Non solo Italia, da Fmi monito alla Spagna sui conti pubblici
News / 9 ottobre 2018

Il Fondo monetario internazionale, nell’avvertire la Spagna sulle migliori politiche fiscali da adottare in vista del futuro, può offrire qualche spunto di riflessione anche per il governo italiano. Negli ultimi anni, com’è noto, il rapporto deficit/Pil della Spagna è stato costantemente più elevato di quello italiano; tuttavia, il governo Rajoy ha introdotto una riforma del mercato del lavoro ritenuta più decisa dello stesso Jobs Act in termini di flessibilizzazione. La somma di questi fattori ha portato la Spagna a crescere in modo sostenuto, anche se adesso – come nel resto d’Europa – ci si attende un rallentamento. In questo contesto, ecco cosa suggerisce il Fmi in vista della finanziaria per il 2019: “I paracolpi fiscali, che si sono esauriti durante la crisi, devono essere ricostruiti. Ciò significa che la politica fiscale dovrebbe sfruttare appieno le condizioni economiche ancora forti per abbattere più rapidamente l’alto livello di debito pubblico. Altrimenti, la Spagna sarebbe costretta a intraprendere una stretta fiscale pro-ciclica quando l’economia sarà colpita da shock futuri. Pertanto, la creazione di buffer oggi crea più spazio fiscale in futuro che contribuirà a proteggere meglio la popolazione dalle grandi oscillazioni nel mondo del lavoro”. In altre parole, scrive il Fmi, è importante che in una…

Pensioni esentasse in UE: Nord dice basta a esodo in Portogallo
News / 9 ottobre 2018

Nelle scorse settimane la Lega aveva evocato un piano di attrazione per i pensionati che ha ricordato da vicino quello che già da anni è attivo in Portogallo e in altri Paesi europei: la promessa dell’esenzione fiscale totale per 10 anni sulle pensioni di chi si trasferisce (dall’estero o dal territorio nazionale) in alcune località spopolate del Sud Italia. Il modello, che secondo i critici, porta alla creazione di “rifugiati fiscali” è stato recentemente sfidato dalla Finlandia. Il Paese scandinavo, infatti, perde fra i 3 e i 6 milioni di euro ogni anno in tasse non pagate dai suoi pensionati  che risiedono, per almeno sei mesi e un giorno, in Portogallo. Attirati dal bel clima, dagli sconti fiscali e dai prezzi più bassi, i pensionati finlandesi spendono, in media, il 20% in più della popolazione nativa del Portogallo. A tutto vantaggio del settore turistico e del PIL del paese lusitano, anche se c’è chi, d’altro canto, lamenta la crescita dei prezzi degli immobili. La Finlandia ha annunciato che se il Portogallo non accetterà entro novembre un nuovo progetto di tassazione che permetta al Paese di recuperare la maggior parte delle risorse dai suoi pensionati, procederà unilateralmente a partire da gennaio….

DEF bocciato da Ue. Di Maio: “Niente piano B”, Europa ha giorni contati
News / 9 ottobre 2018

L’Unione europea ha bocciato la Nota di aggiornamento al DEF presentata dal governo italiano e la reazione dei mercati è stata molto negativa con le banche sospese per eccesso di ribassi, Piazza Affari in calo del 2%, lo spread salito fino a 305 punti base con i tassi BTp decennali ai massimi da quattro anni e mezzo. Ma in tutto questo l’Esecutivo tenta di gettare acqua sul fuoco e tramite Luigi Di Maio fa sapere che un po’ se l’aspettavano ma che vanno avanti comunque, tanto questa Europa – lascia intendere – ha i giorni contati dal momento che ci sono all’orizzonte le elezioni europee. “Le previsioni non si fanno sui se, siamo convinti che quello sarà il tasso di crescita e con quella crescita noi riusciremo a ripagare il debito e ad abbassare il deficit. Ci aspettavamo che questa manovra non piacesse a Bruxelles adesso inizia la fase di interlocuzione con la Commissione europea ma deve essere chiaro che indietro non si torna”. Di Maio parlando a margine del suo intervento al villaggio Coldiretti ha poi confermato che non c’è alcun piano B come previsto oggi da Repubblica in merito cioè ad una possibile via d’uscita del governo qualora il differenziale salisse oltre…

Anima, a settembre la raccolta netta è sopra i 300 milioni di euro
News / 9 ottobre 2018

Il mese di settembre si è concluso, per Anima, con una raccolta netta positiva per 319 milioni di euro dopo i 394 milioni raccolti durante il mese di agosto. Il totale delle masse gestite a fine agosto si è attestato a circa 106,4 miliardi di euro, con un incremento del 35% rispetto allo stesso mese del 2017. “Il dato di raccolta mensile conferma il trend molto positivo del secondo semestre , testimoniando la forza e l’ulteriore irrobustimento del network di partner strategic”, ha commentato Marco Carreri, amministratore delegato di Anima Holding. L’articolo Anima, a settembre la raccolta netta è sopra i 300 milioni di euro sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

Roach: “guerra commerciale può scatenare ondata inflazione”
News / 9 ottobre 2018

Sono sempre maggiori i rischi che le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina possano convergere con altri fattori per sconvolgere l’economia globale e, allo stesso tempo, mettere  così la parola fine al rally di Wall Street. L’allarme arriva Stephen Roach, ex presidente dell’area asiatica per Morgan Stanley, ora economista presso Yale University, che in un’intervista alla CNBC esprime la sua preoccupazione in merito alle conseguenze della guerra commerciale USA-Cina sulla catene di approvvigionamento globali, che finora ha giocato una forza vitale nel tenere sotto controllo le pressioni sui prezzi. “Una situazione che sarebbe resa più complicata dalla presenza di un mercato del lavoro in forte ripresa” dice Roach, che anticipa “una sorprendente ondata di inflazione che la Fed non sarebbe in grado di affrontare “, ha avvertito Roach ritiene che Wall Street e i responsabili politici stiano ampiamente sottovalutando l’impatto delle tensioni commerciali. Nonostante il nuovo accordo per la sostituzione dell’accordo di libero scambio del Nord America, Roach non è ottimista su una risoluzione a a breve delle tensioni con la Cina. “La speranza dell’amministrazione Trump è che la Cina sarà rapidamente sottomessa come è successo con il Messico e il Canada”, ha detto Roach, che invece crede che le probabilità di una lunga interruzione nelle relazioni tra i due paesi siano sono alte. Da…

Wall Street mette i brividi, vendite mirate e sudori freddi
News / 9 ottobre 2018

Dow Jones, azioni Visa in netto calo. Nyse, General Electric in denaro grazie a Barclays. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street, e le info sulla nuova earnings season. Dopo i ribassi registrati nelle sedute di giovedì e venerdì scorso, la piazza azionaria di Wall Street ha aperto la nuova ottava in terreno misto e con il settore tecnologico ancora in difficoltà. A conclusione della sessione di scambi, infatti, il Nasdaq Composite ha perso lo 0,67% a 7.735,95 punti, mentre l’ampio indice S&P 500 ha limitato i ribassi allo 0,04% a 2.884,43 punti. AT THE CLOSE: U.S. stocks seesawed Monday between sharp losses and modest gains amid volatile session. https://t.co/eIj8KHhsAc pic.twitter.com/wytMRTVm3e — FOX Business (@FoxBusiness) October 8, 2018 Luce verde invece per il Dow Jones che comunque non è andato oltre un rialzo dello 0,15% a 26.486,78 punti. Dow Jones, azioni Visa in netto calo Key Equity Research Analysts at RBC Capital Reconfirmed their ‘”Outperform”’ rating for Walgreens Boots Alliance $WBA Shares Today. Their Price Objective Given is $82.0 – https://t.co/UdxQe7W99k — Bibey Post (@bibeypost_stock) October 8, 2018 Visa Falls 3.12% – https://t.co/aDEHJP1vlk — Investing.com Stocks (@InvestingStockz) October 8, 2018 Tra le Blue Chips, nel settore…

5 Titoli Wall Street che corrono come un treno, in tutti i sensi
News / 9 ottobre 2018

Titoli rotaie più appetibili dei vettori aerei con il petrolio in fiamme. Ecco allora cinque top picks nordamericane da seguire in questo momento dove i titoli difensivi sono ben gettonati rispetto all’hi-tech che sembra avere il fiato corto. Tra i binari americani, e quelli canadesi, potrebbe esserci del valore nascosto sui titoli del settore ferroviario, quotati in Borsa a Wall Street, dopo il nuovo Nafta. Non a caso Stephen Guilfoyle su thestreet.com ha individuato ‘5 titoli ferroviari che sembrano buoni nell’ambito del nuovo accordo NAFTA‘.  Titoli rotaie più appetibili dei vettori aerei con il petrolio in fiamme E questo anche perché se da un lato, nel settore dei trasporti, il rialzo dei prezzi del greggio penalizza i vettori aerei, dall’altro l’ascesa dei prezzi dell’oro nero non è tale, invece, da generare sconquassi non solo nel settore ferroviario, ma anche per il trasporto su gomma e per il business degli spedizionieri marittimi. Non a caso, dall’inizio dell’anno, prendendo come base l’andamento dell’S&P 500, l’indice Dow Jones US Railroad Index si è comportato decisamente meglio dello Standard & Poor, mentre il Dow Jones U.S. Airline Index ha fatto decisamente peggio. Consider @Sarge986 your conductor https://t.co/4cI5bXpEl2 — TheStreet (@TheStreet) October 8, 2018 Le top…

Piazza Affari è senza paracadute: rischi in aumento nel breve
News / 9 ottobre 2018

Il Ftse Mib ha violato di slancio i precedenti minimi dell’anno, lasciando il fianco scoperto ad ulteriori incursioni ribassiste. Anche la prima seduta dela nuova settimana non ha riservato nulla di buono per le Borse europee che hanno continuato a scivolare verso il basso, vivendo una giornata simile a quella di venerdì scorso. Il Cac40 e il Ftse100 sono scesi rispettivamente dell’1,1% e dell’1,16%, ma è andata ancora peggio al Dax30 che ha chiuso in rosso dell’1,36%. La peggiore performance è stata quella di Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib terminare gli scambi a 19.851 punti, con una flessione del 2,43%,dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 20.175 e un minimo a 19.812 punti. Ftse Mib sui minini da un anno e mezzo: cosa aspettarsi ora? L’indice delle blue chips oggi ha avviato gli scambi in gap-down, violando già in apertura i minimi dell’anno in area 20.200 che sono stati aggiornati nel corso della seduta, con una discesa dei corsi su livelli che non vedevano ormai da circa un anno e mezzo. Come anticipato nelle rubriche dei giorni scorsi, la rottura dei minimi in area 20.200 ha provocato un deterioramento del quadro tecnico, con il Ftse Mib che…

Dividendo, sconto, profitti: i pro di Enel che piacciono a CS
News / 9 ottobre 2018

Prospettiva di aumento del dividendo, sconto di valutazione e target sui profitti 2019 raggiungibili: ecco perché per Credit Suisse Enel vale un Buy. Nel luglio scorso, Credit Suisse aveva migliorato da 6 a 6,40 euro il target price sulle azioni di Enel, con rating Outperform, in una nota che puntava sull’utility italiana evidenziandone le prospettive di crescita dei profitti superiori a quelle dei peer europei. Enel: Credit Suisse rivede il target price, ma resta Outperform  Adesso la banca elvetica fa marcia indietro sui numeri, riportando l’asticella del prezzo obiettivo a 6 euro per tenere conto principalmente, come spiega in un nuovo report di stamane, del de-rating dell’interno comparto da luglio e del nuovo quadro di riferimento prodottosi sul fronte dei cambi valutari e nel mercato delle materie prime. Non per questo però gli analisti smettono di credere nel potenziale rialzista della società guidata da Francesco Starace, cui riassegnano ancora una volta una raccomandazione d’acquisto confidando nella capacità del gruppo di centrare i target finanziari del prossimo anno, nel potenziale di crescita del suo dividendo e nella possibilità che il titolo possa colmare il recente gap di performance con i concorrenti del settore.  Una sottoperformance dovuta anche allo spread Nel nuovo report, l’investment bank elvetica ricorda che dall’inizio del…

Le Borse franano, New York non argina
News / 9 ottobre 2018

A Piazza Affari le vendite risparmiano solo Recordati. Pesanti vendite sui titoli del comparto bancario, sul risparmio gestito ed il settore del lusso.  Che non sarebbe stata una seduta tranquilla lo si era capito ancor prima che cominciasse. Nella notte italiana, infatti, dalla Cina arrivavano notizie non proprio tranquillizzanti, sia la Borsa di Shanghai che quella di Shenzhen lasciavano sul terreno quasi 4 punti percentuali. Nel week end era intervenuta la PBoC, la Banca Centrale della Repubblica cinese, che ha tagliato le riserve obbligatorie delle banche, quindi … un provvedimento “espansivo”. Ed allora … come giustificare un ribasso così marcato? Principalmente perché la Borsa cinese riapriva oggi dopo una settimana di pausa (le festività in Cina durano tanto!) e l’ultima ottava non è stata particolarmente brillante per le Borse di tutto il mondo. Alcuni operatori, tuttavia, hanno attribuito questa reazione del mercato ad un paradossale “effetto boomerang”, con il suo intervento la PBoC avrebbe indirettamente confermato che i dazi di Trump cominciano a produrre effetti negativi sull’economia cinese. Comunque sia l’effetto negativo contagiava le Piazze europee, che durante le prime ore di contrattazione venivano subissate dalle vendite per poi stabilizzarsi sui livelli raggiunti per il resto della seduta . L’apertura…