Dax, mercato in attesa di spunti
Finanza/Economia / 1 settembre 2018

Il grafico ad elementi mensili dell’indice Dax mostra chiaramente come i mesi di luglio e di agosto si siano sviluppati rimanendo all’interno dell’intervallo gia’ stabilito dalle quotazioni a giugno. Il grafico ad elementi mensili dell’indice Dax mostra chiaramente come i mesi di luglio e di agosto si siano sviluppati rimanendo all’interno dell’intervallo gia’ stabilito dalle quotazioni a giugno. In altre parole il mercato e’ da due mesi in attesa di spunti abbastanza rilevanti da fargli abbandonare il porto sicuro del mese di giugno per intraprendere in autonomia una nuova direzione. I limiti del mese di giugno, supporto a 12104 punti e resistenza a 13170, sono quindi il primo elemento da tenere in considerazione per cercare di capire se il mercato intende intraprendere un nuovo percorso. La violazione di area 12100 comporterebbe anche il taglio al ribasso della linea di tendenza che sale dai minimi di febbraio 2016 e della media mobile esponenziale a 100 settimane, un segnale di debolezza che potrebbe condizionare negativamente anche il destino a medio termine dell’indice. Obiettivi del ribasso a 11148, 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di inizio 2016. Solo oltre 12900 atteso invece il test del limite dei 13170 punti, ultimo ostacolo a…

Borsa Italiana in rosso, vendite diffuse e spread in rialzo
Finanza/Economia / 1 settembre 2018

Borsa Italiana chiude l’ultima seduta di questa ottava con forti perdite nel contesto di mercati azionari orientati al ribasso dai rinnovati timori di una guerra commerciale globale. Borsa Italiana chiude l’ultima seduta di questa ottava con forti perdite nel contesto di mercati azionari orientati al ribasso dai rinnovati timori di una guerra commerciale globale. A Piazza Affari il *Ftse Mib *cede l’1,10%, il Ftse Italia All Share l’1,02%, il Ftse Mid Cap lo 0,44% e il Ftse Italia Star lo 0,53 per cento. Secondo Bloomberg, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intende avviare il piano di nuovi dazi su 200 miliardi di dollari di merci d’importazione cinese non appena terminerà (la prossima settimana) il periodo di consultazione pubblica. Le pressioni protezionistiche di Trump si allargano alle quattro ruote europee che potrebbero registrare nuovi dazi ai quali Bruxelles ha detto di essere pronta a rispondere. Oggi è attesa la revisione del rating di Fitch sull’Italia. Il commissario agli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici ha chiesto al Bel Paese la conferma dell’impegno nel risanamento del debito con uno sforzo strutturale corposo quantificabile nello 0,6% del Pil. Secondo Moscovici: “Un disavanzo superiore al 3% del Pil provocherebbe difficoltà che non voglio…

Acotel: Andrea Severini nuovo CFO
Finanza/Economia / 1 settembre 2018

Acotel Group S. Acotel Group S.p.A. rende noto che il Dottor Andrea Severini è il nuovo Chief Financial Officer in sostituzione del Dottor Luca De Rita che lascia in data odierna la Società per intraprendere una nuova esperienza professionale. Dal 2007 il Dottor Andrea Severini ha ricoperto ruoli manageriali di alto livello (Amministratore Delegato, Consigliere di Amministrazione, Presidente, CFO) in Aziende PMI operative nei settori Entertainment, Fashion, ed Elettronica, ricoprendo anche l’incarico di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili per la società Rainbow Spa, creatrice del cartone animato Winx Club. Ha iniziato la sua carriera nel settore bancario dove ha ricoperto vari ruoli. È stato inoltre professore di finanza aziendale presso l’Università Politecnica delle Marche, università dove si è laureato in Ingegneria Elettronica. La Società ringrazia il Dottor De Rita per la proficua attività professionale prestata nei quasi 18 anni di permanenza nel ruolo di Chief Financial Officer e di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari. In conformità a quanto richiesto dalle Istruzioni al Regolamento dei Mercati di Borsa Italiana, si informa che, sulla base delle informazioni a disposizione della Società, né il Dottor Severini, né il Dottor De Rita detengono partecipazioni azionarie in Acotel Group SpA…

Tenaris bloccata tra scenari di crisi e mercati in ripresa
Finanza/Economia / 1 settembre 2018

Tenaris subisce l’effetto contrastante della nuova crisi economica che si sta aggravando in Argentina e le ottime notizie sulle attività estrattive in nord America, entrambi per ragioni diverse mercati di riferimento della società: il potenziale latente del titolo riuscirà a manifestarsi nel breve termine? Segnali contrastanti provengono dai due mercati di riferimento di Tenaris, il nord-americano e l’argentino con quest’ultimo alle prese con una nuova grave crisi valutaria, mentre in Usa le attività estrattive subiranno un nuovo incremento. Non a caso di recente gli analisti di Mediobanca Securities hanno confermano la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 19.50, con un potenziale incremento del valore di oltre il 30% rispetto ai prezzi attuali. Tale valutazione appare giustificata dalla crescita degli impianti petroliferi e dall’attività estrattiva negli Usa che dovrebbero fare lievitare i ricavi di Tenaris nel prossimo biennio. Dal punto di vista dell’analisi grafica il “timing”per effettuare ricoperture sul titolo sfortunatamente non è dei migliori, in quanto i prezzi hanno imboccato una china discendente che, sebbene non abbia ribaltato il trend rialzista di lungo periodo, ne ha comunque fortemente condizionato quello di breve termine. Dai massimi relativi di metà maggio scorso i prezzi hanno infatti perso circa il 17% e…

Trading mordi e fuggi: Unicredit e STM
Finanza/Economia / 1 settembre 2018

Trading long/short Azioni Ftse MIB: nel Trading System ShoTrading siamo short su UNICREDIT (UCG) dallo scorso 23 agosto. Trading long/short Azioni Ftse MIB: nel Trading System ShoTrading siamo short su UNICREDIT (UCG) dallo scorso 23 agosto. Trattandosi di operatività veloce da “mordi e fuggi” di pochi giorni, abbiamo già fissato un target di presa profitto al 5 % dal prezzo al quale scattava il segnale short (13.036 €). Il target si avvicina oggi (31 agosto) mentre le quotazioni di UNICREDIT si stanno muovendo in area 12,50 €. Nel contempo, nel caso non toccasse il vicino target e rimbalzasse, abbiamo già fissato un livello di stop a protezione che è più basso di area 12,88 € (detaggli operativi riservati Area Trading). Siamo invece long su STMICROELECTRONICS (STM) dal segnale di acquisto del 24 agosto. Qui non abbiamo ancora fissato un target, ma solo uno stop che al momento protegge almeno il pari su questa operazione. Stop che nel primo pomeriggio di oggi, 31 agosto, probabilmente alzeremo leggermente in area 17,50 €. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Il bivio dei 20.000
Finanza/Economia / 1 settembre 2018

Piazza Affari nuovamente in tensione con lo spread tornato pericolosamente non lontano dai 300 punti. Piazza Affari nuovamente in tensione con lo spread tornato pericolosamente non lontano dai 300 punti; si rimane comunque ancora sopra la soglia dei 20.000 di FtseMib, considerato ormai il vero spartiacque per il trend di medio-lungo periodo. Nulla è ancora compromesso, ma già dalla prossima settimana  servirà una reazione per allontanare lo spettro di una nuova crisi finanziaria nel nostro paese.  Si rimane dell’idea che i prezzi di queste ultime settimane siano fortemente attraenti in ottica di investimento, tuttavia massima attenzione deve essere posta per chi opera sul breve periodo. Dato l’elevato ipervenduto su molti titoli, si ritiene comunque probabile un rimbalzo a breve verso l’area 20.800, tuttavia per raggiungere la prima vera resistenza a 21.450 ci vorrà una discesa dello spread verso quota 250, utile per far tornare gli acquisti sui bancari, decisamente penalizzati in questa fase.   Negatività con una chiusura sotto 20.400, tuttavia si crede che solo l’abbandono dei 20.000 punti potrà alimentare vendite “caotiche” con primo target quota 19.250 dell’indice. Confidando comunque in una tenuta, si consiglia di mantenere le posizioni rialziste di medio periodo; per la parte di breve si mantiene…

I fondi hedge si disimpegnano da Wall Street
Finanza/Economia / 1 settembre 2018

Un altro mattone nel muro ribassista sarà collocato a Piazza Affari questa sera: quando, con ogni probabilità, gli indici chiuderanno sotto il long stop mensile. Un altro mattone nel muro ribassista sarà collocato a Piazza Affari questa sera: quando, con ogni probabilità, gli indici chiuderanno sotto il long stop mensile. In questo anno non poco impegnativo, è stata collezionata tutta una serie di segnali bearish sul nostro mercato: una laboriosa distribuzione è culminata con la formazione di inversione di maggio, seguita dalla violazione del long stop settimanale (25/05) e ora mensile; passando per l’abbattimento della media mobile di lungo periodo sull’indice Comit, la violazione della media mobile a 200 giorni, i nuovi minimi di Advance-Decline Line, gli estremi di forza relativa denunciati in primavera, e via dicendo. La perdita eventuale dei 22500 punti sull’indice All Share Italia chiuderà un ulteriore capitolo – cedimento della media mobile a 200 settimane – e indurrà nei prossimi giorni a calcolare nuovi target di questo bear market. Nell’Outlook semestrale abbiamo dedicato un ampio capitolo all’Italia, alle sue prospettive e alle condizioni in presenza delle quali il disimpegno degli investitori dal reddito fisso, cagionerebbe danni irreparabili al già fragile sistema bancario e a ruota a…

Brexit, conto alla rovescia: le date chiave e gli scenari possibili
News / 1 settembre 2018

Mancano soltanto sette mesi e scatterà la deadline. Ue e Londra hanno tempo fino al 29 marzo 2019 per trovare un accordo sulla Brexit ed è auspicabile che trovino un’intesa qualche mese prima di quella data, per poter dare tempo ai singoli parlamenti europei di ratificare il testo. I negoziati sono in una fase di stallo e i due blocchi si stanno preparando al peggio, ossia a uno scenario di no-deal. Se i colloqui dovessero fallire sarebbero guai per molte imprese che operano nel Regno Unito e in Europa, che incontrerebbero ostacoli burocratici non da poco. Alcune banche, poi, hanno già iniziato a fare le valige. In gioco c’è la libera circolazione non solo delle merci, ma anche delle persone. Come soottolinea Simon Derrick, Chief Currency Strategist di BNY Mellon, il governo May si trova davanti a un bivio: o accetta di firmare un accordo e fare concessioni su tre questioni chiavi del divorzio (tra cui il confine irlandese) oppure abbandona il tavolo dei negoziati. A quel punto il Parlamento britannico si potrà esprime e decidere se accettare o meno quanto stabilito dal governo o meglio quanto è riuscito a negoziare con Bruxelles. Se da un lato una Brexit soft…

Deficit e Pil: continua il braccio di ferro nel governo sul tetto del 3%
News / 1 settembre 2018

Continua il braccio di ferro all’interno del governo sulla possibilità o meno di sforare il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil.  Una possibilità che finora è stata esclusa dal Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che in più di un’occasione ha fatto capire che il vincolo europeo “non si viola, si può solo criticare”. Dichiarazioni contraddette oggi da un altro esponente del governo,  il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, che in riferimento ai vincoli di bilancio imposti dalle regole Ue ha detto: “Sforare il 3%? Se è necessario per mettere in sicurezza il Paese, anche sì. Credo che sia interesse anche dell’Europa. Quello che è certo – ha detto in un altro passaggio – è che non siamo assolutamente soddisfatti di come sta andando l’economia, abbiamo ambizione, qualcuno dirà la temerarietà, di portare l’Italia a un tasso di sviluppo sopra il 2-3%. Soltanto con lo sviluppo dell’economia si può affrontare il rilancio dello Stato”. Giorgetti, esponente della Lega Nord, ha poi aggiunto: “L’Italia deve dimostrare di essere uno Stato serio, deve dimostrare fermezza, uno Stato deve avere dei confini. Se dimostri fermezza chiudi il tema degli arrivi, se chiudi gli arrivi poi puoi discutere dei migranti che ci sono qui, rimpatriare quelli che non hanno diritto…

Spread mai così alto dal 2013: paura per agenzie di rating ed emergenti
News / 1 settembre 2018

La carta italiana è sotto pressione sul mercato secondario. Lo Spread italiano continua a scambiare intorno a livelli record: il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali ha toccato giovedì 30 agosto i livelli più alti in oltre cinque anni e oggi scambia sopra i 290 punti base (vedi grafico in fondo). Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha tentato di placare il nervosismo, dicendo che nella prossima manovra finanziaria punta a un rapporto tra deficit e Pil sopra l’1,5% senza sforare il tetto Ue, un livello molto inferiore a quello temuto dagli investitori. Il problema è capire come il governo intende arrivare a quella cifra viste le tante misure in deficit allo studio, tra cui flat tax, reddito di cittadinanza e riforma della legge Fornero. Senza contare il tentativo (costoso) di impedire un aumento automatico dell’IVA nel 2019. A influire negativamente sono la tempesta che si è abbattuta sulle valute dei mercati emergenti e la paura per un giudizio negativo delle agenzie di rating. C’è grande trepidazione in vista della proposta di legge di bilancio di fine settembre, che potrebbe mostrare un’espansione fiscale superiore a quella prevista dalla legislazione vigente. I tassi dei Btp a cinque e due anni…