Il giorno in cui il capitalismo scoprì di non essere invulnerabile

16 settembre 2018

 E’ il 15 settembre 2008: intorno alle 5 del mattino Lehman Brothers, la quarta maggiore banca d’investimento degli Stati Uniti, chiede l’ammissione al Chapter 11 del codice fallimentare Usa dichiarando il default. E’ l’inizio della crisi finanziaria globale, un evento che ha stravolto l’economia mondiale e che, a 10 esatti di distanza, fa ancora sentire il suo peso.

Molti analisti hanno paragonato l’impatto del crac Lehman Brothers alla caduta del muro di Berlino o al crollo delle Torri Gemelle. Fiumi d’inchiostro sono stati spesi (e continueranno a scorrere) per analizzarne le cause e capire fino in fondo le ripercussioni della crisi americana dei mutui subprime sul nostro presente e sul futuro, il cosiddetto ‘effetto Lehman’ che ha travolto gli Stati Uniti e innescato una recessione economica mondiale.

Come l’11 settembre

A dare la misura dell’immediato choc finanziario è il repentino crollo dello Borse. Il Dow Jones (l’indice principale della Borsa di New York) perde oltre 504 punti, il crollo più pesante dal 17 settembre 2001, primo giorno di scambi dopo l’attentato alle Torri Gemelle. In una sola seduta i listini del Vecchio Continente bruciano oltre 120 miliardi di euro di capitalizzazione.

L’effetto Lehman colpisce naturalmente anche i mercati valutari, con l’euro che schizza oltre quota 1,44 dollari e poi frena, tornando intorno a 1,42 sul finale, mentre il petrolio crolla nettamente sotto i 100 dollari, col Light crude sotto 96 e il Brent sotto i 93.

Il commento: perché siamo tutti figli del crack di Lehman Brothers, di Riccardo Luna

E non bastano le rassicurazioni del presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, che assicura il suo impegno “per minimizzare” l’impatto dei “dolorosi” accadimenti sui mercati finanziari mondiali. Col senno di poi suoneranno più convincenti le parole di Kevin Spacey, broker in ‘Margin Call’, il film del 2011 ambientato in una banca d’investimento nel distretto finanziario di Manhattan proprio alla vigilia della crisi del 2008: “Ricordatevi questo giorno, ricordatevelo bene”.

Il contagio

Dagli Usa la crisi si sposta velocemente in Europa. Le prime avvisaglie del disastro finanziario (e del successivo inevitabile contagio) si hanno nel 2007. Nel giugno di quell’anno la banca d’investimento Bear Stearns annuncia difficoltà su investimenti in titoli garantiti da mutui subprime e nel corso dell’estate la crisi tocca l’Europa e colpisce le istituzioni finanziarie di Germania, Francia e Regno Unito.

A settembre si assiste alla corsa al ritiro dei depositi da parte dei clienti della Northern Rock, banca attiva nel mercato dei mutui, e il Governo britannico deve intervenire offrendo una garanzia pubblica sui depositi della banca. Dopo il caso Lehman la situazione precipita. E l’Europa si prepara ad affrontare una seconda crisi, quella dei debiti sovrani innescata dalla Grecia a ottobre 2009 e che scoppia in Italia nell’estate del 2011, con l’impennata dello spread, il differenziale del rendimento tra Btp e Bund tedeschi (che il 5 agosto 2011 tocca il record di 416 punti).

Rapporto: come è cambiata l’Italia dalla crisi del 2008

Dall’esplosione della crisi nel 2008 sono passati dieci anni che hanno trasformato l’economia europea e in particolare quella italiana, che ancora non ha rialzato la testa. 

fonte: http://www.agi.it/economia/rss

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