Piazza Affari scende sui minimi da aprile 2017, UE critica su NaDef. FTSE MIB -2,43%

9 ottobre 2018

Piazza Affari scende sui minimi da aprile 2017, UE critica su NaDef.

*Piazza Affari scende sui minimi da aprile 2017, UE critica su NaDef. FTSE MIB -2,43%.

Mercati azionari europei negativi. Wall Street in ribasso: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,3%, Nasdaq Composite -0,8%, Dow Jones Industrial -0,3%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -2,43%, il FTSE Italia All-Share a -2,47%, il FTSE Italia Mid Cap a -2,68%, il FTSE Italia STAR a -3,01%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, l’indice Sentix, che misura la fiducia degli investitori in merito alle aspettative economiche dell’eurozona nel mese corrente, è sceso a 11,4 punti dai 12 precedenti. In Germania l’ufficio di statistica Destatis ha indicato per la produzione industriale una variazione negativa dello 0,3% ad agosto rispetto al mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un incremento pari allo 0,4%. A luglio la produzione industriale era scesa dell’1,3%, rivista al ribasso da -1,1%. Su base annua la produzione industriale e’ scesa dello 0,1% (come da attese) contro il -1,5% di luglio (rivisto da -1,1%).

Seduta molto difficile per i BTP. Il rendimento del decennale termina al 3,57%, (+16 bp rispetto alla chiusura di venerdì) con un picco al 3,64%: si tratta dei livelli massimi da febbraio 2014. Lo spread sul Bund sfiora i 311 bp per poi chiudere a 302. Venerdì scorso la Commissione Europea, a firma del vicepresidente Valdis Dombrovskis e del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, ha invato a Roma una lettera in cui ha espresso una prima critica ai programmi economici del governo, o almeno a quei saldi di bilancio entro cui si dovrà inserire la nuova manovra per il 2019 e che sono stati inseriti nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza appena pubblicato dall’esecutivo. Si tratta di una rapidità di risposta alle indicazioni di Roma non consueta, ma prevedibile visti i malumori da subito espressi a Bruxelles sui programmi economici del nuovo governo italiano.

Euro in difficoltà contro dollaro. La moneta unica ha toccato nel pomeriggio il minimo dal 20 agosto a 1,1460. Al momento EUR/USD segna 1,1477. L’indebolimento dell’euro è da attribuire alle tensioni all’interno dell’eurozona causate dalle prospettive di deterioramento dei conti pubblici dell’Italia. Sullo sfondo ricordiamo anche le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, della scorsa settimana: i tassi di interesse USA potrebbero salire anche oltre l’area neutra.

*Forti vendite sui bancari *in scia all’avvitamento ribassista dei BTP. L’indice FTSE Italia Banche chiude a -3,50% e tocca i minimi da dicembre 2016. Sotto pressione Banco BPM (-6,47%), UBI Banca (-4,94%), FinecoBank (-4,79%), UniCredit (-3,56%), Mediobanca (-4,67%), Intesa Sanpaolo (-3,26%).

Male il lusso con Moncler (-4,75%), Salvatore Ferragamo (-3,71%), Tod’s (-3,97%). Luxottica (-0,74% a 56,14 euro) limita i danni nonostante l’istruttoria antitrust avviata sull’acquisizione del gruppo ottico vetrario Barberini, suo principale fornitore di lenti. Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione buy e il target a 60 euro sul titolo del gruppo di Agordo.

Vendite sugli automobilistici (EURO STOXX Automobiles & Parts -1,4%) Brembo (-3,76%), Pirelli&C (-3,30%), Sogefi (-4,75%). In rosso FCA (-2,33%) che oggi ha annunciato l’avvio nello stabilimento di Melfi delle attività propedeutiche per la produzione della Jeep Renegade PHEV, veicolo ibrido elettrico plug-in. Il lancio sul mercato avverrà nella prima parte del 2020. Male anche Piaggio&C (-3,11%) nonostante l’annuncio dell’avvio delle vendite della Vespa Elettrica: è partita la campagna di prenotazioni on-line. La commercializzazione su larga scala attraverso la rete dei concessionari Piaggio sarà avviata nel mese di novembre a partire dai mercati europei, per poi essere estesa a Stati Uniti e Asia da inizio 2019.

Telecom Italia (-1,96%) torna a perdere terreno dopo il recupero visto nella seconda parte della scorsa ottava dopo essere scesa sui minimi dal 2013. Nel fine settimana l’a.d. Amos Genish ha dichiarato a Repubblica di essere intenzionato a rimanere al vertice dell’ex monopolista e di voler portare avanti la strategia basata sul passaggio ai servizi di telefonia mobile 5G: a tal proposito ha aggiunto che l’asta per le frequenze è stata più costosa del previsto ma ne è valsa la pena. Il manager ha però sottolineato che i contrasti all’interno management (derivanti dalle tensioni tra gli azionisti Vivendi ed Elliott) sono controproducenti: la situazione è problematica e sta diventando insostenibile. Inoltre una fonte vicina alla situazione sentita da Reuters confermato i rumor secondo cui Telecom ha incaricato Enrico Laghi, commissario straordinario di Alitalia, di effettuare una valutazione degli asset del gruppo. L’indiscrezione era stata rivelata da Repubblica: il quotidiano sabato ha scritto che il parere di Laghi potrebbe condurre a una svalutazione delle reti in rame e in fibra, con conseguenze negative sui profitti della compagnia.

In rosso Leonardo (-1,74%) e Fincantieri (-3,11%). L’Economia del Corriere riferisce di un’ipotesi di aggregazione allo studio di alcune investment bank. L’obiettivo sarebbe la creazione di un polo della difesa e della cantieristica da ricondurre, insieme alle principali partecipazioni pubbliche, in Cdp. Quest’ultima controlla il 72% di Fincantieri, mentre il 32% di Leonardo è in mano al MEF.

*Amplifon (-1,63%) *riduce le ampie perdite (-10% circa con passaggio in asta di volatilità) accusate dopo l’annuncio dell’arrivo di tutti i necessari nulla osta antitrust per l’acquisizione di GAES (annunciata lo scorso 24 luglio). In particolare, le autorizzazioni sono state ricevute dall’autorità spagnola (Comisión Nacional de los Mercados y de la Competencia) e da quella portoghese (Autoridade da Concorrência), entrambe senza condizioni. Amplifon conferma quindi il closing dell’operazione entro la fine del quarto trimestre 2018, a seguito di alcune attività minori per il perfezionamento dell’operazione.

Astaldi (+12,82%) prolunga il rimbalzo visto nelle ultime due sedute della scorsa settimana. Secondo il Sole 24 Ore il nuovo piano di salvataggio ammonta a circa 1,5 miliardi di euro, con aumento di capitale da 400 milioni di euro (200 da raccogliere sul mercato e il resto mediante conversione parziale del subordinato 2020 da 750 milioni). Previsto un taglio del debito del 40%. Intesa Sanpaolo, uno dei creditori principali, vede positivamente un consolidamento nel settore: Salini Impregilo (-2,02%) ha comunicato che sta esaminando il dossier Astaldi e secondo indiscrezioni ha incaricato BofA Merrill-Lynch e Vitale&Co per effettuare approfondimenti.

*GO Internet (+6,45%) *in netta controtendenza con il mercato. Il titolo approfitta ancora dell’esito dell’asta per le frequenze 5G, chiusa con offerte pari a oltre 6,5 miliardi di euro, ben al di sopra delle attese. L’asta ha quindi messo in evidenza il valore dei diritti d’uso nelle Marche e in Emilia Romagna delle frequenze nella banda 3,5 GHz (tra quelle scelte per lo sviluppo del 5G) per i quali il gruppo di Gubbio ha ricevuto conferma della proroga fino al 31 dicembre 2029. Inoltre, secondo il Sole 24 Ore, Wind Tre potrebbe essere interessata a Go Internet e Linkem, con cui è stato stretto un accordo per l’utilizzo condiviso delle frequenze. Ricordiamo anche l’accordo con Retelit (-3,21%) “della durata di 5 anni rinnovabili per la fornitura di connettività ultra-broadband e a banda dedicata in fibra ottica ad alta velocità finalizzata a preparare la rete di GO internet all’evoluzione verso il 5G”.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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