Piazza Affari negativa su parole Draghi e Moscovici. FTSE MIB -0,56%

14 settembre 2018

Piazza Affari negativa su parole Draghi e Moscovici.

Piazza Affari negativa su parole Draghi e Moscovici. FTSE MIB -0,56%.

*Mercati azionari europei contrastati. Wall Street in verde: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,3%, Nasdaq Composite +0,7%, Dow Jones Industrial +0,3%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,56%, il FTSE Italia All-Share a -0,49%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,23%, il FTSE Italia STAR a +0,25%. BCE e BoE hanno entrambe confermato i tassi ufficiali, come da attese. L’Eurotower ha ora più certezze sulla chiusura del QE a dicembre. Le stime di settembre dello staff della BCE riducono le previsioni di crescita dell’Eurozona. In particolare per il 2018 viene ridotta la stima del PIL dal 2,1 al 2,0% e per il 2019 si passa dall’1,9% stimato a giugno a un +1,8 per cento. Confermata la stima di una crescita del PIL dell’Eurozona all’1,7% nel 2020. Gli indici italiani hanno sottoperformato quelli delle altre piazze europee dopo le parole del commissario UE agli effari economici e monetari Pierre Moscovici, secondo il quale l’Italia è un problema nell’eurozona e necessita di una legge di bilancio credibile. Mario Draghi ha affermato che le dichiarazioni di alcuni esponenti politici italiani hanno fatto salire i tassi d’interesse per imprese e famiglie, creando qualche danno: la BCE si basa comunque su quanto affermato dal premier italiano e dai ministri dell’Economia e degli Esteri, e cioè che l’Italia rispetterà le regole di bilancio UE.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA ad agosto l’indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% rispetto a luglio risultando inferiore alle attese degli analisti ( pari a +0,3%) e pari alla rilevazione precedente. Su base annuale l’indice si è attestato al 2,7%, in calo rispetto a luglio e inferiore al consensus (+2,8%). L’indice Core (esclusi energetici ed alimentari) è cresciuto dello 0,1% rispetto al +0,2% del mese precedente e del consensus. Su base annuale l’indice e’ salito del 2,2% dal +2,4% della rilevazione precedente e del consensus. Negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 7 settembre si sono attestate a 204 mila unità, inferiori sia alle attese fissate a 210 mila unità che ai 205 mila unità della settimana precedente. In Germania l’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all’inflazione di agosto. L’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,1% su base mensile ed è aumentato del 2% su base annuale, in linea con le attese e con il dato preliminare.

Saipem (-5,01%) in netta flessione dopo la correzione del greggio dai massimi di ieri pomeriggio e la notizia delle dimissioni, con decorrenza dal 15 ottobre, del Chief Financial and Strategy Officer Giulio Bozzini. Lieve calo per Eni (-0,19%) e Tenaris (-0,11%).

Negativi i titoli legati al dollaro: EUR/USD supera per la prima volta da fine agosto quota 1,17. Il biglietto verde si è indebolito dopo la pubblicazione del dato sull’inflazione USA. Vendite su Campari (-4,60%), CNH Industrial (-2,57%), Buzzi Unicem (-1,06%), Luxottica (-0,86%).

Debole nel lusso Moncler (-2,31%) su indiscrezioni del Sole 24 Ore secondo cui Merrill Lynch sta analizzando le opzioni migliori per la quota del 4,77% del gruppo dei piumini di lusso in mano al fondo di private equity Eurazeo. In rosso anche Salvatore Ferragamo (-1,81%) che corregge dopo il +4,07% messo a segno ieri su indiscrezioni relative all’interessamento da parte di un fondo di private equity e sulla disponibilità della famiglia Ferragamo a valutare la vendita del gruppo. Una portavoce ha smentito in modo netto.

Bancari italiani in recupero dal rosso della mattinata: l’indice FTSE Italia Banche termina a +0,09%, mentre l’EURO STOXX Banks sale dell’1,2% circa. Gli indici hanno accelerato al rialzo alle 13, subito dopo la decisione della Banca Centrale della Turchia di alzare il tasso d’interesse dal 17,75 al 24 per cento. Il presidente turco Recep Erdogan aveva invece chiesto alla banca centrale un abbassamento dei tassi sostenendo che un elevato costo del denaro potesse danneggiare l’economia nazionale. La decisione inattesa della banca centrale di sfidare l’autorità del presidente e alzare i tassi ha causato un balzo della lira turca (precedentemente indebolita dalla richiesta di Erdogan) e un ritorno di fiducia da parte degli investitori sul paese asiatico. Non a caso UniCredit (+0,57%) è uno dei migliori titoli bancari del FTSE MIB: il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier è attivo in Turchia con Yapi Kredi (quarta banca del Paese) di cui possiede il 41%. Secondo indiscrezioni la BCE da alcune settimane sta monitorando attentamente la situazione di alcune grandi banche (tra cui UniCredit, oltre a BBVA +4%, e BNP Paribas +1,3%) esposte sulla Turchia, dopo il crollo della valuta di Ankara di un mese fa circa. In ascesa anche Banco BPM (+0,96%), deboli UBI Banca (-0,89%) e Mediobanca (-0,66%).

Credito Valtellinese (+4,22%) brilla nel comparto in vista dell’assemblea del 12 ottobre chiamata a eleggere il nuovo cda: secondo indiscrezioni Credit Agricole (socio con il 5%) potrebbe presentare una lista ma il senior country officer per l’Italia Giampiero Maioli ha smentito. Il Sole 24 Ore scrive che la famiglia Dumont (ha il 5,8%) ha proposto Luigi Lovaglio, ex ad di Bank Pekao (gruppo UniCredit), alla presidenza.

*STMicroelectronics (+2,26%) *rimbalza dopo il -4,06% accusato ieri in scia alla netta flessione dei titoli tecnologici USA: l’indice di riferimento del settore microchip, il SOX (Philadelphia Semiconductor Index), alla chiusura dei mercati europei cedeva il 2,1% ma ha poi ridotto le perdite terminando a -1,17%, mentre oggi risale dell’1,6%. Il titolo approfitta del lancio ieri dei nuovi iPhone di Apple (+2,6%): XS, XS MAX e XR. STM beneficerà dell’estensione del Face ID a tutti i modelli, mentre per quanto riguarda la nuova eSIM si dovrà attendere lo smontaggio dei modelli per capire se le indiscrezioni degli ultimi mesi secondo cui proprio STM è il fornitore si riveleranno azzeccate.

*Astaldi (+2,39%) *sull’ottovolante: il titolo in avvio è sceso fin sugli 1,1370 euro, molto vicino al minimo storico a 1,13 di due giorni fa, per poi rimbalzare in modo perentorio e passare in territorio positivo. Il Messaggero scrive che l’incontro con le banche creditrici per un aggiornamento della situazione relativa alla vendita del terzo Ponte sul Bosforo, condizione base per attuare il piano di rafforzamento patrimoniale, viene posticipato dal gruppo, circostanza che avrebbe fatto innervosire gli istituti di credito. Questi ultimi, visto che il consorzio guidato da China Merchant è interessato al ponte ma non in grado di presentare un’offerta vincolante, avrebbero addirittura proposto ad Astaldi di ricorrere all’art. 67 della legge fallimentare, o in alternativa all’art. 182 bis, al fine di creare “una cintura di sicurezza giudiziaria”.

*Giglio Group (+15,70%) *in forte rialzo. La controllata Ibox Digital (leader nello sviluppo di progetti digitali nel settore fashion), ha definito un accordo con “The Blonde Salad”, piattaforma di lifestyle fondata da Chiara Ferragni nel 2009.

Eurotech (+11,30%) estende il rally e sale sui massimi dal 2009, portando a circa il 35% il guadagno da mercoledì 5 settembre. Venerdì scorso a mercato chiuso il gruppo ha pubblicato i risultati relativi al primo semestre 2018: i ricavi sono balzati dai 22,00 milioni di euro dello stesso periodo del 2017 a 37,32 milioni, mentre il risultato netto è passato da una perdita di 7,02 milioni del 2017 a un utile di 1,91 milioni.

*Ottima performance per Sesa (+4,53%) *che sale sui massimi da circa un mese. Il titolo del gruppo di Empoli attivo nella fornitura di soluzioni IT a valore per le imprese approfitta dei dati del primo trimestre del proprio esercizio (chiuso il 31 luglio scorso), periodo archiviato con ricavi in crescita del 10,3% a/a, Ebitda a +19,6% a/a e utile netto consolidato di pertinenza del gruppo pari a 6,422 milioni di euro, +16,7% rispetto ai 5,501 milioni al 31 luglio 2017. L’indebitamento netto scende a 1,081 milioni di euro da 6,581 al 31 luglio 2017.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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