Nemmeno Brunello Cucinelli resiste al “ciclone Cina”

11 ottobre 2018

L’allarme sui venti di crisi provenienti dall’asia mette sotto pressione prima il settore del lusso colpito pesantemente dalle vendite, poi con il passare delle ore il ribasso coinvolge il resto dei comparti, ad eccezione una volta tanto di quello bancario e finanziario.

Brunello Cucinelli viene pesantemente colpita dalle vendite come del resto l’intero settore del lusso europeo, nonostante che i dati di bilancio di molte delle società coinvolte parlino di ricavi e utili in crescita, confermando quanto meno per il prossimo futuro i target di vendita.

Sfortunatamente però la dinamica ribassista che ha colpito in maniera eclatante il titolo, parte esattamente dal 27 agosto scorso con i prezzi che cedono quota 38, dopo aver toccato il massimo storico a 41.70 euro.

Con l’azione che da inizio 2018 sfoggiava una crescita di valore pari al 64% circa, molti analisti parlano di prezzi troppo alti rispetto ai fondamentali di bilancio, paventando una robusto adeguamento verso valori più realistici sotto quota 30 euro, con alcuni che indicavano livelli ancora più bassi in prossimità di 22 euro.

Per quanto riguarda l’analisi grafica la tendenza ribassista innescata dal cedimento dei 35 euro, lo scorso 27 agosto, con la presenza di volumi insolitamente crescenti e una media in salita oltre i 600.000 pezzi scambiati, è proseguita senza mai fornire indizi di rallentamento per il resto del periodo fino al “collasso” di oggi.

Infatti sostanzialmente il titolo viene scaricato in tutta fretta, come confermato dalla dinamica dell’indicatore di trend Cci, che assume valori negativi e quindi segnalando il proseguimento della tendenza rialzista verso quota 28 euro.

Anche la black marubozu disegnata dalla valenza evidentemente negativa palesa il dominio assoluto dei venditori, prospettando nuovi ribassi verso quota 27.50 prima e 24 euro in seguito.

Strategia operativa

Per le posizioni long: Attendere la fine del violento sell off abbattutosi sul titolo e le cui implicazione non sono ancora terminate: solo il ritorno sopra quota 34 euro potrà annullare la dinamica ribassista in atto.

Per le posizioni short: tenuto conto dell’elevato livello di volatilità presente, eventuali posizioni ribassiste in “short selling ” diretto sul titolo vanno evitate, infatti con il ribasso ben avviato ogni ingresso ai prezzi attuali apparirebbe tardivo e molto rischioso.

Meglio privilegiato l’acquisto di opzioni Put scadenza dicembre 2018, strike 32 euro, beneficiando dell’effetto leva e di un’esposizione ridotta in termini di capitale impiegato, con un costo dello stop loss più basso.

fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

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