Wall Street debole con dazi Cina e dichiarazioni Barkin (Fed Richmond)

9 agosto 2018

La Borsa di New York ha aperto la seduta in leggero ribasso a causa delle ultime decisioni sui dazi contro la Cina e delle dichiarazioni di Thomas Barkin della Fed di Richmond sull’opportunità di alzare i tassi d’interesse.

La Borsa di New York ha aperto la seduta in leggero ribasso a causa delle ultime decisioni sui dazi contro la Cina e delle dichiarazioni di Thomas Barkin della Fed di Richmond sull’opportunità di alzare i tassi d’interesse. S&P 500 -0,2%, NASDAQ 100 -0,2%, Dow Jones Industrial -0,3%.

*L’amministrazione Trump ha deciso di imporre nuovi dazi *del 25% su 279 prodotti importati dalla Cina per un valore pari a 16 miliardi di dollari. Le imposizioni si aggiungono a quelle introdotte il 6 luglio, sempre del 25%, per un valore di 34 miliardi di dollari. Secondo l’amministrazione statunitense queste misure punitive sono state imposte in risposta a “pratiche commerciali sleali della Cina, come trasferimenti forzati di tecnologia e diritti di proprietà intellettuale”, e potrebbero essere estese ad altri 200 miliardi di prodotti. Attesa ora la risposta di Pechino.

Thomas Barkin, presidente della Fed di Richmond, ha affermato che negli Stati Uniti la crescita è solida, la disoccupazione è bassa e l’inflazione attorno al tasso annuo del 2%, circostanze che richiedono di riportare i tassi di interesse a livelli normali.

*Tesla (-0,8%) in leggera flessione dopo il +11% *messo a segno ieri in scia alle dichiarazioni del Chief Executive Elon Musk: sta valutando la possibilità di delistare il titolo. Alcuni analisti sono molto dubbiosi sulle reali possibilità di Musk di riuscire a finanziare un’operazione del genere

Forte calo per Mylan (-6,2%) che ha registrato un semestre debole e ridotto le stime 2018. Nel secondo trimestre l’utile è in calo del 13% e l’EPS è sceso a 1,07 dollari da 1,10 dollari contro 1,23 dollari delle attese. Nel trimestre concluso al 30 giugno 2018 la società di farmaci generici ha registrato entrate per 2,81 miliardi di dollari contro 2,96 miliardi di un anno fa. Per l’intero anno Mylan prevede entrate nel range 11,25 – 12,25 miliardi di dollari, in calo rispetto alla rispetto alle precedenti indicazioni pari a 11,75 -13,25 miliardi di dollari, con un EPS rettificato atteso nel range 4,55 – 4,90 dollari, in calo rispetto alla precedente guidance (5,20 – 5,60 dollari).

*Walt Disney in flessione (-2,1%) *dopo la pubblicazione di dati trimestrali positivi ma inferiori alle attese. Il colosso dell’intrattenimento ha registrato un utile per azione pari a 1,87 dollari (consensus 1,95), in crescita rispetto agli 1,58 dollari dello stesso periodo di un anno prima.

Debole New York Times Company (-2,9%) che ha annunciato i risultati relativi al secondo trimestre del 2018, indicando un utile per azione pari a 0,14 dollari rispetto a 0,09 dollari dello stesso periodo del 2017. L’utile per azione rettificato è però calato a 0,17 dollari rispetto a 0,27 dollari nello stesso periodo del 2017.

Balzo in avanti per Michael Kors (+4,7%) grazie a dati trimestrali che hanno battuto nettamente le attese del mercato. Gli utili per azione relativi al primo trimestre fiscale 2019 terminato il 30 giugno 2018 sono stati pari a 1,22 dollari, con un aumento del 52,5% rispetto all’anno precedente. Su base rettificata, i guadagni per azione sono stati di 1,32 dollari (consensus 0,95 dollari), con un incremento del 65,0% rispetto all’anno precedente.

Bene nel settore media Thomson Reuters (+2,3%) che ha registrato un aumento del 2% dei ricavi trimestrali e ha annunciato di essere sulla strada per una performance annuale “solida”. Nel secondo trimestre del 2018 la società ha riportato ricavi pari a 1,31 miliardi di dollari, pari alle attese degli analisti, contro 1,28 miliardi di un anno fa, mentre l’utile adjusted è di 17 cent per azione (consensus 0,11 cent), in flessione da 19 cent dello stesso periodo del 2017.

In rialzo CVS Health Corporation (+3%) che ha superato le aspettative di profitto e di vendita del secondo trimestre, grazie a un impennata delle prescrizioni e a un miglioramento delle prospettive. La società farmaceutica ha registrato una perdita netta di 2,56 miliardi di dollari, ovvero 2,52 dollari per azione, da un utile di 1,10 miliardi di dollari o di 1,07 dollari per azione, nello stesso periodo di un anno fa. Escludendo elementi non ricorrenti, come una svalutazione dell’avviamento di 3,9 miliardi di dollari, l’utile per azione rettificato è stato di 1,69 dollari, superiore al consenso di FactSet pari a 1,61 dollari.

Sul fronte macroeconomico l’EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 3 agosto, le scorte di petrolio negli USA sono diminuite di 1,351 milioni di barili. Le stime degli analisti erano fissate su un decremento pari a 2,800 milioni di barili.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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