Piazza Affari negativa e in controtendenza, penalizzata da Atlantia, bancari, petroliferi. FTSE MIB -1,83%

17 agosto 2018

Piazza Affari negativa e in controtendenza, penalizzata da Atlantia, bancari, petroliferi.

Piazza Affari negativa e in controtendenza, penalizzata da Atlantia, bancari, petroliferi. FTSE MIB -1,83%.

Mercati azionari europei positivi. Wall Street in netto progresso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,9%, Nasdaq Composite +0,9%, Dow Jones Industrial +1,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,83%, il FTSE Italia All-Share a -1,70%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,95%, il FTSE Italia STAR a -0,71%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA i nuovi cantieri residenziali sono aumentati a luglio passando a 1168 mila unita’ da 158 mila unita’ (+0,9%). Il dato e’ però inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 1270 mila unita’. In crescita anche le Licenze edilizie a 1311 mila unita’ da 1292 mila unita’ (consensus 1310 mila unita’) in progresso dell’1,5%. La Federal Reserve di Philadelphia ha reso noto che il proprio indice, che monitora l’andamento dell’attivita’ manifatturiera dell’area di Philadelphia, si e’ attestato nel mese di agosto a 11,9 punti dai 25,7 punti di luglio risultando nettamente inferiore anche alle attese degli analisti che si aspettavano un valore dell’indice pari a +21,9 punti. Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 10 agosto si sono attestate a 212 mila unità, inferiori sia alle attese fissate a 215 mila unità che ai 214 mila unità della settimana precedente (rivisto da 213 mila). Eurostat comunica che a giugno la bilancia commerciale dell’eurozona ha fatto segnare un surplus di 22,5 miliardi di euro, in netta crescita dal +16,5 miliardi di maggio e ben al di sopra delle attese degli economisti fissate a +18 miliardi. Nel Regno Unito l’ONS ha annunciato che il volume destagionalizzato delle vendite al dettaglio ha evidenziato nel mese di giugno un incremento dello 0,7% su base mensile, risultando superiore alle attese degli analisti fissate su un indice pari a +0,2% e nettamente superiore alla rilevazione precedente pari a -0,5%. Su base annuale le vendite hanno registrato una crescita pari al 3,5% in crescita dal +2,9% della rilevazione precedente (consensus +3,0%).

Atlantia (-22,26%) in pesante flessione dopo il crollo del viadotto Polcevera sull’A10 a Genova. Il tratto è gestito dalla controllata Autostrade per l’Italia. Scambiato circa il 4% del capitale del gruppo, su cui infuria la polemica politica: il governo ipotizza la revoca della concessione, che però potrebbe implicare una penale multimiliardaria e si inizia parlare di maxi-sanzione. Oltretutto l’eventuale revoca fornirebbe agli obbligazionisti di ApI di chiedere il rimborso anticipato. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha invitato ApI a mettere sul tavolo 500 milioni di euro per le famiglie colpite e per gli enti locali, e a sospendere i pedaggi per qualche settimana.

SIAS (-7,30%) e ASTM (-10,50%) in forte ribasso. Le società del gruppo Gavio attive nelle infrastrutture e concessioni autostradali si accodano al tonfo di Atlantia dopo il crollo del viadotto Polcevera sull’A10 a Genova e i proclami degli esponenti del governo riguardanti la revoca della concessione alla controllata Autostrade per l’Italia. In netto calo anche Fincantieri (-5,33%) che nell’area di Genova è presente con tre importanti siti produttivi.

*STMicroelectronics (-3,18%) *in netto calo dopo il -1,43% accusato ieri dall’indice di riferimento del settore SOX (Philadelphia Semiconductor Index, oggi +0,4%) e la flessione del 4,67% fatta segnare sempre ieri dal titolo a Parigi (oggi +1,58%).

Poste Italiane (-2,97%) inverte decisamente la rotta dopo un avvio positivo su indiscrezioni del Sole 24 Ore riguardanti l’inserimento della svizzera Zurich nella gara per assicurarsi la partnership con il gruppo guidato da Matteo Del Fante nelle assicurazioni RC Auto. Poste avrebbe già ricevuto alcune offerte, tra cui quelle di Generali, Unipol, Allianz e Axa. Per il momento quello di Zurich sembra essere un interesse in fase embrionale: la valutazione dell’operazione sarà effettuata in modo prudente. Prysmian (-2,74% a 20,91 euro) ha fallito ogni tentativo di riportarsi oltre la trend line disegnata dai minimi di ottobre 2014, riferimento violato a fine giugno, alimentando i timori che la reazione avviata a luglio fosse solo temporanea. La flessione partita lo scorso autunno sembra quindi destinata a riprendere per target negativi a 20 euro e a 19,36, minimo di giugno. Segnali di miglioramento invece oltre 23 euro circa.

Deboli i petroliferi: il greggio oscilla poco sopra i minimi di periodo (da aprile per il Brent, da giugno per il WTI) toccati ieri pomeriggio. Il future ottobre 2018 sul Brent segna 71,15 $/barile, il future settembre sul WTI segna 65,40 $/barile. Negative Tenaris (-1,95%) ed Eni (-1,25%). Male anche Saipem (-1,64% a 4,5580 euro) nonostante Jefferies: raccomandazione migliorata da underperform a hold con target incrementato da 2,80 a 4,20 euro. Martedì Saipem aveva guadagnato il 3,85% grazie a Barclays: gli analisti della banca britannica hanno cambiato radicalmente opinione sul titolo portando la raccomandazione da underweight a overweight, con target incrementato da 3,80 a 5,20 euro.

FCA (-2,29%) in rosso con crisi Turchia. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha firmato un decreto che ha innalzato le tariffe di importazione su un certo numero di prodotti statunitensi tra cui le auto: su queste ultime i cittadini turchi dovranno pagare un dazio del 120%. FCA è presente nel Paese asiatico con il sito produttivo di Bursa-Tofas (Instanbul) e quote di mercato elevate sia nelle auto che nei veicoli commerciali.

Bancari italiani in flessione con la nuova fiammata di rendimenti e spread (parzialmente rientrata nel finale): il BTP decennale sale al 3,10% (+4 bp), il differenziale BTP-Bund a 278 (+3 bp). L’indice FTSE Italia Banche segna -1,19%, l’EURO STOXX Banks +0,5%. Negative Banco BPM (-3,96%), UBI Banca (-2,34%), Intesa Sanpaolo (-1,81%). In controtendenza Mediobanca (+2,12%) e Banca MPS (+4,95%).

*Astaldi (-3,85%) *perde ulteriore terreno dopo il quasi -8% accumulato nelle sedute precedenti in scia alla crisi turca. Il Paese asiatico ha aumentato i dazi sulle importazioni di alcuni prodotti dagli USA, una ritorsione contro la decisione del presidente Trump di raddoppiare le tariffe doganali su acciaio e alluminio, portandole rispettivamente al 50% e al 25%: una mossa che acuisce le tensioni USA-Turchia e pone ulteriori dubbi sul futuro del Paese. In conseguenza di ciò, Astaldi potrebbe avere problemi nella vendita della quota nel terzo ponte sul Bosforo: l’incasso di almeno 185 milioni dall’operazione è necessario per mandare avanti il piano di rafforzamento approvato a fine giugno dall’assemblea. Senza la liquidità proveniente dalla vendita del ponte, i giapponesi di IHI potrebbero infatti recedere dall’accordo strategico di carattere industriale, accordo che prevede anche la loro partecipazione all’aumento di capitale da 300 milioni. Martedì Il Sole 24 Ore ha riportato indiscrezioni secondo cui le trattative per la vendita della partecipazione stanno, nonostante le difficoltà della Turchia, andando avanti: possibile un annuncio intorno al 20 di agosto.

Unipol (+3,59%) prolunga il recupero delle sedute precedenti e tocca i massimi da inizio giugno dopo i report positivi di alcuni importanti broker. Il gruppo finanziario bolognese nel primo semestre ha riportato un utile netto di 644 milioni di euro da una perdita di 390 milioni di euro nel primo semestre 2017, anche grazie alla plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione in Popolare Vita (pari a 309 milioni di euro). L’a.d. Carlo Cimbri ha dichiarato che il gruppo non supererà il 20% di BPER Banca e quindi non acquisirà una partecipazione di controllo.

In rialzo Buzzi Unicem (+3,03%), Campari (+1,55%) e Brunello Cucinelli (+1,34%) grazie alla forza del dollaro, ieri sul massimo da giugno 2017 contro euro a 1,1302: EUR/USD al momento viene scambiato a 1,1385 circa. I tre gruppi hanno negli USA il principale mercato: Buzzi vi realizza oltre il 40% dei propri ricavi, Campari oltre il 25%, Brunello Cucinelli il 35,5% (Nord America).

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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