Quanti banchieri sono andati in carcere per il loro ruolo nella crisi finanziaria

23 settembre 2018

Sono 47 i banchieri condannati al carcere per il loro ruolo nella crisi finanziaria innescata dal crac di Lehman Brothers e poi allargatasi al vecchio continente dove, anche a causa delle miopi politiche economiche europee, è sfociata in una crisi del debito sovrano e in una dura recessione. È quanto risulta da un articolo del Financial Times, che presenta la sua ricerca come “confutazione del mito secondo cui nessuno è stato detenuto per responsabilità personali nei catastrofici fallimenti del settore finanziario”. Una tesi, quella del quotidiano finanziario inglese, che regge fino a un certo punto. La crisi finanziaria è infatti iniziata in Usa ma un solo americano, Kareem Serageldin, ha ricevuto una pena detentiva, nello specifico trenta mesi per la falsificazione dei libri contabili di Credit Suisse.

In Italia la condanna più lunga

L’articolo non riguarda casi come, ad esempio, gli scandali relativi alla manipolazione dei tassi di interesse interbancari ma solo le condanne per responsabilità diretta della banca presso la quale si operava. E quel che salta subito all’occhio è che, di fatto, quasi tutti gli arresti – 43 su 47 – riguardano tre Paesi: Islanda, Spagna e Irlanda. Le uniche eccezioni, a parte Serageldin, sono il tedesco Friedrich Carl Janssen di Oppenheim (due anni e 10 mesi), Andreas Eliades, ex numero uno di Bank of Cyprus (due anni e sei mesi), e l’italiano Giovanni Berneschi. L’ex presidente di Carige vanta la condanna più lunga di tutte: otto anni e sette mesi per frode, associazione a delinquere e riciclaggio. 

In Spagna il condannato più illustre

Per quanto le sue prigioni siano tra le più confortevoli del mondo, l’Islanda è il Paese che, dopo aver nazionalizzato le sue banche nell’ottobre 2008, registra più condanne: 25 casi (in 8 dei quali la pena è stata sospesa). Seguono la Spagna e l’Irlanda con 11 e 7 condanne per le crisi bancarie che costrinsero i due Paesi a chiedere aiuti alla Ue. Come in Islanda, anche in Irlanda non tutte le condanne si sono trasformate in detenzioni effettive: Bernard Daly e Tiarnan O’ Mahoney di Anglo Irish Bank sono stati infatti assolti in appello.

Alla Spagna va inoltre la palma del condannato più illustre: l’ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Rodrigo Rato, al quale lo scorso anno è stata inflitta una sentenza di quattro anni e sei mesi per appropriazione indebita. Rato, all’epoca dei fatti presidente di Bankia, è al momento a piede libero in attesa del processo di appello. Al secondo grado di giudizio non arriverà invece mai l’ex presidente di Caja Madrid, Miguel Blesa, che si è sucidato lo scorso luglio dopo aver ricevuto una condanna a sei anni, sempre per appropriazione indebita. 

fonte: http://www.agi.it/economia/rss

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