ENI chiude nuovamente in rialzo e snobba Morgan Stanley
Finanza/Economia / 6 settembre 2018

Il titolo si è apprezzato per la terza seduta di fila, ignorando le indicazioni negative della banca americana. Tra le blue chips che oggi hanno chiuso gli scambi in controtendenza rispetto al mercato troviamo ENI che ha guadagnato terreno per la terza seduta consecutiva. Il titolo si è fermato a 16,014 euro, con un progresso dello 0,34% e circa 19 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 9,5 milioni di pezzi. ENI non ha risentito delle indicazioni arrivate da Morgan Stanley, i cui analisti hanno ribadito la raccomandazione “underweight” sul titolo, con un prezzo obiettivo ridotto da 17,5 a 16,7 euro. La view negativa della banca americana è da ricondurre al fatto che secondo quest’ultima il rendimento del dividendo di ENI è solo nella media del settore, senza dimenticare il rischio specifico Italia. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Telecom Italia, allarme di Vivendi sulla gestione di Elliott
Finanza/Economia / 6 settembre 2018

In una nota odierna Vivendi si dice profondamente preoccupata per la “disastrosa” gestione di Telecom Italia da quando Elliott ha preso il controllo del cda dopo l’assemblea del 4 maggio 2018. In una nota odierna Vivendi si dice profondamente preoccupata per la “disastrosa” gestione di Telecom Italia da quando Elliott ha preso il controllo del cda dopo l’assemblea del 4 maggio 2018. La performance dell’azione è drammatica – afferma il socio francese di TIM – il valore del titolo ha perso il 35% circa dallo scorso 4 maggio ed è sui minimi degli ultimi cinque anni da quando, lo scorso 9 aprile, Elliot ha promesso di raddoppiarne il valore in due anni. Il nuovo consiglio è fallimentare – aggiunge Vivendi – la diffusione di indiscrezioni (comprese quelle sull’uscita dell’amministratore delegato) sta generando delle disfunzioni dannose per il regolare svolgimento delle operazioni e i risultati di Telecom Italia. Vivendi, il primo socio di Telecom Italia con il 24% del capitale, resta però convinta del significativo potenziale di sviluppo della società. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Unicredit ancora in rialzo. Bca IMI conferma il buy
Finanza/Economia / 6 settembre 2018

Il titolo ha guadagnato terreno per la terza seduta consecutiva, sostenuto anche dalla view bullish degli analisti. Anche la seduta odierna si è conclusa in positivo per Unicredit che ha guadagnato terreno per la terza giornata consecutiva. Il titolo, dopo il rally di circa il 4% messo a segno ieri, si è spinto in avanti oggi, ma in maniera più cauta. Unicredit si è fermato a 13,23 euro, con un progresso dell’1,77% e oltre 26 milioni di azioni transitate sul mercato a fine seduta, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 16 milioni di pezzi. Unicredit ha beneficiato dell’andamento positivo dell’intero settore bancario, ma anche delle indicazioni bullish arrivate da Banca IMI. Gli analisti di quest’ultima hanno ribadito la raccomandazione “buy” sul titolo, con un prezzo obiettivo a 18 euro. Relativamente ad un possibile deal con Societè Generale, Banca IMI crede che lo stesso potrebbe dare vita a sinergie in varie aree, ma non sono da trascurare i rischi di esecuzione di una fusione tra i due gruppi. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Piazza Affari annulla rialzo nel finale, si conferma migliore delle altre borse. FTSE MIB -0,09%
Finanza/Economia / 6 settembre 2018

Piazza Affari annulla rialzo nel finale, si conferma migliore delle altre borse. Piazza Affari annulla rialzo nel finale, si conferma migliore delle altre borse. FTSE MIB -0,09%. *Mercati azionari europei in netto calo. Wall Street debole: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,4%, Nasdaq Composite -1,5%, Dow Jones Industrial -0,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,09%, il FTSE Italia All-Share a -0,04%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,37%, il FTSE Italia STAR a -0,69%. Borse europee in arretramento nel pomeriggio dopo i rumors su un accordo tra Germania e Regno Unito relativo ad alcuni punti chiave della Brexit. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a luglio la bilancia commerciale ha segnato un deficit pari a 50,10 miliardi di dollari, in crescita del 9,6% rispetto al disavanzo di 45,70 mld del mese precedente (rivisto da 46,30 mld) risultando però inferiore alle attese fissate su un deficit di 50,30 mld. Eurostat ha reso noto che a luglio il volume delle vendite al dettaglio nel’eurozona e’ cresciuto dello 0,3% rispetto al mese precedente (consensus +0,4%), dopo l’incremento dello 0,3% a giugno (+0,3% anche a maggio). Su base annuale l’indice ha registrato un…

Criptovalute in forte calo
Finanza/Economia / 6 settembre 2018

In forte calo le principali criptovalute. In forte calo le principali criptovalute. Sul Bitfinex Bitcoin si attesta a 7.010 dollari (-5,45%). Ethereum a 259,09 dollari (-11%). Ripple a 0,3033 dollari (-10%) mentre IOTA scende a 0,6413 dollari (-12,35%). (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Deficit Pil al 3%: la regola aurea Ue si basa sul caso
News / 6 settembre 2018

Non si può superare il 3% del rapporto deficit Pil. Questo è uno dei principali dogmi dell’Ue, insieme al fiscal compact ed alle politiche di austerity per non far salire l’inflazione, cosa che la Germania vede come fumo negli occhi. Nel “Patto di stabilità e crescita” stipulato dai Paesi membri dell’unione europea vi è infatti, tra le altre, la regola prevedente un deficit pubblico non superiore al 3% del Pil (appunto: rapporto deficit/Pil

Neuberger Berman affida il Sud Europa ad Alberto Salato
News / 6 settembre 2018

Lo sviluppo della clientela in Italia e nella Penisola iberica è il compito affidato da Neuberger Berman ad Alberto Salato, nominato responsabile per il Sud Europa. “Abbiamo deciso di creare il nuovo ruolo di responsabile per l’area Sud Europa per ottimizzare le sinergie in questa regione dove, in mercati per noi importanti come Italia, Spagna e Portogallo, la nostra clientela continua ad aumentare” ha spiegato il responsabile Emea e LatAm Dik van Lonwel. Salato proviene da BlackRock, dove ricopriva la carica di managing director, sarà basato a Milano e risponderà direttamente a van Lonwel. “Neuberger Berman ha creato delle solide basi per la sua attività nella regione collaborando con gli investitori a livello locale e introducendo molte strategie innovative per soddisfare le loro esigenze di investimento, in mercati liquidi e illiquidi” ha aggiunto Salato facendo riferimento alla forte presenza sviluppata nell’area da Neuberger Berman con le aperture degli uffici di Milano (2011) e Madrid (2015). Nel 2015 alla società si è aggiunto anche un team di private equity (Renaissance Partners), sempre basato a Milano.     L’articolo Neuberger Berman affida il Sud Europa ad Alberto Salato sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

Governo rispetterà vincoli Ue: manovra decimata, Spread giù
News / 6 settembre 2018

L’Italia “rispetterà i limiti dell’UE” afferma il ministro dell’interno Matteo Salvini. L’Italia rimarrà sotto il tetto del 3% per quanto riguarda il rapporto deficit Pil, con il ministro dell’Economia Giovanni Tria che è al lavoro per mantenere un livello inferiore al 2%. Le novità in un certo senso stanno convincendo gli investitori che il governo non sarà irresponsabile quando si tratta della gestione sue finanze. Ma il diavolo è davvero nei dettagli, come dice il proverbio in lunga inglese. La portata della manovra autunnale dovrebbe essere decimata, da 100 a 10 miliardi di euro, e questo fa ben sperare per un contenimento della spesa pubblica e dell’espansione fiscale. Le rassicurazioni aiutano i titoli di stato, per cui si segnala un andamento in miglioramento. L’impressione è che il grosso delle promesse elettorali verrà fatto slittare all’anno prossimo. Lo Spread di rendimento tra il BTp decennale e il pari scadenza tedesco si attesta a 250 punti base in calo dai 268 punti base della chiusura di ieri. Cala anche il rendimento del BTp decennale di riferimento, che si attesta al 2,89%. Il governo deve presentare in aula il testo della sua prima legge di bilancio entro il 27 settembre e la bozza deve…

Axa: debito italiano sostenibile, spazio di manovra esiguo
News / 6 settembre 2018

L’Italia gode ancora di un buon margine per proseguire il processo di riduzione del debito pubblico sul Pil, ma è necessaria la volontà di proseguire con la realizzazione di surplus primari superiori all’1% del prodotto interno. È quanto afferma una nota firmata da Alessandro Tentori, responsabile degli investimenti di Axa  Investment Managers Italia. Secondo le stime della Commissione europea, il differenziale tra costo del debito e potenziale fiscale dovrebbe attestarsi all’1%, a pieno regime di crescita e inflazione e “questa misura”, spiega Tentori, “è importante nel contesto della riduzione dello stock di debito pubblico, perché ci suggerisce il breakeven in termini di bilancio primario: a livello di equilibrio, il rapporto debito/Pil si contrarrebbe solo nel caso di entrate fiscali in eccesso dell’1%”. A partire al 2011 il governo italiano ha sempre racimolato un saldo primario superiore a tale soglia; nel 2017 si è attestato all’1,7% del Pil (grafico in basso). Un’analisi che conferma la “sostenibilità del debito pubblico italiano”, ma che “ne evidenzia anche l’esiguo margine di errore”, precisa Tentori: “Le fonti di errore possono essere molteplici: stime troppo ottimistiche sulla crescita e sul bilancio primario, piuttosto che sull’inflazione e quindi sull’effetto di deflazione dello stock di debito pubblico. Anche il costo…

Riserve auree Cina sono sufficienti a tramortire il dollaro
News / 6 settembre 2018

Provando a ipotizzare un futuro in cui il dollaro Usa non la fa più da padrone, ci si può immaginare facilmente la Cina tra gli artefici di questa nuova era. Un numero crescente di paesi, inclusa un’alleata storica degli Stati Uniti come l’Arabia Saudita, sta abbandonando il biglietto verde e preferisce usare le proprie valute nazionali per esempio per gli affari commerciali. C’è anche chi, come Colombia, Iran, le due Coree, Thailandia, Israele e Svizzera, sta valutando l’idea di lanciare una criptovaluta come alternativa alle monete fiat in generale. Il Venezuela ha già messo in circolazione il petro, una controversa moneta digitale legata al barile di petrolio. Non tutti questi paesi sono nemici degli Usa. Si può considerare tale invece la Russia, che si sta allontanando dal dollaro Usa per aggirare le sanzioni economiche americane, mentre altri Stati, come la Cina, lo fanno per controbilanciare l’impatto negativo dei dazi imposti contro i beni importati in America. Manca ancora un’alternativa al dollaro Il blocco di paesi che ha da guadagnarci in caso di fine del predominio del dollaro, che gode dello status di riserva monetaria mondiale dai tempi degli accordi di Bretton Woods, è in crescita. Ma manca un’alternativa comune al biglietto…