E’ solo l’inizio? Le risposte degli analisti
News / 30 settembre 2018

Piazza Affari ha subito il tracollo (o se si preferisce il ricatto) dei mercati che, di fronte ad una decisione che ha osato violare i paletti fissati dall’Europa ponendo un limite deficit/Pil al 2,4%, hanno preferito fuggire dall’Italia. Piazza Affari ha subito il tracollo (o se si preferisce il ricatto) dei mercati che, di fronte ad una decisione che ha osato violare i paletti fissati dall’Europa ponendo un limite deficit/Pil al 2,4%, hanno preferito fuggire dall’Italia. La politica  A peggiorare la situazione anche le parole de vicepremier Matteo Salvini che ieri, in piena tempesta finanziaria, ha tenuto a precisare che, a prescindere dall’ok di Bruxelles, il governo italiano continuerà, compatto, per la sua strada. Infatti, ha continuato Salvini, a differenza di quanto suggerito da più parti, il ministro dell’economia Giovanni Tria, da tutti visto come il rappresentante delle forze moderate, non è mai stato considerato in bilico. Anche se, a prescindere dalle dichiarazioni di rito, appare il primo ad aver perso il duello all’interno del governo. Un duello che ha messo a dura prova non solo la credibilità del ministro stesso ma anche, e soprattutto, quella dell’intera nazione, come hanno fatto notare ieri da Barclays. La view di Barclays Secondo gli…

Visco: “Non si può non ridurre il debito pubblico”
News / 30 settembre 2018

“Non si devono esprimere valutazioni, che sono tecniche e non politiche adesso, perché è troppo presto, non sappiamo abbastanza” ma la Banca d’italia ha già fatto presente che “in Italia c’è bisogno di favorire gli investimenti pubblici e privati, contenere e ridurre il debito dello Stato”, bisogna seguire “una traiettoria di riduzione del debito che non si può non avere”. È quanto ha affermato il governo della Banca d’Italia, Ignazio Visco, alla prima edizione del premio Marcello De Cecco. “Stiamo vedendo cosa viene disegnato nel prossimo futuro e non mancheremo di fare un’analisi istituzionale. Alcune valutazioni – ha ricordato il governatore – la Banca centrale le ha già espresse: per ogni decisione e misura vanno approfonditi i benefici finanziari ma anche gli effetti di medio e lungo termine”. “Non possiamo dare risposte autarchiche ai grandi cambiamenti mondiali, dobbiamo andare con gli altri, con scambio, dialogo e con una presenza istituzionale sui tavoli nei quali dibattiamo con la consapevolezza dei rapporti di forza”, ha proseguito. Il governatore ha evidenziato come di fronte ai grandi cambiamenti ci siano “risposte discontinue, confuse ed emotive”. Nel far presente che “sicuramente è importante la stabilita’ sociale”, Visco ha osservato che c’è anche il problema della stabilità finanziaria. “Forse…

La mala burocrazia costa alle pmi italiane 31 miliardi l’anno
News / 30 settembre 2018

Siamo soffocati da una mala burocrazia che sottrae ai piccoli imprenditori sempre più tempo e risorse per compilare un numero debordante di adempimenti, di certificati e per onorare una moltitudine di scadenze disseminate lungo tutti i 12 mesi: questa criticità costa al sistema delle Pmi italiane 31 miliardi di euro ogni anno. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha ripreso i dati dell’ultima rilevazione effettuata qualche anno fa dal Dipartimento della Funzione Pubblica – Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Una cifra spaventosa – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – in parte imputabile anche al cattivo funzionamento della macchina pubblica che ormai sta diventando la principale nemica di chi fa impresa. Sempre piu’ soffocate da timbri, carte e modulistica varia, questa Via Crucis quotidiana costa a ognuna di queste Pmi mediamente 7.000 euro all’anno”. Sulla stessa lunghezza d’onda il parere del segretario della Cgia, Renato Mason: “I tempi e i costi della burocrazia sono diventati una patologia che caratterizza negativamente il nostro Paese. Non è un caso che molti operatori stranieri non investano da noi proprio per l’eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico. Incomunicabilità, mancanza di trasparenza, incertezza giuridica e adempimenti troppo onerosi hanno generato un…

C’è una guerra dentro Google sul tema Cina. Cos’è il progetto Dragonfly
News / 30 settembre 2018

Da una parte chi vuole sfruttare l’enorme mercato cinese, a qualunque costo. Dall’altra chi non lo accetta, ma è destinato a soccombere. All’interno di Google c’è una guerra interna. La causa è “Dragonfly”, il progetto che vuole riportare il motore di ricerca in Cina, obbedendo ai vincoli della censura di Pechino. Le “decisioni non etiche” di Google Nella sede di Mountain View c’è un fronte della trasparenza. Soffocato però dai vertici, che vogliono far piegare il capo ai discoli per chinare il proprio davanti al partito comunista. Lo scenario è emerso da una lettera inviata alla Commissione per il commercio, la scienza e i trasporti del Senato Usa dall’ingegnere Jack Poulson, dimessosi il 31 agosto. La scelta di lasciare la compagnia sarebbe stata legata proprio alle “decisioni inspiegabili e non etiche dei vertici dell’azienda, culminate nel rifiuto di divulgare informazioni sul progetto Dragonfly”. Del quale dice di aver saputo solo il primo agosto dalla stampa. I due fronti di Mountain View Poulson afferma che i manager di punta “bloccheranno” ogni tipo di investigazione interna che porterebbe alla luce il progetto costruito su misura per la Cina. Nonostante la presenza di “discussioni interne”. Ci sarebbero infatti molti dipendenti scontenti, la cui voce…

Perché il rapporto deficit-Pil è così importante e quanto influiscono i decimali
News / 30 settembre 2018

Perché il rapporto deficit-Pil è così importante? E perché una percentuale piuttosto che un’altra ha quest’influenza sui mercati e sull’andamento dello spread? Ecco qualche indicazione per addentrarsi nell’intricato mondo delle cifre macroeconomiche. Cos’è il rapporto deficit-Pil Tecnicamente, il deficit significa disavanzo, cioè la differenza tra le entrate e le uscite nel caso in cui le uscite risultino superiori alle entrate (se fosse il contrario, parleremmo di avanzo). Il Pil è il Prodotto interno lordo, ossia la ricchezza prodotta di un Paese. Il 2,4% – risultato dell’intesa raggiunta all’interno del governo e base della prossima legge di bilancio – significa che se la ricchezza, ad esempio, equivale a 100 miliardi, le spese non possono superare i 102,4 miliardi. Quindi, il deficit è quella quota di spesa statale (costi della Pubblica Amministrazione, manovre fiscali) non coperta dalle entrate (tasse dirette e indirette, aumenti della pressione fiscale) e viene messo in relazione al Pil per capire lo stato di salute delle finanze pubbliche. In altri termini, la percentuale indica la capacità di produrre ricchezza del Paese e al tempo stesso di ripagare il debito che si accumula. Aumentare tale percentuale è decisivo perché determina quanto lo Stato riuscirà a spendere: significa cioè che…

Piazza Affari e BTP forte ribasso: investitori spaventati da manovra gialloverde. FTSE MIB -3,72%
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Piazza Affari e BTP forte ribasso: investitori spaventati da manovra gialloverde. Piazza Affari e BTP forte ribasso: investitori spaventati da manovra gialloverde. FTSE MIB -3,72%. Mercati azionari europei negativi. Wall Street in verde: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,1%, Nasdaq Composite +0,2%, Dow Jones Industrial +0,2%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -3,72%, il FTSE Italia All-Share a -3,51%, il FTSE Italia Mid Cap a -2,20%, il FTSE Italia STAR a -1,74%. *Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la lettura finale dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi (Univ. Michigan) *del mese di settembre si è attestata a 100,1 punti dai 96,2 punti della lettura di agosto, risultando però inferiore al consensus e alla stima preliminare rispettivamente pari a 100,5 punti e a 100,8 punti. Negli Stati Uniti l’Indice PMI Chicago (attivita’ manifatturiera) nel mese di settembre e’ sceso a 60,4 punti da 63,6 punti di agosto risultando inferiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 62,3 punti. Negli USA ad agosto l’indice principale PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) e’ risultato in crescita dello 0,1% su base mensile, inferiore alle attese pari al…

Biesse in deciso rialzo venerdi’
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Biesse in deciso rialzo venerdi’. Biesse in deciso rialzo venerdi’. Biesse, societa’ attiva nel settore delle macchine per la lavorazione del legno e di altri materiali, ha messo a segno venerdi’ un deciso rialzo che ha permesso il raggiungimento di massimi intraday a 32,16 euro a fronte di una chiusura il 27 settembre a 30,04 euro. Le quotazioni si sono poi stabilizzate a fine giornata in area 30,75 euro. Biesse ha dato notizia a inizio settembre di volere rimandare a data da destinarsi la quotazione della controllata Hsd, che produce e commercializza elettromandrini e altri componenti per macchine che lavorano legno e metallo, una notizia accolta a suo tempo favorevolmente dai mercati. Il veloce rimbalzo visto venerdi’ segue il test il 27 settembre a 29,76 euro del 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di agosto, una percentuale di ritorno che permette di valutare per il momento la flessione delle ultime sedute come un fenomeno soltanto correttivo, quindi temporaneo. Se il titolo trovera’ la forza per superare la media mobile esponenziale a 50 giorni, passante a 32,10 circa (ostacolo contro il quale hanno sbattuto invano i massimi del 20 e 21 settembre), sara’ possibile immaginare un proseguimento del rimbalzo con…

Se per gli analisti STM è da comprare, perchè scende?
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Stm continua ad essere oggetto di promozioni da parte degli analisti che ritoccano i target oltre i 25 euro, ma intanto il titolo non consolida neanche 16 euro: occorre distinguere tra esigenze di breve termine e visioni di lungo periodo. Analizzando il recente andamento delle quotazioni di Stm emergono alcuni aspetti operativi su cui è utile fare chiarezza. La differente prospettiva temporale applicata da una parte dai trader in cerca di rendimenti nel breve termine, contrasta con le metodologie applicate dai broker che ultimamente hanno rilasciato target price molto alti, in aperta contrapposizione con la tendenza discendente assunta dal titolo. Ad esempio Equita sim ha indicato un prezzo obiettivo a 27 euro, giustificato dal promettente sviluppo di nuove tecnologie che dovrebbero aumentare i ricavi nel futuro. Infatti la società ha recentemente sviluppato accordi di partnership con altre realtà aziendali nello sviluppo in tecnologie per applicazioni ad alta efficienza e ad alta potenza quali caricatori a bordo di auto per veicoli ibridi ed elettrici e soluzioni di ricarica wireless. Dal punto di vista dell‘analisi grafica invece i prezzi da circa due mesi non hanno mai smesso di scendere,  percorrendo un canale ribassista formato dai ritracciamenti di 20.80, 19.25 e 17.90 euro….

Stiamo facendo la storia
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Per Wall Street si conclude un nuovo trimestre all’insegna del rialzo. Per Wall Street si conclude un nuovo trimestre all’insegna del rialzo. Altro che “Sell in May and go away”: una prescrizione peraltro sciagurata, dal momento che questa strategia – vendere alla fine di aprile, e ricomprare alla fine di settembre – si sarebbe rivelata perdente in ben 6 degli ultimi 7 anni. Tornando all’oggetto, questo trimestre risulta l’undicesimo positivo, negli ultimi 12. Stona il primo quarto di quest’anno, risultato negativo per un’inezia: poco più dell’un percento. Viene spontaneo chiedersi se questa eccezionale sequenza abbia riscontri nel passato. La risposta è positiva: dal Dopoguerra in poi si registrano soltanto due precedenti. Un terzo episodio risale alla fine degli anni Venti; ma allora era ben diversa sia l’economia, prevalentemente rurale negli Stati Uniti, sia il mercato azionario: che apriva i battenti persino il sabato. Certo, due precedenti sono nulla, per discutere di prospettive future. Ma è suggestivo rilevare come il primo episodio risalga a metà anni Sessanta, quando gli Stati Uniti vedevano il tasso di disoccupazione scendere ai medesimi livelli correnti, e l’inflazione avviare un’ascesa che sarebbe diventata esplosiva di lì a breve; mentre la seconda circostanza riscontrata risalga al 1997:…

Ftse MIB e banche: fuori da crollo. STM: nuovo segnale lunedì?
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Mercato pesantissimo oggi per effetto delle news dal fronte politico. Mercato pesantissimo oggi per effetto delle news dal fronte politico. Aperture in gap down e bancari-finanziari in fortissimo ribasso. La cosa non ci coinvolge in quanto avevamo chiuso nei giorni scorsi tutte le posizioni long e lo stesso ciclo rialzista del 12 settembre sull’Indicatore ShoTrading FIB si era chiuso ieri mattina (vedi articolo del 27/09: “Indicatore FIB: chiuso ciclo del 12 settembre”). I movimenti di oggi portano alta volatilità di brevissimo con ranges di oscillazione molto ampi sui conteggi ciclici. In parole povere ciò significa che continuiamo ad attendere senza alcuna fretta. Attendiamo almeno fino al pomeriggio di lunedì rimanendo a guardare. Dopo di che vedremo se ci saranno le condizioni per nuovi segnali nei primi giorni della settimana prossima. I ranges di oscillazione sono molto ampi soprattutto sui soliti titoli bancari che seguiamo (UNICREDIT, INTESA SANPAOLO, BANCO BPM). Su questi bisognerà aspettare qualche giorno perché si “stabilizzi” la situazione sui rispettivi conteggi ciclici. Più vicino un nuovo segnale di rientro su STM, titolo tra quelli che che risentono minimamente della situazione generale di oggi. Su questo potremmo avere un segnale short già lunedì. Sul resto forse ci sarà da…