Ispi: con Salvini meno sbarchi, ma sono aumentati i morti

2 ottobre 2018

I primi mesi del ministero dell’Interno guidato da Matteo Salvini sono stati caratterizzati da un ulteriore riduzione degli sbarchi di migranti in Italia. Un risultato coerente con le promesse elettorali della Lega, ma che secondo l’opposizione avrebbe beneficiato dei frutti del lavoro del suo predecessore Marco Minniti, che già aveva avviato una decisa tendenza alla riduzione del fenomeno.

Eppure i risultati dei due ministri dell’Interno sono assai diversi se oltre agli sbarchi allarghiamo lo sguardo al rapporto fra gli arrivi e le morti in mare. Si scopre così che durante l’amministrazione Minniti sbarchi e vittime calavano di pari passo, mentre adesso, con l’aperta ostilità alle Ong del governo, i morti sono aumentati del 147% (grafico in basso). A compiere quest’analisi è stato il ricercatore dell’Ispi, Matteo Villa, in un articolo comparso sul sito dell’istituto.

A fronte di “vere e proprie azioni di deterrenza nei confronti non soltanto delle Ong, ma di chiunque operi salvataggi in mare” il governo ha ottenuto una riduzione degli sbarchi del “48% rispetto al periodo delle politiche Minniti, e all’89% se confrontata con l’ultima fase della ‘crisi migratoria’ in Italia. Il costo in termini di vite umane, però è passato da una media di 3,2 morti/dispersi al giorno a 8,0.

“I risultati dei primi quattro mesi di governo Conte permettono di stimare sbarchi per circa 15.000 in un anno, e dunque un calo di circa 28.000 sbarchi rispetto ai 43.000 del periodo Minniti”, scrive Villa, “allo stesso tempo, il periodo di politiche Salvini è coinciso con un forte aumento delle morti in mare, che hanno invertito il trend di netta diminuzione del periodo precedente”.

Rispetto alle considerazioni presentate da Villa ci sentiamo solo di aggiungere che le statistiche sulle morti per ciascun giorno non sono effettuate su un periodo omogeneo. Nel caso di Salvini, i dati sono riferiti a un periodo che va da giugno a settembre (ad oggi l’unico disponibile per l’analisi), mentre per Minniti si considerano i dati che vanno da luglio a maggio (2017-18). 

È probabile che il confronto risenta almeno in parte del fatto che il calcolo sulla frequenza delle morti sia basato solo sul periodo estivo per le politiche di Salvini (ovvero nell’arco annuale in cui avvengono maggiori partenze dalle coste libiche), mentre il periodo di riferimento per l’amministrazione Minniti include tutti i mesi invernali ed esclude un mese estivo.

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