Piazza Affari in rialzo, bene i bancari. FTSE MIB +0,62%
Finanza/Economia / 4 settembre 2018

Piazza Affari in rialzo, bene i bancari. Piazza Affari in rialzo, bene i bancari. FTSE MIB +0,62%. Mercati azionari europei contrastati. Wall Street oggi è rimasta chiusa per festività (Labor Day). A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,62%, il FTSE Italia All-Share a +0,63%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,66%, il FTSE Italia STAR a +0,65%. Secondo due fonti governative citate da Reuters, il Ministro dell’Economia Giovanni Tria punta a tenere il rapporto deficit/PIL 2019 sotto il 2% (1,8-1,9 per cento). Tria, per raggiungere l’obiettivo, dovrà aver ragione delle istanze di entrambi i partiti di governo, Lega e M5S. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, l’indice finale Markit PMI manifatturiero dell’eurozona di agosto è diminuito a 54,6 punti dai 55,1 di luglio, risultando pari alla lettura flash. Si tratta della lettura più bassa da novembre 2016. In Italia l’indice e’ sceso a 50,1 punti dai 53,3 punti di luglio (consensus 51,2 punti). Bancari in recupero nel finale grazie alle indiscrezioni di Reuters sulle intenzioni del Ministro dell’Economia Giovanni Tria, ma senza raggiungere i massimi toccati intorno alle 13. Ricordiamo la decisione venerdì di Fitch di peggiorare l’outlook del rating (confermato a BBB) sul debito di…

Enel ancora in calo. UBS è bullish, ma taglia il target price
Finanza/Economia / 4 settembre 2018

Il titolo ha perso terreno per la terza giornata di seguito, finendo oggi sotto i riflettori della banca elvetica. Nuova seduta in calo per Enel che oggi non è riuscito ad approfittare del rimbalzo messo a segno da Piazza Affari, scendendo per la terza sessione consecutiva. Il titolo, dopo aver ceduto oltre un punto percentuale venerdì scorso, oggi ha terminato le contrattazioni a 4,243 euro, con un calo dello 0,4% e oltre 21 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 27 milioni di pezzi. Oggi Enel è finito sotto la lente di UBS, i cui analisti hanno mantenuto invariata la strategia bullish, con una raccomandazione ferma a “buy”, tagliando però il prezzo obiettivo da 6,15 a 5,65 euro. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Telecom rimbalza dopo gli ultimi cali. Equita resta buy
Finanza/Economia / 4 settembre 2018

Il titolo ha risalito la china dopo quattro sedute consecutive in deciso ribasso. Focus su intervista al CEO di Open Fiber. Avvio di settimana in progresso per Telecom Italia che, dopo ben quattro sedute consecutive in flessione, è riuscito a trovare gli spunti per risalire la china. Il titolo, che oggi ha performato meglio dell’indice di riferimento, si è fermato a 0,555 euro, con un rialzo dell’1,09% de oltre 73 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 85 milioni. Gli analisti di Equita SIM oggi si sono soffermati oggi sull’intervista rilasciata a Corriere Economia dal CEO di Open Fiber, Elisabetta Ripa. Gli esperti segnalano che i target finanziari indicati dall`articolo reiterano quelli del piano industriale: obiettivo di copertura di 19 milioni di case tra aree nere e bianche al 2023, sostenuti da 6,5 miliardi di euro di capex, di cui 3,5 miliardi di euro finanziati dal recente project financing, 1 miliardo dai soci e 2 miliardi dal cashflow operativo. Da segnalare l’interesse per le frequenze 26-28 GHz per la copertura delle aree rurali, i 430 cantieri attualmente aperti, con obiettivo 1000 per fine anno, le problematiche principali legate ai processi autorizzativi/burocrazia e…

STM debole, malgrado atteso consolidamento nel settore dei chip
Finanza/Economia / 4 settembre 2018

Il titolo non ha beneficiato delle indicazioni arrivate dalla stampa giapponese relative alle intenzioni di Renesas. La view di Equita. Anche la seduta non ha riservato sorprese di rilievo per STM che, dopo aver archiviato la giornata di venerdì scorso a ridosso della parità, anche oggi non ha fatto registrare variazioni di rilievo. Il titolo ha terminato gli scambi a 17,715 euro, in frazionale rialzo dello 0,11%, con oltre 1 milione di azioni trattate, ben lontane dalla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 3,3 milioni di pezzi. Il titolo non ha beneficiato delle indicazioni di stampa, riportate in particolare da Nikkei Asian news, secondo cui la società giapponese Renesas, leader nella produzoine di semiconduttori per il settore auto, starebbe valutando l`acquisizione dell’americana Integrated Device Technology per 6 miliardi di dollari. L`acquisizione della società statunitense, che deriva circa il 70% del fatturato dalla vendita di chips per il settore data center e comunicazioni, permetterebbe a Renesas di diversificare il fatturato ed al tempo stesso di potenziare il segmento adas. Gli analisti di Equita SIM segnalano che i multipli impliciti a 6 miliardi di dollari sarebbero circa 20 volte l’enterprise value/ebit 2019 e 25 volte il rapporto prezzo-utile 2019,…

Prima Industrie accelera dopo intervista presidente Carbonato
Finanza/Economia / 4 settembre 2018

Prima Industrie (+7,3% a 34,75 euro) in forte rialzo. Prima Industrie (+7,3% a 34,75 euro) in forte rialzo. Il presidente Gianfranco Carbonato ha rilasciato un’intervista definita rassicurante dagli analisti di Mediobanca (neutral, target 36 euro). Il manager ha offerto un aggiornamento strategico, confermando la priorità assegnata a M&A e Cina. (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

La vitalità ostentata in primavera da Piazza Affari era sospetta
Finanza/Economia / 4 settembre 2018

La vitalità ostentata in primavera da Piazza Affari era sospetta. La vitalità ostentata in primavera da Piazza Affari era sospetta. Dopo la fine del primo quadrimestre, l’indice MIB aveva maturato una extra-performance superiore ai 5 punti percentuali, dall’inizio dell’anno, rispetto all’Eurostoxx. In questa sede rilevammo come simili exploit fossero piuttosto rari: soltanto otto precedenti, dal 1987 fino ad allora; con la borsa italiana che in precedenza, dopo ulteriori quattro mesi, ha perso terreno nel 75% dei casi. La debacle della borsa italiana parte da lì: lo sciopero dei creditori, che sta comportando un drammatico aumento dei costi di finanziamento del debito pubblico, costituisce un mero catalizzatore del bear market; non la causa. Un fattore che casomai spiega soltanto l’intensità del ribasso: la scorsa ottava l’All Share Italia è scivolato sotto la media mobile a 200 settimane, raggiungendo i livelli più bassi da aprile 2017. La netta sensazione è che non sia finita qui: nel Rapporto Giornaliero di domani esamineremo i target verso il basso. Anche le borse europee non forniscono segnali granché esaltanti. L’Eurostoxx50 si colloca anch’esso sui medesimi livelli della primavera dello scorso anno. Nessun progresso in un anno e mezzo. Il più rilevante – dal punto di vista…

Liberismo, teoria economica dell’Occidente
News / 4 settembre 2018

Il liberismo, basato sulla libertà economica si è imposta come filosofia economica universale. Oggi, l’avanzata dei Paesi dell’est mette in crisi tutto questo proponendo altre ricette ma che sfruttano le basi liberiste. Il problema è che si sfocia in forme ibride in cui predomina l’intervento Statale senza regole a discapito del singolo, come ad esempio avviene nel comunismo, nel protezionismo, nel sovranismo o nel nazionalismo. Le crisi economiche hanno dato il là a queste teorie economiche. Il Venezuela ha adottato tra i primi queste forme di sovranismo. In Italia Lega e Movimento 5 Stelle dopo le recenti elezioni, stanno per certi versi inseguendo il sogno sovranista. Ma l’Italia non ha mai avuto un mercato interamente liberista visto il controllo del Ministero su molte attività, molte oggi privatizzate. Ci sono state sempre poche grandi imprese come la Fiat di Agnelli ed una galassia di piccole medie imprese che non fanno notizia come le grandi. Molto diverso il modello USA, orientato al liberismo, salvato dagli interventi delle Banche centrali per certi versi in un’ottica molto keynesiana. Viste le crisi e viste le difficoltà dell’una o dell’altra filosofia, è riduttivo dare un’impronta piuttosto che l’altra ad uno Stato, in quanto l’una ha bisogna dell’altra da usare in maniera controllata….

Pensioni, vivremo fino a 100 anni ma non potremo permettercelo
News / 4 settembre 2018

Il sistema pensionistico di alcuni Paesi sviluppati andrà incontro a un inesorabile squilibrio fra il risparmio e le prestazioni pensionistiche ricevute nel corso della vita. Il fenomeno è stato analizzato in uno studio compiuto dal World Economic Forum dal titolo rivelatore: “Vivremo fino a 100 anni, possiamo permettercelo?”. Se gli attuali sistemi pensionistici non venissero riformati, il gap fra risparmi destinati alla previdenza e le “aspettative medie di reddito pensionistico annuo adattare alle aspettative di vita” raggiungerebbe un incremento annuo del 5% da qui al 2050 fino a raggiungere (per i Paesi esaminati dallo studio) una quota di 400mila miliardi di dollari. Una parte dello squilibrio dei sistemi pensionistici (oggetto dello studio sono, in particolare, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Giappone, Cina, India e Paesi Bassi), si spiega con le crescenti aspettative di vita che accompagneranno molti Paesi avanzati: in Italia, ad esempio, il 50% dei nati nel 2007 vivranno 104 anni, secondi per longevità solo agli omologhi giapponesi. Un secondo aspetto che potrebbe gravare sul deficit fra risparmio e pensione è il livello decrescente dei ritorni a lungo termine degli investimenti: “si prevede che le azioni performeranno il 5% in meno rispetto alle medie storiche” mentre per i bond i…

I guai delle banche europee nei mercati emergenti
News / 4 settembre 2018

L’esposizione delle banche spagnole in Turchia supera, con i suoi 82 miliardi di dollari nel primo trimestre 2018, la somma degli investimenti bancari dei successivi tre Paesi: Francia, Usa e Regno Unito. Di questi 82 miliardi di crediti, prevalentemente erogati al settore privato non bancario, circa il 43% sono denominati in valuta estera che carica sulle spalle debitori il peso della massiccia svalutazione della lira turca. I dati sono stati pubblicati dalla Bank of international settlements.   L’esposizione della Spagna in Turchia è aumentata considerevolmente in seguito all’acquisizione da parte di BBVA del 49,85% della Turkiye Garanti Bankasi, avviata in più tranches a partire dal 2010. Le azioni BBVA, dal 31 luglio al 3 settembre hanno ceduto quasi il 15% del loro valore, mentre la lira turca è sprofondata del 23,5% nello stesso periodo.   Le attività delle banche spagnole nei mercati emergenti in crisi, però, non finiscono qui: l’esposizione è consistente, infatti, anche verso l’Argentina, l’altro Paese la cui moneta è maggiormente crollata quest’anno (se si esclude il Venezuela). Sempre secondo i dati Bis relativi al primo trimestre, l’esposizione verso Buenos Aires arriva a 28 miliardi di dollari, di cui il 22% denominati in valuta estera. Si tratta di una…

Perché in borsa l’EGO gioca un brutto scherzo
News / 4 settembre 2018

Perchè in borsa l’ EGO gioca un brutto scherzo… Quando ero agli albori del mio studio della borsa e del trading i miei mentori mi dicevano sempre: “In borsa il peggior nemico di noi stessi siamo noi stessi!”. ed il motivo di questo era il fatto che le persone vanno in borsa non per imparare un mestiere o per fare soldi ma per gonfiare il proprio EGO. All’inizio mi dicevo “Si può essere ma non è il mio caso!!”. Quando poi mi trovavo a mercato che dovevo chiudere una posizione in loss perchè lo stop della mia strategia lo prevedeva non lo facevo, il motivo di ciò era il fatto che inconsciamente volevo a tutti costi battere il mercato non fare soldi. Se avessi chiuso per poi riaprire come è normale che fosse, avendo rispettato la strategia, avrei portato a casa i risultati invece portavo a casa dei loss. Per me digerire questo insegnamento è stata dura, ti devi rendere conto di questo e superarlo per riuscire a fare soldi in questo mestiere. Partecipa al nostro percorso formativo gratuito con una strategia in regalo, applicabile fin da subito. CLICCA QUI PER ACCEDERE: https://goo.gl/TB3j3V Battleplan Ventennale FTSEMIB La tendenza dell’ultimo ciclo…