Moody’s e l’Italia: downgrade parziale
News / 22 ottobre 2018

Il rating Moody’s passa da BAA2 a BAA3, outlook stabile. Notizia non positiva, ma nemmeno negativa. “Italy’s rating downgraded to Baa3 stable on high debt, low growth“. Le cause del downgrade sono: la riduzione della forza fiscale e l’interruzione della riduzione del rapporto debito/PIL. La preoccupazione nasce dal fatto che in caso di frenata dell’economia, con la manovra l’Italia pagherebbe uno scotto importante. Inoltre sulle riforme strutturali Moody’s legge molta confusione, non essendoci una vera strategia per la crescita economica. Moody’s apprezza il piano di investimenti ed il temporaneo possibile effetto sul piano fiscale nell’immediato che potrebbe anche mostrare dati positivi, ma il lungo termine condanna l’Italia ad una crescita ancora anemica. Insufficiente per risalire la china e vedere il debito su un path decrescente ed un PIL in salita. Sull’outlook Moody’s ricorda i punti di forza dell’economia italiana larga e diversificata, avanzi delle partite correnti e risparmio privato in ottima salute, possibile cuscinetto per il Governo. Downgrade anche per i massimali sui depositi in valuta estera e locale da AA2 ad AA3. Stabili a Prime-1 quelli per obbligazioni e depositi a breve termine. Il rating Moody’s potrebbe subire ulteriori riduzioni in caso di difficoltà del mercato. Il rating Moody’s potrebbe…

Piazza Affari: la tempesta d’autunno può fare ancora danni?
News / 22 ottobre 2018

Il Ftse Mib continua a rimanere preda di una volatilità e di un nervosismo molto difficili da gestire. Occhio puntati sullo scontro tra Italia e UE: cosa ci riserverà la prossima ottava? Anche in chiusura della scorsa ottava le Borse europee hanno mostrato segnali di debolezza, pur registrando flessioni in qualche modo contenute. L’unico segno più si è visto sulla piazza londinese, con il Ftse100 in rialzo dello 0,32%, mentre il Dax30 e il Cac40 sono scesi rispettivamente dello 0,31% e dello 0,63%. Un’altra settimana in rosso per il Ftse Mib su nuovi minimi 2018 Si è conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto la seduta di Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni a 19.080 punti, con un frazionale calo dello 0,04%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 19.193 e un minimo a 18.754 punti.  Ancora una volta è negativo il bilancio settimanale, visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips è sceso dello 0,91% rispetto al close del venerdì precedente. Il mercato ha vissuto una settimana a due facce, visto che nelle prima parte ha trovato gli spunti giusti per risalire la china, con il Ftse Mib avvicinatosi alla soglia dei 20.000…

Sono i giovani che accettano l’incentivo per lasciare l’Ilva. Già 300 transazioni
News / 22 ottobre 2018

“In Ilva sinora abbiamo fatto molte transazioni di lavoratori che, accettando l’incentivo, hanno deciso di chiudere anticipatamente e volontariamente il rapporto di lavoro e confermo: ho visto passare più lavoratori giovani che prossimi alla pensione. La maggioranza dei casi riguarda persone di età media attorno ai 37/40 anni e questo è un elemento che fa pensare”. Parla Biagio Prisciano, della Fim Cisl Taranto, uno dei sindacalisti che in questi giorni stanno assistendo i lavoratori nella firma della transazione con l’Ilva, preludio all’uscita dalla fabbrica e all’ottenimento dell’incentivo da 100 mila euro lordi (circa 77 mila netti) così come previsto dall’accordo al Mise dello scorso 6 settembre tra Ilva in amministrazione straordinaria, Arcelor Mittal, nuovo acquirente di Ilva, e sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb. “Sì, stiamo vedendo molti giovani che hanno avuto il coraggio di inseguire il loro sogno e di staccarsi da Ilva – sottolinea Piero Pallini della Uilm Taranto – cito due casi: uno che va via e sta valutando se tornare o meno in Canada, dove ha già lavorato in passato, ed uno che utilizzerà i soldi dell’incentivo per sostenere le sue attività. Quest’ultimo mi ha detto che da tempo è in cassa integrazione…

Condono: cosa cambia dopo l’accordo tra Di Maio e Salvini sul decreto fiscale
News / 22 ottobre 2018

Via la non punibilità per i reati e fuori dal condono i beni e le attività finanziarie detenute all’estero. Mentre potrebbe entrare nel corso dell’iter parlamentare il saldo e lo stralcio delle cartelle di Equitalia per i contribuenti in particolari difficoltà economiche. Il condono targato M5s-Lega resta ma si ridimensiona rispetto ai contorni che aveva assunto nei giorni scorsi. La sintesi è stata trovata nel corso di una riunione ristretta tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Dal testo ‘definitivo’ sono state stralciate ampie parti dell’articolo 9 del decreto, ovvero la norma sulla dichiarazione integrativa che ha scatenato lo scontro tra i due soci di maggioranza. La pace fiscale nella versione precedente prevedeva una dichiarazione integrativa ‘speciale’ che si estendeva anche all’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie) e all’imposta sul valore delle attivià finanziarie detenute all’estero (Ivafe), tipiche della voluntary disclosure. Leggi gli articoli di Messaggero e Sole 24 Ore Scudo penale Nel nuovo testo non sarà possibile presentare la dichiarazione integrativa per i beni e le attività finanziarie detenute all’estero. Il vero nodo all’origine dello scontro era però rappresentato dalla non punibilità dei reati e in particolare…

Confindustria ha chiesto di nuovo al governo di cambiare la manovra
News / 22 ottobre 2018

La manovra va corretta, rafforzando la crescita: il problema non è tanto lo sforamento del deficit e l’abbassamento del rating deciso da Moody’s, che “era nelle cose”, ma vincere la sfida dello sviluppo, pena la credibilità del governo. È il messaggio che da Capri il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, lancia all’esecutivo alle prese con un delicato consiglio dei Ministri, dopo gli scontri sul decreto fiscale. Agli imprenditori non interessano i retroscena sulle ‘manine’ ma chiedono investimenti, il rifinanziamento di Industria 4.0, l’attuazione delle opere pubbliche. Savona: “Nessun pericolo di default” Parlando al 33esimo convegno dei Giovani imprenditori, Boccia sottolinea i rischi dello spread, una tassa per famiglie e imprese, e avverte l’esecutivo che per modificare la legge di bilancio i tempi sono stretti. Il ministro agli Affari europei Paolo Savona, assicura dal palco che non vi sono rischi default e che il debito pubblico italiano è perfettamente solvibile. Quindi riconosce l’importanza degli investimenti, capaci di far crescere il Paese anche del 2-3%, e sostiene che le manovre non devono essere ‘piloti automatici’. Ma Boccia vuole andare a vedere le buone intenzioni dell’esecutivo, a partire dal reddito di cittadinanza che non può essere un sussidio ma piuttosto un ponte per il lavoro. A richiamare…

3 dividendi tanto amabili quanto sconosciuti
News / 21 ottobre 2018

L’arma del dividendo è quella che permette maggiormente di assicurarsi una rendita sul lungo termine. Ma spesso capita che i grandi nomi riescano ad attirare la maggior parte di attenzione e di capitali a discapito di altri titoli con altrettante potenzialità ma meno conosciuti. L’arma del dividendo è quella che permette maggiormente di assicurarsi una rendita sul lungo termine. Ma spesso capita che i grandi nomi riescano ad attirare la maggior parte di attenzione e di capitali a discapito di altri titoli con altrettante potenzialità ma meno conosciuti. I collaboratori di The Motley Fool ne suggeriscono 3. Ubiquiti Networks (NASDAQ: UBNT) Steve Symington suggerisce Ubiquiti Networks. Nel ramo wireless, Ubiquiti Networks non è tra i più conosciuti ma a suo vantaggio c’è un dividendo appena nato (1,1%) sull’onda dei numeri pubblicati ad agosto e che fa seguito ad altri due dividendi una tantum pagati nel 2012 e 2014. La differenza? L’impegno dell’azienda a mantenere il pagamento per il resto dell’anno fiscale 2019 e la sostenibilità di un capitale che ha alle sue spalle anche una serie di riacquisizoni. Punto di forza della società: le offerte per una rete Wi-Fi di alta qualità a prezzi bassi e un marketing basato sul…

Salvini e Di Maio trovano l’accordo sul decreto fiscale: “Nasce lo Stato amico”
News / 21 ottobre 2018

Dopo giornate ad alta tensione sul decreto fiscale, tra scambi di accuse reciproci e il tormentone della “manina” che avrebbe modificato il testo inserendo un condono inviso al M5s, Matteo Salvini e Luigi Di Maio trovano l’accordo sulla pace fiscale e, al termine di un lungo Consiglio dei Ministri, si presentano in conferenza stampa dando di nuovo sfoggio di unità. “Oggi nasce lo Stato amico dei più deboli”, annuncia il ministro del Lavoro con un sorriso eloquente. Alla fine ad averla spuntata è lui: ora può presentarsi di fronte alla platea della festa Italia a 5 Stelle senza il rischio di essere contestato per aver inserito una sorta di condono mascherato in manovra. Lo stesso Salvini, ieri, aveva ceduto, affermando che l’idea di scudi “non lo appassionava”. “Le polemiche di questi giorni hanno portato non ad un passo indietro ma un passo avanti”, sottolinea oggi il leader del Carroccio. La norma viene quindi approvata in via definitiva: non ci sarà nessuno scudo per i patrimoni all’estero e la dichiarazione integrativa sul reddito sarà consentita fino al 30% in più rispetto a quanto dichiarato, per un tetto massimo di 100 mila euro per ciascun anno di imposta (non per singola imposta ma per imponibile),…

Fisco: in Italia oltre 100 tasse ma l’85% degli incassi dello Stato arrivano da 10 tributi. Rapporto Cgia
News / 21 ottobre 2018

Oltre 100 tra tasse, tributi e contributi pesano sui contribuenti italiani ma l’85% degli incassi arriva per lo Stato da appena una decina di voci. Commenta il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo: “Con una seria riforma fiscale basterebbero poco più di 10 imposte per consentire ai contribuenti italiani di beneficiare di una riscossione più contenuta, di lavorare con più serenità e con maggiori vantaggi anche per le casse dello Stato che, molto probabilmente, da questa sforbiciata vedrebbero ridursi l’evasione”. Le imposte che pesano di più sui portafogli dei cittadini italiani sono due e garantiscono oltre la metà (il 55,4 per cento) del gettito totale: sono l’Irpef e l’Iva. Nel 2017 la prima (Imposta sul reddito delle persone fisiche) ha garantito all’erario un gettito di 169,8 miliardi di euro (il 33,8 per cento ovvero un terzo del totale) mentre la seconda (Imposta sul valore aggiunto) ha consentito di incassare 108,8 miliardi di euro (21,6 per cento). Per le aziende l’imposta più pesante è l’Ires (Imposta sul reddito delle società), che l’anno scorso ha consentito all’erario di incassare 34,1 miliardi di euro. Di particolare rilievo anche il gettito riconducibile all’imposta sugli oli minerali che è stato pari a 26 miliardi e quello ascrivibile all’Irap (Imposta regionale sulle attivita’ produttive) che ha assicurato 22,4 miliardi…

Quali sono le prossime tappe dopo la lettera della Ue sulla manovra?
News / 21 ottobre 2018

La lettera inviata giovedì dalla Commissione europea per contestare la manovra per una deviazione “grave e senza precedenti” apre formalmente il processo che potrebbe portare prima a un’inedita bocciatura del documento programmatico di bilancio e poi a una procedura per deficit eccessivo contro l’Italia. La prossima tappa è prevista già lunedi’ a mezzogiorno, termine ultimo entro il quale il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dovrà rispondere alla richiesta di chiarimenti della Commissione. Fonti di palazzo Chigi, a margine dei lavori dell’Asem a Bruxelles, hanno assicurato che il governo risponderà nei tempi previsti alla lettera inviata al ministro del Tesoro. “Nessuna decisione sul bilancio italiano è stata presa – assicura da Roma il commissario europeo, Pierre Moscovici – ma sarà molto importante quello che Tria scriverà nella sua lettera di risposta”, chiarisce.  Una seconda chance per rientrare Il collegio dei commissari si riunirà a Strasburgo il giorno successivo la deadline fissata per l’Italia: martedì 23 ottobre i commissari, a margine della seduta plenaria del Parlamento, discuteranno del ‘dossier Italia’. Se nella sua risposta Tria non indicherà la volontà del governo di fare marcia indietro, entro martedì 30 ottobre la Commissione potrebbe annunciare la bocciatura della manovra, pubblicando una “opinione” negativa e la richiesta di presentare una “versione rivista”. Per il governo italiano rappresenterebbe una seconda…

Mediaset: per Confalonieri non è in vendita. La view di Equita
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Il presidente del gruppo ha smentito i rumors di una possibile cessione a Vivendi. Intanto gli analisti si focalizzano sulla raccolta pubblicitaria. Chiusura di ottava in positivo per Mediaset che, dopo l’affondo di ieri, quando la giornata è stata archiviata con un ribasso di oltre il 4%, è riuscito a dare vita ad un piccolo recupero oggi. Il titolo ha terminato le contrattazioni a 2,604 euro, con un rialzo dello 0,58% e circa 2,7 milioni di azioni scambiate, sostanzialmente in linea con la media giornaliera degli ultimi tre mesi. Il presidente di Mediaset, Confalonieri, ha sottolineato che l’ipotesi di cessione del gruppo è totalmente senza senso, smentendo le voci di una possibile vendita a Vivendi. La strategia della società contro il colosso francese, secondo il Corriere, non sarebbe più la richiesta di esecuzione di acquisto di Mediaset Premium, ma quella di richiesta dei danni. Per quanto riguarda invece il mercato pubblicitario, gli analisti di Equita SIM prevedono per settembre/inizio ottobre un andamento piatto o in leggero calo, con le TV in lieve riduzione e Search&Social ancora positivi.I quotidiani dovrebbero confermare il trend di leggera contrazione dei mesi estivi ed i magazines riportare un calo ancora ad una cifra. La SIM…