FCA cerca l’uscita dalla palude in cui si è cacciata

17 ottobre 2018

Fca torna a consolidare i minimi di periodo rimbalzando oggi di quasi 4 punti percentuali, con gli investitori che premiano la saggia scelta di privileggiare la cessione di Magneti Marelli senza passare dalla quotazione, risparmiando tempo e risorse preziose.

Fca rimbalza grazie ai rumors di una cessione di Magneti Marelli al fondo d’investimento Kkr, risparmiando tempo e risorse preziose rispetto alla quotazione, scelta dettata anche dalle le recenti turbolenze sulle piazze finanziarie più importanti.

Il ritorno di interesse sul titolo da parte degli investitori consente ai prezzi di recuperare leggermente terreno, rispetto ai minimi di periodo registrati a ridosso di 13.70 euro, come confermano anche i volumi cresciuti di poco oltre la media.

Ovviamente il quadro tecnico offerto dal grafico giornaliero non lascia spazio a facili entusiasmi, in quanto la perdita definitiva di quota 17.50 euro, avvenuta ad inizio estate, ha di fatto condannato il trend rialzista di medio termine.

Adesso il titolo fatica a resistere alle ulteriori spinte ribassiste che si sono accumulate nelle ultime due settimane in perfetta simbiosi con la dinamica del listino generale, creando l’aspettativa negli investitori di ulteriori cedimenti sotto quota 13.40 euro.

Il balzo di oggi dunque per essere considerato foriero di nuovi allunghi deve necessariamente innescare  ulteriori acquisti, facendo oltrepassare ai prezzi prima la soglia dei 15 e successivamente consolidare oltre i 16 euro.

Tale scenario purtroppo non ha molte probabilità di concretizzarsi nel breve termine, anzi il titolo è ancora fortemente esposto alle pressione ribassiste, che hanno come obiettivo primario il raggiungimento della soglia psicologia di 12.70 euro entro dicembre.

Strategia operativa

Per le posizioni long: attendere il raggiungimento della prossima resistenza a quota 15.00 euro, per prendere in considerazione nuovi acquisti, monitorando come livello di allerta quota 13.00 euro ancora sufficientemente distante.

Per le posizioni short: tenuto conto della congestione prolungata dei prezzi a risorse della banda d’oscillazione compresa tra 16 e 13 euro, qualunque ulteriore operazione ribassista esporrebbe ad inutili costi da stop loss.

Più produttivo attendere un nuovo rimbalzo dei prezzi a ridosso dell’area di resistenza di 16.00 euro, privilegiando l’acquisto di opzioni put, strike 14.50, scadenza dicembre 2018 solo se i prezzi entro un mese e mezzo dovessero raggiungere il target indicato.

Grafico FCA di TradingView

fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

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