Corte dei Conti: stime Pil ottimiste. Nordea: “Taglio rating inevitabile”

10 ottobre 2018

“Il quadro macroeconomico programmatico appare ottimistico alla luce delle attuali tendenze del ciclo economico internazionale”, specie per le previsioni sul Pil oltre il 2019. Lo ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, intervenuto in Parlamento per commentare la legge di bilancio e in particolare le stime sull’andamento del Pil 2019 (+1,5%), 2020 (+1,6%) e 2021 (+1,4%).

“Se l’effetto sulla crescita economica del maggior deficit ipotizzato nella nota appare in linea con le stime degli anni passati”, rileva sempre la Corte, “desta perplessità che l’effetto della politica di bilancio in termini di maggiore crescita del Pil permanga dopo il 2019“.

I contenuti nella nota di aggiornamento del Def preoccupano anche per la parte relativa al debito pubblico, con la traiettoria disegnata nel quadro programmatico della Nota che “non appare rassicurante”, ha aggiunto Buscema nel corso della sua audizione in aula.

“Non appare superfluo ribadire che il rapporto debito/Pil è un indicatore cruciale” ha aggiunto “Se è discutibile il ruolo che l’indebitamento può giocare nel breve termine, vi è consenso nel ritenere che nel lungo periodo la crescita del debito danneggia l’economia, mina la fiducia di famiglie e imprese e riduce gli investimenti, stante il permanente rischio di instabilità finanziaria”.

La Corte dei Conti è intervenuta dopo l’Istat e Bankitalia. In serata sarà la volta del presidente dell’ufficio di bilancio parlamentare (UBP), organismo indipendente di vigilanza delle finanze pubbliche. Giuseppe Pisauro potrebbe annunciare la bocciatura del testo, che a metà ottobre passerà al vaglio delle autorità europee.

Corte dei Conti: tassi alti bloccano investimenti e consumi

Le misure di stimolo della domanda contenute nella manovra riguardano “una porzione comunque limitata dell’ampia platea di famiglie e imprese” mentre l’aumento del debito e dei tassi d’interesse possono influenzare il resto degli operatori causando un rinvio degli investimenti.

“Quanto all’efficacia del disegno di politica economica descritto nella Nota”, secondo Buscema “va considerato che gli effetti di stimolo della domanda derivanti dai provvedimenti proposti, si esplicheranno nei confronti di una porzione comunque limitata dell’ampia platea di famiglie e imprese“.

Secondo Buscema “non può, dunque essere sottovalutata l’eventualità che il resto degli operatori, di gran lunga prevalente, reagisca in modo difforme alle prospettive finanziarie, connesse soprattutto all’andamento del debito pubblico e dei tassi di interesse: le imprese, rinviando i programmi di investimento (anche per i riflessi sul funzionamento del circuito creditizio); le famiglie, traducendo le incertezze sulle aspettative in una riduzione della propensione al consumo“.

Nordea: taglio del rating “inevitabile”

Nonostante l’andamento preoccupante dei Btp sui mercati, il debito pubblico rimane sostenibile al momento, secondo gli analisti di Nordea, ma per poco. Molti sono i rischi all’orizzonte con l’Italia che sta mettendo a dura prova la pazienza di mercati e autorità Ue.

“Il deficit proposto nel 2019 difficilmente potrà essere finanziato evitando una nuova pioggia di vendite sui Btp”, scrivono in una nota gli analisti. Il governo, che può godere di una certa popolarità in patria, continuerà a provare a implementare la parte del programma più ampia possibile, o per lo meno ogni parte che i mercati possono digerire.

Il rendimento medio dei Btp è del 3,05%, sotto la soglia di sostenibilità stimata da Nordea del 4,25%. Con un allargamento dello Spread tra Btp e Bund di 100 punti base, l’euro si dovrebbe indebolire di un ulteriore 2,5-3%. Quanto allo spauracchio di un downgrade delle agenzie di rating, con ogni probabilità sono “inevitabili”.

Così come è inevitabile uno scontro frontale con la Commissione Europea, che probabilmente non avrà il coraggio, tuttavia, di sanzionare l’Italia.

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