Asset manager: anche i bond non sono più un “porto sicuro”
News / 22 settembre 2018

Gli investitori italiani hanno ritirato dai fondi obbligazionari 2,6 miliardi netti da inizio anno, secondo i dati di Assogestioni aggiornati a luglio. Nonostante la perdita di smalto, questa categoria resta in ogni caso di gran lunga la preferita, costituendo il 38% circa del denaro gestito dai fondi aperti. A rinforzare l’idea che alcuni investitori possano virare sull’obbligazionario in un periodo di incertezze commerciali ci si può rivolgere ai dati TrackInsight, i quali evidenziano come gli Etf obbligazionari, quotati fra Usa e Europa, abbiano raccolto quest’anno 45 miliardi di dollari netti, al secondo posto fra tutte le asset class. Anche se nel recente passato i bond si sono dimostrati un porto sicuro quando il mercato azionario registrava cattive performance, c’è chi crede che in futuro le cose possano andare diversamente. Secondo Rory McPherson, responsabile della strategia di investimento di Psigma Investment Management, la combinazione di bassi rendimenti e l’interruzione dei programmi di allentamento quantitativo avrebbe cambiato le caratteristiche delle obbligazioni, che non agiscono più come bene rifugio, ha spiegato a Investment Week. Poiché i mercati azionari sono stati sostenuti dal Quantitative Easing quando questo processo si è inverte, sia i titoli obbligazionari che i titoli azionari verrebbero venduti contemporaneamente. James Dowey, chief economist…

Brexit: agguato Ue a May e rivolta interna: sterlina giù
News / 22 settembre 2018

I persistenti timori e le incertezze legati alla Brexit hanno messo sotto pressione la sterlina britannica stamattina. La paura è che Londra e Bruxelles non riescano a raggiungere un accordo, con la premier britannica che si intestardisce nella sua posizione, mentre deve far fronte all’ammutinamento del suo partito e all’ostruzione dei capi negoziatori dell’Ue. Donald Tusk, presidente della Commissione Ue, l’organo esecutivo del blocco, ha detto chiaramente che “il piano di May non funzionerà“. Il secco no al piano dei Chequers, senza una spiegazione coerente apportata peraltro, e l’ammutinamento interno al partito dei conservatori, pesano sulla sterlina, con gli investitori che temono sempre di più uno scenario di ‘no-deal’, ossia di fallimento dei negoziati. May, che ha negato la possibilità di un secondo referendum come chiedono insistentemente diversi leader europei, è rimasta una donna sola al comando e ha ripetuto il ritornello secondo il quale un ‘no-deal’ è sempre meglio di un cattivo accordo. Secondo May va rispettata la decisione del popolo britannico che a giugno 2016 ha votato per il Leave. La leader dei Tories ha fatto una dichiarazione ufficiale alle 14.45 ora italiane, le 13.45 ora di Londra, da Downing Street nella quale ribadisce la sua posizione sulla…

Emergenti: “fondamentali solidi, spazio per rimonta tattica”
News / 22 settembre 2018

A inizio settimana il maggior Etf riferito ai bond dei mercati emergenti denominati in valuta locale, iShares JP Morgan EM Local Government Bond, ha sperimentato i maggiori flussi positivi dal giugno 2017. L’afflusso netto è stato di 169 milioni martedì, anche se da inizio anno l’Etf, da 6,1 miliardi di dollari, è ancora in perdita oltre del 10%. C’è chi ipotizza che questo sia un possibile segnale dell’attesa fine del sell-off (fase caratterizzata da una pioggia di vendite) che si è abbattuta sui mercati emergenti in particolare da metà agosto, in concomitanza con lo scoppio della crisi della lira turca e la svalutazione del peso argentino. Bernd Berg, stratega della Woodman Asset Management, ha dichiarato a Bloomberg che “le valute hanno trovato un bottom al momento e il rally tattico potrebbe avere margine per espandersi ulteriormente, con le banche centrali dei mercati emergenti che sono venute in soccorso tramite aumenti dei tassi”. “I fondamentali complessivi – ha aggiunto – sono ancora solidi e le valutazioni sono a buon mercato in alcuni mercati valutari dei mercati emergenti dopo l’aggressivo repricing di questa estate”. La correlazione tra i bond dei mercati emergenti e titoli del Tesoro americano ha raggiunto i livelli minimi da due…

Economia italiana “affetta da un morbo insanabile”
News / 22 settembre 2018

“L’Italia è affetta da un morbo insanabile, in cui lo sperpero del denaro pubblico si accompagna a misure infruttuose per tornare a crescere”, è questa la sintesi conclusiva dell’ultimo Osservatorio pubblicato dalla Mazziero Research, che per il Paese non esclude una “crescita in rallentamento e, in prospettiva, il rischio recessione”. Lo

Dalio vede crisi del dollaro, “storia si ripeterà ancora”
News / 22 settembre 2018

È molto probabile che assisteremo a una crisi del dollaro piuttosto che una nuova crisi del debito; una crisi che si potrebbe definire “sociale e politica”: ne è convinto il manager e fondatore del maggiore fondo hedge al mondo, Bridgewater, secondo cui “la storia è destinata a ripetersi”. In un’intervista a Bloomberg TV, Ray Dalio ha inoltre affrontato i temi più caldi del momento come le politiche di chiusura commerciale negli Stati Uniti e le crisi di Turchia, Argentina e di altri mercati emergenti. Dalio ha discusso inoltre della prossima fase di rallentamento economico (vedi intervento video sotto), dicendo che “non è furbo non detenere oro“, un asset che il gestore paragona a una valuta di riserva. Per gli investitori che prediligono la gestione attiva, è meglio essere “contrarian” e andare dunque controcorrente comprando “quando c’è del sangue versato per strada”. L’articolo Dalio vede crisi del dollaro, “storia si ripeterà ancora” sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

Pace fiscale, Travaglio: “condono mascherato”
News / 22 settembre 2018

“È un condono mascherato, una presa per i fondelli per chi ha sempre pagato le tasse”, così il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio nel corso della trasmissione di La7 ‘Otto e mezzo’, condotta da Lilli Gruber. Il giornalista critica aspramente la pace fiscale, misura fortemente voluta dalla Lega e inserita nel contratto di governo con i Cinque Stelle. “Mi sono andato a rileggere il contratto di governo. C’è scritto che la pace fiscale deve riguardare tutte quelle situazioni involontarie di dimostrata difficoltà economica. Cioè soltanto chi non ha potuto pagare le tasse, perché non aveva soldi a causa della crisi, può rientrare in questo condono. Gli importi devono essere piccoli e il range deve essere molto ridotto. E invece sento dire che il tetto è un milione. Addirittura si era parlato di 5 milioni”. Travaglio poi puntualizza come il condono sarà molto impopolare soprattutto per chi i condoni li ha sempre denunciati, come il M5s. “Se c’è solo il condono senza una norma contro gli evasori fiscali, ci si sente presi per i fondelli con questa roba della pace fiscale. Io poi, vorrei capire chi ci ha fatto mai la guerra. A me la guerra l’hanno sempre fatta quelli che le tasse non le pagano. Non me…

Danske Bank, Danimarca rischia di perdere la tripla A
News / 22 settembre 2018

Numeri esorbitanti dietro lo scandalo Danske Bank, la più grande banca danese finita sotto inchiesta per riciclaggio: 234 miliardi di dollari di transazioni sospette, una cifra grande 20 volte il Pil del paese e 6200 clienti – tra cui sembra anche che ci siano membri della famiglia di Vladimir Putin – che tra il 2007 e il 2015 avrebbero fatto transitare denaro sporco nella filiale estone della banca. Oggi emergono ulteriori particolari dell’inchiesta. Nella filiale di Danske Bank fiorivano conti intestati a società di diversi paradisi fiscali sparsi nel mondo, come Panama, Seychelles, Isole Vergini britanniche, Belize. I soldi arrivavano alla filiale estone da Russia, Lettonia, Cipro, Regno Unito e altri paesi e poi venivano dirottati verso altri conti in Estonia, Cina, Svizzera e Turchia e gran parte in paradisi fiscali. Intanto anche il Regno Unito indaga. L’agenzia anticrimine della Gran Bretagna ha avviato una indagine sulla possibile implicazione di aziende inglesi nello scandalo di Danske Bank. “La National Crime Agency è a conoscenza dell’utilizzo di società con sede nel Regno Unito in questa vicenda e ha avviato delle relative attività di accertamento”. Così un portavoce. Intanto la Danimarca è sotto shock. I numeri attribuiscono a quello di Dansk Bank…

Wall Street: Dow Jones in touchdown, 5 trimestrali da cerchiare
News / 22 settembre 2018

Titoli settore aereo in denaro. Nyse, azioni AT&T in luce verde grazie ad UBS. Nasdaq, Micron Technology scivola sulla guidance Q1 2019. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street, e le trimestrali attese per la nuova ottava. Chiusura d’ottava a due colori per la piazza azionaria di Wall Street. Se da un lato infatti l’indice azionario delle large caps, il Dow Jones, +0,32% a 26.743,50, ha aggiornato i massimi storici, dall’altro al close quello delle società tecnologiche, il Nasdaq Composite, ha lasciato sul parterre lo 0,51% a 7.986,96 punti. Semaforo rosso pure per l’ampio indice S&P 500 che, in ogni caso, ha contenuto i ribassi perdendo solo un frazionale 0,04% a 2.929,67 punti. #BreakingNews: The Dow Jones Industrial Average closed at a record high for the second straight day. https://t.co/sh2K0lR69J pic.twitter.com/lSGFv6t2Fh — FOX Business (@FoxBusiness) September 21, 2018 Titoli settore aereo in denaro Tra i settori in denaro oggi, venerdì 21 settembre del 2018, spicca quello del trasporto aereo con United Continental (UAL) che ha guadagnato lo 0,92% a $ 89,94 insieme a Southwest Air (LUV), +2% a $ 63,75, Delta Air Lines (DAL), +2,51% a $ 59,59, ed American Airlines (AAL), +4,08% a $ 43,60….

Wall Street: dividendi e crescita, 6 Tecnologici solidi e belli
News / 22 settembre 2018

Dimentichiamoci di Facebook (FB), Amazon.com (AMZN), Netflix (NFLX) ed Alphabet (GOOG). I titoli tecnologici che pagano la cedola sono altri! Ecco quali sono i Big del settore tra corsi e ricorsi storici. Per chi, tra dividendi e crescita, investe nell’azionario a Wall Street, puntando su titoli tecnologici che pagano buone cedole, allora di certo la scelta non può cadere sui FANG, ovverosia su Facebook (FB), Amazon.com (AMZN), Netflix (NFLX) ed Alphabet (GOOG). I titoli tecnologici che pagano la cedola A metterlo in evidenza, su barrons.com, è Lawrence C. Strauss nel precisare come i titoli tecnologici che pagano dividendi accettabili siano altri,  e tra questi quelli riconosciuti agli azionisti da IBM (IBM), Apple (AAPL), Microsoft (MSFT), Oracle (ORCL), Cisco Systems (CSCO) ed Intel (INTC). Nel dettaglio, IBM ha una storia centenaria con i dividendi, visto che ha addirittura pagato la prima cedola agli azionisti nel 1913, ovverosia appena due anni dopo la sua fondazione. Apple ha iniziato a pagare il dividendo trimestrale agli azionisti nel 1987 per poi prendersi una pausa dal 1996, e per poi riprendere nel 2012 con il boom di affari grazie all’iPhone. Today, IBM announced new trust and transparency capabilities for AI to help your business achieve visibility into…

I 5 dividendi più generosi del portafoglio Buffett
News / 22 settembre 2018

E’ noto che la Warren Buffett non paga dividendi ai suoi azionisti, ma non per questo la sua Berkshire disprezza le generose cedole garantite da molte delle sue partecipazioni. E’ noto che la Berkshire Hathaway di Warren Buffett non paga dividendi ai suoi azionisti, cui il miliardario ha sempre detto che ci sono modi migliori per mettere a frutto la liquidità a disposizione del suo veicolo finanziario. Ciò non significa però, fa notare fa Dan Burrows dalle pagine di Kiplinger’s, che il guru di Omaha non ami le cedole garantitegli dalla gran parte delle società incluse nel suo portafoglio. E che in alcuni casi offrono rendimenti ben superiori alla media delle quotate americane. Ecco la lista delle 5 più generose, corredata dai rating degli analisti del consenso Zacks . Wells Fargo & Co. Capitalizzazione di mercato $264,9 miliardi Dividend yield: 3% Quota della Berkshire: 452 milioni di azioni Giudizi degli analisti: 9 strong buy, 1 buy, 10 hold, 0 sell, 3 strong sell Negli ultimi trimestri la Berkshire ha limato leggermente la sua quota nel capitale della Wells Fargo, che resta però un “peso massimo” nel portafoglio della holding con quasi mezzo miliardo di azioni ed è seconda per valore di mercato solo alla partecipazione…