Spread, Italia si avvicina alla Grecia
News / 5 ottobre 2018

Le contrattazioni sul bilancio pubblico tra Roma e Bruxelles sembrano destinate a continuare e secondo gli analisti e commentatori di mercato non c’è pertanto nulla da stupirsi se i mercati finanziari sono così nervosi negli ultimi tempi. DWS prevede che, siccome rispetto all’idea iniziale sul deficit Pil nei prossimi tre anni il nuovo governo italiano si è già discostato, le tensioni proseguiranno sui mercati obbligazionari, ma nessun default e nessuna uscita dall’Eurozona per l’Italia è da mettere in conto nel prossimo futuro. Il governo sta certamente testando la reazione di mercati e delle autorità europee per vedere fino a dove si può spingere con le misure di espansione fiscale. Ruolo agenzie di rating sarà determinante Ma non tiene conto di un player chiave: le agenzie di rating, il cui “ruolo sarà determinante”, secondo Stefan Kreuzkamp, CIO di DWS. In caso di declassamento, lo Spread si amplierebbe su livelli visti all’apice della crisi del debito sovrano a fine 2011. Nelle ultime sedute di tensione il differenziale ha superato i 300 punti base e il titolo Btp a due anni, quell più sensibile alle novità di politica economica, ha toccato l’1,6%. Un altro scoglio per la percezione dell’affidabilità fiscale dell’Italia è rappresentato…

San Marino in crisi chiede in prestito a FMI 18% del Pil
News / 5 ottobre 2018

Serenissima, ma non troppo: la Repubblica di San Marino sta preparando una richiesta di aiuto finanziario al Fondo Monetario Internazionale, al quale verrebbero richiesti 250 milioni di euro. Tale cifra corrisponde all’incirca al 18% del Pil del Paese, che peraltro non ha mai recuperato la quota di reddito nazionale andata in fumo in seguito alla crisi del 2008. A dare la notizia è il Guardian, che ha ricordato come le banche sanmarinesi totalizzino 1,7 miliardi di euro di crediti deteriorati, pari a circa il 117% del Pil. Sarebbe proprio il risanamento del sistema bancario, sul quale pesa ancora l’eredità del 2008, l’obiettivo che San Marino punta realizzare tramite la richiesta al Fmi: “La priorità”, scrive il Guardian, “è salvare la Cassa di risparmio di San Marino, di proprietà statale, che rappresenta circa il 40% del mercato bancario dello stato e dove la maggior parte della popolazione del paese detiene i propri conti. Il Crsm ha ricevuto iniezioni di liquidità dal governo per un totale di 250 milioni di euro dal 2011, ma nel 2016 ha registrato perdite di 500 milioni di euro”. Mentre la richiesta al Fmi resta ancora da ufficializzare, dalle parti del ministero delle Finanze sanmarinese ci si è…

E se FCA comprasse Tesla? Binomio dal potenziale enorme
News / 5 ottobre 2018

Elon Musk la scorsa settimana è stato costretto a lasciare la presidenza di Tesla (ma rimane nella veste di CEO) e dovrà pagare 20 milioni di dollari di multa e altri 20 li dovrà sborsare il colosso di auto elettriche: questa l’intesa siglata con la SEC – l’autorità di regolamentazione dei mercati americani – in seguito all’azione legale intrapresa a seguito di un tweet dello stesso Musk datato 7 agosto scorso. Nel messaggio il controverso imprenditore visionario aveva annunciato l’intenzione di effettuare un delisting dei titoli Tesla al prezzo di 420 dollari per azione, assicurando che i fondi per la transazione fossero disponibili. Le dichiarazioni si basavano sul presupposto che un fondo saudita aveva dato la sua disponibilità al finanziamento dell’operazione. Il fondo avrebbe costituito la chiave per portare Tesla fuori dai mercati di capitale: “Dopo quasi due anni, il fondo dell’Arabia Saudita mi ha contattato più volte per privatizzare Tesla. Recentemente, dopo aver acquistato quasi il 5% delle azioni, mi hanno chiesto un altro incontro, che si è svolto il 31 luglio. Ho lasciato quel meeting con l’assoluta certezza che la trattativa si possa chiudere”, aveva precisato Musk per tranquillizzare il clima societario e i mercati. Ma i titoli Tesla…

Crisi Astaldi: Salini mostra interesse e titolo cala in Borsa
News / 5 ottobre 2018

Salvare Astaldi sull’orlo del baratro: la soluzioni per la banche d’affari sarebbe Salini Impregilo. La società di costruzioni italiana guidata da Filippo Stinellis dopo aver fatto richiesta al Tribunale di Roma di un concordato preventivo, ha ricevuto una batosta finale dall’agenzia di rating S&P’s che ha giudicato la società già in default.Il problema grosso è che Astaldi ha in corso commesse importanti in tutta Italia tra cui la realizzazione della Metro4 di Milano. “M4 spa, società Concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione della linea 4 della metropolitana milanese, in riferimento alle vicende che coinvolgono Astaldi – socio al 9,6% della Concessionaria e al 32% del consorzio dei costruttori CMM4 – precisa che le attività dei cantieri per la realizzazione della M4 stanno proseguendo regolarmente”. Così la Astaldi ha tentato di rassicurare ma i timori non si sono placati. Così circola il nome di Salini Impregilo come papabile salvatore. La società dal canto suo, valuta da sempre possibili opzioni di crescita sia in Italia che all’estero e ammette che sta valutando il dossier. “Salini Impregilo nell’ambito della strategia di consolidamento della propria posizione di leadership nel settore delle grandi opere infrastrutturali valuta continuamente ogni opportunità di crescita. In linea con…

Direttore banca come Robin Hood, ruba dai conti dei ricchi per dare ai poveri
News / 5 ottobre 2018

Una sorta di Robin Hood in versione funzionario di banca. È la storia di Gilberto Baschiera, ex direttore della filiale del Credito Cooperativo di Carnia e Gemonese di Forni di Sopra, un piccolo centro in Friuli Venezia Giulia, che in sette anni ha fatto sparire un milione di euro dai conti bancari dei clienti più facoltosi per riversarli in quelli dei meno abbienti. “I clienti vanno aiutati lo stesso, a costo di esporre l’istituto al rischio di rimanere scoperto – diceva -, tanto quei soldi li restituirò tutti”. Le sottrazioni sono iniziate nel 2009, come una sorta di ribellione personale al “sistema che abbandona i pensionati con la minima e i giovani senza risorse”, ha detto al Corriere della Sera. Dopo la scoperta del buco, l’ex dirigente è stato licenziato. Accusato dalla procura di Udine di appropriazione indebita o truffa (per sè non ha trattenuto un solo euro), lunedì scorso Baschiera ha patteggiato due anni, pena sospesa però dal Gup che ha premiato la collaborazione.   L’articolo Direttore banca come Robin Hood, ruba dai conti dei ricchi per dare ai poveri sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

Altro marchio made in Italy va all’estero, Moto Morini parlerà cinese
News / 5 ottobre 2018

Un altro storico marchio italiano va all’estero. Questa volta tocca a Moto Morini ceduta da Autjann, holding di partecipazione della famiglia Jannuzzelli, alla Zhongneng Vehicle Group, gruppo con sede nei pressi di Shanghai, specializzata in scooter e moto leggere. Il valore dell’operazione, secondo il Sole 24 Ore, dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 milioni di euro. A nulla sono serviti gli sforzi per salvare il gruppo, ora la sfida per il rilancio tocca ai cinesi. E la nuova proprietà, almeno sulla carta, sembra intenzionata ad andare avanti nel progetto di rilancio. Nel comunicato in cui viene annunciato il cambio di proprietà, Chen, Presidente di Zhongneng Vehicle Group, ha affermato di avere grandi progetti per incrementare l’attività dell’azienda che rimarrà sul territorio italiano. Progetti che riguardano sia gli attuali prodotti che nuovi modelli anche di cilindrate differenti. Intanto, Ruggero Jannuzzelli, rappresentante dell’azionista e Presidente uscente di Moto Morini, dichiara di aver raccolto, con l’offerta di Zhongneng Vehicle Group, un’ottima opportunità per il futuro dell’azienda e dello storico marchio italiano. “Dopo che nel 2015 la mia famiglia, tramite Autjann, è diventata proprietaria del 100% del capitale della società in concomitanza con il debutto logistico dell’azienda Moto Morini nella provincia di Pavia alle porte di Milano, è…

Wall Street nella tempesta: sindrome cinese, paura tassi Fed
News / 5 ottobre 2018

Dow Jones, azioni Verizon in controtendenza. Azioni società cinesi in netto calo, tutta colpa di JP Morgan. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Chiusura tutta in retromarcia oggi per la piazza azionaria di Wall Street dopo i moderati rialzi della vigilia. Tra guerra dei dazi, ed incremento dei rendimenti dell’obbligazionario USA, il mercato azionario americano ha infatti prestato il fianco alle vendite con il Nasdaq Composite in testa ai ribassi con un -1,81% a 7.879,51 punti. The 4 major U.S. indexes closed significantly lower, with the Dow falling the most since August 10th. https://t.co/PRVjdjlxM4 pic.twitter.com/YSkIdaFQVK — CNBC (@CNBC) October 4, 2018 Netto rosso a fine sessione pure per il Dow Jones, -0,75% a 26.627,48 punti, e per l’ampio indice S&P 500, -0,82% a 2.901,61 punti. Dow Jones, azioni Verizon in controtendenza Tra le Blue Chips, il Dow Jones oggi, giovedì 4 ottobre del 2018, è stato spinto in basso dagli ordini in lettera su Microsoft (MSFT), -2,07% a $ 112,79, Nike (NKE), -2,80% a $ 80,19, e Home Depot (HD), -2,39% a $ 198,88.  Male al close pure Visa Inc. (V), -1,71% a $ 146,82, ed Intel Corporation (INTC), -1,29% a $ 48,13, mentre si…

Wall Street euforia o panico, 3 eventi che faranno la differenza
News / 5 ottobre 2018

Azionario USA ha ancora spazio per correre, ma ci sono tre dossi! Ecco quali sono, e le attese per gli indici azionari da qui a fine anno, a partire dall’S&P 500. Ci sono almeno 3 eventi che potrebbero dare una scossa significativa al mercato azionario prima della fine del 2018. E di conseguenza ci sono pure alcune date che dovrebbero essere cerchiate sul calendario come potenziali inneschi per una maggiore volatilità a Wall Street.  Wall Street gennaio-settembre 2018, per ora è stato un anno decente Questo è quanto, tra l’altro, scrive Jim Iuorio su thestreet.com nel porre l’accento sul fatto che il 2018 per l’azionario USA a conti fatti, e ad oggi, sia stato un anno decente con l’S&P 500 che è cresciuto in nove mesi di quasi l’8%, nonostante il mercato abbia dovuto far fronte alla politica monetaria di rialzi dei tassi graduali da parte della Federal Reserve. Azionario USA ha ancora spazio per correre, ma ci sono tre dossi! Secondo Jim Iuorio Wall Street ha ancora spazio per correre, ma ci sono tre dossi rappresentati il 19 dicembre dal meeting del FOMC, e dalla decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse. Ma prima, dal 25 ottobre all’1 novembre del…

Piazza Affari può riprovare al rialzo, ma non bisogna rilassarsi
News / 5 ottobre 2018

Il Ftse Mib non è riuscito ad estendere il rimbalzo partito dai minimi, mantenendosi però al di sopra dei primi supporti. Occhio all’occupazione Usa. Il segno più di ieri è stato subito seguito oggi da un ritorno delle vendite sulle Borse europee che hanno terminato gli scambi tutte in calo. Il Cac40 e il Ftse100 sono scesi rispettivamente dell’1,47% e dell’1,22%, mentre il Dax30 si è difeso decisamente meglio con un calo più contenuto dello 0,35%. Ftse Mib: il rimbalzo è già finito? In rosso anche Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 20.612 punti, in ribasso dello 0,59%,dopo aver toccato nell’intraday un massimo a 20.7700 e un minimo a 20.581 punti. L’indice delle blue chips ha interrotto il recupero avviato dai minimi dell’anno aggiornati due sedute fa, ma il calo odierno non ha portato alla perdita di importanti livelli di supporto, lasciando di fatto la porta aperta a possibili recuperi nel breve. Molto dipenderà dalla tenuta o meno di area 20.500, visto che la difesa di questa soglia renderà probabile una ripartenza degli acquisti con primo target l’area dei 20.800 e obiettivo successivo la soglia psicologica dei 21.000 punti. In caso di superamento di quest’ultimo…

Borse caute, momento di riflessione
News / 5 ottobre 2018

Sale il comparto bancario, svetta Intesa. bene anche Telecom e le “sorelle” Unipol ed UnipolSai. Pesanti vendite su Moncler, Brembo e Pirelli.  Dopo i continui massimi storici Wall Street ha la necessità di rifiatare e le Piazze europee si adeguano. Parigi (-1,5%) e Londra (-1,2%) lasciano sul terreno oltre un punto percentuale, mentre Francoforte (-0,3%) limita i danni grazie alla buona vena dei titoli bancari: Commerzbank (+3,5%) e Deutsche Bank (+1,8%). Se si escludono i primissimi minuti di contrattazione il nostro indice di riferimento è rimasto per l’intera seduta al di sotto della parità, ma il calo è sempre rimasto entro limiti accettabili. Il nostro Ftse Mib (-0,59%) ha viaggiato all’interno del range 20.600/20.700 punti, un livello che deve essere consolidato assolutamente anche nella prossima ottava. Il mercato in questo momento non è di facile comprensione, un esempio emblematico lo abbiamo avuto proprio oggi, sono arrivati due downgrades su Telecom Italia (+2,12%) da parte di società importanti come Credit Suisse e Barclays, ma il mercato non li ha minimamente presi in considerazione (diciamo che erano già scontati nel prezzo). Mentre un “Neutral” da parte di UBS ed un “Buy” da parte di Banca Imi non hanno aiutato Pirelli (-3,32%) che,…