Turchia, inflazione al top di 15 anni: prosegue crollo lira
News / 4 ottobre 2018

Come previsto, dato il crollo valutario delle ultime settimane, l’indice dei prezzi al consumo della Turchia ha proseguito la sua scalata a settembre. Il dato, tuttavia, è risultato molto superiore alle attese: l‘inflazione ha toccato i massimi degli ultimi 15 anni, al 24,5%, contro una previsione media che l’aveva stimata al 21,1%. L’indice dei prezzi al consumo ha così superato il tasso di riferimento al 24% della banca centrale turca, dalla quale ora si attendono nuovi rialzi. Il target dell’istituto per tasso d’inflazione è al 5% lontano chilometri. Eppure lo spazio per alzare ulteriormente i tassi d’interesse non molto ampio, vista l’ostilità del presidente Recep Tayyip Erdogan contro le politiche monetarie restrittive. Il cambio dollaro-lira turca ha visto un nuovo tonfo della moneta locale, arrivando a quota 6,0972 prima di moderare le perdite all’attuale 6,0274 (-0,71%). “Un’inflazione così pessima sembra uscita davvero dalla vecchia Turchia”, ha dichiarato Inan Demir, economista alla Nomura International di Londra, “l’inflazione complessiva annua è al di sopra del tasso ufficiale della banca centrale al 24%, il che richiede un altro rialzo dei tassi”. “I tassi di interesse al 24% forniscono una certa protezione”, ha commentato l’analista di Medley Global, Nigel Rendell, “ma c’è la sensazione…

Savona: deficit Francia non è più sostenibile del nostro
News / 4 ottobre 2018

Il ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, è intervenuto con forza nel dibattito che in questi giorni ha visto contrapposti i rapporti deficit/Pil previsti dai governi francese e italiano, rispettivamente del 2,8 e del 2,4%. Secondo Savona l’idea che la Francia possa permettersi più dell’Italia un disavanzo consistente, in virtù del minore debito pubblico sul Pil non sarebbe supportato dalla logica macroeconomica. Savona ricorda, infatti, che la Francia ha un livello dei prezzi superiore ai target Bce e, a differenza dell’Italia, si trova in deficit corrente con l’estero (in sostanza, importa più merci, servizi e redditi di quanti non ne esporti). In queste condizioni, da manuale, sarebbe opportuna una maggiore prudenza nella spesa pubblica. Così Savona, che ha firmato il suo intervento su MF: “La Francia ha un doppio (twin) deficit, di bilancia estera e pubblica, accompagnato da un aumento dei prezzi al consumo che ha recentemente superato il tetto stabilito dalla Bce. Unica nei principali paesi dell’euroarea, il suo disavanzo estero di parte corrente è dell’1,1% del Pil, seguita solo dalla Grecia con il con l’1,2%. Vive cioè al di sopra delle proprie risorse. Il suo deficit di bilancio pubblico è del 2,4%, a livello di quello preventivato per il 2019 dall’Italia, attualmente al 2%. Questa condizione richiederebbe una stretta fiscale,…

Fmi: economia mondiale rischia un’altra grande crisi
News / 4 ottobre 2018

I livelli del debito sono superiori a quelli del 2008 e non sono state effettuate le riforme necessarie per mettere al sicuro il sistema bancario: sono due dei fattori che potrebbero far si che l’economia globale sprofondi in un’altra crisi finanziaria dieci anni dopo le turbolenze della grande crisi. È il Fondo Monetario Internazionale guidato da Christine Lagarde a dirlo, puntando il dito contro governi e autorità di controllo, rei di non aver attuato tutte le riforme necessarie per proteggere il sistema da comportamenti irrazionali e troppo rischiosi. Con i debiti globali che sono sempre più elevati dopo anni di tassi zero e prestiti facilitati, le parti “senza controllo” del sistema finanziario potrebbero a un certo punto provocare il caos, gettando nel panico i player di mercato. L’istituto di Washington, prestatore di ultima istanza dei paesi in difficoltà finanziarie, sostiene che negli ultimi 10 anni sia stato fatto tanto per porre rimedio ai problemi di liquidità delle banche. Ora il settore è sottoposto a controlli più rigorosi. Tuttavia, “i rischi tendono a crescere durante i periodi positivi come quell attuale di tassi di interessi bassi e volatilità bassa”, avverte l’FMI aggiungendo che i rischi possono sempre in agguato, perché possono “migrare…

Deutsche Bank FA, strategia di crescita a 360 gradi
News / 4 ottobre 2018

In occasione della convention di Deutsche Bank Financial Advisors, tenutasi a Milano, la rete dei consulenti finanziari del gruppo bancario tedesco ha presentato la nuova strategia di sviluppo, pensata per crescere in un mercato di riferimento sempre più competitivo, ampliando il ventaglio di servizi offerti ai clienti e valorizzando ulteriormente le competenze e l’identità dei consulenti finanziari per allargarne il raggio d’azione. La nuova strategia, illustrata dall’head of advisory client Silvio Ruggiu (nella foto), prende il via da un processo di ascolto delle esigenze e dei bisogni dei consulenti e dei clienti in un mercato in profonda trasformazione, anche a seguito di importanti evoluzioni normative, di pressioni sui margini e della necessità oramai non procrastinabile di avere una piattaforma completa a disposizione dei consulenti. Quattro le linee principali della strategia Il modello di servizio, basato sul continuo arricchimento di un’offerta di prodotti e servizi, con le migliori soluzioni d’investimento per gestire in sicurezza il patrimonio personale, familiare e dell’azienda. Un focus importante sarà dato all’implementazione della piattaforma Private advisory, per garantire a tutti i consulenti con più di 40 milioni di portafoglio e a tutti i clienti che abbiano necessità di servizi di tipo private banking e/o corporate banking un accesso dedicato e…

Cir, tutti i vantaggi per chi “scommette sull’Italia”
News / 4 ottobre 2018

I Conti individuali di risparmio (Cir) sono destinati a fare il paio con i Pir già introdotti con successo dalla gestione Padoan. Ad accomunarli è il principio di fondo: incentivare, tramite sgravi fiscali, l’afflusso di risparmio privato verso target particolarmente strategici per l’economia italiana. Se, però, i Pir puntavano a favorire la capitalizzazione delle imprese italiane medie e piccole, i Cir porteranno i piccoli risparmiatori a acquisire una fetta più consistente del debito pubblico italiano (attualmente solo il 6% è detenuto dalle famiglie italiane). I dettagli definitivi non sono ancora noti, ma sembra ormai chiara l’intenzione di includere i Cir già nella prossima Legge di bilancio. A confermare alcuni aspetti dell’operazione è uno dei “volti economici” della Lega, Armando Siri, in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore. I Cir, secondo quanto anticipato sinora, saranno dei titoli offerti dalle banche che avranno come sottostante Btp o altre obbligazioni governative. Ogni persona fisica potrà sottoscrivere una quota fino a 3mila euro godendo dei seguenti vantaggi, se mantenuti fino a scadenza: Deduzione del 23% sull’investimento, sottraendo fino a 690 euro dal reddito imponibile. Esenzione sulle rendite finanziarie, che nel caso dei titoli di stato italiani sarebbe del 12,5%. Il titolo potrà essere acquistato esentasse, con un…

Legge di bilancio, sgravi Ires per imprese che assumono
News / 4 ottobre 2018

Le polemiche sul deficit e i dubbi riguardanti le coperture per finanziare misure costose come reddito di cittadinanza e dual tax, hanno fatto passare in secondo piano una delle iniziative della manovra finanziaria del governo più promettenti e nemmeno troppo dispendiose per i conti pubblici. Si tratta delle agevolazioni fiscali per le aziende che investono e assumono. Nello specifico l’idea è quella di abbassare l’Ires ordinaria di nove punti per le imprese in forma societaria che effettuano investimenti in beni strumentali e nuove assunzioni. Con l’approvazione del Def l’aliquota passerà dal 24% al 15%. La misura è pensata per compensare la possibile esclusione di alcune aziende dal progetto ambizioso della dual tax (che il governo definisce “flat tax” benché presenti due aliquote e non una sola). La tassazione del fatturato con aliquota fissa al 15% riguarderà inizialmente soltanto un ristretto numero di partite IVA e sarà messa in pratica con una estensione dei limiti per l’accesso al regime forfettario. Una delle ipotesi avanzate dal governo giallo verde per limitare l’impatto economico della flat tax è l’esclusione di alcune imprese. Ma per rimediare, la Nota al DEF 2019 (preliminare alla legge di bilancio 2019) prevede per le SAS, SNS e le…

Italia, Varoufakis: “errori come con Renzi, non è così che si cambia l’Europa”
News / 4 ottobre 2018

L’economia italiana non è sostenibile all’interno delle politiche dell’Eurozona. È tornato a ribadire, Yanis Varoufakis, un concetto già espresso in passato, ma che sembra non entrare in testa a chi è al comando. Sulla legge di bilancio l’opinione dell’ex ministro greco delle Finanze è altrettanto critica. Secondo l’economista la manovra del governo non riuscirà a rivitalizzare la crescita: “ogni sforzo è inutile senza una revisione completa delle politiche europee e del fiscal compact“. Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco, che da outsider del mondo politico aveva perso la sua battaglia personale contro l’establishment europeo, non riuscendo a ottenere il perdono di una parte del debito greco. Varoufakis ne dà un resoconto dettagliato nel suo libro “Adults in the room“, in cui vengono raccontato il dietro delle quinte delle tese trattative tra le autorità di Grecia ed Eurozona nel 2015, all’apice della crisi del debito sovrano, svelando diversi retroscena. L’opposizione al regime di austerità previsto dalle leggi europee per salvare Atene è costata caro in passato al professore di economia all’Università di Atene. Dopo che i negoziati tra la Grecia, il paese più indebitato d’Europa, e l’UE avevano raggiunto un punto morto e che Varoufakis rischiava di far sprofondare il…

Wall Street al massimo volume, esordio Upwork scoppiettante
News / 4 ottobre 2018

Dow Jones, azioni Coca-Cola Company fuori dal coro. Nyse, J.C. Penney in rally dopo nomina nuovo CEO. Denaro sui titoli del settore trasporti. IPO Upwork, debutto scoppiettante al Nasdaq. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Semaforo verde oggi a Wall Street per l’azionario americano dopo la chiusura a due colori della vigilia. Al suono della campanella di chiusura, infatti, il Dow Jones brinda ai nuovi livelli top con un rialzo dello 0,20% a 26.828,39 punti dopo un massimo all-time intraday a 26.951,81 punti, mentre l’S&P 500, +0,07% a 2,925.51 punti, è a sua volta molto ai massimi storici. Semaforo verde a fine giornata pure per il Nasdaq Composite che ha guadagnato lo 0,32% a 8.025,08 punti. Stocks closed mixed on Wednesday, as investors grappled with rising interest rates after the release of strong U.S. economic data. pic.twitter.com/VrRPjI4rsC — CNBC (@CNBC) October 3, 2018 Dow Jones, azioni Coca-Cola Company fuori dal coro Tra le Blue Chips, a spingere oggi il Dow Jones verso nuovi massimi storici sono stati gli acquisti su Caterpillar Inc. (CAT), +2,22% a $ 158,25, Intel Corporation (INTC), +1,37% a $ 48,76, e The Boeing Company (BA), +1,57% a $ 392,44, mentre hanno…

Wall Street: 5 Titoli Dow Jones da comprare, BUY immediato
News / 4 ottobre 2018

Nonostante tutto, a Wall Street il Dow Jones è ancora un posto meraviglioso dove trovare buone occasioni d’acquisto e buoni dividendi. Vediamo allora quali sono i cavalli vincenti. Nonostante tutto, a Wall Street il Dow Jones è ancora un posto meraviglioso dove trovare buone occasioni d’acquisto e buoni dividendi, ma in ogni caso bisogna essere selettivi visto che, per esempio, non sarebbe stato un buon affare acquistare titoli come quelli della General Electric Company (GE) quando ancora erano inseriti tra le 30 large caps a stelle e strisce. BUY immediati sulle large caps USA? Niente titoli tecnologici Questo è quanto, tra l’altro, riporta Aaron Levitt su InvestorPlace nel selezionare i ‘5 migliori titoli Dow Jones da acquistare ora‘. Tra questi non ci sono titoli di società tecnologiche come la Apple (AAPL) o la Microsoft (MSFT), ma azioni di società i cui corsi azionari in genere tendono a crescere nel tempo a piccoli passi. Titoli Dow Jones da comprare, da Caterpillar a Pfizer  Trattasi, nello specifico, del colosso dei macchinari industriali Caterpillar Inc. (CAT), del leader dell’abbigliamento sportivo Nike Inc. (NKE), di Wal-Mart (WMT), il gigante della Grande Distribuzione Organizzata, del leader dei fast food McDonald’s Corp. (MCD) e del colosso farmaceutico Pfizer…

Piazza Affari: primi segnali di sollievo, ma i rischi restano
News / 4 ottobre 2018

Il Ftse Mib ha dato seguito al recupero partito ieri dai minimi dell’anno, ma è ancora presto per cantare vittoria. I market movers di domani. Le Borse europee sono riuscite a rivedere il segno più oggi, in una giornata in cui la piazza azionaria tedesca è rimasta chiusa per festività. A fine sessione il Ftse100 e il Cac40 si sono presentati in rialzo rispettivamente dello 0,48% e dello 0,43%. La maglia rosa è stata indossata nuovamente da Piazza Affari che, dopo essersi difesa meglio delle altre Borse ieri, è riuscita  salire con più decisione oggi. Il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 20.736 punti, con un vantaggio dello 0,84%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 20.870 e un minimo a 20.578 punti. Dopo ben cinque sedute consecutive con il segno meno, alcuni delle quali peraltro con un bilancio molto pesante, l’indice delle blue chips ha ritrovato la via dei guadagni, dando seguito al recupero partito ieri dai minimi dell’anno aggiornati nell’intraday in area 20.200. Ftse MIb: un recupero che troverà terreno fertile? La conferma positiva di oggi lascia sperare in ulteriori sviluppi rialzisti nelle prossime ore e gli stessi si materializzeranno con una rottura decisa di area 20.700/20.800,…