FCA: parte l’era Manley, nel nome del “padre” Marchionne
News / 2 ottobre 2018

Dopo la scomparsa dell’AD Sergio Marchionne, il principale artefice della rinascita di FCA, tocca all’inglese Michael Manley raccoglierne la pesante eredità. La nuova era inizia all’insegna dell’efficienza di quella vecchia. Salito al comando della casa automobilistica in luglio, il manager ex numero uno dei brand Jeep e RAM ha fin da subito assicurato che avrebbe seguito le orme del suo predecessore, seguendo le linee guida fissate da Marchionne a giugno per mantenere FCA “forte e indipendente”. Una delle decisioni principali di Manley riguarda la scelta dei manager incaricati di mettere in atto la nuova fase strategica di FCA in una delle aree in cui la redditività del gruppo italo americano è inferiore rispetto a quella dei concorrenti: l’Europa. A essere scelto è stato Pietro Gorlier, chief operating officer della divisione di componentistica di FCA (nella foto sotto). Il capo in Europa Alfredo Altavilla aveva lasciato il suo incarico dopo che Manley era stato scelto come successore di Marchionne e bisognava trovargli un sostituto all’altezza. Gorlier è noto per aver guidato il gioiello del gruppo, che è stato di recente messo in vendita, Magneti Marelli, divisione che ora passa sotto la guida di Ermanno Ferrari. Il manager ex responsabile della divisione Lighting di Magneti…

Wall Street, cosa comprare se la Fed continua ad alzare i tassi
News / 2 ottobre 2018

A Wall Street la maggiore esposizione sui titoli bancari potrebbe essere premiante rispetto ad altri settori, Ecco perché, e quali titoli scegliere a partire dai colossi di settore. Se la Federal Reserve dovesse continuare ad alzare i tassi di interesse, allora a Wall Street la maggiore esposizione sui titoli bancari potrebbe essere premiante rispetto ad altri settori come quello delle telecomunicazioni, utilities e titoli del comparto immobiliare. Questo, è quanto, tra l’altro, mette in evidenza Stephen Guilfoyle su thestreet.com dopo che, nell’ultima due giorni del FOMC, la banca centrale americana ha rivisto al rialzo il costo del denaro portandolo all’interno della banda di oscillazione del 2%-2.25%. In base a quelle che sono le attuali previsioni degli economisti, la Federal Reserve dovrebbe alzare di un altro quarto di punto, al 2,25%-2,50%, il costo del denaro a conclusione del FOMC del 18 e 19 dicembre del 2018. Wall Street, 4 titoli bancari per cavalcare il rialzo dei tassi Il redattore di TheStreet Stephen Guilfoyle, per chi vuole incrementare l’esposizione sugli istituti di credito quotati a Wall Street, ha selezionato quattro grandi banche, e precisamente JPMorgan Chase (JPM), Citigroup (C), Goldman Sachs (GS) e KeyCorp (KEY). Now that we’ve had that rate hike….. https://t.co/MTI9lbN0rh —…

Wall Street: Trump mette il pepe al Dow, General Electric show
News / 2 ottobre 2018

Dow Jones, Intel scivola sul downgrade di Barclays. Nyse, azioni General Electric in rally su nomina nuovo CEO. Nasdaq: Tesla in rally, Musk deve lasciare la presidenza. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Inizio d’ottava in terreno misto per la piazza azionaria di Wall Street dopo la chiusura sul filo della parità di venerdì scorso. A conclusione della giornata di scambi, infatti, il Dow Jones, trainato dall’accordo USA-Canada sul libero scambio, che supera il vecchio Nafta, ha portato a casa un rialzo dello 0,73% a 26.651,21 punti, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,11% a 8.037,30 punti. Semaforo verde invece per l’ampio indice S&P 500 che chiude con un 0,36% a 2.924,59 punti. U.S. stocks rose on Monday as investors cheered news of Canada joining a trade deal with the United States and Mexico. pic.twitter.com/613pkMHpS8 — CNBC (@CNBC) October 1, 2018 Dow Jones, Intel scivola sul downgrade di Barclays Tra le Blue Chips, bene al close Boeing (BA), +2,90% a $ 382,69, Chevron (CVX), +1,76% a $ 124,43, ed American Express (AXP), +1,34% a $ 107,92, mentre Intel (INTC), -1,78% a $ 46,45, ha archiviato la giornata di scambi in controtendenza dopo che, in…

Piazza Affari resta con i nervi scoperti: verso nuovi ribassi?
News / 2 ottobre 2018

Il Ftse Mib ha provato a recuperare terreno, fallendo però miseramente nel suo intento. Cosa aspettarsi domani? L’ultimo trimestre dell’anno si è aperto con una seduta contrastata per le Borse europee che dopo un avvio positivo non sono riuscite a mantenersi tutte lungo la via dei guadagni. Il Cac40 e il Dax30 sono saliti rispettivamente dello 0,24% e dello 0,75%, mentre il Ftse100 è sceso dello 0,16%. E’ rimasta più indietro degli altri Piazza Affari che, dopo essere stata la peggiore in Europa venerdì scorso, ha continuato a scivolare verso il basso oggi. Il Ftse Mib in realtà dopo un avvio debole è riuscito ad imboccare la via dei guadagni, con un bel rialzo nell’intraday che però è stato mandato in fumo nel pomeriggio. L’indice delle blue chips ha così terminato gli scambi a 20.609 punti, con un calo dello 0,49%,dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 21.078 e un minimo a 20.552 punti. Il Ftse Mib prima illude e poi delude: cosa aspettarsi ora? Il Ftse Mib ha vissuto una seduta a due facce e dopo aver reagito al crollo di venerdì con un bel recupero che lo ha portato anche oltre i 21.000 punti, si è mosso a…

Piazza Affari, seduta a doppia faccia
News / 2 ottobre 2018

Nuovo balzo di Moncler, bene anche Buzzi e Tenaris. In guadagno i titoli del comparto industriale, mentre scivolano nuovamente i bancari. Fra i quaranta titoli che compongono il nostro indice principale sono risultati più numerosi quelli che hanno concluso la seduta odierna in guadagno (21) rispetto a quelli che hanno fatto segnare una perdita (20), tuttavia il bilancio complessivo … è negativo. E’ negativo perché i cali dei titoli del comparto bancario hanno pesato parecchio, il mercato quindi ritiene che sarà il settore più penalizzata da una manovra espansiva. A Piazza Affari la volatilità non è mancata (non c’erano dubbi) la grande sorpresa, però, arrivava presto, immediatamente dopo l’apertura, infatti, sul nostro Ftse Mib (-0,49%) si scaricava un’ondata di acquisti davvero inaspettata. In un paio d’ore il nostro indice principale tornava a traguardare quota 21.000 punti, insomma un guadagno che superava abbondantemente il punto percentuale. Ed erano proprio i titoli del comparto bancario a trainare la ripresa. A fine mattinata, però, il trend si invertiva, e quando mancava un’ora al termine delle contrattazioni si tornava sotto la linea della parità. Rimbalzo mancato. E’ chiaro che fra gli operatori in cerca di “volatilità” il mercato italiano, in questo momento, rappresenta un’opportunità,…

Piazza Affari: massima cautela per vari motivi. I buy di ottobre
News / 2 ottobre 2018

Il rischio politico è tornato a pesare sull’azionario italiano e questo è sicuramente un motivo in più per essere prudenti. Gli analisti attendono eventuali correzioni prima di comprare: il portafoglio ideale per questo mese. Il mese di ottobre sembra essere partito con il piede giusto per i principali mercati azionari, tanto europei quanto americani, che si spingono in avanti, sebbene non manchino alcune eccezioni. Nel Vecchio Continente infatti il Ftse100 mostra un calo in controtendenza dello 0,14%, e rimane ancora più indietro Piazza Affari che dopo essere stata la migliore nel corso della mattinata, ha registrato un cambio di rotta, con il Ftse Mib ora in rosso di circa mezzo punto percentuale. Il nostro mercato è reduce dal pesante crollo di venerdì scorso che tuttavia non ha impedito una chiusura di settembre con un bilancio positivo di oltre il due punti percentuali. Borse: uno sguardo al mese di settembre Nel consueto report mensile gli analisti di Equita SIM segnalano che durante il mese appena concluso le Borse globali sono stati nel complesso piatte, con gli indici azionari americani sostanzialmente invariate, mentre le Borse europee sono state contrastate. Fino alla diffusione della nota di aggiornamento sul Def, avvenuta giovedì scorso in…

L’Opec indifesa contro il rialzo dei prezzi del barile
News / 2 ottobre 2018

Il petrolio sarà il nuovo protagonista dei mercati? Forse, se non altro per le tante variabili che incombono sulle sue quotazioni. Il petrolio sarà il nuovo protagonista dei mercati? Forse, se non altro per le tante variabili che incombono sulle sue quotazioni. Le quotazioni Attualmente il greggio vede un Brent valutato oltre 83 dollari al barile (83,3 per la precisione) mentre il collega statunitense, il Wti, arriva a 73,66 dollari. Nei giorni scorsi le critiche del presidente Usa che era arrivato a chiedere all’Opec di riattivare i rubinetti per permettere un calo del prezzo del petrolio non ha avuto gli effetti sperati e, sebbene l’organizzazione si sia detta favorevole ad un controllo della situazione generale, non ha specificato le strategie concrete che, eventualmente, sarebbe disposta ad attuare qualora la situazione dovesse degenerare. Una “degenerazione” che, stando al moltiplicarsi delle proiezioni degli esperti, riguarderebbe un petrolio che, nel prossimo futuro, complici una serie di fattori, potrebbe arrivare nuovamente a 100 dollari al barile. Per questo motivo l’apparente latitanza dell’Opec ha suggerito che il club dei paesi esportatori sia impotente ad impedire che i prezzi del petrolio salgano verso i $ 100 al barile già da quest’anno. Le previsioni sull’Iran All’orizzonte, infatti,…

Manovra, Juncker: altre concessioni all’Italia portano alla fine dell’euro
News / 2 ottobre 2018

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha escluso ulteriori concessioni all’Italia, perché potrebbero portare alla fine della zona euro. “Dobbiamo evitare che l’Italia reclami condizioni speciali che, se concesse a tutti, significherebbero la fine dell’euro”, ha detto Juncker in un evento a Friburgo, in Germania, rispondendo a una domanda sulla manovra. Il presidente della Commissione ha spiegato di non volere che l’Italia sia “una nuova crisi greca”.  “Non ci sarà nessuna fine dell’euro”, ha replicato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, “io ho parlato con i commissari Moscovici e Dombrovskis, non con Juncker. Sarà una sua opinione”. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

La Sec non fermerà re Musk: ecco che cosa cambia (e cosa resta) in Tesla 
News / 2 ottobre 2018

Elon Musk resta un monarca. Il patto chiuso con la Sec non rivoluzionerà Tesla. E i 20 milioni di multa faranno il solletico al portafogli del suo fondatore. Dopo il tweet in cui definiva “garantiti” i fondi per portare la società lontana da Wall Street, Musk dovrà lasciare la carica di presidente, ma non quella di amministratore delegato. Il produttore di auto elettriche dovrà nominare il suo successore e due nuovi membri indipendenti del cda. Musk perderà potere? Per il momento no. Il board, accusato di passività per non essersi mosso neppure davanti ai comportamenti impropri del ceo, resta saldamento sotto l’egida del fondatore. Il controllore continuerà a essere il controllato. In tribunale, però, potrebbe andare peggio. Il consiglio: il regno di Musk Oggi il consiglio di amministrazione di Tesla è composto da nove membri. Uno è il presidente uscente Musk. Gli altri otto sono quasi tutti sua diretta emanazione. Il caso più evidente è la poltrona assegnata al fratello Kimbal. Ci sono poi consiglieri non consanguinei ma comunque “di famiglia”. Brad Buss è stato direttore finanziario di Solar City (sussidiaria di Tesla specializzata nell’energia solare). Ira Ehrenpreis è un investitore di Space X. Antonio Gracias, oltre ad aver sostenuto Tesla sin dai…

Reddito di cittadinanza, Di Maio: “Andrà a chi è residente in Italia da almeno 10 anni”
News / 2 ottobre 2018

“Sarebbe l’ideale usare la tessera sanitaria con cip” per l’erogazione del reddito di cittadinanza “ma nel frattempo sarà messa su una carta elettronica”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio durante la registrazione della trasmissione ‘Quarta Repubblica’ su Rete 4. L’importo accreditato sarà “da spendere negli esercizi commerciali in Italia per far crescere l’economia, bisogna limitare al massimo le spese fuori dall’Italia. Avremo un gettito Iva e di Pil superiore alle aspettative”. Il reddito di cittadinanza, ha poi aggiunto il vicepremier Cinquestelle, “sarà erogato a chi è residente da almeno 10 anni nei confini italiani”.  fonte: http://www.agi.it/economia/rss