Piazza Affari: alti rischi e forti tensioni. Meglio stare fermi?

1 ottobre 2018

Il Ftse Mib ha ricevuto davvero un brutto schiaffo dai ribassisti ed è probabile che ora ci voglia del tempo prima di una ripresa credibile e duratura, senza escludere nuovi affondi.

L’ultima seduta della scorsa settimana, che ha chiuso anche il mese di settembre per i mercati, si è conclusa in flessione per le Borse europee. Il Ftse100 ha ceduto lo0,47%, mentre il Cac40 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,85% e dell’1,52%.

Decisamente più pesante il bilancio di Piazza Affari che ha vissuto una sessione ad altissima tensione, con il Ftse Mib fermatosi a 20.711 punti, registrando un affondo del 3,72%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 21.298 e un minimo a 20.511 punti.
Molto negativo anche il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha lasciato sul parterre il 3,83% rispetto al close del venerdì precedente.

Ftse Mib: il crollo è un’occasione per comprare?

Il Ftse Mib ha vissuto un’ottava a due velocità visto che nella prima parte ha allungato il passo in direzione dei 21.650/21.700 punti, salvo poi avviare una flessione che si è trasformata in un vero e proprio crollo venerdì scorso.
L’indice è scivolato fino all’area dei 20.500 per poi avviare un recupero che lo ha riportato a ridosso dei 20.700 punti.

La caduta del mercato è avvenuta in seguito alla presentazione del Def da parte del Governo, il primo passo che condurrà attraverso un percorso piuttosto lungo alla legge di bilancio 2019.
Il mercato ha reagito molto negativamente alle indicazioni arrivate dal fronte politico e come anticipato da più parti, la volatilità e l’incertezza continueranno a dominare la scena almeno per il momento.

Dal punto di vista tecnico dopo il crollo di venerdì scorso non sarà da escludere un tentativo di recupero che, partendo dalla tenuta dei 20.500 punti venerdì scorso, potrebbe condurre il Ftse Mib in primis ad un test di area 21.000.
Con una riconquista di questo livello l’indice potrà tentare un allungo verso i 21.200/21.300 punti prima e in seguito in direzione di area 21.500, andando così a ricoprire il gap-down lasciato aperto nella sessione di venerdì.

Ulteriori segnali di positività si avranno con salite al di sopra dei 21.500 punti che troveranno una resistenza intermedia a 21.650/21.700 punti. Sarà questo l’ultimo baluardo da abbattere prima di un approdo in area 22.000, il raggiungimento della quale appare lontano sia in termini di punti che di tempo.

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Al ribasso il primo supporto che il Ftse Mib metterà nuovamente sotto pressione sarà quello dei 20.500 punti, la rottura dei quali proietterà i corsi sui minimi dell’anno a ridosso dei 20.200 punti. Con lo sfondamento al ribasso di area 20.200/20.000 bisognerà archiviare qualsiasi speranza di recupero nel breve, con sviluppi negativi che porteranno il Ftse Mib dapprima verso i 19.500 punti e in seguito verso area 19.000, senza escludere approfondimenti verso livelli più bassi.

Dopo il movimento di venerdì scorso bisognerà vedere in primis se dopo l’emotività seguita alle indicazioni dal fronte politico il mercato assumerà un atteggiamento più composto o se al contrario vedrà un’esasperazione della reazione iniziale.

I rischi sono molto alti perchè se da una parte c’è la possibilità di un rimbalzo, anche corposo, dall’altra il Ftse Mib potrebbe scivolare ancora verso il basso, mettendo a rischio i minimi dell’anno, la cui rottura aprirebbe scenari ancora più negativi per il nostro mercato.

I market movers in America

Sul fronte macro Usa sarà diffuso l’indice PMI manifatturiero di settembre che dovrebbe calare da 54,7 a 54,5 punti, mentre l’indice ISM manifatturiero di agosto è atteso in flessione da 61,3 a 60,5 punti. In agenda anche le spese per costruzioni che a luglio dovrebbero mostrare una variazione positiva dello 0,4% rispetto allo 0,1% precedente.
Da segnalare un discorso di Neel Kashkari, presidente della Fed di Minneapolis, oltre al quale parlerà anche Raphael Bostic, suo omologo della Fed di Atlanta.

I dati macro e gli eventi in Europa

In Europa si conoscerà il tasso di disoccupazione di agosto che dovrebbe rimanere invariato all’8,2%, mentre il dato finale dell’indice PMI manifatturiero di settembre dovrebbe confermare la lettura preliminare a 53,3 punti, in frenata rispetto ai 54,6 di agosto.

In Germania l’indice PMI manifatturiero finale di settembre è atteso a 53,7 punti, in linea con l’indicazione preliminare e in calo in confronto ai 54,6 punti del mese precedente. In calendario anche le vendite al dettaglio che ad agosto dovrebbero salire dello 0,4%, in recupero rispetto al calo dello 0,4% precedente.

In Francia il dato finale dell’indice PMI manifatturiero è visto a 52,6 punti dai 53,5 di agosto, mentre in Italia lo stesso dato a settembre dovrebbe salire da 50,1 a 50,4 punti. Sempre in Italia sarà diffuso il tasso di disoccupazione di agosto, atteso in rialzo dal 10,4% al 10,5%.
Da segnalare nel primo pomeriggio una riunione dell’Eurogruppo.

I titoli e i temi da seguire a Piazza Affari

A Piazza Affari da seguire Fca in attesa dei dati sulle immatricolazioni di auto in Italia con riferimento al mese di agosto.

In agenda un’assemblea di Saes Getters per deliberare in merito al piano di incentivazione di lungo termine destinato ad amministratori esecutivi ed esponenti del management.

fonte: http://www.trend-online.com/prp/rss.xml

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