Piazza Affari e BTP forte ribasso: investitori spaventati da manovra gialloverde. FTSE MIB -3,72%
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Piazza Affari e BTP forte ribasso: investitori spaventati da manovra gialloverde. Piazza Affari e BTP forte ribasso: investitori spaventati da manovra gialloverde. FTSE MIB -3,72%. Mercati azionari europei negativi. Wall Street in verde: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,1%, Nasdaq Composite +0,2%, Dow Jones Industrial +0,2%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -3,72%, il FTSE Italia All-Share a -3,51%, il FTSE Italia Mid Cap a -2,20%, il FTSE Italia STAR a -1,74%. *Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la lettura finale dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi (Univ. Michigan) *del mese di settembre si è attestata a 100,1 punti dai 96,2 punti della lettura di agosto, risultando però inferiore al consensus e alla stima preliminare rispettivamente pari a 100,5 punti e a 100,8 punti. Negli Stati Uniti l’Indice PMI Chicago (attivita’ manifatturiera) nel mese di settembre e’ sceso a 60,4 punti da 63,6 punti di agosto risultando inferiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 62,3 punti. Negli USA ad agosto l’indice principale PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) e’ risultato in crescita dello 0,1% su base mensile, inferiore alle attese pari al…

Biesse in deciso rialzo venerdi’
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Biesse in deciso rialzo venerdi’. Biesse in deciso rialzo venerdi’. Biesse, societa’ attiva nel settore delle macchine per la lavorazione del legno e di altri materiali, ha messo a segno venerdi’ un deciso rialzo che ha permesso il raggiungimento di massimi intraday a 32,16 euro a fronte di una chiusura il 27 settembre a 30,04 euro. Le quotazioni si sono poi stabilizzate a fine giornata in area 30,75 euro. Biesse ha dato notizia a inizio settembre di volere rimandare a data da destinarsi la quotazione della controllata Hsd, che produce e commercializza elettromandrini e altri componenti per macchine che lavorano legno e metallo, una notizia accolta a suo tempo favorevolmente dai mercati. Il veloce rimbalzo visto venerdi’ segue il test il 27 settembre a 29,76 euro del 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di agosto, una percentuale di ritorno che permette di valutare per il momento la flessione delle ultime sedute come un fenomeno soltanto correttivo, quindi temporaneo. Se il titolo trovera’ la forza per superare la media mobile esponenziale a 50 giorni, passante a 32,10 circa (ostacolo contro il quale hanno sbattuto invano i massimi del 20 e 21 settembre), sara’ possibile immaginare un proseguimento del rimbalzo con…

Se per gli analisti STM è da comprare, perchè scende?
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Stm continua ad essere oggetto di promozioni da parte degli analisti che ritoccano i target oltre i 25 euro, ma intanto il titolo non consolida neanche 16 euro: occorre distinguere tra esigenze di breve termine e visioni di lungo periodo. Analizzando il recente andamento delle quotazioni di Stm emergono alcuni aspetti operativi su cui è utile fare chiarezza. La differente prospettiva temporale applicata da una parte dai trader in cerca di rendimenti nel breve termine, contrasta con le metodologie applicate dai broker che ultimamente hanno rilasciato target price molto alti, in aperta contrapposizione con la tendenza discendente assunta dal titolo. Ad esempio Equita sim ha indicato un prezzo obiettivo a 27 euro, giustificato dal promettente sviluppo di nuove tecnologie che dovrebbero aumentare i ricavi nel futuro. Infatti la società ha recentemente sviluppato accordi di partnership con altre realtà aziendali nello sviluppo in tecnologie per applicazioni ad alta efficienza e ad alta potenza quali caricatori a bordo di auto per veicoli ibridi ed elettrici e soluzioni di ricarica wireless. Dal punto di vista dell‘analisi grafica invece i prezzi da circa due mesi non hanno mai smesso di scendere,  percorrendo un canale ribassista formato dai ritracciamenti di 20.80, 19.25 e 17.90 euro….

Stiamo facendo la storia
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Per Wall Street si conclude un nuovo trimestre all’insegna del rialzo. Per Wall Street si conclude un nuovo trimestre all’insegna del rialzo. Altro che “Sell in May and go away”: una prescrizione peraltro sciagurata, dal momento che questa strategia – vendere alla fine di aprile, e ricomprare alla fine di settembre – si sarebbe rivelata perdente in ben 6 degli ultimi 7 anni. Tornando all’oggetto, questo trimestre risulta l’undicesimo positivo, negli ultimi 12. Stona il primo quarto di quest’anno, risultato negativo per un’inezia: poco più dell’un percento. Viene spontaneo chiedersi se questa eccezionale sequenza abbia riscontri nel passato. La risposta è positiva: dal Dopoguerra in poi si registrano soltanto due precedenti. Un terzo episodio risale alla fine degli anni Venti; ma allora era ben diversa sia l’economia, prevalentemente rurale negli Stati Uniti, sia il mercato azionario: che apriva i battenti persino il sabato. Certo, due precedenti sono nulla, per discutere di prospettive future. Ma è suggestivo rilevare come il primo episodio risalga a metà anni Sessanta, quando gli Stati Uniti vedevano il tasso di disoccupazione scendere ai medesimi livelli correnti, e l’inflazione avviare un’ascesa che sarebbe diventata esplosiva di lì a breve; mentre la seconda circostanza riscontrata risalga al 1997:…

Ftse MIB e banche: fuori da crollo. STM: nuovo segnale lunedì?
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Mercato pesantissimo oggi per effetto delle news dal fronte politico. Mercato pesantissimo oggi per effetto delle news dal fronte politico. Aperture in gap down e bancari-finanziari in fortissimo ribasso. La cosa non ci coinvolge in quanto avevamo chiuso nei giorni scorsi tutte le posizioni long e lo stesso ciclo rialzista del 12 settembre sull’Indicatore ShoTrading FIB si era chiuso ieri mattina (vedi articolo del 27/09: “Indicatore FIB: chiuso ciclo del 12 settembre”). I movimenti di oggi portano alta volatilità di brevissimo con ranges di oscillazione molto ampi sui conteggi ciclici. In parole povere ciò significa che continuiamo ad attendere senza alcuna fretta. Attendiamo almeno fino al pomeriggio di lunedì rimanendo a guardare. Dopo di che vedremo se ci saranno le condizioni per nuovi segnali nei primi giorni della settimana prossima. I ranges di oscillazione sono molto ampi soprattutto sui soliti titoli bancari che seguiamo (UNICREDIT, INTESA SANPAOLO, BANCO BPM). Su questi bisognerà aspettare qualche giorno perché si “stabilizzi” la situazione sui rispettivi conteggi ciclici. Più vicino un nuovo segnale di rientro su STM, titolo tra quelli che che risentono minimamente della situazione generale di oggi. Su questo potremmo avere un segnale short già lunedì. Sul resto forse ci sarà da…

Quali saranno le sorti del mercato italiano?
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Come si vede dal grafico sottostante, dopo essere stati in laterale 24.000 – 21.800 circa dal luglio 2017 al luglio 2018, i prezzi sono fuoriusciti al ribasso appoggiandosi ai 20.000 punti per poi rimbalzare. Come si vede dal grafico sottostante, dopo essere stati in laterale 24.000 – 21.800 circa dal luglio 2017 al luglio 2018, i prezzi sono fuoriusciti al ribasso appoggiandosi ai 20.000 punti per poi rimbalzare. Il future sul FtseMib (Fib) – grafico settimanale Adesso è proprio ad area 21.700 – 21.800 che bisogna guardare perché vengano decise le sorti del mercato italiano al rialzo o al ribasso. Se il verdetto sarà rialzo, si supereranno in un certo modo tali livelli. Il future sul FtseMib (Fib) – grafico settimanale Se il verdetto sarà ribasso, allora i prezzi verranno respinti, proprio come sta accadendo in questo momento e si scenderà. Il future sul FtseMib (Fib) – grafico settimanale Quel che sia, quel che non sia, mai fare niente senza avere prima un segnale. Sta invece terminando la settimana “sugli scudi” (cosa significa?: in termini borsistici significa. “al rialzo”, “sulla forza”) Basicnet. Il titolo è in ipercomprato, naturalmente, a livello settimanale, ma una chiusura della settimana con forza, come sembrerebbe…

Un comportamento eccezionale a Piazza Affari
Finanza/Economia / 29 settembre 2018

Wall Street abbozza una reazione dopo l’ormai prevedibile flessione conseguente alle riunioni del FOMC: una garanzia, quest’anno. Wall Street abbozza una reazione dopo l’ormai prevedibile flessione conseguente alle riunioni del FOMC: una garanzia, quest’anno. Lo S&P si mantiene a ridosso dei massimi, ma ancora una volta meglio fa il Nasdaq, in vistoso recupero di forza relativa. Gli occhi di tutti però sono puntati sui mercati finanziari italiani: tassi di interesse, differenziali di rendimento e listino azionario. Ieri Piazza Affari si è resa protagonista di un recupero memorabile: in passivo fin quasi al 2%, è stato raggiunta da una persistente corrente di acquisti che, pur non evitando il segno negativo finale, ha contenuto vistosamente i danni. La situazione si fa teoricamente interessante: in un contesto di fondo bearish, con le quotazioni tuttora al di sotto della media mobile a 200 giorni, è un rarità assistere ad uno scenario del genere; vale a dire, con apertura e chiusura di seduta nel quinto superiore del range giornaliero, con una chiusura negativa benché superiore all’apertura, con il mercato che scivola ai livelli più bassi delle ultime due sedute, superando una perdita intraday dell’1.5%, venendo da un progresso nell’arco dell’ultimo mese. Il Rapporto Giornaliero di…

Argentina, peso ai nuovi minimi malgrado stretta monetaria
News / 29 settembre 2018

Il peso argentino ha toccato un nuovo minimo storico sul dollaro a quota 41,54 dollari, il dato ha successivamente recuperato a 40,80 con un ribasso del peso del 2,70%. Sullo sfondo, indiscrezioni pubblicate da Bloomberg rivelano che il tasso Leliq della banca centrale argentina (Bcra) è stato ulteriormente innalzato dal 60 al 65%; l’ultimo ritocco risaliva al 30 agosto. Secondo quanto annunciato dal neo eletto governatore Guido Sandleris, l’istituto ha deciso di “adottare un regime di tassi dei cambi variabili senza interventi” se il cambio dollaro/peso resta nella forchetta compresa fra 34 e 44 unità per dollaro. Nel caso in cui il tasso di cambio sia superiore alla zona di non intervento, la Bcra effettuerà vendite giornaliere di valuta estera fino a 150 milioni di dollari. Sandleris, entrato in carica martedì scorso in sostituzione di Luis Caputo dimessosi sembrerebbe per “motivi personali”, ha assunto anche l’impegno a non aumentare il livello della base monetaria fino al giugno 2019. Appena poche ore prima il governo guidato da Mauricio Macri aveva stretto un nuovo accordo con il Fondo Monetario Internazionale, che erogherà 57,1 miliardi di dollari a condizione di un piano responsabile di spesa pubblica, che si tradurrà in nuove misure di austerità fiscale. Rispetto al precedente accordo, l’Argentina ha concordato 7,1 miliardi di aiuti aggiuntivi….

Jobs Act: cosa succede ora che Corte ne ha dichiarato l’incostituzionalità
News / 29 settembre 2018

Il Jobs Act è incostituzionale. L’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo numero 23/2015 sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti è infatti stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale. Il problema sarebbe inerente alla parte in cui si determina l’indennità che spetta in modo rigido al lavoratore in caso di licenziamento ingiustificato e che il decreto dignità non ha modificato. Con “tutele crescenti”, infatti, nel Jobs Act si indicava il fatto che, appunto nel caso in cui un lavoratore venisse ingiustamente licenziato, ricevesse un indennizzo pari a un numero di mensilità che cresceva con il tempo di permanenza in azienda del lavoratore stesso. Il numero minimo di mensilità spettanti al lavoratore che subiva un licenziamento ingiustificato era pari a due, fino ad un massimo di ventiquattro; il calcolo del numero di mensilità di indennizzo spettanti si basava su questo tempo di permanenza in azienda del lavoratore, fino ad un massimo di otto anni. Oltre gli otto anni passati in azienda, il limite delle mensilità spettanti al lavoratore non aumentava. Questa parte prevedente un’indennità crescente con l’aumentare dell’anzianità in azienda, secondo la Corte Costituzionale, sarebbe è “contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il…

Tajani contro la Nadef: Ue pronta alla battaglia sui conti
News / 29 settembre 2018

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (Forza Italia), si è smarcato dall’alleato leghista dopo l’annunciato accordo sulla Nota di aggiornamento al Def (Nadef), che comprende un rapporto deficit/Pil al 2,4% – in crescita rispetto al 2,3% dell’anno scorso. “Aver dato il via libera ad un governo gialloverde è stato un gesto di responsabilità per il Paese. Fermarlo è un atto d’amore per l’Italia e per gli Italiani. Noi non molliamo”, ha dichiarato in un tweet l’ex nome di punta per la guida del centrodestra unito. Tajani ha poi ribaltato la retorica governativa che ha definito quella in embrione come la Manovra del popolo: “È una manovra contro il popolo. Una finanziaria che impoverisce il Nord senza aiutare il Sud, con molto assistenzialismo e pochi investimenti per la crescita. Danneggia il risparmio, fa aumentare il costo del mutui e dei prestiti a famiglie e imprese”. Il principio che si sarebbe imposto nella redazione della Nadef, è invece quello dell’aiuto alle fasce più deboli della popolazione. Questo grazie a misure come il “reddito di cittadinanza”, gli sgravi fiscali alle partite Iva e l’aumento delle pensioni minime a 780 euro mensili. Italia, guerra aperta con l’Ue La vera partita che si aprirà, però,…