Piazza Affari in verde con settore auto e banche. FTSE MIB +0,25%
Finanza/Economia / 20 settembre 2018

Piazza Affari in verde con settore auto e banche. Piazza Affari in verde con settore auto e banche. FTSE MIB +0,25%. *Mercati azionari europei positivi. Wall Street contrastata: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, Nasdaq Composite -0,2%, Dow Jones Industrial +0,7%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,25%, il FTSE Italia All-Share a +0,25%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,23%, il FTSE Italia STAR a +0,32%. *Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA i nuovi cantieri residenziali *sono aumentati ad agosto passando a 1282 mila unita’ da 1174 mila unita’ (+9,2%). Il dato e’ superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 1235 mila unita’. In calo invece le Licenze edilizie a 1229 mila unita’ da 1311 mila unita’ (consensus 1310 mila unita’) in flessione del 5,7%. L’EIA (Energy Information Administration) ha comunicato che, nella settimana terminata lo scorso 15 settembre, le scorte di petrolio negli USA sono diminuite di 2,057 milioni di barili. Le stime degli analisti erano fissate su un decremento pari a 2,741 milioni di barili. Prezzi alla Produzione in crescita nel Regno Unito. Nel mese di agosto si è registrata una crescita…

Petrolio: scorte Usa giù meno del previsto, ma i prezzi salgono
Finanza/Economia / 20 settembre 2018

Nell’ultima settimana le riserve di oro nero sono scese meno delle aspettative, ma gli acquisti hanno la meglio sul greggio ad un passo dai 71 dollari. Il Dipartimento dell’energia statunitense ha reso noto che nell’ultima settimana le scorte strategiche di petrolio sono scese di 2,1 milioni di barili, a fronte della previsione di un calo di 2,7 milioni. Le riserve di benzina si sono ridotte di 1,7 milioni di barili, ma in questo caso le stime erano per una contrazione di soli 100mila barili, mentre gli stock di distillati sono saliti in controtendenza di 800mila barili, contro i 600mila messi in conto dal mercato. Dopo la diffusione del report sono aumentati progressivamente gli acquisti sul petrolio, tanto che negli ultimi minuti viene fotografato a 70,85 dollari, in rialzo dell’1,43% rispetto al close di ieri. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Il Dax supera una prima resistenza ma non la successiva
Finanza/Economia / 20 settembre 2018

Il Dax supera una prima resistenza ma non la successiva. Il Dax supera una prima resistenza ma non la successiva. Il Dax si e’ spinto mercoledi’ fino a quota 12241, stabilizzandosi poi in area 12210, superando il lato alto del gap ribassista del 5 settembre a 12205 circa ma senza andare oltre il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di fine agosto, posto a 12230 circa. Il 50% di ritorno e’ una quota che gli analisti considerano una specie di punto di non ritorno di una fase correttiva: spesso infatti il superamento del 50% di ritracciamento si dimostra un segnale favorevole al proseguimento della tendenza in atto, pur con una necessaria conferma alla rottura del livello successivo nella scala dei ritracciamenti di Fibonacci, il 61,8%, posto in questo caso a 12320 circa. Dovrebbe essere questo ultimo ostacolo al ritorno sul lato alto del canale ribassista tracciato dai massimi di fine luglio, attualmente a 12390 circa. Sotto i minimi di lunedi’ a 12040 circa (primo supporto a 12150) aumenterebbe il rischio di test della parte bassa del canale, attualmente a 11800 punti circa. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Brexit: i numeri prima del via
News / 20 settembre 2018

Brexit: che cosa ci aspetta? Nessun accordo in vista. Vantaggi: se gli accordi non metteranno eccessivi vincoli alle imprese, il Regno Unito sarebbe un’ottima base logistica per esportare ed internazionalizzare, visto che l’Unione Europea impone una rigida burocrazia. Dipenderà anche se la globalizzazione continuerà ad andare avanti. Quindi gli accordi con la UE sono una piccola parte della trattativa sulla Brexit, in gioco ci sono accordi con Cina, Usa, Giappone, mercati ben più ricchi dell’Unione Europea. Svantaggi: le vendite diventano esportazioni e importazioni, quindi a rischio dazi e dogana. le imprese che hanno delocalizzato sono soggette ad una disciplina fiscale più complessa e costosa. le PMI perdono i finanziamenti UE ma che la Gran Bretagna non versando quella quota alla UE potrebbe autogestire. Ma i costi per chi intrattiene rapporti con la UE crescono. Che cosa mostrano le statistiche? Il FTSE 100 dal referendum ad oggi in sterline è cresciuto di circa il 10%. La sterlina britannica aveva iniziato ad indebolirsi verso le principali valute già qualche mese prima della Brexit e ha proseguito il trend, seppur con un’entità meno marcata. L’inflazione è cresciuta anche per la sterlina, ma soprattutto per le politiche monetarie della Bank of England. Negli USA l’indice S&P 500 è salito di…

Vuoi essere tra il 10% dei trader che guadagna?
News / 20 settembre 2018

Vuoi essere tra il 10% dei trader che guadagna? Non sò se tu ne sia al corrente ma sui mercati finanziari ci sono solo il 10% delle persone che performano, fra queste ci sono trader che non sanno bene quali rischi si stanno prendendo in relazione a quanto dovrebbero realizzare. Ti voglio invitare al webinar che si terrà venerdì sera in cui ti spiegherò una strategia operativa e ti farò vedere a mercati aperti come utilizzarla. L’indicatore nell’immagine è uno degli strumenti che ci saranno, e come puoi vedere è di una precisione disarmante. Iscriviti gratuitamente CLICCANDO su questo LINK.  https://goo.gl/AYGrZe I POSTI SONO LIMITATI Iscriviti GRATIS al webinar CLICCANDO IL LINK SOTTOSTANTE, non perdere tempo, i posti sono limitati. https://goo.gl/AYGrZe DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tecnica espressi all’interno del presente articolo sono semplici pareri personali dell’autore, con esclusiva finalità educativa e didattica, il suo contenuto non costituisce alcuna forma di consulenza o “raccomandazione di investimento” o “incentivo all’investimento” né in forma esplicita che implicita. Nulla di quanto riportato ha lo scopo di prestare consigli operativi personalizzati, di acquisto e/o vendita, nè raccomandazioni personalizzate riguardo una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario….

JP Morgan: “Vendite eccessive sui mercati emergenti”
News / 20 settembre 2018

L’ondata di vendite che hanno colpito i mercati emergenti, anche sulla spinta delle massicce svalutazioni in Turchia e in Argentina, potrebbero aver oscurato alcune potenzialità interessanti di questi mercati: lo ha dichiarato il chief executive di JP Morgan Chase China, Mark Leung. “Pensiamo che il sell-off sia stato eccessivo, e se si guarda al posizionamento e ai fondamentali, pensiamo che siano ragioni per iniziare a investire nei mercati emergenti per il medio e lungo termine. La Cina è gran parte di questo discorso”, ha detto ai microfoni Leung ai microfoni di Cnbc. Nel caso del Dragone, Leung ha ammesso che il processo di deleveraging in corso potrà aumentare i default, ma ha anche sottolineato come nuove risorse potranno entrare nei capitali delle società cinesi, grazie alla graduale apertura del settore finanziario. Il capo del ramo cinese di JP Mogan ha citato fra i fenomeni chiave la costruzione di un collegamento fra le borse di Londra e Shanghai un nuovo sistema di regolamento per lo schema di investimenti obbligazionari che collega la Cina “continentale” con Hong Kong.   Per la Cina i flussi d’investimento estero in ingresso nella prima metà dell’anno hanno raggiunto i 43 miliardi di dollari, ha affermato Leung,…

Cottarelli: “Senza euro Italia sarebbe cresciuta di più”
News / 20 settembre 2018

“Senza l’euro l’Italia sarebbe cresciuta di più negli ultimi 20 anni. Qualcosa è andato storto”: quanto confessato da Carlo Cottarelli sarebbe stato un tabù fino a non molti anni fa. L’ex responsabile alla revisione della spesa, in un’intervista rilasciata a Italia Oggi, non nasconde come la moneta unica abbia avuto un ruolo nell’evoluzione dell’economia italiana: ma la responsabilità sui risultati, una volta entrati nell’euro, sarebbe da imputare ai governi che non hanno operato da subito verso il contenimento salariale che avrebbe permesso di conservare competitività nei confronti dei partner. Così Cottarelli: “L’ha detta giusta l’ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, nel maggio del ’98: l’euro potrà portare benefici, crescita, stabilità monetaria, bassa inflazione. O disoccupazione e mancanza di crescita. Tutto dipenderà da due cose: le politiche salariali e di finanza pubblica”, ha dichiarato Cottarelli, secondo il quale le ragioni dell’insuccesso italiano sono da attribuire a tre fattori: “l’abitudine ad avere aumenti di prezzi, salari e stipendi più alti che in Germania; il calo dei tassi di interesse dopo l’ingresso nell’euro, che ha messo sotto pressione domanda e prezzi; infine, cosa grave, una politica dei conti pubblici iper espansiva, tra il 2000 e il 2006”. In quest’ultima fase politica, sarebbero stati offerti “aumenti molto forti…