Piazza Affari riemerge dal minimo da aprile 2017 grazie al rimbalzo di bancari e BTP. FTSE MIB +1,06%

10 ottobre 2018

Piazza Affari riemerge dal minimo da aprile 2017 grazie al rimbalzo di bancari e BTP.

Piazza Affari riemerge dal minimo da aprile 2017 grazie al rimbalzo di bancari e BTP. FTSE MIB +1,06%.

Mercati azionari europei positivi. Wall Street in verde: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, Nasdaq Composite +0,6%, Dow Jones Industrial invariato. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,06%, il FTSE Italia All-Share a +0,85%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,53%, il FTSE Italia STAR a -0,92%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, in Germania il surplus della bilancia commerciale ad agosto 2018 e si e’ attestato a 17,2 miliardi di euro. In termini destagionalizzati, il saldo della bilancia commerciale estera è in avanzo di 18,3 miliardi di euro. L’Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha inoltre riportato che le esportazioni sono cresciute del 2% rispetto a un anno fa mentre le importazioni sono cresciute del 6,2% nello stesso periodo. Rispetto a luglio le esportazioni sono diminuite dello 0,1% e le importazioni del 2,7%.

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha tagliato la stima di crescita del PIL globale dal 3,9% al 3,7% sia per quest’anno che per il prossimo. Rivista al ribasso la stima di crescita dell’economia italiana per il 2018 e 2019. Quest’anno il PIL è atteso ora a +1,2% (da +1,5% indicato in precedenza) mentre nel 2019 è visto a +1% (da +1,1%).

Bene i petroliferi in scia al rimbalzo del greggio dai minimi di ieri mattina. Il recupero del petrolio è stato probabilmente favorito dal dato sul consumo di prodotti petroliferi in Cina ad agosto, +5,9% a/a dopo il +3,2% di luglio. Bene Tenaris (+3,35%), Saipem (+3,33% a 5,2140 euro) su cui Kepler Cheuvreux ha incrementato il target da 4,40 a 5,50 euro, ed Eni (+2,63% a 16,2620 euro): Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione buy e incrementa il target da 18,50 a 21,00 euro. Banca Akros conferma buy e target a 18,50 euro. Ieri Eni ha siglato con BP e la compagnia di stato libica Noc una lettera d’intenti per avviare avviare il processo di assegnazione al gruppo del cane a sei zampe di una quota del 42,5% nell’Exploration and Production Sharing Agreement di BP in Libia, con l’obiettivo di rilanciare le attività di esplorazione e sviluppo e di promuovere un ambiente favorevole agli investimenti nel paese.

Seduta molto volatile per i bancari, partiti bene per poi invertire la rotta al ribasso e quindi rimbalzare nel finale. L’indice FTSE Italia Banche termina a +1,30% (dopo aver toccato in mattinata i minimi da dicembre 2016). L’andamento del settore è stato condizionato, come di consueto nell’ultimo periodo, da quello dei BTP: il rendimento del decennale termina a ridosso dei minimi di seduta al 3,54% da un massimo al 3,71% a fine mattinata, lo spread sul Bund a 299 bp da un massimo a 317. I movimenti dei BTP sono stati condizionati dalle parole il Ministro dell’Economia Giovanni Tria: una reazione negativa in mattinata dopo che il ministro ha affermato che il Def è coraggioso e non irresponsabile, e che le previsioni di crescita sono prudenziali e ampiamente oltrepassabili. A inizio pomeriggi la rimonta dopo che Tria ha detto che in caso di accelerazioni dello spread verso 400-500 punti base “Il governo farà quel che è necessario”, “ma non ce lo aspettiamo”. Per Tria l’impegno dell’esecutivo è “far convergere lo spread che noi abbiamo verso i fondamentali, creando fiducia”. Acquisti sulle big UniCredit (+1,20%) e Intesa Sanpaolo (+2,19%), mentre BPER Banca (-2,00%) non è riuscita a reagire.

Positiva anche Banco BPM (+1,13%) dopo il -6,47% di ieri (peggior titolo del FTSE MIB). Secondo indiscrezioni di stampa l’istituto guidato da Giuseppe Castagna sta valutando una razionalizzazione degli asset del credito al consumo, settore in cui è attiva con ProFamily e Agos Ducato, di cui detiene il 39% (Credit Agricole ha il restante 61%). Tre sono le possibilità: il conferimento di ProFamily in Agos (con conseguente aumento della quota), un’IPO di Agos (difficile nelle attuali condizioni di mercato), la vendita della quota in Agos (ha una buona redditività ed è quindi un asset appetibile). Sempre secondo le indiscrezioni c’è la possibilità che BPM possa a breve incaricare un advisor per studiare il dossier. L’ipotesi di vendita di Agos Ducato non è nuova, anche se è sempre stata considerata dall’a.d. Castagna come una “second best”. Ricordiamo che BPM è impegnata nella vendita di npl fino a 9,5 miliardi di euro (più eventualmente la piattaforma di gestione) e che l’incremento di rendimenti e spread rischia di mettere in difficoltà gli indici di solidità patrimoniale delle banche: in questo contesto incamerare una plusvalenza permetterebbe a BPM di guardare al futuro con meno ansia.

Anche le utility recuperano grazie al rimbalzo dei BTP e al conseguente calo dei rendimenti. Acquisti su Snam (+2,24%), A2A (+2,15%), Terna (+1,90%), Italgas (+0,77%), Enel (+0,73%).

Bella reazione per i titoli del settore lusso, al traino del rimbalzo del mercato azionario italiano. In evidenza Salvatore Ferragamo (+2,57%), Moncler (+1,88%), Brunello Cucinelli (+2,77%), Geox (+1,76%), Tod’s (+1,83%). Da segnalare anche che il dollaro, valuta cui i titoli del comparto sono correlati, ha toccato a inizio pomeriggio il massimo dal 20 agosto contro euro (EUR/USD a 1,1432).

Pirelli&C (+1,89%) guadagna terreno dopo il completamento dell’acquisto del 49% della joint venture che controlla un nuovo impianto di pneumatici “consumer” in Cina. L’investimento è stato di circa 65 milioni di euro e prevede anche diritti per salire fino al 70% della jv tra il 2021 e il 2025. Pirelli è reduce dall’affondo che ha portato ieri il titolo sui minimi da quasi un anno, dopo che la settimana scorsa sono scaduti gli impegni di lock-up assunti nell’ambito dell’IPO del gruppo degli pneumatici.

Amplifon (-2,98%) torna a perdere terreno dopo l’affondo di ieri (e il recupero con perdite in chiusura limitate a -1,63%). Il titolo aveva accelerato al ribasso dopo l’annuncio dell’arrivo di tutti i necessari nulla osta antitrust per l’acquisizione di GAES (annunciata lo scorso 24 luglio). In particolare, le autorizzazioni sono state ricevute dall’autorità spagnola (Comisión Nacional de los Mercados y de la Competencia) e da quella portoghese (Autoridade da Concorrência), entrambe senza condizioni. Amplifon conferma quindi il closing dell’operazione entro la fine del quarto trimestre 2018, a seguito di alcune attività minori per il perfezionamento dell’operazione.

Astaldi (+21,52%) estende il rimbalzo: oggi MF ipotizza un intervento più corposo per il salvataggio del gruppo, finora stimato in 1,5 miliardi di euro, e pari ad almeno 2 miliardi, comprendente un aumento di capitale vicino ai 600 milioni di euro (contro i 400 dei precedenti rumor).

Trevi Finanziaria Industriale (+3,67%) positiva dopo che il cda ha approvato le linee guida dell’ipotesi di manovra di rafforzamento patrimoniale e ristrutturazione dell’indebitamento su proposta del Chief Restructuring Officer (CRO) Sergio Iasi. La manovra prevede un aumento di capitale, la conversione di 250 milioni di euro di crediti e riscadenziamento del residuo, il tutto sotto la tutela dell’Articolo 182 bis della legge fallimentare. Trevi ha anche comunicato che negli ultimi mesi sono state acquisite importanti commesse in tutte le divisioni.

(Simone Ferradini – www.ftaonline.com)

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