15 dividendi che crescono con la precisione di un orologio

12 agosto 2018

Azioni con un lungo track record di incrementi annuali del dividendo danno un senso di sicurezza che difficilmente si troverà altrove.

Le società di beni di consumo, suggerisce Dan Burrows dalle pagine di Kiplinger, non sono certo la forma d’investimento più “sexy” per chi si rivolge al mercato azionario. Ma che facciano liquori, dentifrici, o hamburgers, hanno un vantaggio che si rivela di sicuro interesse nei tempi difficili: offrono generalmente dividendi regolari, e che continuano a crescere anche nelle fasi di contrazione economica riducendo il rischio di portafoglio. Proprio per questo motivo, il contributore del sito finanziario ha messo insieme una lista di quindici azioni del settore che condividono l’appartenenza al gruppo ristretto dei “Dividend Aristocrats”: le compagnie dello Standard & Poor’s 500-che migliorano la cedola distribuita agli azionisti da oltre 25 anni. Ecco quindi – in ordine alfabetico e corredati dai rating del consenso degli analisti – i 15 nomi segnalati, da tenere in agenda per approfondimenti in vista di una eventuale esposizione al settore.

 

1. Brown-Forman

Capitalizzazione di mercato: $25,8 miliardi

Dividend yield: 1,2%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 34

Rating degli analisti: 1 strong buy, 0 buy, 6 hold, 0 underperform, 1 sell

Apre la rassegna Brown-Forman, uno dei più importanti produttori e distributori al mondo di bevande alcoliche e proprietario di brand di grande diffusione, dalla vodka Finlandia al Jack Daniel’s. Burrows segnala che proprio grazie ai risultati del celebre whiskey, oltre che alle ottime performance dei due marchi di tequila Herradura ed El Jimador, la società ha comunicato nell’ultima trimestrale una crescita superiore alle attese. E’ però sul lungo periodo che si misura la capacità di Brown-Forman di generare e restituire valore agli azionisti: la distribuzione dei suoi dividendi avviene senza interruzioni da 72 anni ed essi vengono incrementati stabilmente ormai da 34 anni. 

2. Clorox

Capitalizzazione di mercato: $18,2 miliardi

Dividend yield: 2,7%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 41

Raccomandazioni degli analisti: 1 strong buy, 0 buy, 9 hold, 0 underperform, 2 sell

Merita una segnalazione anche Clorox, produttore degli omonimi detersivi a base di candeggina e di altri famosi marchi di beni di consumo, dai sacchi della spazzatura Glad ai prodotti della Hidden Valley. Nell’ultimo rendiconto, la società ha riportato utili superiori ai pronostici ma ha mancato le stime sui ricavi, fa notare Burrows. Ricordando però che per gli anni a venire il mercato si aspetta dalla società crescita stabile e profitti tutt’altro che modesti: secondo le stime degli analisti sondati da Thomson Reuters, l’utile della compagnia dovrebbe salire in media nei prossimi 5 anni del 7,5%: una buona notizia per la cedola annuale, che sta crescendo senza interruzioni dal 1977.

3. Coca-Cola

Capitalizzazione di mercato: $196,2 miliardi

Dividend yield: 3,4%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 55

Raccomandazioni degli analisti: 6 strong buy, 0 buy, 7 hold, 0 underperform, 0 sell

E in una rassegna sui beni di consumo non può mancare uno dei più celebri titoli del gruppo dei dividendi “aristocratici”. Non c’è alcun dubbio a giudizio di Burrows che la cedola di Coca Cola, gonfiatasi senza soluzione di continuità per 55 anni, riuscirà ad arrivare a breve al secolo di vita: il gruppo di Atlanta ha cominciato a distribuirne una nel 1920, mantenendola anche nei momenti più bui. Adesso, l’ultima sfida è reagire al declino delle vendite delle tradizionali bevande gassate su cui ha costruito la sua fortuna e alla transizione verso un’alimentazione più salutare. Una sfida che il management ha già raccolto.  

4. Colgate-Palmolive

Capitalizzazione di mercato: $57,2 miliardi

Dividend yield: 2,5%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 55

Raccomandazioni degli analisti: 4 strong buy, 0 buy, 9 hold, 0 underperform, 2 sell

Ha faticato nel primo semestre per via del dollaro forte, ma resta sinonimo di sicurezza anche Colgate-Palmolive, altro gigante del settore che ha cavalcato l’affermazione globale della società dei consumi vendendo alla classe media i prodotti di cui si serve quotidianamente. Risultato: presenza ubiqua, profitti enormi. Che l’azienda ha costantemente condiviso con i suoi azionisti, ai quali vengono restituiti gli utili in forma di dividendo dal 1895: il dividend-yield attuale di Colgate-Palmolive è del 2,5%, con una serie di 55 anni di incrementi.

5. Hormel

Capitalizzazione di mercato: $19,6 miliardi

Dividend yield: 2%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 52

Raccomandazioni degli analisti: 4 strong buy, 0 buy, 4 hold, 0 underperform, 1 sell

Ed è aristocratico anche il dividendo di Hormel Foods Corp, storico protagonista del settore food americano.  Il produttore della carne in scatola Spam distribuisce dividendi in crescita da 52 anni, e proprio la cedola ha dato tra l’altro un certo sostegno al titolo in mezzo alle difficoltà dell’ultimo periodo: Hormel registra un ribasso di circa il 5% negli ultimi due anni, soprattutto per via dei deboli risultati del brand Jennie-O turkey. Quanto al futuro, la buona notizia è secondo Burrows che non mancano gli analisti ottimisti su una prossima ripresa: gli esperti di Zacks hanno segnalato ad esempio che la campagna Make the Switch avviata quest’estate dovrebbe rafforzare le vendite delle divisioni più redditizie nella seconda parte dell’anno fiscale 2018.

 

6: Kimberly Clark (NYSE: KMB)

Capitalizzazione: $38,8 miliardi

Dividend yield: 3,5%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 46

Raccomandazioni degli analisti: 1 strong buy, 0 buy, 6 hold, 0 underperform, 4 sell

Non sembra godere attualmente di grande simpatia tra gli analisti, ma merita comunque di essere inserito in una rassegna sui più regolari dividendi di Wall Street la multinazionale leader nel settore dei prodotti in carta: forte del successo dei marchi di ampia diffusione come Kleenex, Scott e Cottonelle, anche Kimberly Clark è coi suoi 46 anni di dividendi in crescita uno dei “dividend aristocrats”, e distribuisce le sue cedole ormai da 83 anni senza pause. In prospettiva, gli analisti di sondati da Thomson Reuters stimano una crescita media del 5,7% nei prossimi 5 anni.

7. Lowe’s

Capitalizzazione: $81,7 miliari

Dividend yield: 1,9%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 55

Raccomandazioni degli analisti: 17 strong buy, 3 buy, 6 hold, 0 underperform, 0 sell

Giudizi lusinghieri da parte degli analisti raccoglie invece Lowe’s, principale concorrente di Home Depot nel settore dei prodotti per le ristrutturazioni domestiche. Burrows segnala che il dividendo della società viene pagato regolarmente in ogni trimestre da quando essa è diventata pubblica nel 1961, e soprattutto che la cedola cresce ininterrottamente dal più di mezzo secolo: in questo l’azienda fa molto meglio del rivale, la cui striscia positiva di ritocchi al rialzo risale solo al 2009. 

 

8. McCormick & Company

Capitalizzazione: $15,9 miliari

Dividend yield: 1,7%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 32

Raccomandazioni degli analisti: 2 strong buy, 0 buy, 4 hold, 0 underperform, 1 sell

A dare un po’ di “pepe” alla crescita del produttore di spezie McCormick & Company’s, annota Burrows, potrebbero essere presto a giudizio di diversi analisti un paio di acquisizioni mirate effettuate recentemente, quella di RB Foods dell’agosto 2017, e quella di Enrico Giotti nel dicembre del 2016. Anche su questa base si fondano le stime del mercato secondo cui, nei prossimi 5 anni,  la società incrementerà mediamente i suoi profitti di quasi l’11%: un buon supporto alla cedola, che in questo caso cresce da 32 anni consecutivi.

9. McDonald’s

Capitalizzazione: $123,5 miliardi

Dividend yield: 2,5%

Rialzi annuali consecutivi del dividendo: 41

Raccomandazioni degli analisti: 13 strong buy, 0 buy, 6 hold, 0 underperform, 0 sell

Non ha bisogno di presentazioni il re dei fast food McDonalds, che oltre ad essere un gigante in termini di valore di mercato lo è anche sul fronte delle redistribuzioni di capitale agli investitori. Continuando ad inseguire ed assecondare i gusti dei consumatori paga i suoi dividendi dal 1976, e non è mai terminato un esercizio fiscale da quella data senza che la compagnia aggiungesse qualcosa al payout. In prospettiva, osserva Burrows,

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