Diseguaglianza, uno sguardo storico al carburante del populismo
News / 6 ottobre 2018

Nel 2013 l’economista Thomas Piketty pubblicava il best seller “Il capitale nel XXI secolo”; nonostante le sue conclusioni teoriche siano state confutate da più parti, il dibattito pubblico, da allora, è tornato a discutere con frequenza del problema della diseguaglianza. In particolare, uno sguardo storico alla distribuzione dei redditi, che nel corso degli ultimi decenni si è rivelata sempre meno equa, suggerisce riflessioni sull’ascesa dei populismi – che dal 2013 a oggi, con le vittorie di Trump, della Brexit, fino ad arrivare al tandem M5s-Lega, ha visto una decisa accelerazione. Uno slancio che potrebbe dare nuova prova di sé alle prossime elezioni europee. Sempre nel 2013, l’economista Emmanuel Saez (UC-Berkeley) aveva pubblicato un paper che puntava l’attenzione sulla serie storica della distribuzione del reddito negli Stati Uniti. In particolare sulla quota di reddito che veniva percepito dal 10% più ricco della popolazione statunitense. Ed è arrivato a una conclusione d’impatto: la fetta di ricchezza guadagnata da coloro che ricchi sono già, nel 2012, aveva raggiunto livelli superiori a quelli del 1928, al top della bolla azionaria di Wall Street. “La quota di reddito del decile superiore è intorno al 45% dalla metà degli anni 1920 al 1940. Declina sostanzialmente al di sopra…

Primo fondo sovrano al mondo: “Investiamo in Italia ma occhio al rating”
News / 6 ottobre 2018

Le crisi politiche non hanno effetto sul nostro portafoglio”. Così dalle pagine de Il Sole 24 Ore Yngve Slyngstad, ceo del più grande fondo sovrano del mondo, quello norvegese il Norges Bank Investment Management, lancia un assist allItalia. “Siamo investitori di lungo termine nell’Italia dal momento in cui è nato il nostro fondo, e probabilmente lo saremo anche per le prossime generazioni. Non facciamo trading di breve termine e le crisi politiche non hanno effetto sul nostro portafoglio”. Il numero uno del fondo che conta mille miliardi di dollari di masse gestite, che  lo scorso anno aveva in portafoglio 11,3 miliardi di dollari in azioni di 127 società italiane – tra cui Eni, Unicredit, Intesa SanPaolo, Enel, Unipol – e 5,9 miliardi di dollari tra titoli di Stato e corporate bond di 17 aziende, non si lascia spaventare da spread e rapporto tra deficit e Pil.  Nel portafoglio obbligazionario spiccano anche i corporate bond di Enel Finance ed Enel (417 milioni di dollari), di Campari (65 milioni) e Pirelli (61 milioni), oltre che di Telecom (50 milioni) ed Eni (47 milioni). “Nel 2008 avevamo una quota del 30-40% nell’azionario e del 60-70% nell’obbligazionario, oggi le percentuali si sono invertite con…

Report lavoro crea un gran scompiglio nei mercati
News / 6 ottobre 2018

Disoccupazione ai minimi di quasi 50 anni, posti di lavoro creati decisamente sotto le attese, salari in linea. Il report occupazionale Usa di settembre non poteva essere più contrastante e il mercato non sa come reagire ai dati pubblicati dal governo. Prima il Nasdaq ha raggiunto i massimi del preborsa facendo un bel balzo in avanti ma poi è sceso ai minimi di giornata. Intanto l’indice della volatilità del VIX ha subito un mini flash crash (vedi grafico sotto riportato). Il sentiment all’apparenza schizofrenico di mercato è facilmente spiegabile: dati interpretati come inferiori alle attese vogliono anche dire che la Fed non avrà troppa fretta a normalizzare le politiche monetarie e imporre nuove strette del costo del denaro. Viceversa il fatto che negli ultimi tre mesi l’andamento sia nel complesso da considerare positivo e che le buste paga diano improvvisamente segni di vita, implica che l’inflazione salariale potrebbe iniziare a preoccupare la banca centrale. Secondo il Senior Global Market Strategist di BNY Mellon Marvin Loh i dati sono la conferma che la strategia di rialzo dei tassi di interesse della Fed è corretta. La sorpresa in negativo dei posti di lavoro creati è stata controbilanciata dalla revisioni in rialzo dei…

Elezioni Brasile, chi è Jair Bolsonaro e perché fa paura
News / 6 ottobre 2018

Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra alle imminenti elezioni presidenziali in Brasile è in testa ai sondaggi. La sua vittoria finale, in un eventuale ballottaggio con il socialista Fernando Haddad non può essere esclusa. L’appuntamento per il primo turno di votazioni è fissato a domenica 7 ottobre. Definito da alcuni osservatori come il “Trump brasiliano”, Bolsonaro rappresenta idee assai più estreme e, secondo le opinioni espresse dalla grande stampa internazionale, assai più pericolose. Un editoriale pubblicato a firma comune dal Guardian definisce Bolsonaro come “un misogino e omofobo le cui opinioni sulle comunità indigene e sull’ambiente sono altrettanto preoccupanti. Elogia i torturatori e la dittatura militare che gestiva il Brasile dal 1964 al 1985. Recentemente ha chiesto la fucilazione di oppositori politici”. L’Economist ritiene il leader della destra brasiliana come “l’ultima minaccia” per l’America latina, un uomo da inserire nella stessa “parata di populisti che va da Donald Trump negli Stati Uniti, a Rodrigo Duterte nelle Filippine, alla coalizione destra-sinistra che include Matteo Salvini in Italia”. Il programma di Bolsonaro unisce elementi di conservatorismo sul piano sociale a un deciso liberismo in campo economico. E’ favorevole alla privatizzazione di tutte le partecipate statali e propugna un piano di tagli e semplificazioni fiscali. Conclude il piano…

Conti al setaccio del Fisco: nel mirino movimenti fino a 5mila euro
News / 6 ottobre 2018

Movimenti sui conti correnti da giustificare: questa la richiesta che gli 007 del Fisco fanno con molta insistenza ai contribuenti già dai primi di settembre. Lo riporta ItaliaOggi ricordando che è onere del contribuente dimostrare la riconducibilità dei versamenti a redditi dichiarati o legittimamente non tassati, indicando anche i beneficiari dei prelevamenti e la destinazione dei prelevamenti. Spesso, per i contribuenti – scrive il quotidiano –  la difesa risulta estremamente difficile, stante il fatto che l’accertamento si riferisce ad anni passati (attualmente, per esempio, è sotto osservazione il periodo d’imposta 2014), con maggiori difficoltà a giustificare ogni singola movimentazione. È l’Agenzia delle Entrate che invia un invito al contribuente a comparire nei suoi uffici ad un certa data portando con sé le prove dei suoi movimenti finanziari da giustificare in cd-rom o su supporto cartaceo. A tal proposito si ricorda che sono suscettibili di controllo però solo quelle operazioni di prelevamento di ammontare superiore a 1.000 euro giornalieri e 5 mila euro mensili e soltanto per tali operazioni il contribuente deve essere chiamato a giustificarsi. Il termine riconosciuto per fornire le risposte non può essere inferiore a quindici giorni, ma i tempi potrebbero slittare visto che alcune operazioni sono più…

Astaldi: Salini porta euforia ma restano ostacoli. Alert Bond
News / 6 ottobre 2018

Prosegue l’entusiasmo del mercato sul titolo Astaldi, dopo che voci di stampa accreditano sempre di più l’interesse di Salini Impregilo: le azioni della società di costruzioni, già abbattute dalla richiesta del concordato preventivo, risultano sospese al rialzo a poco meno di un’ora dall’apertura della borsa, con un avanzamento del 7,2%. Le difficoltà che si frappongono al matrimonio con Salini passano attraverso la riduzione del debito di Astaldi; allo studio, innanzitutto, ci sarebbe l’ipotesi di un rimborso parziale del bond da 750 milioni in una misura che potrebbe aggirarsi, secondo Il Sole 24 Ore, al 65%. Oltre alla ristrutturazione del debito, parla anche della riduzione a ‘spezzatino’ delle attività e del business di Astaldi. Nel frattempo, è intervenuto sull’interessamento di Salini il presidente di Intesa (fra le banche creditrici di Astaldi), Gian Maria Gros-Pietro: “Se andiamo verso un consolidamento di un settore industriale che e’ importante, noi come banca lo vediamo positivamente”. Salini Impregilo aveva dichiarato che “valuta continuamente ogni opportunità di crescita” e che “sta seguendo con attenzione le evoluzioni riguardanti società operanti nel settore delle costruzioni all’estero e in Italia, e tra queste anche il Gruppo Astaldi, con l’obiettivo di valutare ogni possibile opzione coerente con i propri obiettivi di disciplina…

Comgest: per affrontare le incertezze sui mercati la strategia migliore è “sorvolare”
News / 6 ottobre 2018

Un anno di alti e bassi si avvia alla fine. Gli investitori cominciano a fare un bilancio e a impostare le strategie per il futuro. Che sarà ancora caratterizzato dalla presenza della volatilità e di incertezza, il tema dominante di oggi secondo Eva Fornadi (nella foto) gestore dei fondi Comgest growth Europe opportunities e Comgest growth Europe smaller. “Il rischio di una guerra commerciale guidata dagli Stati Uniti, Brexit, un’ondata di protezionismo, l’ascesa dei populismi o una stretta monetaria” sono i fattori di incertezza citati dal gestore che a questi affianca “il rischio di una rinnovata inflazione, con i primi segnali di pressione salariale e una scarsità di forza lavoro visibili nel Vecchio continente, e quello di crescita economica che nell’Eurozona si è attestata al 2,2% nel secondo trimestre dell’anno, leggermente al di sotto del 2,5% registrato nei primi tre mesi del 2018”. Quale strategia adottare allora? Una che “sorvoli” tutte queste incertezze, concentrandosi sull’investimento in imprese di qualità, con stabile generazione di utili e slegate dall’andamento del ciclo economico. “Le società che selezioniamo – riprende Fornadi – sono caratterizzate da un’ottima stabilità finanziaria e diversificate geograficamente. Sono anche fonte di crescita autonoma grazie ai propri prodotti e alle iniziative di…

Sdgs, blue chip italiane in forte ritardo su lotta alla fame e rispetto ecosistema
News / 6 ottobre 2018

Virtuose negli obiettivi di sostenibilità dell’Onu in termini di occupazione e crescita economica, ma con ancora enormi lacune da colmare per quanto riguarda la lotta alla fame nel mondo, l’attenzione alla flora e fauna e lo sforzo alla diffusione di acqua pulita e dei servizi igienico-sanitario. E’ questo il verdetto in chiaroscuro dell’Osservatorio SDGs firmato Lattanzio Monitoring & Evaluation – società del sistema Lattanzio Kibs impegnata sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals ovvero sdgs) definiti dalle Nazioni Unite – per quanto riguarda la parte dedicata alla rilevanza di ciascun sdg per le blue chip italiane. L’Osservatorio SDGs costituisce un appuntamento periodico di approfondimento sui temi di attualità legati al perseguimento dei 17 Sustainable Development Goals che sono alla base dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile dell’Onu e che sono stati approvati nel settembre 2015 da più di 150 leader internazionali con fine di contribuire allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente. Lo studio svela che tra i 17 obiettivi approvati dalle Nazioni Unite, le blue chip della Borsa Italiana tendono ad impegnarsi prevalentemente su target quali la crescita economica (72,5% delle società del Ftse Mib) e l’innovazione e le infrastrutture (65%), oltre che perseguire sdgs…

Salvini all’attacco: Juncker e Moscovici “hanno rovinato l’Europa”
News / 6 ottobre 2018

Dopo che gli eurocrati di Bruxelles hanno preso in giro la manovra finanziaria dell’Italia, il vice ministro e responsabile degli Interni italiano è andato all’attacco dei leader politici europei. Secondo Matteo Salvini Jean-Claude Juncker e Pierre Moscovici, presidente della Commissione europea e Commissario per gli Affari Economici e Finanziari, “hanno rovinato l’Europa“. Il leader della Lega, che sta già facendo campagna in vista delle elezioni europee del 2019, sostiene che l’Italia stia cercando di cambiare l’Europa dal suo interno. La speranza di Salvini è che il voto che si terrà a fine maggio 2019 aiuterà a migliorare la situazione. Nonostante le divergenze intestine emerse con la preparazione della legge di bilancio, l’esecutivo giallo verde insediatosi a maggio 2018 – parola di Salvini – spera di governare per tutta la durata di cinque anni del mandato. Le parole di Salvini equivalgono a una dichiarazione di guerra all’establishment UE e i mercati prendono nota. Il rendimento dei Btp a 10 anni è salito sopra il 3,4%. L’Italia è una bomba a orologeria politica pronta a esplodere da un momento all’altro. Con le previsioni di bilancio che non sono del tutto realistiche è quasi certo che le autorità europee bocceranno la proposta di legge…

Draghi al Quirinale: “Governo sottovaluta rischi, come bocciatura rating”
News / 6 ottobre 2018

Mario Draghi, governatore della Bce, guarda con preoccupazione ai conti italiani e i recenti rialzi dello spread, in vista dell’approvazione della manovra. Tanto da voler incontrare di persona il capo dello Stato, Sergio Mattarella. I due, secondo indiscrezioni riportate dalla Stampa, si sono consultati il più delle volte al telefono, ma con la recente impennata dello spread e il governo sotto pressione hanno preferito vedersi di persona lo scorso mercoledì. Secondo la ricostruzione del quotidiano, per Draghi “la scommessa dell’ala più radicale della maggioranza sbaglia bersaglio: più che l’atteggiamento delle istituzioni Ue, l’Italia deve temere il declassamento da parte delle agenzie di rating” che potrebbe arrivare a fine ottobre e “provocare danni incalcolabili, moltiplicando la sfiducia sui mercati“. Il presidente della Banca centrale europea “ha voluto rappresentare di persona i rischi cui andrebbe incontro l’Italia, nel caso in cui i mercati iniziassero ad accanirsi contro i titoli pubblici”. Secondo Draghi, nel governo italiano c’è “una forte sottovalutazione del contesto in cui si sta scrivendo la Manovra”. Tutto questo senza contare che con lo stop al Quantitative easing “gli strumenti a disposizione di Draghi sono terminati: dal primo gennaio l’Italia sarà senza rete. In caso di difficoltà avrebbe come unico salvagente il ricorso…