Reddito pro capite: In 10 anni abbiamo perso 2.400 euro a testa. Uno studio
News / 4 ottobre 2018

Dal 2007 al 2017 gli italiani hanno perduto l’8,4% del loro reddito pro capite, un calo pari a 2.400 euro a cittadino. Dopo essere diminuito da 28.700 a 26.300 euro, questo è ormai scivolato al di sotto della media sia dell’Area euro (30.400 euro) sia dei Paesi dell’Unione Europea a 28 (27.700 euro). Negli ultimi dieci anni, peggio di noi in Europa hanno fatto solo Cipro (-8,6%) e Grecia (-23,3%) mentre nelle altre grandi economie il dato appare costante (+0% in Spagna) o addirittura in aumento: +1,2% in Portogallo, +2,9% in Francia, +3,2% nel Regno Unito, +10,6% in Germania e addirittura +36,9% in Irlanda. È quanto emerge da un’analisi del Centro Studi ImpresaLavoro, realizzata su elaborazione di dati Eurostat. Va comunque osservato come nel 2017 (ultimo anno rilevato) sia stato registrato un aumento del nostro reddito pro capite (+1,5%, pari a 400 euro), contenuto ma pur sempre superiore a quello ottenuto nello stesso periodo dal Regno Unito (+0,9%, pari a 300 euro) e dal Belgio (+1,5%, pari a 500 euro). In termini assoluti nel 2017 il reddito pro capite degli italiani (26.300 euro) appare ancora superiore a quello degli spagnoli (24.500 euro), dei greci e dei portoghesi (17.400 euro) ma…

Il governo corregge il tiro sul deficit e i mercati si placano
News / 4 ottobre 2018

Da una parte si alzano i toni, con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, che evoca la fine dell’euro e lo spettro della Grecia, e il vicepremier Matteo Salvini che replica accusandolo di essere il responsabile della reazione sfavorevole dei mercati al Def. Dall’altra si lavora a un compromesso: il commissario agli Affari Economici, Pierre Moscovici, si mostra dialogante e Giovanni Tria, fa (o ottiene?) una parziale marcia indietro: sì, il deficit italiano salirà al 2,4% in modo da finanziare le promesse contenute del programma, dal reddito della cittadinanza allo smantellamento della Fornero, ma solo per un anno. Poi è destinato a scendere “gradualmente” negli anni successivi, ha chiarito il ministro dell’Economia stamane, durante un convegno di Confindustria. E i mercati apprezzano: alle tre del pomeriggio lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi, che ieri aveva sfondato quota 300, si stabilizza a 285 punti base e la borsa di Milano registra la performance migliore in Europa, con un rialzo che sfiora l’1,4%. “L’Italia ha compreso i timori dell’Ue”, dichiara il Commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, che giudica “un buon segnale la revisione dei conti”.  Altri 15 miliardi per gli investimenti “Riteniamo di importanza fondamentale la riduzione debito pubblico che, a prescindere dalle…

Manovra: verso nuovo ritocco, deficit sotto il 2,2% in 2020-2021
News / 4 ottobre 2018

Nessun passo indietro sul deficit/Pil al 2,4% nel 2019 ma nel biennio successivo l’asticella potrebbe essere fissata a un livello più basso, per andare incontro alle richiese dell’Europa. Secondo quanto si apprende da fonti governative, al memento l’orientamento è di ritoccare al 2,2% l’obiettivo di indebitamento netto per il 2020 e 2021 ma si fa strada l’ipotesi di procedere a un’ulteriore limatura verso la soglia del 2%. E proprio questo sarà oggetto di confronto nel nuovo vertice politico che si terrà a Palazzo Chigi nel pomeriggio.  fonte: http://www.agi.it/economia/rss