Turchia e crisi della lira: le cause
News / 12 agosto 2018

In un circolo vizioso di svalutazione ed inflazione, la lira turca è in caduta libera: -16% nella sola giornata di venerdì.  Il Financial Times ricostruisce la storia recente dell’economia turca: negli ultimi anni le politiche monetarie espansive di Stati Uniti ed Europa hanno incoraggiato gli investitori a cercare attività con tassi di interesse più elevati in paesi emergenti come la Turchia, dove l’afflusso di capitali ha favorito una forte crescita economica finanziata anche e soprattutto dal credito facile. Con la fine del Quantitative easing nei paesi avanzati, i capitali hanno smesso di affluire così facilmente nell’economia turca. Il problema più grande a questo punto è diventato quello di finanziare il debito estero. L’indebitamento estero del settore privato supera il 50% ed il deficit delle partite correnti è ben il 6% del Pil. E’ soprattutto qui che si è scatenato il panico degli investitori.  L’economista postkeynesiano Anthony Thirwall*, critico del pensiero economico mainstream proprio perchè trascura il ruolo della moneta e della Bilancia dei pagamenti nell’economia reale, spiegava queste dinamiche molti anni fa: nessun paese può crescere più velocemente del tasso di crescita compatibile con il proprio vincolo della Bilancia dei pagamenti. (…) Continua sul blog “In Crisi“: clicca qui! L’articolo Turchia e crisi della lira: le cause sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte:…

Sudafrica: il governo espropria le terre ai bianchi
News / 12 agosto 2018

Quando il razzismo non fa notizia. Era febbraio quando Cyril Ramaphosa, agli inizi del suo mandato alla guida del Sudafrica, promise di attuare una redistribuzione delle proprietà terriere, affinché queste passassero nelle mani degli agricoltori di colore. Ora il governo, appunto guidato da Ramaphosa, è pronto ad introdurre nella costituzione sudafricana l’emendamento prevedente l’esproprio dei terreni ai contadini bianchi boeri, discendenti dei coloni olandesi, senza alcun indennizzo. È stato infatti chiesto al CNA (Congresso Nazionale Africano, ovvero il partito più importante del Paese) di dare il via libera all’iter legislativo che porterà alla confisca dei terreni. Più precisamente, Ramaphosa si è espresso così: “Il CNA attraverso il processo legislativo parlamentare completerà l’emendamento proposto in costituzione per delineare più chiaramente le condizioni alle quali l’espropriazione di terreni senza indennizzi può essere eseguita”. Alla fine degli anni ’90 una cosa simile era già successa nello Zimbabwe di Mugabe; in quella occasione l’espropriazione avvenne senza compensazione alcuna ma portò risultati decisamente negativi, in quanto vi fu un crollo della produzione agricola dovuta alla carenza di specializzazione da parte dei contadini di colore. Lo Zimbabwe era chiamato “il granaio dell’Africa meridionale” proprio grazie alla peculiare caratteristica di esportatore netto di derrate alimentari, ma dopo la…

15 dividendi che crescono con la precisione di un orologio
News / 12 agosto 2018

Azioni con un lungo track record di incrementi annuali del dividendo danno un senso di sicurezza che difficilmente si troverà altrove. Le società di beni di consumo, suggerisce Dan Burrows dalle pagine di Kiplinger, non sono certo la forma d’investimento più “sexy” per chi si rivolge al mercato azionario. Ma che facciano liquori, dentifrici, o hamburgers, hanno un vantaggio che si rivela di sicuro interesse nei tempi difficili: offrono generalmente dividendi regolari, e che continuano a crescere anche nelle fasi di contrazione economica riducendo il rischio di portafoglio. Proprio per questo motivo, il contributore del sito finanziario ha messo insieme una lista di quindici azioni del settore che condividono l’appartenenza al gruppo ristretto dei “Dividend Aristocrats”: le compagnie dello Standard & Poor’s 500-che migliorano la cedola distribuita agli azionisti da oltre 25 anni. Ecco quindi – in ordine alfabetico e corredati dai rating del consenso degli analisti – i 15 nomi segnalati, da tenere in agenda per approfondimenti in vista di una eventuale esposizione al settore.   1. Brown-Forman Capitalizzazione di mercato: $25,8 miliardi Dividend yield: 1,2% Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 34 Rating degli analisti: 1 strong buy, 0 buy, 6 hold, 0 underperform, 1 sell Apre la rassegna Brown-Forman, uno dei più importanti produttori e distributori al mondo di bevande…

Tesla: investitori fanno causa a Musk dopo i tweet
News / 12 agosto 2018

Due investitori hanno intentato causa contro l’amministratore delegato di Tesla Elon Musk e la società per il tweet dell’imprenditore in cui affermava di voler privatizzare la società. Martedì scorso Musk aveva detto a sorpresa di voler finanziare l’acquisizione di Tesla, fondata nel 2003, ad un prezzo di 420 dollari per azione. In seguito a ciò, le azioni Tesla sono aumentate dell’11% danneggiando i venditori allo scoperto. Musk inoltre non ha indicato con quali fondi intende finanziare l’operazione, nonostante nel tweet abbia parlato di “finanziamento garantito”.  fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Il crollo degli utenti non si ferma. Per i Grandi Social​ è un’estate gelida
News / 12 agosto 2018

E sono tre. Facebook, Twitter, adesso Snapchat: alcuni dei maggiori social network del pianeta stanno soffrendo la penuria di utenti. Che crescono lentamente come mai prima (Facebook) o diminuiscono (Twitter e Snapchat). Cominciamo dall’ultima trimestrale, quella del fantasmino bianco. Snapchat, utenti in retromarcia Gi utenti mensili attivi di Snapchat sono cresciuti. Ma l’indicatore più importante (quello che segnala non solo la quantità ma anche il coinvolgimento degli iscritti) è quello degli account quotidiani. Che, per la prima volta nella storia dell’app, sono calati rispetto al trimestre precedente: sono 188 milioni, il 2% in meno rispetto a marzo. E appena l’8% in più rispetto a un anno fa. Snapchat ha smesso di crescere. Ovunque. Tra aprile e giugno, ha perso 3 milioni di utenti. Uno sul mercato americano (da 81 a 80 milioni), uno su quello europeo (da 62 a 61 milioni) e uno nel resto del mondo (da 48 a 47 milioni). Per Spiegel non è colpa del Gdpr La frenata è generalizzata. Tanto che Evan Spiegel, a differenza di quanto fatto da Mark Zuckerberg, non cita neppure il nuovo regolamento europeo sulla privacy. È vero: Facebook ha un pubblico europeo molto più ampio e quindi più esposto. Ma, secondo Spiegel,…

Risparmi famiglie italiane raddoppiati in 20 anni, 23% per assicurazioni e pensioni
News / 12 agosto 2018

Sono raddoppiati in 20 anni, passando da 2.200 a 4.400 miliardi di euro, i risparmi delle famiglie italiane. Rispetto al 1998, all’inizio di quest’anno la crescita delle masse finanziarie degli italiani risultava aumentata di oltre il 98%. Lo sottolinea la Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi), in una nota, analizzando i dati diffusi da Banca d’Italia riguardanti la ricchezza finanziaria detenuta dalle famiglie italiane e le loro scelte di investimento degli ultimi venti anni, dal 1998 al primo trimestre del 2018. Cresce il peso degli investimenti di tipo assicurativo e pensionistici di tipo privato che passa da meno del 10% sino al 2002, fino ad arrivare a un 23% nel corso del primo trimestre 2018. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Famiglie italiane indebitate in media per 20.000 euro, nel 2017 +8% di prestiti
News / 12 agosto 2018

Le famiglie italiane sono indebitate per un importo medio pari a 20.549 euro. Nell’insieme, i “passivi” accumulati con le banche e gli istituti finanziari ammontano a quasi 534 miliardi di euro. Le cifre, elaborate dall’Ufficio studi della Cgia, sono riferite al 31 dicembre 2017. Dal 2014 l’andamento è in costante crescita; in questi ultimi tre anni il debito è aumentato di 40,6 miliardi di euro (+8,2 per cento) e in gran parte è riconducibile al fatto che gli istituti di credito sono tornati a prestare i soldi alle famiglie italiane. Tra la fine del 2016 e la fine del 2017, ad esempio, gli impieghi bancari alle famiglie consumatrici per l’acquisto delle abitazioni sono aumentati dell’1,9 per cento, mentre i dati del credito al consumo, includendo anche le finanziarie, indicano un +8,3 per cento. fonte: http://www.agi.it/economia/rss