Professioni sanitarie: scattata l’iscrizione online agli albi
News / 3 luglio 2018

L’iscrizione agli albi delle professioni sanitarie, in vigore dal primo luglio per circa 250 mila professionisti, si effettua da questa mattina con una procedura telematica sul portale della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche e della riabilitazione (www.tsrm.org). Occorre prima registrarsi sul portale, quindi scaricare il modulo di autocertificazione, firmarlo, effettuare una scansione e caricarlo sul sito, unitamente a un documento di identità. Sempre sul sito, bisogna pagare – tramite bonifico bancario o mav elettronico – 35 euro di diritti di segreteria. Completata questa procedura, è stata effettuata una pre-iscrizione, che è soggetta a due valutazioni: la prima dei rappresentanti delle Associazioni maggiormente rappresentative delle categorie, che devono adempiere entro 60 giorni; la seconda dei Consigli direttivi dell’Ordine di appartenenza, entro 90 giorni. Saranno i Consigli direttivi a deliberare l’iscrizione del professionista all’Albo o il suo respingimento. Se l’iscrizione avrà esito positivo, sempre sulla piattaforma www.tsrm.org, bisognerà stampare il relativo modulo di autocertificazione, apporvi una marca da bollo da 16 euro, e effettuare un versamento una tantum di 168 euro quale tassa di concessione governativa. Bisognerà inoltre versare la quota di iscrizione annuale all’Ordine di appartenenza, variabile tra 80 e 120 euro. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Vocabolario minimo per capire il dibattito su link tax e riforma del copyright 
News / 3 luglio 2018

Prima che il ministro Luigi Di Maio ne parlasse all’Internet day di Agi lo scorso 26 giugno, l’opinione pubblica era quasi del tutto ignara che l’Europa stesse per varare una riforma del diritto d’autore. Il tema aveva ricevuto pochissima attenzione sui media, anche perché piuttosto complesso e apparentemente lontano dalla vita di tutti. Non è così. Cambia tutto dopo le parole del vicepremier e il dibattito comincia e si polarizza su termini, temi, materie fino a pochi giorni ad uso esclusivo di un ristretto numero di addetti ai lavori. Intanto si avvicina la data del voto del parlamento europeo: si voterà il 4 luglio. Ed è diventato subito chiaro che questa riforma è davvero importante, con possibili conseguenze dirette su interi settori industriali, sulle persone che ci lavorano e non da ultimo sul diritto di tutti all’informazione.  Perché una riforma del diritto d’autore Al centro di un po’ tutta la questione c’è il tema del compenso di chi è titolare dei diritti di opere intellettuali. Piccolo passo indietro. Nel 2016 la Commissione Europea e il Parlamento cominciano a discutere una proposta di riforma del copyright. Il motivo è che il legislatore europeo ritiene di dover correggere un vuoto legislativo che ha consentito alle piattaforme…

Cosa aspettarsi dall’incontro tra Di Maio, riders e aziende
News / 3 luglio 2018

“Il simbolo di una generazione abbandonata”. Così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha definito i rider, che ha voluto incontrare nel giorno del suo insediamento, la mattina del 4 giugno. Il suo primo atto da ministro è stato di “dare subito un segnale a chi chiede un po’ di dignita’”. L’obiettivo – ha spiegato – è garantire diritti, una paga minima oraria. Dopo aver ascoltato le proposte della delegazione dei lavoratori del ‘food delivery’ di Roma e Bologna, Di Maio il 18 giugno ha convocato le aziende : Foodora, Deliveroo, JustEat, Glovo, Domino’s Pizza, Social Food, Uber eats e Mooveda. Il ministro ha indicato due strade: una è quella in cui il Governo vara una norma in cui si stabiliscono i contenuti minimi retributivi e tutele assicurative e previdenziali; l’altra è quella di mettere insieme i rappresentanti delle piattaforme e dei rider per costruire un nuovo modello di contratto che riguarda i lavori del futuro. Le aziende si sono dette disponibili ad avviare un dialogo e l’auspicio del ministro è di arrivare ad un primo contratto collettivo nazionale della “gig economy“. A questo punto il confronto deve allargarsi: i sindacati e le associazioni datoriali…

Piazza Affari: urge un moto di orgoglio per evitare il peggio
News / 2 luglio 2018

Al Ftse Mib serve una prova di forza che lo allontani dai recenti minimi, per evitare scivoloni anche pesanti nel breve. I market movers in avvio di settimana. L’ultima seduta del mese di giugno si è conclusa in positivo per le Borse europee che, pur fermandosi a distanza dai massimi intraday, hanno terminato le contrattazioni in positivo. Il Ftse100 è salito dello 0,28%, preceduto dal Cac40 e dal Dax30 che hanno guadagnato rispettivamente lo 0,91% e l’1,06%.  In positivo anche Piazza Affari dove il Ftse Mib si è fermato a 21.626 punti, in progresso dello 0,9%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 21.843 e un minimo a 21.586 punti. Negativo però il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha ceduto l’1,21% rispetto al close del venerdì precedente, ed è preceduto dal segno meno anche il saldo mensile, visto che giugno è stato archiviato con un calo dello 0,72%. Il Ftse Mib difende i minimi 2018: quali scenari nel breve? Il Ftse Mib ha subito un pesante attacco ribassista in avvio di settimana, scivolando in area 21.350, da cui ha tentato un recupero in direzione dei 21.500/21.600 punti, prima di scendere a testare i…

Nel 2018 già investiti 250 milioni in startup italiane. Le ragioni di un record inatteso
News / 2 luglio 2018

Comunque finirà, il 2018 è già l’anno record degli investimenti in startup in Italia: 250 milioni in sei mesi. Il parziale delle operazioni è già almeno il doppio rispetto a agli investimenti fatti dal 2010, anno in cui si è cominciato ad analizzare questo mercato, ad oggi. Finora infatti gli investimenti in startup sono rimasti sempre sostanzialmente bloccati intorno ai 100 milioni l’anno, con qualche eccezione dovuta a grosse operazioni fatte all’estero, come successe lo scorso anno Una crescita che, secondo gli operatori del settore, ha almeno due ragioni: la prima è che la nascita di nuovi veicoli di venture capital da parte dei principali fondi italiani ha fatto affluire nuovi capitali nelle aziende, e con un taglio medio più alto. La seconda, correlata alla prima, è che siamo davanti ad una normale evoluzione di un mercato che in Italia è sei anni fa e che oggi, con i primi risultati dei fondi di investimento, può permettersi più fiducia e credibilità in fase di raccolta di capitali utili a nuovi investimenti.  Il calcolo, fatto da AGI raccogliendo informazioni dai principali fondi italiani e comunicati ufficiali di società e sgr, tiene conto di tutte le startup fondate in Italia e le…

Rispetto all’idea iniziale, il decreto dignità ha perso un po’ di pezzi 
News / 2 luglio 2018

Il decreto dignità è in dirittura d’arrivo ma continua a perdere pezzi. Si allenta la stretta sui contratti precari con una marcia indietro sull’abolizione dello staff leasing, ovvero la possibilità che aziende assumano persone a tempo indeterminato per poterle poi ‘girare’ ai propri clienti attraverso contratti di somministrazione. Le norme sulla somministrazione saranno stralciate e demandate al Parlamento, insieme ai voucher, tema caro ai leghisti. L’atteso provvedimento su fisco e lavoro, che ha già suscitato le proteste del mondo delle imprese, continua a subire ritocchi in vista del varo previsto per la prossima settimana. Dopo aver lasciato per strada le annunciate norme sui rider, il pacchetto lavoro continua a essere limato mentre si valuta la ‘sostenibilità’ delle norme fiscali. Lunedì mattina il provvedimento sarà all’esame del preconsiglio per poi approdare in Consiglio dei ministri lunedì stesso o martedì mattina. Ma non è escluso che il governo decida di prendersi qualche altro giorno per superare il nodo delle coperture finanziarie che, tuttavia, il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha bollato come “leggende metropolitane”. “Mancano le coperture? Leggende metropolitane” “Mi fa piacere – ha detto il ministro intervenendo al Festival del Lavoro – che tutte queste leggende stiano pubblicizzando il decreto dignità, lo abbiamo scritto, è pronto….

3 cose da ricordare in caso di correzione del mercato
News / 1 luglio 2018

La guerra commerciale sta facendo le sue vittime. Silenziosamente e, in alcuni casi, anche lentamente. La guerra commerciale sta facendo le sue vittime. Silenziosamente e, in alcuni casi, anche lentamente. I mercati, infatti, avvertono un andamento rallentato e incerto appesantito dalle incertezze presenti all’orizzonte, incertezze che potrebbero avere ripercussioni fortissime anche sulla prima economia mondiale, il cui Pil dipende per i ¾ dai consumi interni. Ad ogni modo una cosa è certa, come sottolienea Matthwel Frankel, sia che il mercato entri effettivamente in una correzione formalmente definita o meno e indipendentemente da quanto profonda o prolungata sia questa possibile correzione, è importante che gli investitori facciano un passo indietro e tengano a mente alcune cose prima di fare qualsiasi mossa.  Le correzioni e gli stop sono una parte integrante del mercato Per chiunque operi nel settore azionario, è bene sapere in anticipo che bisogna essere il più possibile abituati alla realtà delle cose e per quanto riguarda questo settore, la realtà delle cose include anche la volatilità spesso accentuata. Correzioni di mercato e crash, questo è certo, quello che invece non lo è, resta il perché, il quando ma soprattutto il quanto. Allargando il panorama agli ultimi 50 anni, continua il…

La crisi senza fine di Deutsche Bank
News / 1 luglio 2018

In un rapporto del giugno 2016 il Fondo Monetario Internazionale definì la Deutsche Bank come la più grande fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema finanziario. La divisione americana del colosso tedesco del credito aveva fallito gli stress test (ovvero quelle simulazioni che valutano la resistenza di una banca a eventuali crisi sistemiche) della Federal Reserve e gli occhi del mondo erano tornati a rivolgersi su quella colossale pila di derivati (i prodotti finanziari il cui valore dipende da quello di un altro strumento, quelli – per intenderci – alla base della devastante crisi dei mutui del 2008) nella pancia dell’istituto: 42 mila miliardi di dollari, ovvero sedici volte il Pil della Germania. Almeno secondo le stime più caute. L’anno prima Deutsche Bank era stata investita dallo scandalo Libor, relativo alla manipolazione fraudolenta dei tassi di riferimento sui mutui immobiliari. I vertici di allora furono costretti a dimettersi e il conto di multe e risarcimenti superò i due miliardi e mezzo. Il 2015 si chiuse con una perdita netta di 6,8 miliardi di euro. Un danno, prima di tutto, d’immagine Le conseguenze dello scandalo andarono ben oltre l’esborso. Il caso fu un colpo durissimo per la credibilità di una compagnia che era sempre…

Il presidente dell’Inps chiede più migranti per pagare le pensioni e Salvini s’arrabbia
News / 1 luglio 2018

C’è chi di migranti in Italia ne vorrebbe forse di più, e comunque auspica una politica di gestione dei flussi che assicuri al nostro Paese ingressi di stranieri sufficienti a sostenere nei prossimi anni le nostre pensioni. È il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ieri da Milano dove è in corso il festival del Lavoro è stato chiarissimo: “Gli scenari più preoccupanti per la spesa pensionistica sono quelli che prevedono la riduzione dei flussi migratori che iniziano a non compensare il calo della popolazione autoctona”. Ancora: “È un problema molto serio per il nostro sistema pensionistico che non è in grado di adattarsi al fatto che diminuiscono le coorti dei contribuenti. Chiunque abbia un ruolo istituzionale, la classe dirigente, deve spiegare che c’è un problema demografico ed è immediato non tra dieci anni”. Dunque, aggiunge Boeri, “l’immigrazione è qualcosa che può farci gestire questa difficile situazione demografica. Avere migranti regolari ci permette da subito di avere dei flussi significativi”.  Una posizione non nuova, quella del capo dell’Inps, che già un anno fa, durante un’audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti, disse: “Gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi in contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e…

Sugli smart speaker, Morgan Stanley ha un consiglio per Google
News / 1 luglio 2018

Alphabet, la holding che controlla Google, potrebbe rimanere schiacciata se Amazon​ continuasse a dominare il mercato degli smart speaker con il suo Echo​. Lo afferma un’analisi di Morgan Stanley, che suggerisce a Big G una soluzione: regalare a tutte le famiglie americane un Google Home mini (il proprio maggiordomo digitale più a buon mercato). La spesa sarebbe corposa ma limitata in confronto agli enormi ritorni potenziali del settore. “Crediamo – scrive l’analista Brian Nowak – che Alphabet abbia bisogno di più smart speaker nelle case degli utenti”. In futuro, prevede Morgan Stanley, gli acquisti online si faranno sempre piu’ spesso “a voce”. E se Amazon dovesse continuare a primeggiare nel mercato (negli Stati Uniti detiene una quota del 62%m contro il 33% di Google), “sarebbe minacciata la crescita a lungo termine di Alphabet nella voce, altamente remunerativa, delle ricerche”. In altre parole: chi avrà più smart speaker guadagnerà di piu’ grazie a e-commerce e pubblicità online. E a farne le spese sarebbe soprattutto Google, perché gli utenti non digiteranno quello che cercano su una tastiera o sullo smartphone ma lo chiederanno direttamente ai dispositivi in ascolto. Meglio allora regalare un Google Home mini a ogni famiglia americana, visto che entro il 2022 il 70% di esse avrà comunque…