Seduta difficile per Piazza Affari, banche in profondo rosso

31 agosto 2018

Torna a perdere quota l’azionario italiano dopo un fragile tentativo di recupero e a fronte di mercati europei e statunitensi orientati al ribasso in un clima di risk off che ha incoraggiato beni rifugio come lo yen, il dollaro o il Bund tedesco (ma non l’oro che sembra subire gli effetti dell’apprezzamento del biglietto verde).

Torna a perdere quota l’azionario italiano dopo un fragile tentativo di recupero e a fronte di mercati europei e statunitensi orientati al ribasso in un clima di risk off che ha incoraggiato beni rifugio come lo yen, il dollaro o il Bund tedesco (ma non l’oro che sembra subire gli effetti dell’apprezzamento del biglietto verde).
A Piazza Affari il* Ftse Mib* cede l’1,28%, il Ftse Italia All Share l’1,16%, il Ftse Italia Mid Cap lo 0,46% e il Ftse Italia Star lo 0,21 per cento.

Proseguono le tensioni tra Italia e Commissione Europea. Il governo nazionale ha minacciato un veto sul bilancio europeo. Il commissario europeo Guenther Oettinger *ha dichiarato che il mancato pagamento dei contributi nei tempi stabiliti sarebbe una violazione dei trattati che comporterrebbe penalità, ma il viceministro Luigi *Di Maio ha commentato: “Le considerazioni di Oettinger sono ancora più ipocrite perché non li avevamo sentiti su tutta la questione della Diciotti e adesso si fanno sentire solo perché hanno capito che non gli diamo più un euro”. I contrasti dell’Italia con l’Europa, che si incentrano sul tema dell’immigrazione ma sono capaci di allargarsi ad argomenti economici come i parametri di Maastricht o il bilancio europeo hanno coinvolto anche il presidente francese Emmanuel Macron *che, dopo le critiche del ministro Matteo *Salvini *e del premier ungherese Viktor Orban incontratisi ieri a Milano, ha affermato: “Non cederò di un passo ai nazionalisti e a coloro che propagandano un discorso di odio. Se hanno voluto vedere nella mia persona il loro oppositore principale, hanno ragione”. Le posizioni in Europa sono comunque assai articolate e la Germania, per bocca di Jorg *Kukies, viceministro all’Economia, ha affermato che la proposta di un budget europeo avanzata dallo stesso Macron non è una priorità, anzi: “Perché dovremmo indebolire l’Unione Europea insediando una struttura parallela?”, si è chiesto retoricamente Kukies, affermando che sarebbe utile dirigere le risorse del budget verso la stabilizzazione, la competitività e la convergenza. Difficile non vedere in questa posizione una crepa nel piano unico di riforma dell’Eurozona promosso da Germania e Francia soltanto a giugno.

A incoraggiare l’instabilità ha contribuito il capo negoziatore Ue al Brexit Michel *Barnier *che ha ribadito che bisogna essere pronti a qualunque evenienza, compresa quella di uno scenario senza accordo.
Sul fronte statunitense si attendono le valutazioni dei parlamentari sull’accordo commerciale con il Messico (il cui parlamento, come quello USA, ha l’ultima parola al riguardo). Proseguono le trattative con il Canada, ma continuano a intimorire i mercati gli attriti con la Cina.
Attesa *domani la revisione del rating di Fitch *sull’Italia: già in passato l’agenzia ha sottolinea i rischi economici dell’incertezza politica in Italia, ma gli osservatori ritengono improbabile un downgrade nell’immediato.

Nel pomeriggio tornano le vendite sul BTP italiano che stamane sembrava incoraggiato dalla buona domanda registrata dai titoli italiani quinquennali e decennali venduti all’asta. Il rendimento del BTP segna in chiusura un rialzo di 3 punti base al 3,20% mentre flette di 7 punti base lo yield del Bund tedesco che si riporta allo 0,35 per cento. Lo *spread *si allarga dunque a 285 punti base dopo ulteriori rialzi in corso di seduta.

Ciò contribuisce alle forti vendite sulle banche dopo la parziale rimonta di ieri. Ancora in pesante rosso il comparto del credito italiano con l’indice di settore* Ftse Italia Banche che cede l’1,72 per cento. *Unicredit *porta le perdite all’1,01% ma *Ubi Banca *cede il 2,57 per cento. *Intesa *segna un pesante ribasso del 2,36%, *Banco BPM *uno del 2,06% e *Bper *uno del 3,76 per cento. Vendite anche su *Banca Mediolanum *(-1,76%) e *Mediobanca *(-1,45%). *Banca MPS *perde un altro 2,98 per cento. L’agenzia di rating Moody’s ha ricordato in una nota che tra il giugno 2020 e il marzo 2021 le banche italiane dovranno ripagare 250 miliardi di euro di prestiti a basso costo ottenuti dal programma *TLTRO *della Banca centrale europea. Se per le grandi banche più redditizie come Unicredit e Intesa e il rifinanziamento di queste risorse non dovrebbe costituire un problema, per le più piccole banche italiane – afferma *Moody’s – il rinnovo dei finanziamenti potrebbe aggiungere pressioni ai margini.

*Atlantia *limita i danni a un -0,33%. Secondo La Stampa la controllata Autostrade per l’Italia avrebbe aperto al dialogo con *Fincantieri *(-0,54%) proposta dal vicepremier Luigi Di Maio come incaricata, con il sostegno di CDP, a ricostruire il ponte Morandi di Genova. Il governatore della Liguria Giovanni Toti ha aperto a questa possibilità dopo che l’architetto Renzo Piano ha donato alla città il progetto per un nuovo ponte: “Autostrade apre il cantiere e paga il conto, Fincantieri costruisce il ponte, se serve con altre primarie imprese necessarie per il loro know-how, Renzo Piano regala a Genova il disegno di un ponte bellissimo – ha affermato Toti – Per una volta possiamo farla semplice: senza polemiche, la città può riavere in fretta un’opera indispensabile, sicura e meravigliosa”. Non sfuggono agli osservatori però gli attriti politici che attorniano il caso e i dettagli sulla catena di responsabilità che ha portato al disastro, alla morte di 43 persone, allo sfollamento di un intero quartiere.

Le vendite colpiscono comunque un po’ tutti i settori a Milano con *Generali *che cede l’1,39% nonostante secondo Bloomberg abbia avviato negoziati per l’acquisto dell’asset manager francese Sycomore.

*Prysmian *recupera in chiusura il riferimento: ieri pomeriggio la società dei cavi ha comunicato di avere ottenuto in Francia contratti per la realizzazione di parchi eolici offshore da oltre 220 milioni di euro.

Accelerano ancora al rialzo i prezzi del greggio mentre si consolida l’uscita del petrolio iraniano dal mercato in vista della sanzioni Usa del prossimo novembre che sembrano avere avuto la meglio sulle posizioni dissenzienti dell’Europa. Contribuiscono ai recuperi anche i positivi dati sul calo delle scorte Usa pubblicati ieri dall’EIA, mentre rema contro il rialzo odierno del dollaro in un clima di risk off sui mercati azionari. A Piazza Affari *Eni *però non festeggia e lascia al mercato l’1,24% del proprio valore, nonostante l’annuncio di una nuova scoperta a gas nel deserto occidentale egiziano. Guadagna terreno invece *Saipem *(+0,84%) mentre *Tenaris *registra una seduta terribile con un calo del 5,59 per cento. Sul titolo della società di casa Rocca potrebbe pesare l’esclusione della Corea del Sud dai dazi su acciaio e alluminio che rimette in gioco pericolosi concorrenti nel mercato statunitense. Esclusa dai dazi anche l’Argentina che però mostra un situazione difficile a cui Tenaris è esposta: il presidente Mauricio Macri ha chiesto all’FMI di accelerare le pratiche per nuove linee di credito da 50 miliardi di dollari, ma la mossa ha spaventato i mercati e il peso argentino è in caduta libera sul dollaro. Male anche *Saras *(-1,07%).

*Telecom *continua a perdere quota e segna un ribasso del 2,97 per cento.

Fra i minori si evidenzia *Carige *(-1,08%): Raffaele Mincione ha ufficializzato un patto di sindacato con Gabriele Volpi e Aldo Spinelli che sosterrà la conferma dell’ad Paolo Fiorentino alla prossima assemblea chiave del 20 settembre. Il patto vincola il 15,2% circa del capitale e si contrappone al socio di riferimento del gruppo Vittorio Malacalza che controlla il 24% circa e ha ribadito la volontà di investire su Carige.

Forti vendite su *Astaldi *(-7,41%) in un’altra giornata difficile per la lira turca: fa parte del piano di risanamento del gruppo la cessione di un terzo del concessionario del terzo ponte sul Bosforo che Astaldi ha realizzato. Il Messaggero (e a conferma Reuters) riportano che la prossima settimana le banche creditrici dovrebbero prendere la decisione su una richiesta di nuove garanzie per il piano viste le difficoltà nella cessione dell’asset turco.

(GD – www.ftaonline.com)

fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

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