ferrari andrà invece a Louis Camilleri, attuale numero uno di Philip Morris e già membro del cda della Rossa. Peggiorano le condizioni di Marchionne L’era Marchionne termina quindi con un anno di anticipo rispetto alle previsioni. Il manager italo-canadese è ricoverato, secondo le informazioni ufficiali, in una clinica svizzera per un intervento chirurgico e la sua degenza sembra protrarsi più delle previsioni. Dopo che in settimana “sono sopraggiunte ” complicazioni inattese durante la convalescenza post – operatoria, “si sono ulteriormente aggravate nelle ultime ore” le condizioni del manager, comunica “con profonda tristezza” una nota di Fca in cui si dice che “il dottor Marchionne non potrà riprendere la sua attività lavorativa”. Il Consiglio di Amministrazione di Fca ha espresso “innanzitutto la sua vicinanza a Sergio Marchionne e alla sua famiglia sottolineando lo straordinario contributo umano e professionale che ha dato alla società in questi anni”. Chi è il nuovo ad Responsabile dal 2009 del marchio Jeep e, dall’ottobre del 2015, del brand Ram, Manley, 54 anni, nato…

John Elkann: “Manley scelta di continuità aziendale”
News / 22 luglio 2018

  L’amministratore delegato uscente di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, “per me è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, un mentore e soprattutto un amico. Ci ha insegnato a pensare diversamente e ad avere il coraggio di cambiare, spesso anche in modo non convenzionale, agendo sempre con senso di responsabilità per le aziende e per le persone che ci lavorano”. Così il presidente del gruppo, John Elkann, nella nota in cui il Lingotto ha ufficializzato la sostituzione del manager italo-canadese con Michael Manley. Marchionne “ci ha insegnato che l’unica domanda che vale davvero la pensa farsi, alla fine di ogni giornata, è se siamo stati in grado di cambiare qualcosa in meglio, se siamo stati capaci di fare una differenza. E Sergio ha sempre fatto la differenza, dovunque si sia trovato a lavorare e nella vita di così tante persone. Oggi, quella differenza continua a farla la cultura che ha introdotto in tutte le aziende che ha gestito e ne è diventata parte integrante. Le transizioni che abbiamo appena annunciato, anche se dal punto di vista personale non saranno prive di dolore, ci permettono di garantire alle nostre aziende la massima continuità possibile e preservarne la cultura. Per me – ha concluso Elkann – è stato…

Marchionne peggiora, non potrà riprendere l’attività
News / 22 luglio 2018

Le condizioni di salute di Sergio Marchionne, dopo che in settimana “sono sopraggiunte ” complicazioni inattese durante la convalescenza post – operatoria, “si sono ulteriormente aggravate nelle ultime ore”. A comunicarlo “con profonda tristezza” una nota di Fca in cui si dice che “il dottor Marchionne non potrà riprendere la sua attività lavorativa”. Il Consiglio di Amministrazione di Fca ha espresso “innanzitutto la sua vicinanza a Sergio Marchionne e alla sua famiglia sottolineando lo straordinario contributo umano e professionale che ha dato alla società in questi anni”. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Di Maio: pronte modifiche a dl Dignità su voucher e sgravi assunzioni
News / 22 luglio 2018

“Abbiamo pronto un emendamento sui voucher e credo che nascerà un decreto Dignità 2.0”. Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che, parlando a Catania, ha fatto annunciato una serie di modifiche al provvedimento. “Il primo – ha detto – è relativo agli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani, soprattutto nel sud Italia. Questo vuol dire che all’interno del decreto Dignità non ci sarà solo una stretta per i contratti a tempo determinato, ma ci saranno incentivi per l’assunzione dei giovani”.  Aggiunge Di Maio: “Poi andremo incontro a quelle categorie che ci chiedono più flessibilità nel loro settore. La norma sui voucher per come l’abbiamo scritta non punta ad alcuno sfruttamento ma devono essere utilizzati solo in determinati periodo in cui c’è bisogno di un numero di persone più alto. È impensabile che una volta si pagavano con i voucher gli ingegneri, gli avvocati e persino i giornalisti”. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Come si è arrivati a parlare in Italia di Parmigiano nocivo alla salute. La storia, dall’inizio
News / 22 luglio 2018

La questione del Parmigiano inviso o meno all’Organizzazione mondiale della sanità ha trasceso i termini della questione alimentare ed economica per diventare terreno di confronto sul modo di fare giornalismo. Ormai è consegnato alla storia il titolo del Sole 24Ore – Onu, agroalimentare italiano sotto accusa: «Olio e Grana come il fumo» – cui testate e politici hanno dato ampia eco, ma quello che ne è venuto dopo merita di essere raccontato con ordine, perché la polemica non sembra destinata a spegnersi. Il 17 luglio, per l’appunto, il quotidiano finanziario pubblica un articolo secondo cui il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, ma anche la pizza, il vino e l’olio d’oliva “rischiano di fare la fine delle sigarette: tassati, e con tanto di immagini raccapriccianti sulle confezioni per ricordare che ‘nuocciono gravemente alla salute’”. Il giornale riferisce di un documento cui l’Organizzazione mondiale della sanità sta lavorando per dare concretezza alla guerra dichiarata al diabete, al cancro e alle malattie cardiovascolari. Si parla di bollinatura dei prodotti, di dieta mediterranea e di rischio per il made in Italy.  Un tono che non convince i giornalisti di Valigia Blu e Il Post che lo contestano sostenendo che l’Onu e l’Oms non hanno mai detto né scritto che il…

L’ultimo messaggio di Sergio Marchionne da amministratore delegato di Fca 
News / 22 luglio 2018

27 giugno 2018. Sergio Marchionne è a Roma, dove ha consegnato ai Carabinieri una Jeep Wrangler. Nel parco del Comando Generale dell’Arma, l’amministratore delegato di Fca ha appena tenuto il suo ultimo discorso pubblico, dove ha ricordato le sue origini e i valori dei militari che ancora tiene radicati in sé: “Mio padre era un maresciallo dei Carabinieri. Sono cresciuto con l’uniforme a bande rosse dell’Arma e ritrovo sempre i valori con cui sono cresciuto e che sono stati alla base della mia educazione: la serietà, l’onestà, il senso del dovere, la disciplina, lo spirito di servizio”. Un discorso breve, un minuto appena, tenuto con il maglioncino blu che lo ha caratterizzato in questi anni al vertice di Fca, prima della consegna dell’auto. Poi però Marchionne, entrato nel 2003 nel consiglio di amministrazione di Fiat prima di diventarne amministratore delegato, un anno dopo, a qualche mese dalla scomparsa di Umberto Agnelli, si trattiene con i cronisti. Una giornalista gli chiede. “Perché non sei preoccupato per i dazi di Trump?”. L’ad di Fca risponde sorridendo: “Io mi preoccupo di tutto, anche di te”, dice accarezzandole la testa. La voce è affaticata. “Però non è la fine del mondo. È un problema, ma…

I 4 candidati a prendere il posto di Marchionne alla guida di Fca
News / 22 luglio 2018

Sono stati convocati d’urgenza i cda di Fca, Ferrari e Cnh Industrial. Secondo indiscrezioni riportate dal sito Automotive News e da Bloomberg in discussione vi sarebbe il nodo della successione di Sergio Marchionne, visto il prolungarsi della degenza dopo l’intervento chirurgico. Nessun commento in proposito dall’Azienda. In casa Fiat Chrysler è scattato il toto nomine. Il 66enne manager italo-canadese aveva già annunciato che si sarebbe dimesso dalla carica di amministratore delegato di Fca con l’approvazione del bilancio 2018, dunque in coincidenza con l’assemblea dei soci della primavera del prossimo anno, e che si sarebbe optato per una soluzione interna. In questo caso quattro sono i papabili: Alfredo Altavilla (responsabile Emea del gruppo), Richard Palmer (direttore finanziario), Mike Manley (responsabile del marchio Jeep) e Pietro Gorlier ( amministratore delegato di Magneti Marelli). Nei giorni scorsi, invece, il gruppo aveva smentito la nomina al posto di Marchionne del numero uno di Vodafone, Vittorio Colao.  Un addio prematuro di Marchionne potrebbe essere un duro colpo per Fiat Chrysler. L’ad ha salvato la Fiat dal potenziale collasso più di dieci anni fa e in seguito ha guidato la acquisizione di Chrysler, che probabilmente non avrebbe ricevuto il sostegno del governo degli Stati Uniti dopo la bancarotta del 2009 senza il coinvolgimento del partner italiano….