All’Ilva sono arrivate molte domande per l’uscita agevolata con 100 mila euro

7 ottobre 2018

Sono già scattate le prime prenotazioni per l’adesione all’incentivo da 100 mila euro lordi a scalare per le uscite agevolate e anticipate dall’Ilva. Lo si apprende da fonti sindacali. “Appena è stata formalizzata la procedura – spiegano le fonti – i lavoratori interessati hanno preso a contattarci per avere chiarimenti e delucidazioni. C’è interesse per questa misura prevista dall’accordo del 6 settembre al Mise tra sindacati, Ilva in amministrazione straordinaria e Arcelor Mittal”.

Le perplessità dell’Inps

Si apprende intanto che l’Inps avrebbe manifestato le sue perplessità a proposito del fatto che chi dovesse rifiutare la lettera di assunzione da parte di Arcelor Mittal, nuovo gestore dell’Ilva, può optare per restare con l’amministrazione straordinaria e quindi rimanere in cassa integrazione. L’Inps avrebbe sollecitato una stretta temendo che possano eventualmente configurarsi situazioni di cassa integrazione prolungata a fronte del rifiuto di un’offerta di lavoro. Fonti sindacali chiariscono che “chi non dovesse accettare la proposta di assunzione di Mittal, resta con l’amministrazione straordinaria e va in cassa integrazione”.

Gli accordi per chi resta con l’amministrazione straordinaria

Non scatta alcun licenziamento anzitempo perché questo è il percorso delineato dall’accordo al Mise. Il licenziamento vale per chi accetta l’uscita anticipata e volontaria, non per chi decide di restare nella società in un amministrazione straordinaria. Però questo stesso lavoratore deve sapere chiaramente, e gli verrà anche spiegato al momento del rifiuto della proposta di assunzione, che la cassa integrazione dura sino al 2023, in parallelo alla durata dell’amministrazione straordinaria, e che dopo quella data verrà comunque licenziato e avrà solo una piccola parte dell’incentivo, ovvero 15 mila euro, essendo il bonus da 100 mila euro a scalare.

Questa somma, che è lorda, si percepisce infatti solo se si decide volontariamente di andar via subito, altrimenti decresce col passar del tempo. E’ chiaro che chi, pur ricevendo la lettera, decide di restare con l’amministrazione straordinaria di Ilva, non avrà poi alcuna proposta di assunzione da Mittal. Sarà definitivamente fuori dall’azienda”.

Leggia anche: L’accordo chiuso da Di Maio sull’Ilva è migliore o peggiore di quello di Calenda?

“Al contrario – aggiungono le fonti sindacali – chi non riceve proprio la lettera di assunzione da parte di Arcelor Mittal, va anch’egli in cassa integrazione con l’amministrazione straordinaria ma sa già, come recita l’accordo al Mise, che alla cessazione dell’as, non prima del 23 agosto 2023 e non oltre il 30 settembre 2025, riceverà una proposta di assunzione da parte dell stesso Mittal. Quindi questo lavoratore è garantito, non sarà un esubero, anche se – sottolineano le fonti – noi speriamo che queste scadenze si possano anticipare con la risaluta produttiva dello stabilimento di Taranto”.

Circa la possibilità di una proroga della cassa integrazione di altri due anni visto che l’accordo al Mise indica comunque in settembre 2015 la data ultima entro la quale deve avanzare la proposta di assunzione a chi non ha selezionato in prima battuta, fonti sindacali dicono di aver detto nelle assemblee “che nulla allo stato può essere escluso, una eventuale proroga potrebbe pure esserci, ma per ora siamo in un campo molto ipotetico. Nulla di certo e di definito”.

“Tra alcuni giorni faremo un primo punto su come sta tirando la misura dell’incentivo da 100mila euro lordi – aggiungono le stesse fonti sindacali – e intanto siamo in attesa di poterci incontrare con Arcelor Mittal, dopo lo scambio informale avuto nei giorni scorsi a Taranto, per parlare delle assunzioni e dei criteri che le regoleranno. Pensiamo che Mittal abbia già individuato o stia individuando le figure professionali e lavorative che servono area per area ma prima che invii le lettere agli interessati, avrà il confronto con i sindacati metalmeccanici”.

Le assunzioni

Le unità che potranno accedere all’esodo, hanno concordato giorni fa a Roma sindacati e Ilva in as, non potranno superare le 3.097 anche nei limiti degli esuberi previsti sito per sito per Taranto, Genova, Novi Ligure, Marghera. In base all’accordo al Mise, Mittal assumerà 10.700 addetti di cui 8.200 nel sito di Taranto. Attualmente tutta la forza organica è di circa 13.500 addetti di cui 10.826 a Taranto. Nella lettera ai sindacati di Ilva in amministrazione straordinaria, si parla per il sito di Taranto di un esubero strutturale dichiarato pari a 2586 dipendenti. A Genova, invece, l’esubero è di 467 addetti su un organico di 1472. Questi lavoratori sono potenzialmente interessati all’uso dell’incentivo. Per il quale sono a disposizione complessivamente 250 milioni, risorse a carico della stessa amministrazione straordinaria.

fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Nessun commento

I commenti sono chiusi.