Sulla manovra, Draghi invita tutti ad abbassare i toni

14 ottobre 2018

Un invito ad abbassare i toni rivolto all’Italia ma anche a tutte le parti in causa, Commissione europea inclusa, e a non “drammatizzare” le discussioni sulla legge di bilancio italiana: è il richiamo lanciato dal presidente della Bce, Mario Draghi, che, in una conferenza stampa a Bali nell’ambito del meeting annuale di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale, si è detto “ottimista” sulla possibilità di un “compromesso” sulla manovra tra governo e istituzioni europee.

Le domande rivolte a Draghi, anche dei giornalisti stranieri, sono state quasi tutte sul nostro Paese. D’altra parte, che il ‘caso-Italia’ tenesse banco nei dibattiti internazionali a Bali si era capito anche, nei giorni scorsi, dagli interventi di Christine Lagarde e dalle rassicurazioni dei rappresentanti italiani. “Sono ottimista su un accordo. Bisogna stare tranquilli, abbassare i toni e avere fiducia in un compromesso”, ha sottolineato Draghi. “Le parole sono cambiate tante volte – ha aggiunto riferendosi al governo italiano – aspettiamo i fatti e quello che esce dal dibattito parlamentare. Ci sono procedure stabilite e accettate da tutti. Già in passato ci sono state deviazioni e discussioni. Non bisogna drammatizzare”.

Il peso delle parole

D’altra parte, ha affermato il presidente Bce, “per dare una valutazione complessiva sulla legge di bilancio, aspettiamo di vedere la versione definitiva. Tutte le parti devono abbassare i toni, non solo l’Italia. Non è la prima volta che c’è stata una deviazione delle regole stabilite dall’Europa”. Fino a qui le parole concilianti. Poi però Draghi ha sottolineato come l’aumento dello spread sia solo responsabilità di dichiarazioni estemporanee e ha ribadito che ridiscutere le regole europee “provoca instabilità”. “I dibattiti sulla esistenza dell’euro hanno creato danni reali con un forte aumento dello spread in coincidenza con tali dichiarazioni. Il risultato è che famiglie e imprese oggi pagano tassi di interesse piu’ alti”.

“L’avvicinarsi della fine del Qe, già annunciata a giugno, non ha una stretta relazione con l’aumento dello spread. Noi compriamo bond sovrani da tutti i paesi” dell’Eurozona “ma non dalla Grecia i cui titoli non hanno i requisiti per essere acquistati dalla Bce. Eppure ultimamente lo spread tra bond greci e italiani si è ridotto (390 quello ellenico, 310 quello italiano, ndr) sebbene stiamo comprando titoli italiani”, ha aggiunto Draghi. “Questo dimostra che si tratta” di un fenomeno “locale che non dipende dalla fine del Qe”. Parlando in generale poi ha ripetuto il concetto secondo cui una “politica fiscale espansiva sia più complicata in paesi con un debito pubblico alto”. Infine il presidente dell’Eurotower ha evidenziato che non c’è un “rischio contagio” per l’Europa proveniente dall’Italia. Le tensioni che scaturiscono dalla discussione tra autorità europee e governo italiano sulla legge di bilancio si ripercuotono solo sul nostro Paese.

fonte: http://www.agi.it/economia/rss

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